Alighiero Boetti II - Pagina 15
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  1. #141
    L'avatar di Biagio.tv
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    Non ho seguito l'opera, ma secondo me era un pezzo interessante al di lá del fatto che trovi un compratore o meno.

    C'è da dire - come già è stato fatto in passato - che Boetti ha una produzione molto ampia e differenziata, il che comporta che in pochi conoscano in realtà tutte le sue tipologie di lavori.
    Sicuramente ci sono delle opere che per questo ancora oggi hanno potenzialità e passano sul mercato a prezzi "contenuti" rispetto ad altre opere.
    Va aggiunto che Boetti ha realizzato opere concettuali più "secche" e altre più "colorate" (perdonate la semplificazione), e che quelle più secche hanno bisogno di maggior approfondimento per essere capite perché hanno un'estetica meno immediata e più mentale.

    Quindi per apprezzare certe opere ci vuole un palato affinato, conseguentemente ad oggi la platea è di nicchia. A volte proprio questo è un contesto per cui chi compra questa tipologia di opere oggi magari ha un potenziale vantaggio rispetto a chi ancora non entra in quest'ottica.

    Ps. Da Orler ricordo di avere visto un'opera con soggetto analogo ma sicuramente grande un metro. Quindi non era la stessa.

  2. #142

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    Segnalo agli estimatori di Boetti ed in particolare a Biagio che da Bolaffi ad inizio novembre ci saranno 3 opere dell' artista di cui 2 molto importanti. La copertina del catalogo è infatti dedicata ad un grande arazzo 94*94 titolato 1978. Il catalogo è on-line ma a parte questo non ho trovato particolari spunti di interesse

  3. #143
    L'avatar di Alessandro Celli
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    proprio così.

    e si legge:

    Boetti in questo lavoro ‘gioca’ con le numerose declinaziini della data/numero 1978 e scrive, come in tutti i suoi ‘arazzi’, da sinistra a destra, dall’alto in basso: UNO NOVE SETTE OTTO, DICIANNOVE SETTE OTTO, UNO NOVANTASETTE OTTO, UNO NOVE SETTANTOTTO, CENTONOVANTASETTE OTTO, DICIANNOVE SETTANTOTTO, fino a comporre MILLENOVECENTOSETTANTOTTO, anno fatidico,
    che cambierà molto della sua produzione di arazzi. Il 1978 è infatti l’anno in cui scoppia la guerra in Afghanistan, evento che comporta la confisca dell’albergo che l'artista aveva comprato anni prima a Kabul e la revoca del suo permesso ad accedere al paese. Dopo questa data la sua produzione di ‘ricami’ si sposterà in Pakistan, a Peshawar, dove verrà proseguita da donne afghane rifugiate.
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Alighiero Boetti II-a1a.jpg  

  4. #144
    L'avatar di Alessandro Celli
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  5. #145
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    anche questa non è male.

    e si legge:

    "Quest'opera è la sintesi di due importanti temi ricorrenti nella produzione di Boetti, la penna Biro e gli aereoplani. Due serie di opere in cui l'esecuzione è sì delegata a terzi, ma con una maggiore consapevolezza da parte dell’artista di essere il regista e poter lasciare spazio a interazioni non del tutto prevedibili, ed è proprio questa imprevedibilità a rendere questi lavori così preziosi e unici. Boetti commissiona a un disegnatore di realizzare modelli di aeroplani precisi, visti da ogni prospettiva e angolazione, quindi chiede a terzi, e forse a quarti, di riempire il cielo con le penne a sfera Bic. Il risultato qui è un trittico in cui un'esplosione di aeroplani sembra venirci incontro in un cielo/mare di inchiostro blu pieno di onde. Proprio riferendosi a questa serie di opere l’artista ha dichiarato: “È un cielo immaginario ideale, sognato (anche se i miei aerei sono veri e propri piani, che in realtà esistono e volano ogni giorno! Vanno ovunque, in ogni direzione, e viaggiano in tutto il mondo)... un giorno sarà possibile. Gli aerei non saranno più pilotati dagli uomini ma dai robot, e tutto sarà calcolato. Tra pochi anni, il mio lavoro sarà la vera rappresentazione del cielo!“
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Alighiero Boetti II-a1b.jpg  

  6. #146

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    Fantastico il Kabul da Bolaffi.

  7. #147
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Il 1978 è infatti l’anno in cui scoppia la guerra in Afghanistan, evento che comporta la confisca dell’albergo che l'artista aveva comprato anni prima a Kabul e la revoca del suo permesso ad accedere al paese. Dopo questa data la sua produzione di ‘ricami’ si sposterà in Pakistan, a Peshawar, dove verrà proseguita da donne afghane rifugiate.

    rettifica da proporre alla casa d'asta :
    l'invasione russa è del 24 dicembre 1979 e l'ultima visita turistica di Alighiero in Afghanistan risale al 12 novembre 1979.

    Tanto per dire, eh

  8. #148
    L'avatar di Biagio.tv
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    Citazione Originariamente Scritto da menzio Visualizza Messaggio
    Segnalo agli estimatori di Boetti ed in particolare a Biagio che da Bolaffi ad inizio novembre ci saranno 3 opere dell' artista di cui 2 molto importanti. La copertina del catalogo è infatti dedicata ad un grande arazzo 94*94 titolato 1978. Il catalogo è on-line ma a parte questo non ho trovato particolari spunti di interesse
    Grazie carissimo @menzio, e grazie carissimo @brix!

    I tre pezzi di Boetti da Bolaffi sono tutti e tre belli, chiaramente sul podio c'è il grande Kabul.
    Veramente un pezzo eccezionale. Ma non andrà via a buon mercato...
    Molto bella anche la biro con gli aerei.
    L'arazzino evidentemente si rimpicciolisce ulteriomente vicino a due pezzi così, ma nel suo è anche lui un pezzo giusto e di qualità.

    Va anche fatto notare come il collezionista abbia avuto cura nel conservare bene queste opere, tutte sicuramente lontane dalla luce diretta, e questo ha fatto si che sia i colori dei ricami che l'inchiostro della biro si siano mantenuti belli vivi.

  9. #149
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    ...si molto belli, mi stupisce solamente il fatto che non li abbia portati da Finarte o da qualche londinese... Bolaffi la consoco soprattutto per il mitico mondo dei francobolli...ma si sa' diverse sono le scelte, magari non voleva aspettare altre sessioni importanti o piu' semplicemente e' dietro casa

  10. #150
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da eelle25 Visualizza Messaggio
    ...si molto belli, mi stupisce solamente il fatto che non li abbia portati da Finarte o da qualche londinese... Bolaffi la consoco soprattutto per il mitico mondo dei francobolli...ma si sa' diverse sono le scelte, magari non voleva aspettare altre sessioni importanti o piu' semplicemente e' dietro casa

    Finarte

    ah ah ah

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