L'efficienza dell'investimento in arte contemporanea - Pagina 66
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  1. #651
    L'avatar di Cris70
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    E' tutta una grandissima e bellissima giostra!
    Chi sale e chi scende. Chi guarda assopito e chi interessato. Chi se la ride per goduria e chi se la piange per paura.
    Ogni tanto qualcuno vince il premio mentre lo zucchero filato continua ad impiastrare i volti.
    Tutte le sere il giostraio stanco spenge le luci e ritira i cottilion.
    Tutte le mattine il giostraio riposato riaccende le meraviglie e si ricomincia ....
    C'est la vie mon amour.

  2. #652
    L'avatar di Biagio.tv
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Bene
    allora vedo di prenotare questo :
    "L'attuale listino ufficiale, 2021, per un "baby" di Christo soggetto Arco di Trionfo 21x28 cm è di 150.000 euro."

    tra cinque anni tu renditi disponibile a ritirarlo da me, con le dovute strabilianti rivalutazioni TOP, si intende eh?

    scherzodai
    Se uno vuole essere un collezionista e vuole avere un dato soggetto, lo compera dove lo trova e al prezzo che gli chiedono. Oppure fa a meno di comperare.
    Se viceversa uno vuole fare un investimento, o potenziale investimento, in qualunque settore tira fuori i soldini e rischia di suo, senza rete di sicurezza, perchè i soldi non li regala nessuno.
    Chi ha comperato opere di alcuni autori 3-5-10 anni fa, incluso Christo, oggi si ritrova oltre che delle opere che lo appagano, ANCHE con un patrimonio rivalutato, e che potenzialmente ha ancora amplissimi ulteriori margini di rivalutazioni ( TOP )

    Lo stesso Agnetti potrebbe avere delle belle potenzialità di crescita dopo la discesa, certo che, se la tipologia di collezionista interessato, auspica un perenne calo degli artisti che colleziona, questo tipo di presupposto mi fa venire qualche dubbietto in generale sul possibile destino di mercato di artisti collezionati così.

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    mica vero
    colleziono e continuerò a farlo Prini, carte di Lucio e pure Ugo, ci metto anche Ian Wilson (che ancora purtroppo non è a parete, ma ci arrivo).
    Sono ben consapevole che i "mercanti TOP" si terranno sempre a distanza da queste cose,
    ma il valore non coincide con il mercato.

    Per fortuna dei collezionisti
    Per me IN GENERALE invece è molto probabile.
    Ho scritto espressamente che è "molto probabile (MA NON CERTO)" che se dopo 10-20 anni la maggior parte degli artisti che ha in collezione sono scesi MOLTO di quotazioni, può essere che fossero artisti sopravvalutati o poco significativi.
    PUO' ESSERE.
    Non è detto che sia così, ma può essere.
    E questo è a prescindere da distanza o meno di "mercanti TOP".
    Perchè è vero che il "valore" non coincide con il "mercato", ma è altrettanto vero che nel tempo il "valore" di un artista può essere riconsiderato a rialzo o a ribasso, o può addirittura sparire.
    E non mi riferisco al prezzo, ma appunto al valore.
    Poi, chiaramente oltre ad un valore (o non valore) che può diventare nel tempo oggettivo, c'è pur sempre un valore soggettivo dettato dal nostro pensiero e dalla nostra empatia del tutto personale verso un'opera o un artista. Ma questo è un altro tipo di "valore", assimilabile al "valore affettivo".
    Tipo quello del "quadro della zia" che ci aveva all'epoca fatto fare delle belle risate... bei vecchi tempi!

  3. #653
    L'avatar di Alessandro Celli
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    mi tocca di entrare in una sfera psicologica
    piuttosto che filosofica

    E mi collego all'intervento dell'amica techne quando fa riferimento al termine "spesa". Vengo al sodo e sintetizzo così:

    Se collezionare arte è puramente passione e accrescimento culturale
    (quanti libri si acquistano, quanto tempo e ricerca si "spende" prima di mettere a parete un'opera? per me a volte anni

    Ecco che per me (o per lo meno, con me) le passioni devono essere sconnesse con il denaro, diversamente il denaro (visto come la prospettiva di un investimento)
    potrebbe portarmi fuori strada rispetto alla mera passione.

    Pertanto personalmente sapere che un artista in collezione aumenti di valore (meglio di prezzo, suvvia) non mi gratifica affatto
    Cerco di rimanerne indifferente e non sposta il vento della passione.

    Psicologicamente sono folle. Lo so
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate L'efficienza dell'investimento in arte contemporanea-1.jpg  
    Ultima modifica di Alessandro Celli; 17-09-21 alle 19:29

  4. #654

  5. #655
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    mi tocca di entrare in una sfera psicologica
    piuttosto che filosofica

    E mi collego all'intervento dell'amica techne quando fa riferimento al termine "spesa". Vengo al sodo e sintetizzo così:

    Se collezionare arte è puramente passione e accrescimento culturale
    (quanti libri si acquistano, quanto tempo e ricerca si "spende" prima di mettere a parete un'opera? per me a volte anni

    Ecco che per me (o per lo meno, con me) le passioni devono essere sconnesse con il denaro, diversamente il denaro (visto come la prospettiva di un investimento)
    potrebbe portarmi fuori strada rispetto alla mera passione.

    Pertanto personalmente sapere che un artista in collezione aumenti di valore (meglio di prezzo, suvvia) non mi gratifica affatto
    Cerco di rimanerne indifferente e non sposta il vento della passione.

    Psicologicamente sono folle. Lo so
    Guarda che l'Arte serve anche a quello: ad entrare in altre "sfere". Mi meraviglio sempre, quando sento chi si infastidisce per il fatto che si faccia filosofia, piuttosto che psicologia o quant'altro (cosa che comunque è stata fatta poco, a mio parere, esaminando quelli che sono i "criteri" per così dire "oggettivi" di ciò che può dirsi "investimento"). Mi chiedo sempre (poi lascio perdere, che me ne frega anche poco assai, se non c'è volontà di confronto, ma solo intento di sminuire l'interlocutore poiché fastidioso ) cosa taluni comprino l'arte a fare, se l'arte in primis non stimola loro riflessioni che, fatte su se stessi, estrinsecano per così dire diversi aspetti riguardanti la filosofia, piuttosto che la psicologia, la poetica. Arte fine a se stessa?
    Qui mi stoppo con questo discorso perché non mi è utile, né ho la pretesa, di psicanalizzare alcuno. Al limite me stessa

    Per quanto mi riguarda, L'Arte è un modo di scoperta e riscoperta (fuffa compresa, of course! ) di me stessa. Hai presente certe cose per cui ti dici "no, non è possibile?". Ecco: l'Arte ti dimostra che non solo è possibile, ma c'è chi lo ha fatto e lo fa prima di te, con te, eccetera

    Però va anche detto che non ci spendo soldi. Se ci spendessi soldi, l'elemento della spesa non mi sarebbe indifferente, lo dico sinceramente. Avrei, come ho già detto, almeno il desiderio di non perderci troppo.

    Però (onde non andare troppo OT ) qui parlavamo di un sistema, e di operatori di questo sistema che parlano di INVESTIMENTO.
    @Biagio.tv : il fatto che tu - precisando o correggendo il tiro poco importa - parli di "potenzialità" di investimento, e di investimento inteso come fote di "gain", ci azzecca molto poco rispetto a quello che dicevo. Anzitutto, nel dire che gli investimenti abbiano rendite "sicure", o giù di lì, io che ti ho letto ho pensato che sei rimasto fermo ai tempi dei BOT
    In realtà, ovviamente l'investimento di cui parlano tanti operatori è un investimento che "elimina", per così dire, un'altra parola importante. Che per me non è spesa (caro Ale ), ma è perdita. Cioè che è un investimento che parte in perdita. Ma pur sempre, a voler ben guardare, un investimento è (nei termini in cui oggi l'Arte viene spesso proposta). Poi sta a chi compra capire se un investimento è un buon investimento, o un pessimo investimento
    Il punto è che se una Banca mi venisse a proporre un investimento di cui non conosco termini, e anzi magari mi dicesse pure che sulle tali azioni vi è una speculazione in corso atta a spolpare il granchio e poi chi si è visto si è visto, a me non rassicurerebbe di certo. Così come se avessi contezza di alcuni giochini sul mercato, e fossi una accanita investitrice , non farei spalluccia sapendo di eventuali meccanismi poco chiari e di sicuro non trasparenti. Magari dicendo anche: embè, poveretti, dal loro punto di vista è giusto!
    Magari rimarrei inerte, ma di lì ad "infastidirmi" se qualcuno li dovesse portare allo scoperto, ne passerebbe

    Ecco, forse ho chiarito meglio

    Dopo di che, se acquisto un abbonamento in palestra, so benissimo di stare facendo un investimento su me stessa. Nessun gestore mi verrà a dire "vedrai come si rivaluterà l'abbonamento", è chiaro?
    Però se vado ad acquistare Arte, in 90 casi su 100 mi si dirà (minimo, eh) che sto acquistando un Artista che ha ancora margini di crescita. E dove mi parlano di margini di crescita, i Galleristi o chi per loro non si riferiscono certo a una crescita spirituale. Occhei? Credo che fin qui siamo tutti d'accordo (spero, almeno).
    Di qui che mi meraviglio tanto assai di leggere che ora NESSUNO voglia parlar più di "investimento" (ne vogliamo parlare? beh, in economia e finanza - e stavolta sono io a ricordarlo ) gli "investimenti", e la bontà degli investimenti, si esaminano sotto i profili delle loro caratteristiche, altrimenti facciamo a meno di riempirci la bocca con il termine "investimento" (escludendo la parola perdita, magari ), e parliamo di terno al lotto. Ma mi meraviglio, davvero, del pudore che ho visto qui dentro davanti alla parola investimento: tutti diventati indifferenti al prezzo come Alessandro , o tutti cauti a parlar di "potenzialità".

    Tuttavia il nocciolo della questione è ancora un altro: @mr.perplide - riportando un pensiero che credo essere ricorrente tra Galleristi ed operatori del mercato - stigmatizzava l'abitudine di certi collezionisti (tutti ovviamente estranei al soldo ) di rivendere nel medio periodo. Però fatemi capire, perché qualcosa non mi torna.
    I galleristi sovente (come anche altri operatori del mercato) propongono l'Arte come investimento, o come ANCHE investimento, e poi "frignaccolano" (passate il termine ) quando uno, rivendendo, scopre la PERDITA? Chiedo
    Perché la prima roba che mi viene in mente, a questa stregua, e forse anche per deformazione professionale, è se mai qualcuno di questi galleristi si sia spinto a formalizzare questo "divieto" in un contratto, magari sotto forma di prelazione. Altra domanda, visto che limitare la circolazione delle opere in asta, si può!

  6. #656
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Guarda che l'Arte serve anche a quello: ad entrare in altre "sfere". Mi meraviglio sempre, quando sento chi si infastidisce per il fatto che si faccia filosofia, piuttosto che psicologia o quant'altro (cosa che comunque è stata fatta poco, a mio parere, esaminando quelli che sono i "criteri" per così dire "oggettivi" di ciò che può dirsi "investimento"). Mi chiedo sempre (poi lascio perdere, che me ne frega anche poco assai, se non c'è volontà di confronto, ma solo intento di sminuire l'interlocutore poiché fastidioso ) cosa taluni comprino l'arte a fare, se l'arte in primis non stimola loro riflessioni che, fatte su se stessi, estrinsecano per così dire diversi aspetti riguardanti la filosofia, piuttosto che la psicologia, la poetica. Arte fine a se stessa?
    Qui mi stoppo con questo discorso perché non mi è utile, né ho la pretesa, di psicanalizzare alcuno. Al limite me stessa

    Per quanto mi riguarda, L'Arte è un modo di scoperta e riscoperta (fuffa compresa, of course! ) di me stessa. Hai presente certe cose per cui ti dici "no, non è possibile?". Ecco: l'Arte ti dimostra che non solo è possibile, ma c'è chi lo ha fatto e lo fa prima di te, con te, eccetera

    Però va anche detto che non ci spendo soldi. Se ci spendessi soldi, l'elemento della spesa non mi sarebbe indifferente, lo dico sinceramente. Avrei, come ho già detto, almeno il desiderio di non perderci troppo.

    Però (onde non andare troppo OT ) qui parlavamo di un sistema, e di operatori di questo sistema che parlano di INVESTIMENTO.
    @Biagio.tv : il fatto che tu - precisando o correggendo il tiro poco importa - parli di "potenzialità" di investimento, e di investimento inteso come fote di "gain", ci azzecca molto poco rispetto a quello che dicevo. Anzitutto, nel dire che gli investimenti abbiano rendite "sicure", o giù di lì, io che ti ho letto ho pensato che sei rimasto fermo ai tempi dei BOT
    In realtà, ovviamente l'investimento di cui parlano tanti operatori è un investimento che "elimina", per così dire, un'altra parola importante. Che per me non è spesa (caro Ale ), ma è perdita. Cioè che è un investimento che parte in perdita. Ma pur sempre, a voler ben guardare, un investimento è (nei termini in cui oggi l'Arte viene spesso proposta). Poi sta a chi compra capire se un investimento è un buon investimento, o un pessimo investimento
    Il punto è che se una Banca mi venisse a proporre un investimento di cui non conosco termini, e anzi magari mi dicesse pure che sulle tali azioni vi è una speculazione in corso atta a spolpare il granchio e poi chi si è visto si è visto, a me non rassicurerebbe di certo. Così come se avessi contezza di alcuni giochini sul mercato, e fossi una accanita investitrice , non farei spalluccia sapendo di eventuali meccanismi poco chiari e di sicuro non trasparenti. Magari dicendo anche: embè, poveretti, dal loro punto di vista è giusto!
    Magari rimarrei inerte, ma di lì ad "infastidirmi" se qualcuno li dovesse portare allo scoperto, ne passerebbe

    Ecco, forse ho chiarito meglio

    Dopo di che, se acquisto un abbonamento in palestra, so benissimo di stare facendo un investimento su me stessa. Nessun gestore mi verrà a dire "vedrai come si rivaluterà l'abbonamento", è chiaro?
    Però se vado ad acquistare Arte, in 90 casi su 100 mi si dirà (minimo, eh) che sto acquistando un Artista che ha ancora margini di crescita. E dove mi parlano di margini di crescita, i Galleristi o chi per loro non si riferiscono certo a una crescita spirituale. Occhei? Credo che fin qui siamo tutti d'accordo (spero, almeno).
    Di qui che mi meraviglio tanto assai di leggere che ora NESSUNO voglia parlar più di "investimento" (ne vogliamo parlare? beh, in economia e finanza - e stavolta sono io a ricordarlo ) gli "investimenti", e la bontà degli investimenti, si esaminano sotto i profili delle loro caratteristiche, altrimenti facciamo a meno di riempirci la bocca con il termine "investimento" (escludendo la parola perdita, magari ), e parliamo di terno al lotto. Ma mi meraviglio, davvero, del pudore che ho visto qui dentro davanti alla parola investimento: tutti diventati indifferenti al prezzo come Alessandro , o tutti cauti a parlar di "potenzialità".

    Tuttavia il nocciolo della questione è ancora un altro: @mr.perplide - riportando un pensiero che credo essere ricorrente tra Galleristi ed operatori del mercato - stigmatizzava l'abitudine di certi collezionisti (tutti ovviamente estranei al soldo ) di rivendere nel medio periodo. Però fatemi capire, perché qualcosa non mi torna.
    I galleristi sovente (come anche altri operatori del mercato) propongono l'Arte come investimento, o come ANCHE investimento, e poi "frignaccolano" (passate il termine ) quando uno, rivendendo, scopre la PERDITA? Chiedo
    Perché la prima roba che mi viene in mente, a questa stregua, e forse anche per deformazione professionale, è se mai qualcuno di questi galleristi si sia spinto a formalizzare questo "divieto" in un contratto, magari sotto forma di prelazione. Altra domanda, visto che limitare la circolazione delle opere in asta, si può!
    Carissima, mi ripeto, se sapessi che un’opera crescesse di valore di mercato, perchè dovrei venderla? Inoltre, come posso fare a capire che la domanda di un artista aumenta repentinamente se non è in atto una speculazione?
    Se acquisti opere con la funzione di avere un guadagno ti consiglio davvero di lasciar perdere. Non ha senso. Una collezione non è un paniere di azioni o obbligazioni. Per avere un dipinto che cercavi da tempo, sei disposto a pagarlo più del suo valore ma è questo il godimento.
    Per come la vedo io, si dovrebbe acquistare solo in galleria. Nelle aste chi ci capisce tanto, in tv chi non ci capisce nulla.
    Se io dovessi investire in finanza mi rivolgerei ad un operatore di fiducia.
    Se volessi acquistare degli orologi idem. Ho bisogno di una garanzia.
    Aste e tv non te le danno, e le autentiche servono fino ad un certo punto.
    Insomma o sei molto bravo ed hai strumenti oppure meglio avere di fianco un professionista.

  7. #657
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    dipende tutto dal "professionista".

  8. #658
    L'avatar di Biagio.tv
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    Guarda che l'Arte serve anche a quello: ad entrare in altre "sfere". Mi meraviglio sempre, quando sento chi si infastidisce per il fatto che si faccia filosofia, piuttosto che psicologia o quant'altro (cosa che comunque è stata fatta poco, a mio parere, esaminando quelli che sono i "criteri" per così dire "oggettivi" di ciò che può dirsi "investimento"). Mi chiedo sempre (poi lascio perdere, che me ne frega anche poco assai, se non c'è volontà di confronto, ma solo intento di sminuire l'interlocutore poiché fastidioso ) cosa taluni comprino l'arte a fare, se l'arte in primis non stimola loro riflessioni che, fatte su se stessi, estrinsecano per così dire diversi aspetti riguardanti la filosofia, piuttosto che la psicologia, la poetica. Arte fine a se stessa?
    Qui mi stoppo con questo discorso perché non mi è utile, né ho la pretesa, di psicanalizzare alcuno. Al limite me stessa

    Per quanto mi riguarda, L'Arte è un modo di scoperta e riscoperta (fuffa compresa, of course! ) di me stessa. Hai presente certe cose per cui ti dici "no, non è possibile?". Ecco: l'Arte ti dimostra che non solo è possibile, ma c'è chi lo ha fatto e lo fa prima di te, con te, eccetera

    Però va anche detto che non ci spendo soldi. Se ci spendessi soldi, l'elemento della spesa non mi sarebbe indifferente, lo dico sinceramente. Avrei, come ho già detto, almeno il desiderio di non perderci troppo.

    Però (onde non andare troppo OT ) qui parlavamo di un sistema, e di operatori di questo sistema che parlano di INVESTIMENTO.
    @Biagio.tv : il fatto che tu - precisando o correggendo il tiro poco importa - parli di "potenzialità" di investimento, e di investimento inteso come fote di "gain", ci azzecca molto poco rispetto a quello che dicevo. Anzitutto, nel dire che gli investimenti abbiano rendite "sicure", o giù di lì, io che ti ho letto ho pensato che sei rimasto fermo ai tempi dei BOT
    In realtà, ovviamente l'investimento di cui parlano tanti operatori è un investimento che "elimina", per così dire, un'altra parola importante. Che per me non è spesa (caro Ale ), ma è perdita. Cioè che è un investimento che parte in perdita. Ma pur sempre, a voler ben guardare, un investimento è (nei termini in cui oggi l'Arte viene spesso proposta). Poi sta a chi compra capire se un investimento è un buon investimento, o un pessimo investimento
    Il punto è che se una Banca mi venisse a proporre un investimento di cui non conosco termini, e anzi magari mi dicesse pure che sulle tali azioni vi è una speculazione in corso atta a spolpare il granchio e poi chi si è visto si è visto, a me non rassicurerebbe di certo. Così come se avessi contezza di alcuni giochini sul mercato, e fossi una accanita investitrice , non farei spalluccia sapendo di eventuali meccanismi poco chiari e di sicuro non trasparenti. Magari dicendo anche: embè, poveretti, dal loro punto di vista è giusto!
    Magari rimarrei inerte, ma di lì ad "infastidirmi" se qualcuno li dovesse portare allo scoperto, ne passerebbe

    Ecco, forse ho chiarito meglio

    Dopo di che, se acquisto un abbonamento in palestra, so benissimo di stare facendo un investimento su me stessa. Nessun gestore mi verrà a dire "vedrai come si rivaluterà l'abbonamento", è chiaro?
    Però se vado ad acquistare Arte, in 90 casi su 100 mi si dirà (minimo, eh) che sto acquistando un Artista che ha ancora margini di crescita. E dove mi parlano di margini di crescita, i Galleristi o chi per loro non si riferiscono certo a una crescita spirituale. Occhei? Credo che fin qui siamo tutti d'accordo (spero, almeno).
    Di qui che mi meraviglio tanto assai di leggere che ora NESSUNO voglia parlar più di "investimento" (ne vogliamo parlare? beh, in economia e finanza - e stavolta sono io a ricordarlo ) gli "investimenti", e la bontà degli investimenti, si esaminano sotto i profili delle loro caratteristiche, altrimenti facciamo a meno di riempirci la bocca con il termine "investimento" (escludendo la parola perdita, magari ), e parliamo di terno al lotto. Ma mi meraviglio, davvero, del pudore che ho visto qui dentro davanti alla parola investimento: tutti diventati indifferenti al prezzo come Alessandro , o tutti cauti a parlar di "potenzialità".

    Tuttavia il nocciolo della questione è ancora un altro: @mr.perplide - riportando un pensiero che credo essere ricorrente tra Galleristi ed operatori del mercato - stigmatizzava l'abitudine di certi collezionisti (tutti ovviamente estranei al soldo ) di rivendere nel medio periodo. Però fatemi capire, perché qualcosa non mi torna.
    I galleristi sovente (come anche altri operatori del mercato) propongono l'Arte come investimento, o come ANCHE investimento, e poi "frignaccolano" (passate il termine ) quando uno, rivendendo, scopre la PERDITA? Chiedo
    Perché la prima roba che mi viene in mente, a questa stregua, e forse anche per deformazione professionale, è se mai qualcuno di questi galleristi si sia spinto a formalizzare questo "divieto" in un contratto, magari sotto forma di prelazione. Altra domanda, visto che limitare la circolazione delle opere in asta, si può!
    Cara Techne, ribadendo e premettendo ovviamente doverosamente e banalmente che a uno può interessare collezionare (o meno) e considerare l'arte ANCHE come investimento / potenziale investimento (o meno), torniamo secondo me un po' su un tema che ho buttato lì qualche giorno fa.
    Cioè: su un forum tutto si appiattisce e le opinioni tendono ad avere una sorta di peso omologato, ma nella vita reale, quando si esce dai ragionamenti astratti, questo poi non funziona allo stesso modo.

    Intendo dire che la cosa che a me personalmente stupisce è spesso che chi NON ha una certa preparazione / esperienza su un certo argomento o magari non abbia alla fine nemmeno alcun interesse, tenda a fare le pulci al medesimo argomento.
    Mi spiego meglio: se uno in primis non colleziona (ossia non compra, o come dice Ale non "spende") e secondariamente non è convinto che si possano fare ANCHE degli investimenti o ciò non gli interessa o non ne è capace, che tipo di esercizio dialettico mette in atto? Io non lo capisco. Basta che continui a non collezionare/spendere/investire e il problema è risolto a monte!

    Probabilmente sono io fatto in modo strano, ma se a me non interessasse "spendere" in arte, passerei oltre, se invece mi interessasse allora cercherei di trarre riflessioni da chi ha un pelo più di esperienza in un dato settore.
    Stesso identico discorso per il tema investimento o potenziale investimento, in ogni settore.

    Io qui leggo dei discorsi di cui non capisco proprio i presupposti o le posizioni di partenza.

    Mi pare un po' come se ad esempio io, che non sono nè appassionato di auto nè ho la minima competenza in quel settore, andassi a sindacare - pur non avendo la minima intenzione di spendere un cent nè la minima passione per le auto - ciò che scrivono persone che hanno passione e competenza in quel settore.
    Se viceversa fossi interessato, cercherei di capire come funziona quel settore traendo spunto dall'esperienza altrui.

    Poi, non è detto che uno debba per forza concretamente "spendere" diventando un collezionista o "incappare" in qualche investimento ma mi chiedo se ci sia un minimo di interesse a capire realmente certi meccanismi o solo a sindacare.

    Ad esempio, l'altro giorno avevi fatto un post sul meccanismo dei listini di Christo contestandone il senso (post secondo me che dimostrava poca conoscenza di certi meccanismi), al quale ho risposto dedicando tempo, dopo di che nessuna risposta o nemmeno un "ah grazie, la cosa mi interessava proprio, ora ho capito come funziona". Nisba.
    La mia impressione - magari sbagliata eh - è quella di vedere tutta una serie di contestazioni, derivanti da inesperienza rispetto al settore oltre che alla poca conoscenza su specifici artisti, cose di cui non ci si dovrebbe di certo vergognare perchè normali (nessuno ha esperienze in ogni settore o su tutti gli artisti, sarebbe impossibile), ma senza d'altra parte un reale desiderio di capire qualcosa di più rispetto a ciò che uno già sa o che non sa.

    A me pare che sul forum ci siano diverse persone con una notevole competenza su specifici artisti o meccanismi o esperienza collezionistica e che questi si dedichino a condividere le proprie esperienze, ma molto spesso accade chi ne sa invce poco tenda a contestare chi ne sa molto di più su argomenti che poi magari a quest'ultimo nemmeno interessano realmente.

    Esempio banale: 3D di un qualsiasi artista su cui ci sono gli appassionati e poi arrivano forumisti a cui l'artista non interessa minimamente e iniziano a denigrarlo - sotto il profilo artistico e pure di mercato - in base alle proprie considerazioni da non appassionato che spesso coincidono con quelle da non competente.
    Un atteggiamento che personalmente trovo incomprensibile dato che se una cosa non interessa, non si capisce cosa si intervenga a fare.
    Ma evidentemente ho dei limiti mentali che non mi permettono di comprendere queste cose.

    Per chiudere, secondo me, tutti noi possiamo sempre imparare qualcosa, tendenzialmente da chi ne sa qualcosa più di noi, e soprattutto da chi ha avuto determinate esperienze nel suo percorso. E se ciò interessa.
    Ma interessa? Davvero?
    Questo per me rimane un interrogativo. Interrogativo che in ogni caso non mi turba il sonno eh

    PS. tornando su Agnetti, io sono piuttosto ignorante sul suo mercato, e sicuramente c'è chi ha competenza mille volte superiore alla mia. Se valutassi un acquisto sarei interessato in primis a sentire questo tipo di feedback, magari da chi lo colleziona ho ha scelto di non collezionarlo. Idem sulle opinioni sul "peso specifico" di Agnetti rispetto alla storia dell'arte ossia sul suo "valore", e anche in questo caso darei un plusvalore evidentemente a chi come @Cris lo ha studiato per anni rispetto a uno che di Agnetti non ha nemmeno un libro (ovviamente "dimenticato a memoria" ).

  9. #659
    L'avatar di mr perplide
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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    dipende tutto dal "professionista".
    Fondamentale. Va scelto con cura.

  10. #660
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da mr perplide Visualizza Messaggio
    Carissima, mi ripeto, se sapessi che un’opera crescesse di valore di mercato, perchè dovrei venderla? Inoltre, come posso fare a capire che la domanda di un artista aumenta repentinamente se non è in atto una speculazione?
    Se acquisti opere con la funzione di avere un guadagno ti consiglio davvero di lasciar perdere. Non ha senso. Una collezione non è un paniere di azioni o obbligazioni. Per avere un dipinto che cercavi da tempo, sei disposto a pagarlo più del suo valore ma è questo il godimento.
    .

    non posso più bollinarti, quindi scrivo qui

    Bravo

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