Alighiero Boetti II - Pagina 121
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  1. #1201
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Christie's 2013 ...

    vediamo se Biagio sarà in grado di sbrigliarsi dal rebus di 'sti multipli
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Alighiero Boetti II-415299_4773294766003_1755726768_o.jpg  

  2. #1202

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    era il 25 maggio
    ci avevi visto lungo è?
    Si ma, che tempismo. Sembra quasi fosse gia pronto sapendo che il "gemello" avrebbe fatto un bel botto
    Ultima modifica di toni77; 03-06-20 alle 07:44

  3. #1203
    L'avatar di Alessandro Celli
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    disse il cinese

    non c'è il due senza il tle

  4. #1204

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    A questo punto la vera domanda è: Biagio saprà resistere alle continue provocazioni? Glisserà? Scoppierà? O produrrà una serie di pappardelle di proporzioni inaudite?
    Si accettano scommesse

  5. #1205
    L'avatar di Alessandro Celli
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    beh, a fare il difensore degli archivi qualche grattacapo se lo deve pur beccare
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Alighiero Boetti II-a33.jpg  

  6. #1206

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    Sono pezzi unici perché ogni ricamo non potrà mai essere pedissequamente come l'altro, il contributo personale di originalità sta nella mano della ricamatrice che lo annoda, anche l'eventuale stessa mano non potrà mai riprodurlo identico, quindi ogni pezzo è assolutamente originale ed unico e questo vale per tutti i ricami che il mercato considera proprio così da sempre.

  7. #1207
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    Sattin, sei troppo forte, sei avanti.
    Grazie per la spiegazione.

  8. #1208
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    Ma dove sarebbe il rebus da risolvere?

    Mi sa che ancora ne dovete mangiare di zuppa eh amici boettiani ...

    Boetti nella sua pratica artistica ha inventato tra le altre cose una nuova tipologia di opere che è esattamente a cavallo tra il pezzo unico e il multiplo.
    E' una caratteristica CENTRALE della ricerca di Boetti!
    Larghissima parte della sua produzione rientra in questa tipoligia di opere: opere pensate e ideate da lui e realizzate da altri nel rispetto delle indicazioni dell'artista.
    Alcune opere mantengono la medesima frase ma cambiano i colori o la disposizione dei colori, altre mantengono la stessa colorazione e la stessa frase.
    Vale per gli arazzi e vale ad esempio per le Biro, o per gli Aerei, per gli Acquarelli del 1979 (alcuni numerati in edizione, altri pezzi unici non numerati, ma opere del tutto analoghe) o per alcuni celebri Collages (es. "Talvolta Sole Talvolta Luna").


    Addirittura ci sono casi in cui la medesima "stampa" diventa opera o rimane "poster" a seconda che Boetti la firmi e la numeri oppure no. E' il caso del Manifesto: stampato in 800 copie con variazioni di colore, di cui Boetti ha firmato e numerato 50 copie: quelle 50 sono le opere e gli altri 750 sono dei "poster" (che per assurdo magari potrebbero essere sopravvissuti pure in numero inferiore rispetto alle copie firmate).

    Tutta la carriera artistica di Boetti è profondamente caratterizzata dalla sovrapposizione tra "UNICITA' E MOLTEPLICITA'". Del singolo e del doppio.

    Fa parte della ricerca tra Ordine e Disordine e di come si possa mettere Ordine apparente o reale nel Disordine o viceversa Disordinare in modo reale o apparente l'Ordine.

    Si pensi anche ad esempio al Portfolio "Insucuro Noncurante": un multiplo realizzato in 40 esemplari (se non sbaglio) consistente una cartella rossa con 81 fogli (se non sbaglio), di cui la gran parte dei fogli sono delle litografie o stampe, ma ogni cartella ha anche dei pezzi unici di disegni e collages che differenziano il contenuto di ogni cartella.

    Quindi questa del multiplo/unico non solo è una cosa nota, ma è appunto uno degli aspetti PRINCIPALI nella produzione di Boetti, il quale (ma forse non tutti lo sanno o lo hanno ben compresto), è stato un artista CONCETTUALE, che poneva al centro il ruolo dell'artista e dell'idea sviluppando le proprie opere secondo critieri del tutto inediti.

    PS. Altro che grattacapo :comprate i libri e approfondite gli artisti, qualora la cosa interessi. LE MONOGRAFIE però (non libri generici che parlano di 10 artisti o di movimenti artistici ma dedicati ad un singolo artista). O comperate i Cataloghi Generali, dove c'è scritto tutto!
    Perchè mi pare che anche chi colleziona Boetti non abbia molto capito l'artista...

  9. #1209

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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    Sattin, sei troppo forte, sei avanti.
    Grazie per la spiegazione.
    Mai avanti come te Hegel contemporaneo dell'etichetta…., talmente avanti che non riesci nemmeno a capire che a provocazione si risponde con provocazione, ripigliati…

  10. #1210
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    Citazione Originariamente Scritto da toni77 Visualizza Messaggio
    Si ma, che tempismo. Sembra quasi fosse gia pronto sapendo che il "gemello" avrebbe fatto un bel botto
    L'asta di Martini era pervista per febbraio o marzo prima del covid, il che vuol dire che l'opera era stata affidata probabilmente tra dicembre e gennaio.
    L'asta di Sotheby's è a giugno.
    Quindi tra l'affidamento da Martini e l'asta di Sotheby's ci corrono quasi 6 mesi. Poi per il covid le aste si sono avvicinate.

    Beh, può tranquillamente succedere che opere simili di tanti artisti compaiano nel giro di poco tempo sul mercato.
    Semplicemente le opere di Boetti si notano di più.

    Se ci fosse stato un Fontana rosso con un Taglio da Martini e uno analogo il mese successivo da Sotheby's probabilmente non si sarebbe letta nemmeno una riga.

    In ogni caso, faccio anche presente che NON è che da Martini sia stato un caso di aggiudicazione unica nel suo genere: per Segno e Disegno ci sono già state in passato altre aggiudicazioni tra i 100 e 150.000 euro.
    E' una tipologia di opere che ha sempre avuto un notevole riscontro collezionistico.

    Non è che Segno e Disegno prima costasse 50.000 e poi è arrivata la recente aggiudicazione da Martini che ha cambiato chissà cosa.
    Quella da Martini è una super aggiudicazione per una super opera, ma non cambiava nulla se avesse fatto 120 finita invece che 160.
    Il suo livello di aggiudicazioni precedenti era già nel range 100-150.000.
    Ed è lo stesso price-range che mi aspetterei di vedere da Sotheby's.

    Quello qui sotto è un dittico, composto da due Segno e Disegno con i colori invertiti. E' stato venduto a 480.000 euro.
    Essendo nato come dittico, i due ricami non sono separabili, ma ipoteticamente siamo a 240.000 euro a opera, anche se evidentemente il valore è dovuto proprio al fatto di essere un dittico.
    Ma è giusto per dire che questa tipologia di opere è sempre stata estremamente ricercata e con dei livelli di prezzo da sempre elevati.

    Alighiero Boetti II-segno-e-disegno-380.jpg

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