Art Basel 2019 & 2020 - Pagina 9
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  1. #81
    L'avatar di smw85
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    gli è andata da dio a lui e a tutti loro per anni ed anni, ma finalmente sono consapevoli
    che non poteva essere per l'eternità.
    Alessandro nell'articolo ci leggi quello che ci vuoi leggere tu...ma leggi male. Minini ha fatto 40+ anni di galleria e la figlia prosegue parallelamente il suo percorso. Certo lo fa con passione, è un pioniere ed un grandissimo ma non è una ONLUS altrimenti venderebbe a prezzo di costo e non mi sembra uno che vende a prezzo di costo (e fa bene, visto la qualità che tratta). In 40+ anni ha visto tutto, alti, bassi, fuochi di paglia, crisi e via dicendo. Dopo 40 anni di attività secondo te inizia a svalutare il magazzino? Non scrive di certo che adeguerà i listini e mai lo farà cosi come nessun altro taglierà i prezzi. Anzi adesso le opere valide col cavolo che le vedi passare in asta oppure che il mercante te le dà a sconto 30%...te lo sogni. A massimo vedrai le case d'asta intasate di gente che vuole vendersi le croste per recuperare due spiccioli. Cosi come credo che anche tu non sconterai del 30% le tue consulenze da professionista della sicurezza sul lavoro, nè io sconterò i prodotti dell'azienda per la quale dirigo le vendite. Neanche per sogno, anzi quella è la strategia per affossarsi e non rialzarsi più. Nel finale dell'articolo ti dice quello che dici sempre tu e che come sai sostengo anche io...che l'arte non si compra per speculare ma per piacere e sono certo che Minini anche se gallerista e mercante è il primo a crederci visto l'assoluta trasparenza e schiettezza della persona.

  2. #82
    L'avatar di Klee
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    Occhio che tra due / tre mesi un calo del 20/30 per cento potrebbe sembrare tanto ( in media per opere tra i 20 / 100 k ) ... tra un anno potrebbe superare il 50 per cento . Per tutto ciò che costa centinaia di migliaia se non milioni non mi esprimo , ma le botte devono arrivare ; per tutti e dureranno a lungo . E giustamente a mio parere , parliamo di beni assolutamente superflui . Questo è ' un settore condotto generalmente da super benestanti , rivolto a fasce privilegiate .

  3. #83
    L'avatar di Biagio.tv
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    Scusate, io vedo in tanti commenti del pessimismo cosmico (per questo non entro più in alcuni 3D) dovuto certamente alla contingenza dell'orribile momento che stiamo vivendo dal punto di vista della assurda perdita di vite umane e della crisi economica che certamente verrà.

    Ma le ipotesi che si fanno sui tempi e sui crolli sono del tutto azzardate e non poggiano su nessuna analisi delle crisi precedenti. Quindi cerchiamo di evitare allarmismi basati non si sa su cosa.
    Perchè allora sulle stesse premesse fantasiose si potrebbe dire che tutto l'immobiliare tra due mesi cala del 20/30% e tra un anno del 50%, poi magari del 70%... o magari i diamanti o l'oro o chissà cosa.

    Ci saranno dei cali? SI, CERTO. Sia nelle quotazioni che nei volumi. Nell'arte come in tanti altri settori.
    Di che proporzione? IMPOSSIBILE DIRLO.
    Le percentuali saranno le stesse per tutti gli artisti o per tutte le opere? NO.

    Questo è quello che si può realisticamente ipotizzare.

    Quello che sarà tra un anno non lo sa nemmeno il Mago Otelma.
    Potremmo restare ai livelli che vedremo tra 3 mesi, potrebbe peggiorare, o qualcosa potrebbe anche già risalire.

    Ma se non sarà tra un anno, sarà tra due o tre e le cose giuste e gli artisti validi saliranno nuovamente. Come è successo da oltre un secolo a questa parte dopo guerre e crisi.
    Il resto probabilmente farà più difficoltà.

    PS. il modo in cui intervverranno i governi UE e del resto del globo, e soprattutto il nostro, faranno la differenza rispetto a come se ne uscirà.

  4. #84

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    Citazione Originariamente Scritto da Klee Visualizza Messaggio
    Occhio che tra due / tre mesi un calo del 20/30 per cento potrebbe sembrare tanto ( in media per opere tra i 20 / 100 k ) ... tra un anno potrebbe superare il 50 per cento . Per tutto ciò che costa centinaia di migliaia se non milioni non mi esprimo , ma le botte devono arrivare ; per tutti e dureranno a lungo . E giustamente a mio parere , parliamo di beni assolutamente superflui . Questo è ' un settore condotto generalmente da super benestanti , rivolto a fasce privilegiate .
    Premesso che sono pienamente d'accordo con gli interventi di @smw85 e @Biagio.tv, potresti spiegare meglio il senso della tua affermazione? Non capisco: i crolli arriveranno certamente secondo te, ma siccome i quadri di valore sono beni di gran lusso, per fasce privilegiate, allora questi suer benestanti butteranno giù i prezzi? e perchè? se sono grandi benestanti per quale motivo dovrebbero svendere i loro beni e massacrare le loro collezioni? di solito svende chi ha debiti, non chi è ricco. Non capisco il senso. Il crollo (l'entità mi sembra impossibile immaginarla ora) riguarderà certamente le opere mediocri che faranno molta più fatica a circolare per via della crisi che sta investendo il ceto medio. Ma i supercollezionisti saranno verosimilmente i meno colpiti e quasi sicuramente, come sempre accade dopo le crisi economiche, i primi a riprendersi. Per cui io penso che assisteremo sì a dei crolli riguardo il collezionismo di fascia bassa, ma al massimo a dei cali temporanei per le opere di fascia alta. Immagino infatti che il mercato verrà inondato da opere seriali ma che per un bel pezzo le opere di livello rimarranno semplicemente ferme, al riparo, in attesa di tempi migliori.

  5. #85
    L'avatar di blackcity
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    Assai improbabile lo scenario da fuori tutto ipotizzato da @Klee, perlomeno nel segmento medio/alto: i beni di pregio rimarranno semplicemente nelle collezioni o prenderanno altre strade rispetto alle aste qualora queste non dovessero fornire garanzie, quindi private sale, ma anche usate per ottenere liquidità lasciando il bene in collezione in attesa di tempi migliori, pratica piuttosto comune negli States.

  6. #86

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    I Collezionisti veri non svendono per paura. E’ una domanda che ovviamente non si può fare, ma vorrei proprio sapere se qui c’è qualche collezionista vero che sta pensando di monetizzare per colpa della crisi. Credo di no. Io certamente non venderò nulla.
    E i Galleristi di peso hanno le spalle piuttosto robuste. Non credo che sia loro interesse buttar sul mercato il loro magazzino più pregiato. Rimarranno semplicemente fermi.
    Ben diverso il discorso invece per i tanti piccoli galleristi, piccoli mercanti, pseudo mercanti, profittatori dell’arte e traffichini. Costoro andranno in crisi profonda e cercheranno in ogni modo l’ossigeno per andare avanti. Ma il mercato migliore non lo fanno loro, quindi ecco spiegata meglio la mia visione per cui il crollo sarà inevitabile per la fascia bassa, mentre le opere di qualità gireranno più lentamente ma senza veri disastri per le quotazioni. Passata la bufera, perché passerà, la ripresa del mercato la gestiranno i più potenti, non i più deboli. Minini, vecchia volpe, lo sa bene. Le sue dichiarazioni mi sa che sono solo di circostanza.

  7. #87
    L'avatar di Marione_
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    il problema potrà essere grande ma solo per gli speculatori;

    i collezionisti credo non avranno grandi problemi a meno che non siano nella necessità di monetizzare proprio ora...anzi se hanno liquidità potranno trovare occasioni di acquisto generate da chi ha i nervi meno saldi...il collezionista ha piacere di costruire una collezione, è un "super-cassettista" e i suoi investimenti hanno l'orizzonte dei 10-20-30-40 anni, non dei 6 mesi; e il vero collezionista vede i quadri solo ...da morto...(cioè i suoi eredi..)

    l'arte è un asset e quindi va gestito, soprattutto nei momenti di "movimento" o "crisi"; certo che se uno si mettere a svendere nelle aste di provincia...

    sinceramente come andrà l'asta di Martini non penso possa determinare chissà quale elemento di valutazione; piuttosto più interessanti le grandi aste delle major

    l'arte è investimento, o può esserlo, ma a lungo termine!

    Ma perchè uno che ha investito i denari in Eni e Unicredit oggi ride?

    quando piove piove su tutto, e credo che l'arte in prospettiva possa reggere meglio di altro..anche perchè il panic selling è più facile prenda il piccolo risparmiatore che investe in titoli e azioni, di cui gli interessa solo il rendimento che il collezionista che compra un'opera per 2 motivi (in diverse percentuali a seconda delle inclinazioni singolo): 1) passione per l'arte e interesse per quell'artista; 2) investimento di parte dei propri risparmi

    e se il valore del quadro che ha in parete per un certo periodo in parte si deprezza continua a guardarlo con piacere...(anche perchè se ha scelto bene l'opera e l'ha comprata magari 20 anni prima l'ha comunque pagata meno del nuovo valore, seppur deprezzata..)

    un saluto a tutti!!!!

  8. #88
    L'avatar di sans souci
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    Citazione Originariamente Scritto da Marione_ Visualizza Messaggio
    il problema potrà essere grande ma solo per gli speculatori;

    i collezionisti credo non avranno grandi problemi ......

    un saluto a tutti!!!!
    Caro Marione, io non sono pessimista e cerco di guardare l'evoluzione di questo disgraziato periodo il più oggettivamente possibile, per cui ti dico che il mercato "sano" dell'arte - non quello billionaire - ossia quello alimentato da medi imprenditori, professionisti e manager, subirà un grosso fermo, in linea con le difficoltà di quasi tutti i comparti produttivi ancora per un tempo lungo, almeno due/tre mesi. Escludendo ovviamente i pochi che tra medicinali, mascherine, ventilatori e quanto è necessario alla cura dei malati lavorano come matti.
    Sperando con tutto il cuore di sbagliarmi.
    Salutoni.

  9. #89
    L'avatar di Marione_
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    Citazione Originariamente Scritto da sans souci Visualizza Messaggio
    Caro Marione, io non sono pessimista e cerco di guardare l'evoluzione di questo disgraziato periodo il più oggettivamente possibile, per cui ti dico che il mercato "sano" dell'arte - non quello billionaire - ossia quello alimentato da medi imprenditori, professionisti e manager, subirà un grosso fermo, in linea con le difficoltà di quasi tutti i comparti produttivi ancora per un tempo lungo, almeno due/tre mesi. Escludendo ovviamente i pochi che tra medicinali, mascherine, ventilatori e quanto è necessario alla cura dei malati lavorano come matti.
    Sperando con tutto il cuore di sbagliarmi.
    Salutoni.
    ciao !

    quello che Tu prevedi è sicuramente uno degli scenari possibili (al quale si può associare una probabilità sicuramente non trascurabile) , ma credo che tra 3-5 anni - comunque sia lo scenario nel breve termine - i valori delle opere giuste saranno sostanzialmente integri (e in alcuni casi incrementati) e gli asset in arte avranno confermato la loro funzione da un lato di investimento e dall'altro, come si diceva un tempo..., di "bene rifugio".

    poi, come dicevo, è chiaro che quando piove ci si bagna un po' tutti...la differenza la fa il tasso di umidità imbarcato...

    Mi è piaciuta la spiegazione semplice, pragmatica tipicamente "americana" di Anthony Fauci, che si può applicare anche al nostro argomento: i modelli hanno vari scenari (la cui accuratezza dipende dalla accuratezza dei dati e delle assunzioni sottostanti) e spesso ciò che si verifica poi nella realtà è intermedio tra lo scenario più ottimistico e quello più pessimistico

    ricambio di cuore i saluti!

    PS: non è riferito e te ma ad alcuni interventi letti anche in altri tread: non mescolerei valutazioni economiche a valutazioni etiche: il collezionista spera che la sua collezione non si deprezzi, per lasciare magari ai propri eredi opere con un valore integro, acquistate magari facendo anche "sacrifici". Poi, spostandoci su un piano più generale con una visione più ampia, è chiaro che una tela colorata possa costare centinaia o addirittura milioni di euro/dollari mentre in Africa si muore di malaria e di fame sono il primo a dire che ha un retrogusto potente di "immoralità", come tanti aspetti dei mercati purtroppo... per fortuna non è un problema mio: non ho tele di quei grandi valori...
    Ultima modifica di Marione_; 30-03-20 alle 00:10

  10. #90
    L'avatar di Klee
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    La mia considerazione si limitava semplicemente a una previsione di ribassi sul mercato ( gallerie - aste- televendite ecct ) . Per tutti i settori la ripartenza sarà molto difficile , per alcuni ancora di più . Il mercato dell ' Arte non avra ' altra strada se non quella del calo ( notevole ) delle quotazioni , che potrà comunque affrontare con meno danni rispetto a chi produce con costi certi . Non è ' pessimismo ma , ritengo , sano realismo . Vorrei sbagliare , ma per altri aspetti potrebbe essere un bene . Che poi i collezionisti non vendano o comprino con entusiasmo e ' un altro discorso ... 😉

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