j'accuse...! - Pagina 39
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  1. #381
    L'avatar di gabriban
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    Chiedo a MMT che ha il catalogo credo.

    Nella presa di posizione é indicato che:

    "il dipinto al centro di questa vicenda è pubblicato a p. 175 della monografia “Josef Albers”, l’Arca edizioni, 1988, realizzata da Getulio Alviani"

    In quel catalogo cosa si indica?

    C'é una provenienza dell'opera od una storia espositiva?

    Facciamo quel minimo di controlli che qualsiasi collezionista un po' avveduto farebbe.

  2. #382
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Non ho capito allora l'attinenza del tuo discorso.

    (Edit: dimenticavo che ultimamente per taluni qui gli avvocati sono colpevoli a prescindere, per cui un pò di "fango" sulla categoria ci sta comunque, se poi si tratta di salvarne altre..... )

    Saluti saluti
    Scusa se insisto.
    Ho dovuto fare necessariamente un discorso di carattere generale.
    Detto questo poichè nessuno sa nel caso di specie se la strategia difensiva è stata suggerita dalla difesa o dal cliente, ritengo che tutti i tuoi dubbi debbano essere palesati a chi di competenza e non a senso unico al soccombente.
    Cordialita'

  3. #383
    L'avatar di Loryred
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    @gabriban l'ho letto nell'intervista al gallerista imputato linkata in cui racconta la sua sul processo dove racconta come è entrato in possesso del l'opera.

    Guardando in rete nelle varie aste delle Major sono passate opere transitate per quella galleria e riportano sul retro l'etichetta di cui dicevo.

  4. #384
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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    @gabriban l'ho letto nell'intervista al gallerista imputato linkata in cui racconta la sua sul processo dove racconta come il padrebè entrato in possesso dell'opera.

    Guardando in rete nelle varie aste delle Major sono passate opere transitate per quella galleria e riportano sul retro l'etichetta di cui dicevo.
    Grazie mille. Nell’articolo parlano di importante galleria americana a lungo riferimento di Albers.

    L’opera e’ del 1968 ed in quell’anno Janis gli ha dedicato una mostra e c’era un catalogo.
    Ultima modifica di gabriban; 26-03-21 alle 00:41

  5. #385
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    @techne

    Bravissima.

    Una domanda ancora.

    La parte civile può opporsi ad una procedura abbreviata?

    Cosa può fare se viene comunque ammessa, contro la sua volontà?

    E’ preclusa anch’essa nella prova?

    La corte europea dei diritti dell’uomo ha confermato che anche la parte civile, se ne sono date le condizioni, potrebbe richiamarsi all’art. 6 CEDU, nel suo risvolto civile, anche in un procedimento penale.

    In questo caso ho visto che la parte civile aveva emesso una riserva.

    Come parte civile sono tutelato, in una qualche fase del processo, o dovrei accettare la scelta altrui su quello che sarà il materiale probatorio a fondamento della decisione?

  6. #386
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Non vorrei dire una cavolata, ma la parte civile (la Fondazione) ha accettato il rito, se non sbaglio.... Se lo ha accettato, a rigor di logica, non può appellare. E non so in quali casi sia ammesso il ricorso per Cassazione, e da parte di chi. A rigore direi che i possibili appellanti siano l'imputato e/o il pm. Poi però se ho tempo ci guardo con più calma, anche sulla attinenza della "riserva" di cui parli
    Ad esempio, so che sul sequestro (divenuto poi confisca) avrebbero potuto opporsi anche i coeredi (ma non lo hanno fatto) con detrminate conseguenze. Se interessa, magari piano piano approfondiamo
    Bisognerebbe vedere se i coeredi sono stati citati ed hanno ricevuto notifica della decisione (in Svizzera prima di fare una confisca la parte interessata deve essere formalmente citata, per permetterle di esercitare il diritto di essere sentito).

    Hai detto una cosa qualche giorno fa che avevo pensato pure io: quella presa di posizione di Seno e’ stata sicuramente vagliata e soppesata dal suo collegio difensivo.
    Ultima modifica di gabriban; 26-03-21 alle 08:34

  7. #387
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Provo a dare il mio punto di vista, rispondendo a Te e anche a @gabriban e @artepassion, iniziando proprio da quest'ultimo (tanto per fare una premessa che mi pare doverosa) proprio in punto avvocati : che sennò PRIMA colpa del processo “spiccio” , poi – appurato che una certa sommarietà di rito è stata scelta dall’imputato – colpa degli avvocati, per quale motivo non si sa, ma @artepassion a quanto pare ORA sostiene di sapere ma di non poter dire, di talché sarebbe stato necessariamente costretto a fare un discorso “generale” sugli avvocati (ho capito bene? ).

    @artepassion: ovviamente nella sentenza NON sono entrate nello specifico tutte le prove contenute e raccolte nel fascicolo del pm. Io leggo (e presumo anche che nessuno finisca con una condanna senza uno straccio di prove) che sono state portate dall’accusa prove (leggi la sentenza: “la prospettazione accusatoria appare positivamente e sufficientemente suffragata dalle risultanze degli atti di indagine e dalla deposizione del teste Larkin Erdmann”…., poi si fa riferimento a fotogrammi riproducenti l’opera descritta e alla corrispondenza tra il denunciante e l’imputato…,beh, il “contenuto non lo so , poi ancora alla falsità confermata dalla storica dell’arte Jeannette Redensek etc.) mentre la difesa non ha portato altro che affermazioni, a quanto pare. Nell’intervista all’imputato si legge che l’opera non sarebbe stata in vendita, in sentenza pare abbia confermato in seno al processo di avere ricevuto un’offerta di 320k (possibile che un altro Gallerista, già acquirente e che si definisce potenziale acquirente, “si muova”, si attivi con una Fondazione, senza che si sia parlato di una possibile compravendita? Possibile eh, anche atteso che ne aveva già comprate due recanti un numero ma pur sempre sprovviste di certificato a quanto pare....).

    Boh…. sarà “colpa” degli avvocati

    Io quel che so è che di norma se ho elementi validi per difendermi in un processo penale, questi elementi nel processo li faccio entrare, poi non so…. Sarà stata una difesa masochista? Evabbé….

    Venendo a Te (@Loryred e anche @gabriban), leggo che la provenienza dell’opera dalla Galleria Sidney Janis di New York sarebbe stata riferita dall’imputato al presidente della Fondazione Albers. Nulla a quanto pare sarebbe stato detto dall’imputato circa la provenienza, e sempre a quanto pare la riferita situazione di coeredità non sarebbe stata confermata (ci sarebbe voluto davvero poco, o sbaglio? O tutti "scappano", davanti a un’opera sotto processo? . Domanda che mi sorge spontanea, poi per carità, magari i coeredi si saranno espressi....).

    Poi, se quest’opera avesse avuto mostre e fosse stata davvero inserita in qualche catalogo (come pare dichiarato dall’imputato fuori dal processo) – Galleria chiusa o no – penso che non sarebbe stato impossibile trovare copia di quel catalogo. Sbaglio? Boh, staremo a veder, le mie sono solo considerazioni da “tecnica” che si legge una sentenza, e trae qualche conclusione e qualche domanda da ciò che legge

    E ancora dalla sentenza (e avendo letto pure l’altro 3D ho l’impressione che qui si sia “aperto” e velocemente chiuso un altro capitolo purtroppo “triste” dell’Arte….): “tali conclusioni [sulla falsità ndr.] venivano avallate dalla storica dell’arte della Fondazione Jeannette Redensek, la quale sosteneva trattarsi di un falso facente parte di un gruppo di dipinti attribuiti falsamente all’Albers ed apparsi sul mercato negli anni 80, la maggiorparte dei quali collegati a certo Alviani, autore di una monografia su Josef Albers”…. Se metti a confronto quanto scritto in sentenza e quanto riferito da Politi, non emerge un “quadro” confortante. Che ti devo dire….

    L'unica pubblicazione dichiarata (edit: dichiarata in sede di intervista) mi pare questa, sulla monografia appunto di Alviani del 1988 (quindi risalente a due anni dopo la data del dichiarato acquisto), come da dichiarazioni dell'imputato qui:

    La replica dell'art dealer Gabriele Seno

    Ebbene, in questo processo, su tutta questa "roba", non vedranno ingresso ulteriori elementi di prova e/o "approfondimenti", perché esclusi per scelta dell'imputato, io almeno leggo pure questo, una "pietra su un sepolcro", se di sepolcro trattasi (prendiamo tutte le affermazioni non provate come tali): diciamo così. Ovviamente la mia idea me la sono fatta, e qualche dubbio ce l'ho, ma (da tecnica) mi è chiaro che l'eventuale prosieguo di questo processo non servirà a chiarirlo.

    Poi non escludo (ripeto: non sono esperta) che se l'imputato ha fatto appello possa invocare in quella sede Giurisprudenza magari diversa da quella usata, così come far emergere una diversa valenza e/o interpretabilità delle prove che hanno trovato ingresso (vd. testimonianza, ad esempio). Ma non certo invocare prove oramai precluse, almeno credo proprio.

    Edit: per chiarezza. Io non posso nemmeno escludere aprioristicamente la scelta di una strategia difensiva inadeguata eh Lavorando nel campo delle probabilità, e leggendo ciò che è dato leggere, ribadisco solo che mi suona molto strano che prima si parli di processo sommario e - una volta appurato che è frutto di una scelta - che tale scelta inadeguata sia stata assunta unilateralmente dagli avvocati (le strategie è ovvio che alla fine le consiglino loro, è il lavoro dell'avvocato), senza spiegare al proprio assistito a cosa sarebbe andato incontro nell'ipotesi di un giudizio a rito abbreviato e nell'ipotesi di un giudizio ad istruttoria "piena". Poi ripeto: tutto è possibile, ma in questi casi (e mi ricollego all'altro discorso che faceva @adriano meis) è verosimilmente più facile fare commenti "a casaccio" sui social sugli esiti di sentenze facendo leva su argomenti che presuppongono la non conoscenza del sistema processuale da parte di chi legge. Tutto qui, poi nei fatti (perché SUI FATTI dobbiamo ragionare, e quelli di cui disponiamo sono elementi necessariamente parziali) staremo a vedere come va a finire. Pure a me pare strano che - se uno assume di essere innocente- non sia stata richiesta una perizia atta a dimostrare non già tanto la compatibilità dei pigmenti, quanto piuttosto (o anche) l'autografia della firma, tanto per fare un altro esempio.... Possibile che tutto questo non sia venuto in mente ad avvocati? Io non escludo niente (per carità: non faccio apologie aprioristiche nemmeno della categoria ), ma ragiono su ciò che leggo, e poi guardo necessariamente ai fatti. Se poi l'imputato si dichiarerà "vittima" di scelte inadeguate dei suoi legali, leggerò anche quello , non ovviamente però nelle chiacchiere "da social", o almeno, se poi il peso è lo stesso delle doglianze per perizie non svolte in un processo dove sono state escluse, libera io di valutare se di "vittima" si tratta, o di "scelta"
    Carissima Techne io non so proprio un bel niente riguardo il processo in questione e non conosco il gallerista se non per avergli parlato una volta nella mia vita per telefono per chiedergli di un’opera d’arte. Ho solo letto stralci scritti qui dentro. Detto questo siccome ho trovato strano come siano andate le cose con una contestazione per ricettazione pare con condanna per il sol fatto di non avere una ricevuta d’acquisto o uno stralcio di documentazione dopo aver asseritamente dichiarato di aver ereditato un dipinto, ho espresso il mio parere al riguardo. Ho espresso anche il mio dubbio sul perché non siano stati fatti approfondimenti tecnici sull’opera, telaio in primis.
    Poi le strategie di difesa che hanno portato a ciò ripeto bisognerebbe chiederle al gallerista e agli avvocati, non solo univocamente al gallerista. Tutto qui.

  8. #388
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    Detto questo vorrei cambiare argomento e lanciare un sasso.
    A fattor generale è possibile che archivi e fondazioni di un Artista chicchessia defunto possano fare quello che gli pare ? Archiviare non archiviare. Autenticare non autenticare fino a dichiarare un’opera falsa senza uno stralcio di perizia tecnica ?
    A volte questi archivi e fondazioni sono gestiti da persone non parenti diretti dell‘Artista e si auto eleggono super esperti anche quando non lo sono.
    A mio parere questo è un enorme problema.

  9. #389
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    Citazione Originariamente Scritto da artepassion Visualizza Messaggio
    Detto questo vorrei cambiare argomento e lanciare un sasso.
    A fattor generale è possibile che archivi e fondazioni di un Artista chicchessia defunto possano fare quello che gli pare ? Archiviare non archiviare. Autenticare non autenticare fino a dichiarare un’opera falsa senza uno stralcio di perizia tecnica ?
    A volte questi archivi e fondazioni sono gestiti da persone non parenti diretti dell‘Artista e si auto eleggono super esperti anche quando non lo sono.
    A mio parere questo è un enorme problema.
    Per me no (nel senso che non si dovrebbe fare così ed e’ un problema).

    Pero’ la stessa metodologia la pretenderei anche per l’archiviazione, se l’opera dell’artista non ha una provenienza blindatissima e documentata, riconducibile all’artista in vita (e quando cominciano ad esserci certi valore di mercato, ci vorrebbe ancora maggiore prudenza).

    Io ho un quadro di un artista italiano (uno dei primi acquisti) che lo tengo come monito perché sono quasi certo essere un falso (non lo tengo a casa perché mi verrebbe l’orticaria).

    Tutti in famiglia lo sappiamo e se dovessi sottoporlo a qualcuno gli indicherei i miei dubbi.

    Se un’opera la si crede autentica non si deve aver paura di sollevare dubbi ed esaminarla in modo critico.

    E questo dovrebbe valere ancora di più se si sentono dei rumors.

    Di basquiat ho sentito ad esempio che ci sono in circolazione diversi falsi.

    Sono apparse opere al suo decesso che hanno beneficiato di un pedigree post mortem.

    Basquiat ha avuto vita breve, ma costava gia’ parecchio quasi subito.

    L’archivio ha dovuto chiudere perché sommerso da cause.

    Ps: ci sono cascato e sono approdato ancora alla solita discussione sugli archivi che torna regolarmente
    Ultima modifica di gabriban; 26-03-21 alle 10:16

  10. #390
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    Citazione Originariamente Scritto da gabriban Visualizza Messaggio
    Grazie mille. Nell’articolo parlano di importante galleria americana a lungo riferimento di Albers.

    L’opera e’ del 1968 ed in quell’anno Janis gli ha dedicato una mostra e c’era un catalogo.
    Devo convenire con @techne che se ad es l'opera fosse stata inserita in una mostra (se non inserita mi domando il perchè dell'esclusione) non sarebbe stato impossibile reperire il catalogo, a dimostrare la preesistenza rispetto al nucleo di presunti falsi e la provenienza conforme alle dichiarazioni dell'imputato.

    Trovo che invece il catalogo di Alviani dimostri poco, avrebbe avuto tutto l'interesse a "dare un curriculum" all'opera con mostre/pubblicazioni. A tale proposito non si capisce come l'esperto della Fondazione ne abbia curato l'introduzione, senza nemmeno visionare le opere? O ricredendosi ora rispetto ad una mostra che rimane comunque tra quelle citate dalla fondazione.
    @techne non entro nel merito della strategia difensiva né nella critica ad avvocati che di sicuro condividono la linea col cliente, mi limito a riportare elementi e contraddizioni. Poi che effetto avrà tale sentenza su altri ev casi di opere messe sul mercato prive di autentica, ad es vale anche per privati o solo per operatori professionali e quali ruoli/responsabilità di intermediari come case d'asta.

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