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  1. #91
    L'avatar di Cris70
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    Concordo con le diverse analisi.

    Il mercato starà fermo per un po' e mi pare anche normale con tutto quello che stiamo vivendo a livello planetario.

    Di opere minori ne gireranno tante, veramente tante, ma qualche chicca che merita secondo me uscirà e in tanti avranno/avremo il dubbio amletico di prenderla.

    Vendere adesso onestamente mi pare una follia, e se qualcuno ha la casa piena di quadri ma nessuna liquidità onestamente più che un collezionista mi pare un collezionista pazzo.

    Occhio anche alla troppa liquidità, pare che le banche abbiano messo in conto anche che potrebbe arrivare una mega patrimoniale con percentuali a due cifre mi dicono come fu fatto alla fine della seconda guerra mondiale ma non conosco l'argomento.

    Comunque sia e comunque vada, c'è poco da stare allegri. Sarà un cambiamento epocale in tutti i settori. Penso che oramai sia inevitabile un cambio di marcia.
    Ultima modifica di Cris70; 30-03-20 alle 00:15

  2. #92
    L'avatar di Marione_
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    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    Concordo con le diverse analisi.

    Il mercato starà fermo per un po' e mi pare anche normale con tutto quello che stiamo vivendo a livello planetario.

    Di opere minori ne gireranno tante, veramente tante, ma qualche chicca che merita secondo me uscirà e in tanti avranno/avremo il dubbio amletico di prenderla.

    Vendere adesso onestamente mi pare una follia, e se qualcuno ha la casa piena di quadri ma nessuna liquidità onestamente più che un collezionista mi pare un collezionista pazzo.

    Occhio anche alla troppa liquidità, pare che le banche abbiano messo in conto anche che potrebbe arrivare una mega patrimoniale con percentuali a due cifre mi dicono come fu fatto alla fine della seconda guerra mondiale ma non conosco l'argomento.

    Comunque sia e comunque vada, c'è poco da stare allegri. Sarà un cambiamento epocale in tutti i settori. Penso che oramai sia inevitabile un cambio di marcia.
    ciao Cris,

    concordo sostanzialmente con la tua analisi

    e la "paura" della possibile patrimoniale, oltre alla "reclusione" in casa di fronte alla TV, può spiegare opere di valore, una anche da alcune centinaia di euro , prenotate in televendita in questi giorni

  3. #93
    L'avatar di Alessandro Celli
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    boh

    non so da dove scrivete e se da voi le imprese siano nelle stesse difficoltà di quelle lombarde.

    Sentire che l'amico della GDO mi dica che non abbasserà i listini tanto facilmente lo credo bene, sono alimentari e beni di necessità, ecchediamine.
    Che poi io li dovrò abbassare, probabilmente sì, visto che molte aziende non avranno la forza di riaprire se lo stato non immette liquidità ed inevitabilmente anche nella nostra categoria si stringerà una ovvia concorrenza ed il "prezzo" spesso vince.

    Ma volete o non volete mettervi in testa che un fermo attività per un'azienda di solo un mese non significa poter riaprire
    il giorno del mese successivo e ricominciare la produzione come se nulla fosse accaduto?
    Mica è una tabaccheria che prende le sigarette dal retro bottega

    E volete considerare che nell'impresa le commesse sono volatili come delle schegge e in due settimane ne perdi un casino di commesse, perchè
    il cliente bulgaro o canadese mica sta ad aspettare dei tuoi blocchi dettati dei dpcm?
    Avete mai parlato con un imprenditore lombardo che opera nel settore dell'automotive?

    Ormai entriamo nella terza settimana di chiusura e qui ne prevediamo per lo meno altre due davanti.

    Eppoi state guardando solo alla microeconomia senza nemmeno considerare che gli imprenditori si sono già ben resi conto che al livello macroeconomico gli scenari sono inquietanti, altro che pessimismo. (dice bene Cris70)

    Detto ciò non si creda che il tessuto nel nord d'Italia sia in mano ai vari Briatore con i Christo da due metri per uno alle spalle, bensì di gente che si fa un mazzo tanto e per anticipare montagne di CIG intanto che stato o europa mettano PILA: quelli devono andare in banca, pure per pagare costi
    diretti e indiretti di gestione.

    E va bene tutto, 'sto virus ce lo dimenticheremo presto (spero), con le ossa rotte ce ne verremo fuori, ma non credo che professionisti, imprenditori, artigiani si preoccuperanno tanto dei listini delle gallerie (esclusi i tanti Briatore & Beretta con i loro capolavori di Cristoo).
    La classe media avrà da rimboccarsi le maniche e per molti sarà ricominciare daccapo.

    Altro che pensare alle cartine di fontana, gli arazzetti di boetti e i progettini di christo = questa è (o era) la classe media.
    O no?

    E stasera siete fortunati che oggi sono leggermente calati i contagi qui, quindi sono pure stato tranquillo.

    Buona serata a tutti.

  4. #94
    L'avatar di Alessandro Celli
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    in questo periodo di coronavirus mi sto biagizzando nella lunghezza dei post.



    ben venga un antidoto che io amo la sintesi

  5. #95
    L'avatar di Adriano.Meis
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    Molto molto difficile immaginare scenari plausibili per il futuro, anche perché sulla situazione economica post virus non abbiamo ancora dati precisi e certi,
    necessari per ipotizzare l’entità di una recessione che è ovvia, ma non ancora quantificabile...

    uno dei pochi punti sui quali si può avere un alto grado di probabilità è il seguente:
    dalle crisi ne esce più forte chi già era più forte prima...
    questo tanto a livello di imprese, quanto a livello geo politico,
    la crisi finanziaria del 2008 è andata così, e l’Italia ne è una dimostrazione palese (purtroppo)

    questa constatazione può essere applicata anche al mercato dell’arte,
    e fa pensare che aumenterà il divario tra il mercato italiano e quello che viene chiamato “internazionale” (ma che in realtà non è per nulla internazionale ,
    è solo il mercato dei paesi più ricchi )

    Le analisi che ho letto, tra cui @acci e @marione,
    mi paiono condivisibili nella loro tendenza a evitare il catastrofismo, e rimanere razionali,
    ma, purtroppo per noi tutti, mi paiono viziate da una tautologia di fondo (che cercherò di argomentare nel post successivo, appena ho tempo )
    Ultima modifica di Adriano.Meis; 30-03-20 alle 02:22

  6. #96
    L'avatar di Adriano.Meis
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    proseguendo il ragionamento:
    quali siano le opere di “qualità” (o “giuste”) destinate a mantenere e/o aumentare il loro valore nel lungo periodo ?
    io temo che non sia mica tanto un dato di fatto oggettivo, che si può stabilire a priori con certezza...

    molto più facile stabilire quali sono le opere commerciali, minori,
    e su quelle siamo tutti d’accordo sul loro triste destino...

    Temo anche che, tra per es. 5 anni, saremo tutti in grado di spiegare perché e percome le opere che saranno aumentate di valore sono opere “giuste”,
    ma così è troppo facile
    il giudizio di tutti sulla qualità è, non poco, condizionato dal prezzo...

    D’altronde, in questo momento, c’è in giro una massa di liquidità mostruosa, che non sa dove andare,
    e al riguardo, mi pare significativo, che nelle ultime due settimane, il mercato azionario e quello dell’oro si sono mossi esattamente nella stessa direzione,
    scende uno e scende pure l’altro, e viceversa,
    alla faccia dell’oro come bene rifugio !
    questo fatto dicevo, è significativo dell’incertezza che regna oggi,
    allora, se esistessero davvero opere giuste individuabili oggi, con quelle rosee prospettive, tutti sti soldi andrebbero a comprarle...
    Ultima modifica di Adriano.Meis; 30-03-20 alle 02:36

  7. #97
    L'avatar di Adriano.Meis
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    Chiudo, con una considerazione che non mi lascia tanto ben sperare,
    (ed è forse la più importante):
    i patrimoni tanto più sono grandi, tanto più sono costruiti in modo bilanciato al loro interno
    se scende il valore dei beni finanziari, si ribilancia il patrimonio, e quindi, giocoforza non si può mantenere la stessa esposizione su altri beni come le opere d’arte, la si deve ridurre, e ciò significa vendere, anche se si incassa molto meno di quanto si sarebbe incassato qualche tempo prima,
    e questa situazione, ripeto, si verifica nel caso di grandi patrimoni, che quindi contengono opere di grande valore e probabilmente di grande qualità

    PS. non vorrei sembrare pessimista...
    in realtà, la mia ipotesi in questo momento, è che i cambiamenti saranno molto molto rilevanti,
    quindi molto poco prevedibili, e forse un domani guarderemo al mercato dell’arte di questi ultimi anni come adesso si guarda al mercato degli anni 80-90:
    pochi superstiti (anche per le opere di qualità) ma anche diversi nuovi ingressi,
    di certo però motivati da un interesse delle aree geo politiche già più forti oggi (tra le quali non vedo ne l’Italia, ne UK, ne l’Europa)

  8. #98
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano.Meis Visualizza Messaggio
    PS. non vorrei sembrare pessimista...
    in realtà, la mia ipotesi in questo momento, è che i cambiamenti saranno molto molto rilevanti,
    quindi molto poco prevedibili, e forse un domani guarderemo al mercato dell’arte di questi ultimi anni come adesso si guarda al mercato degli anni 80-90:
    pochi superstiti (anche per le opere di qualità) ma anche diversi nuovi ingressi,
    di certo però motivati da un interesse delle aree geo politiche già più forti oggi (tra le quali non vedo ne l’Italia, ne UK, ne l’Europa)
    e menomale non volevi sembrare pessimista, eh?

    massì, andrà tutto bene, suvvia ...

  9. #99
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    Il settore non penso possa cristallizzarsi o restare sospeso più di tanto , in attesa che passi " la tempesta " ; condivido le diverse ipotesi di Adriano , aggiungo che tutto andrà eventualmente in proporzione escludendo possibili - probabili eccezioni ( materie prime , servizi e articoli primari di largo consumo ) . Restando in Italia , faccio un banale esempio ... realizzare tra sette - otto mesi per una vendita in galleria o in asta 15k piuttosto che gli attuali minimi 23/24 o 40 k piuttosto che i 65/ 70 potrebbe essere remunerativo quanto e più di oggi ; dipende da come andra ' tutto il resto .... Onestamente , se potessi investire subito 80 k per il prossimo inverno prenoterei 10 tir di arance e limoni , piuttosto che un lavoro più quotato sino a ieri . Ci metto anche un bel Schifano , per non sembrare poco obiettivo 😉
    Ultima modifica di Klee; 30-03-20 alle 10:52

  10. #100

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    Ritorno su questo interessante argomento (anche se qualsiasi previsione appare più che mai azzardata). Farei notare che ha ragione @Adriano.Meis quando scrive che c'è e ci sarà ancora di più una liquidità spaventosa. Attenzione: con questo non si sta dicendo che avremo tutti molti soldi in tasca. Per la gente comune purtroppo è vero il contrario. Ma le continue incessanti e sicuramente crescenti iniezioni di denaro, unica arma per contrarstare la crisi, finiscono inevitabilmente in buona misura a trovare solo un impiego finanziario. Una massa di denaro così rilevante non troverà 'rendimenti' adeguati. Le obbligazioni renderanno poco o niente, i titoli di stato saranno monitorati con parossistica attenzione, le azioni i cui valori oggi sono paurosamente compressi, si riveleranno nel medio termine uno straordinario investimento. Ma queste forme di investimento (aggiungiamoci pure anche gli immobili) avranno più o meno tutte una pesantissima spada di Damocle: lo spettro di una probabilissima patrimoniale che avrà in Italia dimensioni veramente epocali (se si farà bisognerà farla per risolvere i problemi, e per questo certamente non basterà un ritocchino!). E la liquidità? Certo la liquidità non è di tutti, anzi, ma chi ne dispone siamo proprio sicuri che la terrà dormiente nei conti? E' possibile con le attuali norme portarla tutta in Paesi più sicuri? Quali poi? E con gli attuali controlli (i conti sono teoricamente visibili da chi di dovere con un semplice click) sarà possibile portarla a casa in modo massiccio e metterla al riparo sotto il classico materasso? Io queste domande me le pongo. Ricordo che le opere d'arte (volendo) non sono tracciabili. Se due più due fa quattro...

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