j'accuse...! - Pagina 50
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Scudo anti-spread, ecco come funzionerà il salva BTP. Bce divide area euro in tre blocchi, a Italia & Co. aiuti (condizionati) dal Nord
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  1. #491
    L'avatar di Loryred
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    Mi pare che Echaurren faccia considerazioni condivisibili ma nulla di nuovo per chi scrive qui, prezzo diverso da valore, arte "addomesticata" finalizzata al risultato economico, ricerca "originale" spesso scambiata per stravaganza, giovani orientati a popolarità e successo e non mossi da un'urgenza, come influencer qualsiasi.

  2. #492
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Pure lui

    L'arte italiana? Siamo ai minimi storici. Parla Gian Enzo Sperone

    L'arte italiana? Siamo ai minimi storici. Parla Gian Enzo Sperone

    quanto pesa il fatto che oggi non esista più una critica d’arte come quella degli anni Sessanta e Settanta?
    La domanda contiene già la risposta, nel senso che la critica ormai ha una posizione marginale: i consultant dominano, fatturano cifre che io e Lei non immaginiamo nemmeno, esattamente come nei settori più ordinari (come la moda) ci sono i cosiddetti influencer.

    Come vede invece l’attuale panorama dell’arte italiana?
    Devo essere sincero fino alla brutalità: mi sembra che, al contrario di quello che succede con la Nazionale italiana di calcio, nell’arte siamo ai minimi storici. E come già accennavamo prima, non esistendo movimenti, non ci sono teorici e critici, non ci sono studiosi che condividono le stesse esperienze degli artisti.

    E come è stato possibile secondo Lei arrivare fino a questo punto?
    Ci siamo arrivati perché questa è una società imperfetta. Possiamo dare un numero all’imperfezione? No: stiamo andando verso una presenza soffocante del marketing. E anche gli intellettuali e gli artisti assumono i modi e le cadenze di quelli degli uffici pubblicitari delle grandi aziende.
    A me a scuola hanno insegnato che la qualità va di pari passo con la rarità. Dunque se tu produci un quadro al giorno e pensi che ognuno sia un capolavoro, sei fuori strada.

  3. #493

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    Altro intervento illuminante, se mai ce ne fosse ancora bisogno... Business uber alles.. Non mi stupirei se Chiara Ferragni ( bella, eh!) diventasse una super influencer anche in campo artistico...D'altronde, nel mio piccolo, ho già visto questa triste evoluzione anni fa... un pittore che iniziò a vendere nel giro delle veline, calciatori del Milan, Lele Mora & C.... è diventato milionario in Euro... è stato bravissimo a sfruttare quel palcoscenico.. ma mi chiedo come mai sia rimasto un illustre sconosciuto nel mondo del Collezionismo " serio".. Ne avevo parlato tempo fa... e Accipicchia mi aveva " accusato" di fargli, involontariamente, pubblicità... vabbè..
    Ultima modifica di Kiappo; 16-08-21 alle 16:34

  4. #494

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Pure lui

    L'arte italiana? Siamo ai minimi storici. Parla Gian Enzo Sperone

    L'arte italiana? Siamo ai minimi storici. Parla Gian Enzo Sperone

    quanto pesa il fatto che oggi non esista più una critica d’arte come quella degli anni Sessanta e Settanta?
    La domanda contiene già la risposta, nel senso che la critica ormai ha una posizione marginale: i consultant dominano, fatturano cifre che io e Lei non immaginiamo nemmeno, esattamente come nei settori più ordinari (come la moda) ci sono i cosiddetti influencer.

    Come vede invece l’attuale panorama dell’arte italiana?
    Devo essere sincero fino alla brutalità: mi sembra che, al contrario di quello che succede con la Nazionale italiana di calcio, nell’arte siamo ai minimi storici. E come già accennavamo prima, non esistendo movimenti, non ci sono teorici e critici, non ci sono studiosi che condividono le stesse esperienze degli artisti.

    E come è stato possibile secondo Lei arrivare fino a questo punto?
    Ci siamo arrivati perché questa è una società imperfetta. Possiamo dare un numero all’imperfezione? No: stiamo andando verso una presenza soffocante del marketing. E anche gli intellettuali e gli artisti assumono i modi e le cadenze di quelli degli uffici pubblicitari delle grandi aziende.
    A me a scuola hanno insegnato che la qualità va di pari passo con la rarità. Dunque se tu produci un quadro al giorno e pensi che ognuno sia un capolavoro, sei fuori strada.
    Caro Sperone, ce lo dice Noam Chomsky, uno dei piu' importanti intellettuali oggi in Vita, perché siamo arrivati qui.
    Dalle sue riflessioni sulla manipolazione attraverso i mass media:

    - Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
    La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

    - Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
    Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

    - Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
    “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

    - Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
    Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

  5. #495
    L'avatar di smw85
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    Mamma mia sempre a criticar tutti, ma Sperone sarà libero di dire quel che gli pare?
    Se non gli interessan piu cose che ha in collezione sarà libero di darle in asta senza passare per il vostro giudizio?
    Un gallerista che fa parte della storia dell'arte moderna avrà pure un minimo di credibilità o sapete tutto voi?

    E che noia...

  6. #496

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    Citazione Originariamente Scritto da smw85 Visualizza Messaggio
    Mamma mia sempre a criticar tutti, ma Sperone sarà libero di dire quel che gli pare?
    Se non gli interessan piu cose che ha in collezione sarà libero di darle in asta senza passare per il vostro giudizio?
    Un gallerista che fa parte della storia dell'arte moderna avrà pure un minimo di credibilità o sapete tutto voi?

    E che noia...
    Senza dubbio.
    Il succo del discorso e che ormai il mondo arte contemporanea e radicalmente cambiato rispetto ai suoi tempi che ha saputo cavalcare magistralmente.
    Ora lui e fuori perché è un mondo che ormai non comprende più.
    Trovo intelligenza in questa ammissione consapevole e ben fa a dedicarsi ad altro.

  7. #497
    L'avatar di smw85
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    @techne sai bene che apprezzo i tuoi interventi pero' veramente non capisco il tuo contributo, datosi che sei una persona che rispetto voglio rispondere punto per punto poi non insisto...ci tengo a precisare che Sperone non è un mio amico nè sono suo cliente pero' quello che ha fatto lo conosco, ho anche due bellissimi volumi sull'attivita' di Sperone che ti consiglio di acquistare e leggere. Criticare tutti per principio no, non e' uno sport a cui mi piace assistere soprattutto se le critiche vengono da chi da Sperone od altri avrebbe solo da imparare.

    Se vuol far cassa vendendo in asta (da Sotheby's e Christies quindi cose che prendono Sotheby's e Christie's, non roba da buttare al macero) artisti che non riscontrano piu' interesse nel mercato, mi spieghi qual'è il problema? E quale sarebbe l'alternativa? Dovrebbe tenerseli per far piacere a te o a qualcun'altro? Cosa ci sarebbe da criticare? Lui non puo' vendere oggetti di sua proprietà? Dovrebbe comprare tutta la vita e non vendere niente? BOH!

    Sulla scultura ha detto la verità...oppure credi che gli artisti si mettan li da soli a scolpire tutti i blocchi di marmo, a trafilare il metallo e via dicendo? Ti suggerisco un giro a Pietrasanta e dintorni. Poi cosa ci sarebbe di male criticare un'artista che lavorava con lui e con il quale non e' piu in linea. Io scommetto che se avesse detto che fosse stato contento di avere un'artista che iperproduce tu o altri avreste detto "ah ecco Sperone e' commerciale vuole gli artisti che iperproducono per il mercato". Lui dice che l'ha mollato perche' produce troppo...e comunque lo si critica. Ma dai...

    Va bene criticare ma con una base, su questo forum leggo solo critiche a tutti, galleristi, artisti, dealers, musei, curatori c'è sempre qualcosa da criticare...servirebbe un pochino piu di umiltà e di voglia di imparare e di ascoltare a mio parere, visto che a parte comprare due quadretti siamo solo degli appassionati che stanno qui per cercare di capirne qualcosa di piu' e non per insegnare il mestiere agli altri.

  8. #498
    L'avatar di Biagio.tv
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    Molto interessante l'intervista; è sempre stimolante leggere i punti di vista di chi, come Sperone, ha contribuito a farla la storia dell'arte, e che è tutt'ora attivo nel settore, sia come gallerista che collezionista.

    @toni non direi proprio che Sperone "ormai è fuori", perchè ha tutt'ora uno spazio INCREDIBILE nel cuore pulsante della Bowery, composto da un intero edificio di diversi piani (nella foto: è quello con il fronte tutto in vetro), dove organizza mostre spettacolari di livello museale.
    E' ancora oggi uno dei protagonisti!

    Per quanto riguarda i "consultants" e gli "influencers", certamente questi rappresentano una parte del panorama, ma parliamo di giri e livelli altissimi che non c'entrano nulla con il mondo dell'arte che seguiamo noi nè con gli artisti che collezioniamo.
    Chi si affida a queste figure è come quelli che possono rivolgersi alle Archistars e si fanno disegnare la villa o la fondazione da Renzo Piano piuttosto che Jean Nouvel.
    Certamente è un mondo che Sperone frequenta e per questo lui focalizza su queste presenze - che in buona parte critica - ma è una realtà per super ricchi che spendono milioni.
    E' proprio l'opposto degli influencer tipo Ferragni che propongono un "lifestyle" (tendenzialmente piuttosto discutibile) ma sostanzialmente dedicato alle masse.

    PS. Forse invece che qui sul 3D "J'accuse", l'intervista poteva stare più comoda su "Mostre ed articoli di interesse".

    j'accuse...!-screenshot-2021-08-17-13-52-23-gallery-sperone-westwater.png

  9. #499
    L'avatar di smw85
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    mi pare più un minimo storico per galleristi della sua tipologia (senza nulla togliere a ciò che ha fatto nel passato, ottima la frase che ha detto @toni77 sul fatto che lui abbia cavalcato magistralmente un periodo.... , e altresì condivisibile, sempre secondo me, il fatto che oramai sia da darsi atto che lui sia fuori da un certo mercato. E la prova evidente è che per far cassa debba vendere all'asta
    Secondo me
    La galleria Sperone Westwater è a New York dal 1975 ed ancora in piena attività e punto di riferimento dell'arte internazionale da 50 anni. Vai sul loro sito, magari curiosa un po', guardati anche a che fiere partecipano...non mi sembra che Enzo Sperone sia con l'acqua alla gola, tutt'altro direi. Ripeto, un po' piu' di orecchie aperte ed umiltà per imparare invece di affannarsi a scrivere critiche senza logica. Senza rancore eh, ma certe robe non si possono leggere.

  10. #500

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    Come intervista l'ho trovata interessante, non mi è piaciuto solo la dichiarazione sull'invadenza delle donne nel mondo dell'arte ed il resto sempre sulle donne. L'ho trovato molto maschilista come intervento, perché una bella donna non può essere in grado di consigliare un'opera d'arte? Sono comunque dichiarazioni figlie del tempo che viviamo, magari la stessa Intervista fatta negli anni'60 avrebbe avuto più o meno gli stessi toni.

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