j'accuse...! - Pagina 26
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  1. #251
    L'avatar di Biagio.tv
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    ecco la voce del pensiero dominante, Biagio è arrivato
    la luce resta sempre accesa sulla cultura
    ma un faretto è bene tenerlo puntato sul sistema e su quelle che chiami regole del gioco

    puoi accecare, amico biagio
    "la voce del pensiero dominante" ... #machestaadì

    Va bene puntare il faretto ogni tanto quando è utile e opportuno farlo, ma a forza di andare quotidianamente dalla sera alla mattina e dalla mattina alla sera contro "il sistema" stai iniziando a "unire i puntini" anche dove ci sono le linee belle dritte

    Amico Brix, cerca di uscire dal buco nero in cui sei finito, che il pessimismo cosmico di Leopardi ultimamente ti fa un baffo!
    Prendi il tuo faretto e torna alla luce ogni tanto che un po' d'aria aperta ti fa bene

    Dai che ti aspettiamo all'aperto a braccia aperte!

    j'accuse...!-faretto.gif

  2. #252
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    La Fenomenologia dello spirito
    Hegel 1807
    ...
    Il rapporto "signoria e servitù"
    Il signore, nel rischiare la propria vita pur di affermare la propria indipendenza, ha raggiunto il suo scopo, e si eleva su quello che è divenuto il suo servo (poiché ha preferito la perdita della propria indipendenza pur di avere salva la vita). Anche il servo però diventa importante per il signore poiché dal lavoro di quello dipende il suo stesso mantenimento in vita. Il servo, lavorando, dà al padrone ciò di cui ha bisogno. Il padrone non riesce più a fare a meno del servo. Dunque la subordinazione si rovescia. Il padrone diviene servo poiché è strettamente legato al lavoro del servo, e il servo diviene padrone (con la sua attività produttiva) del padrone.

    Da notare che non vanno perduti i ruoli originari, ma se ne aggiunge ad entrambi uno nuovo, l'opposto. Il passato di servo e padrone non viene eliminato del tutto ma in ognuno è in parte tolto e nello stesso tempo conservato il ruolo originario. È il classico rapporto di Aufheben «togliere e conservare» che si stabilisce tra i vari momenti dello sviluppo dialettico che nella dialettica del servo sono:

    paura della morte,
    servizio,
    lavoro (indipendenza).

    Inoltre, il lavoro forma, poiché il servo, in ciò che produce, mette tutto se stesso e non solo la sua forza materiale, mentre il padrone si limita ad utilizzare gli oggetti prodotti. Poiché le cose non sono di sua proprietà, il servo riesce a dominare i propri desideri: dunque, attraverso il lavoro, l'autocoscienza acquisisce anche la dignità.

    «Il lavoro, invece, è appetito tenuto a freno, è un dileguare trattenuto; ovvero: il lavoro forma. Il rapporto negativo verso l'oggetto diventa forma dell'oggetto stesso, diventa qualcosa che permane; e ciò perché proprio a chi lavora l'oggetto ha indipendenza. Tale medio negativo o l'operare formativo costituiscono in pari tempo la singolarità o il puro essere-per-sé della coscienza che ora, nel lavoro, esce fuori di sé nell’elemento del permanere: così, quindi, la coscienza che lavora giunge all’intuizione dell’essere indipendente come di se stessa. […]. Così, proprio nel lavoro, dove sembrava ch'essa fosse un senso estraneo, la coscienza, mediante questo ritrovamento di se stessa attraverso se stessa, diviene senso proprio.

    Stoicismo e scetticismo
    Il raggiungimento dell'indipendenza, ultimo dei tre momenti della dialettica servo-padrone, coincide con lo stoicismo, ossia quella visione del saggio che ritiene di poter fare a meno delle cose e quindi si sente al di sopra della natura raggiungendo così l'autosufficienza. Tuttavia, in questo modo lo stoico s'illude di eliminare la realtà che continua invece a sussistere e ad influenzare la sua vita.

    Chi invece riesce ad ignorare totalmente la realtà è lo scettico. Tuttavia lo scetticismo si contraddice, poiché da un lato lo scettico dubita della realtà e dichiara che tutto è vano e incerto, mentre dall'altro vorrebbe poter sostenere qualcosa di reale e vero. Questa scissione tra l'uno e il Tutto, tra l'individuo e la totalità del mondo, si ripropone nella figura della coscienza infelice religiosa tra il soggetto e la totalità di Dio.

    Grazie del "ripassone", la mia domanda era un'altra però

    Da questa pagina che hai riportato sembrerebbe che secondo Hegel stoicismo e scetticismo siano in contrapposizione, come regni a sé stanti. Non mi pare fosse questo il suo pensiero. Mi pare che questi elementi (al pari degli altri elementi) fossero in una contrapposizione dialettica costituente un completamento. Per lo stesso motivo per cui ho grassettato quei "tuttavia" ). A differenza di Kant (mi pare di ricordare una sua specifica critica in proposito) Hegel aveva chiaro il superamento dei limiti, nella conoscenza. I non limiti, intesi come potenziale infinito di conoscenza, sia a livello individuale che collettivo. Sto andando a braccio eh, ben contenta se qualcuno mi corregge….

    E a me viene in mente… che ne so…. un Einstein. Mente e spirito. Se altrettanto spirito non avesse supportato la sua mente sarebbe stato pazzo, tanto per tradurre il concetto .

    Ecco: mi chiedevo se nel contesto forum (in cui tu hai tirato in ballo Hegel, auto definendoti scettico) vi fosse altro dalla tua contrapposizione (che non mi pare dialettica) con altri utenti "stoici". Perché dubito che il punto QUI (sul forum) stia nello scegliere se stare dalla parte di chi si illude della realtà piuttosto che di chi si illude di poterne essere indipendente. E' un dualismo che non regge se - dopo che si scontra - non si integra e non si completa, per questo non capivo.

    Se non erro (posso sbagliare ma se lo trovo lo posto) vi era un bellissimo momento descritto da Hegel: quello dell'incontro con Napoleone. Credo sia illuminante per capire (forse anche oltre la dialettica servo/padrone) cosa fosse il processo che conduceva all'acme della conoscenza, per Hegel.

    Belle riflessioni, comunque

    Nel ricordare Rino Gaetano mi è pure tornato in mente un amico non solo identico a lui, ma pure suo fan, con cui ho discusso fino all'esaurimento della bellezza di avere limiti piuttosto che no
    Ultima modifica di techne; 02-06-20 alle 14:50

  3. #253
    L'avatar di techne
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    "Ho visto l'Imperatore - quest'anima del mondo - cavalcare attraverso la città per andare in ricognizione: è davvero un sentimento meraviglioso la vista di un tale individuo che, concentrato qui in un punto, seduto su di un cavallo, abbraccia il mondo e lo domina ".

  4. #254
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    Cara Techne,

    Il "gioco" sta proprio in questo, sei stoico oppure scettico?
    Hai una linea tracciata da altri che hai fatto tua e continui su quella linea facendo finta di niente, circa i messaggi contrari alla tua teoria?
    Oppure continui nella tua ricerca, indipendente e valuti su come proseguire a seconda dei dati che hai raccolto?
    Dopo di che cerca di etichettare i fruitori del forum come stoici oppure scettici.

  5. #255
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio

    Amico Brix, cerca di uscire dal buco nero in cui sei finito, che il pessimismo cosmico di Leopardi ultimamente ti fa un baffo!
    ma no caro Biagio, non è pessimismo.
    Io continuo a collezionare senza farmi troppi problemi di prospettive di investimento e procedo quindi nel mio percorso,
    detto questo però
    non posso esimermi da far notare che molto dell'oro qui osannato da tanti altro non è che ottone ben lucidato

    senza alcun riferimento personale eh?

  6. #256

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    ma no caro Biagio, non è pessimismo.
    Io continuo a collezionare senza farmi troppi problemi di prospettive di investimento e procedo quindi nel mio percorso,
    detto questo però
    non posso esimermi da far notare che molto dell'oro qui osannato da tanti altro non è che ottone ben lucidato

    senza alcun riferimento personale eh?
    Sarebbe il caso di spostare la discussione attualmente su televendite, in evidente OT rispetto al 3d , su questa discussione.
    Tornando al pensiero sopra espresso non mi pare che ci sia pessimismo. Trovo semmai ci sia consapevolezza che la “fregatura” da parte di tutti sia dietro l’angolo. Vista la mia ultima esperienza a cui ho assistito, dove un “autentica” su un artista ritenuto importante e stata fatta via whatsapp perché non esistono falsi di quel periodo. Scusatemi mi viene da ridere.
    Non vi dirò gli “attori” poiché il quadro è di una amico ed è stato venduto.

  7. #257
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    Cara Techne,

    Il "gioco" sta proprio in questo, sei stoico oppure scettico?
    Hai una linea tracciata da altri che hai fatto tua e continui su quella linea facendo finta di niente, circa i messaggi contrari alla tua teoria?
    Oppure continui nella tua ricerca, indipendente e valuti su come proseguire a seconda dei dati che hai raccolto?
    Dopo di che cerca di etichettare i fruitori del forum come stoici oppure scettici.
    Non mi interessa farlo, lo facessi non andrei a scomodare Hegel proprio perché non avrebbe senso - per i miei parametri - aggettivare chiunque come stoico oppure come scettico. Nel senso che userei proprio altre etichette (può capitare che lo faccia). Non è una critica a te eh. In ogni caso credo che Hegel abbia "superato" quella che sembra la vera e propria dicotomia, nel senso che credo vi sia nella sua filosofia una dialettica che fa sì che alla fine venga operata una "sintesi" delle componenti.

    Questa - per restare in tema - è una sintesi dell'arte (e della estetica) secondo Hegel. La prendo anch'io per quello che è, nel senso che non voglio assolutamente fare la scettica (visto che ti ci metti dentro ti dico che secondo me vivi gran male ) , ma ho consapevolezza dell'effetto di "specchi" e distorsioni. Tanto più che l'origine di questa elaborazione non fa parte del suo corpus letterario, ma sono gli appunti di un allievo.

    Anche in questo caso io comunque sono più a mio agio con il pensiero di Kant

    GEORG WILHELM FRIEDRICH HEGEL. L?arte e l?apparire sensibile dell?idea (a cura di Claudia Bianco)

  8. #258
    L'avatar di Kiappo
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    Si, come dice anche Gogojoe... le fregature, e " l'oro del Giappone" sono dietro OGNI angolo... l'autentica via WhatsApp.. poi, non l'avevo mai sentita. Non sto a raccontare cosa ho scoperto, per caso, stasera su alcuni miei lavori.. bah!!

  9. #259
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    Citazione Originariamente Scritto da gogojoe Visualizza Messaggio
    . Vista la mia ultima esperienza a cui ho assistito, dove un “autentica” su un artista ritenuto importante e stata fatta via whatsapp perché non esistono falsi di quel periodo. Scusatemi mi viene da ridere.
    Non vi dirò gli “attori” poiché il quadro è di una amico ed è stato venduto.
    Sicuramente un archivio impeccabile

    mi fido di te

  10. #260
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Non mi interessa farlo, lo facessi non andrei a scomodare Hegel proprio perché non avrebbe senso - per i miei parametri - aggettivare chiunque come stoico oppure come scettico. Nel senso che userei proprio altre etichette (può capitare che lo faccia). Non è una critica a te eh. In ogni caso credo che Hegel abbia "superato" quella che sembra la vera e propria dicotomia, nel senso che credo vi sia nella sua filosofia una dialettica che fa sì che alla fine venga operata una "sintesi" delle componenti.

    Questa - per restare in tema - è una sintesi dell'arte (e della estetica) secondo Hegel. La prendo anch'io per quello che è, nel senso che non voglio assolutamente fare la scettica (visto che ti ci metti dentro ti dico che secondo me vivi gran male ) , ma ho consapevolezza dell'effetto di "specchi" e distorsioni. Tanto più che l'origine di questa elaborazione non fa parte del suo corpus letterario, ma sono gli appunti di un allievo.

    Anche in questo caso io comunque sono più a mio agio con il pensiero di Kant

    GEORG WILHELM FRIEDRICH HEGEL. L?arte e l?apparire sensibile dell?idea (a cura di Claudia Bianco)
    Infatti io ti ho etichettato come: stoica.

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