Presentazioni II - Pagina 61
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  1. #601

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    Vedi, l'errore più comune è proprio quello di credere che l'arte degli ultimi 100 anni sia basata solo sulla stranezza e sul dover stupire a tutti i costi. Non è assolutamente così e studiando i vari movimenti e i loro principali protagonisti si riesce a capire che non si tratta assolutamente mai di improvvisazioni ma di "linguaggi" articolati e spesso assai rigorosi, con evidenti richiami alla storia e alla cultura più alta dell'epoca. Proprio per la sua interdisciplinarietà e i tantissimi agganci intellettuali, tutta l'arte contemporanea è "per iniziati", cioè non è immediatamente comprensibile. E' complessa, non è semplice nè diretta. Va studiata. Se vuoi entrare in questo mondo come artista devi conoscere quei linguaggi, non c'è scampo, proprio per poter rielaborare il tutto mettendoci qualcosa di tuo, la tua personalità. Non basta certo rifare, copiare, richiamarsi, imitare. Così come non è certo la strada giusta quella di "provare a fare qualcosa di strano". Non funziona così. "Ogni opera d'arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti. Ogni periodo culturale esprime una sua arte che non si ripeterà mai più. Noi non possiamo per esempio avere la sensibilità e la vita interiore degli antichi Greci. E se in scultura tentassimo di adottare i loro princìpi non faremmo che produrre forme simili alle loro, ma prive di anima. Come le imitazioni delle scimmie. Esteriormente i movimenti delle scimmie sono perfettamente uguali a quelli dell'uomo. Una scimmia sta seduta, tiene in mano un libro, lo sfoglia, assume un atteggiamento pensieroso, ma ai suoi movimenti manca un senso interiore."(Kandinskij, Lo spirituale nell'arte). Questo libro di pura teoria con il quale Kandinskij teorizza quella che sarà l'Arte Astratta è del 1910. Eppure per la maggior parte delle persone esprime criteri ancora oggi, a centonove anni di distanza, troppo avanzati! Tanti, infiniti lavoratori del pennello ancora oggi imitano, copiano, rifanno un'arte di epoche trascorse e si stupiscono di non venir considerati dalla critica. Sono normali pittori (magari anche bravi tecnicamente), ma non sono artisti. Spero di averti fornito qualche spunto utile: bisogna studiare, conoscere, sapere. La storia dell'arte ci spiega quello che sta accadendo e se non capiamo quello che vediamo non è colpa dei veri Artisti che usano linguaggi "sballati" rispetto a tutto quello che riteniamo "normale". Siamo noi che non abbiamo gli elementi per capire: proprio come se considerassimo insulsi tutti i libri scritti in giapponese solo perchè per leggerli non abbiamo prima studiato il giapponese.

  2. #602
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    saluto mcasalvieri

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  3. #603

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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Vedi, l'errore più comune è proprio quello di credere che l'arte degli ultimi 100 anni sia basata solo sulla stranezza e sul dover stupire a tutti i costi. Non è assolutamente così e studiando i vari movimenti e i loro principali protagonisti si riesce a capire che non si tratta assolutamente mai di improvvisazioni ma di "linguaggi" articolati e spesso assai rigorosi, con evidenti richiami alla storia e alla cultura più alta dell'epoca. Proprio per la sua interdisciplinarietà e i tantissimi agganci intellettuali, tutta l'arte contemporanea è "per iniziati", cioè non è immediatamente comprensibile. E' complessa, non è semplice nè diretta. Va studiata. Se vuoi entrare in questo mondo come artista devi conoscere quei linguaggi, non c'è scampo, proprio per poter rielaborare il tutto mettendoci qualcosa di tuo, la tua personalità. Non basta certo rifare, copiare, richiamarsi, imitare. Così come non è certo la strada giusta quella di "provare a fare qualcosa di strano". Non funziona così. "Ogni opera d'arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti. Ogni periodo culturale esprime una sua arte che non si ripeterà mai più. Noi non possiamo per esempio avere la sensibilità e la vita interiore degli antichi Greci. E se in scultura tentassimo di adottare i loro princìpi non faremmo che produrre forme simili alle loro, ma prive di anima. Come le imitazioni delle scimmie. Esteriormente i movimenti delle scimmie sono perfettamente uguali a quelli dell'uomo. Una scimmia sta seduta, tiene in mano un libro, lo sfoglia, assume un atteggiamento pensieroso, ma ai suoi movimenti manca un senso interiore."(Kandinskij, Lo spirituale nell'arte). Questo libro di pura teoria con il quale Kandinskij teorizza quella che sarà l'Arte Astratta è del 1910. Eppure per la maggior parte delle persone esprime criteri ancora oggi, a centonove anni di distanza, troppo avanzati! Tanti, infiniti lavoratori del pennello ancora oggi imitano, copiano, rifanno un'arte di epoche trascorse e si stupiscono di non venir considerati dalla critica. Sono normali pittori (magari anche bravi tecnicamente), ma non sono artisti. Spero di averti fornito qualche spunto utile: bisogna studiare, conoscere, sapere. La storia dell'arte ci spiega quello che sta accadendo e se non capiamo quello che vediamo non è colpa dei veri Artisti che usano linguaggi "sballati" rispetto a tutto quello che riteniamo "normale". Siamo noi che non abbiamo gli elementi per capire: proprio come se considerassimo insulsi tutti i libri scritti in giapponese solo perchè per leggerli non abbiamo prima studiato il giapponese.
    guarda, non penso che il 900 sia un secolo di improvvisati. Nè è mia intenzione fare cose "strane", anzi. L'avvento della fotografia a inizio secolo e l'esposizione universale di Parigi furono motore di grandi cambiamenti nella pittura e nell'arte, le successive due guerre ancora di più. C'era bisogno di cambiamento, di far cadere i muri e i limiti, di spingersi oltre per capire fin dove si potesse arrivare. Penso di riuscire a capire cosa successe. Concordo con quanto dice Kandinskij, e concordo con te quando dici che ancora oggi c'è chi imita, copia, e si rifà al passato. Se mi sono fatto un'idea di ciò che intendi, cose del genere e e cose così non valgono granchè, corretto?

    Cosa ne pensi invece di contemporanei come Phil Hale, Odd Nerdrum, Gottfried Helnwein, Jeremy Geddes, la Etam Cru, Ruprecht von Kaufmann? Mi sembra tutta gente che non se la passa male, e non fanno nè cose particolarmente originali - non pisciano in pubblico nè commissionano le proprie opere ad artigiani terzi - nè cose particolarmente complicate da comprendere.

    Comunque, in linea generale mi trovi anche d'accordo, ma lo trovo un atteggiamento un po' pretenzioso. S'alzano i muri così. Sicuramente devo capire ancora molto di questo periodo e per forza di cose dovrò farlo, è vero, è il linguaggio contemporaneo e in quanto tale saperlo parlare è necessario per potermi inserire, ma conosco il potenziale dell'arte che può avere sulla sfera socio-emotiva a prescindere da ciò che si sa e non si sa, so quanto l'intrinseco concetto di bellezza sia in noi e quanto sia necessario circondarsi di bellezza per vivere bene. Firenze è stata costruita su quei principi, e t'assicuro che la differenza rispetto ad altre città è palpabile. Ok rielaborare le cose in modo originale, ma a me sembra che le persone abbiano maggior bisogno di pace interiore che continue novità che mettono in discussione l'attuale realtà. Perché spesso l'impressione che ho è che molti vogliano limitarsi a fare "statements", concetti ad effetto che lasciano basito lo spettatore, che lo turbano, cercano una risposta emotiva - non importa quale - purché sia forte, e non riesco a fare a meno di percepirlo come un atteggiamento autodistruttivo - anche quando sensato e ben pensato. Sono figlio della generazione Y, figlio di tempi in cui c'è bisogno di costruire, di avvicinarsi, di comprendere. Sento il bisogno di ordine, di risposte. Di dubbi sulla nostra vita ne abbiamo a sufficienza. Ne consegue il tipo d'arte che faccio.

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    saluto mcasalvieri

    Scusate ma Fontana chi è?
    Ciao Alessandro! Fontana era un perito edile se non sbaglio!

  4. #604

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    Citazione Originariamente Scritto da mcasalvieri Visualizza Messaggio
    guarda, non penso che il 900 sia un secolo di improvvisati. Nè è mia intenzione fare cose "strane", anzi. L'avvento della fotografia a inizio secolo e l'esposizione universale di Parigi furono motore di grandi cambiamenti nella pittura e nell'arte, le successive due guerre ancora di più. C'era bisogno di cambiamento, di far cadere i muri e i limiti, di spingersi oltre per capire fin dove si potesse arrivare. Penso di riuscire a capire cosa successe. Concordo con quanto dice Kandinskij, e concordo con te quando dici che ancora oggi c'è chi imita, copia, e si rifà al passato. Se mi sono fatto un'idea di ciò che intendi, cose del genere e e cose così non valgono granchè, corretto?

    Cosa ne pensi invece di contemporanei come Phil Hale, Odd Nerdrum, Gottfried Helnwein, Jeremy Geddes, la Etam Cru, Ruprecht von Kaufmann? Mi sembra tutta gente che non se la passa male, e non fanno nè cose particolarmente originali - non pisciano in pubblico nè commissionano le proprie opere ad artigiani terzi - nè cose particolarmente complicate da comprendere.

    Comunque, in linea generale mi trovi anche d'accordo, ma lo trovo un atteggiamento un po' pretenzioso. S'alzano i muri così. Sicuramente devo capire ancora molto di questo periodo e per forza di cose dovrò farlo, è vero, è il linguaggio contemporaneo e in quanto tale saperlo parlare è necessario per potermi inserire, ma conosco il potenziale dell'arte che può avere sulla sfera socio-emotiva a prescindere da ciò che si sa e non si sa, so quanto l'intrinseco concetto di bellezza sia in noi e quanto sia necessario circondarsi di bellezza per vivere bene. Firenze è stata costruita su quei principi, e t'assicuro che la differenza rispetto ad altre città è palpabile. Ok rielaborare le cose in modo originale, ma a me sembra che le persone abbiano maggior bisogno di pace interiore che continue novità che mettono in discussione l'attuale realtà. Perché spesso l'impressione che ho è che molti vogliano limitarsi a fare "statements", concetti ad effetto che lasciano basito lo spettatore, che lo turbano, cercano una risposta emotiva - non importa quale - purché sia forte, e non riesco a fare a meno di percepirlo come un atteggiamento autodistruttivo - anche quando sensato e ben pensato. Sono figlio della generazione Y, figlio di tempi in cui c'è bisogno di costruire, di avvicinarsi, di comprendere. Sento il bisogno di ordine, di risposte. Di dubbi sulla nostra vita ne abbiamo a sufficienza. Ne consegue il tipo d'arte che faccio.
    solo dei bravi vignettisti.
    Il discorso si fa molto articolato (nonchè troppo OT). Provo a rispondere brevemente sui vari punti.
    1) Ovvio che tutto ciò che è copia o rifacimento non ha valore artistico. In molti hanno manualità straordinarie ma non per questo saranno annoverati tra i futuri geni. Anzi, tutt'altro: il lavoro di costoro non sposta avanti di un centimetro l'arte, semmai guarda indietro, senza anima. "Un'arte rifatta può produrre artisticamente soltanto ciò che già satura chiaramente l'atmosfera presente. Quest'arte, che non ha in sè alcuna potenzialità di avvenire, che dunque non è altro che figlia del suo tempo e non diverrà mai madre del futuro, è un'arte evirata. E' di breve durata e muore moralmente nell'istante in cui si modifica l'atmosfera che l'aveva prodotta. Sempre Kandinskij nel 1910. Mica male come visione. "L'atmosfera che l'aveva prodotta" può forse essere interpretata come "moda", "senso comune", "banalità del gusto"? Forse aveva già intravisto le "operazioni di mercato" con le quali si offre arte già vista per facilitare le scelte, per accontentare le platee meno preparate e per offrire prodotti rassicuranti ai tanti di ogni epoca che vedono sempre con diffidenza ogni apertura verso il futuro? C'è da riflettere molto sul fatto che un secolo dopo queste parole risultino ancora così attuali e sensate.
    2) Degli artisti che citi francamente ne conosco solo un paio, per gli altri dovrei documentarmi e poichè sono solito documentarmi seriamente (non su wikipedia) avrei bisogno di tempo. Ti dico solo che per mio gusto personale non provo alcun interesse per i vari iperealisti o realisti fotografici. Con interesse ancora minore guardo ai realisti espressionisti. Li vedo tutti "vecchi", ancorati a virtuosismi pittorici che però ormai hanno poco senso. Le accademie servono per studiare, capire e quindi ad aprire le menti, non per insegnare a "fare uguale" la bella pittura di un tempo. Hai nominato anche Etam Cru: la street art concettualmente non mi piace. Ha avuto un senso storico in un breve periodo, oggi sepolto e per questo dovrebbe essere ampiamente archiviata. Il suo senso di denuncia (sociale, attivista, politica, ecc.) è stato ampiamente sfruttato. Ora i vari streetartisti con pochissime eccezioni mi sembrano solo dei bravi vignettisti.
    3) Quello che tu chiami "intrinseco concetto di bellezza" è proprio quello che da 100 anni è passato in secondo piano. Un'opera d'arte non vive per la sua bellezza, ma per l'INTENZIONE del suo artefice. Ecco perchè il fatto che l'Artista sia un uomo di cultura vale molto di più della sua bravura e manualità. Lo so, qui si può aprire un dibattito infinito che non ha ancora messo d'accordo le due fazioni nonostante centinaia di libri, migliaia di conferenze, milioni di dispute. Rimane il fatto che l'Arte va avanti, sempre. Senza mai tornare indietro. L'Arte dei secoli scorsi è evidente che desterà sempre enorme ammirazione, ma va collocata e capìta secondo quelle epoche. Oggi viviamo un insieme di realtà, logiche e cultura che sviluppa necessariamente un suo tipo di Arte. E nei prossimi decenni e secoli l'Arte avanzando sempre si svilupperà in modi che oggi non possiamo immaginare.
    Ultima modifica di accipicchia; 08-06-19 alle 13:47

  5. #605
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    Benvenuto a @mcasalvieri

    mi permetto di dire qualcosa circa le idee che leggo nel seguente post:
    Citazione Originariamente Scritto da mcasalvieri Visualizza Messaggio
    ...ma conosco il potenziale dell'arte che può avere sulla sfera socio-emotiva a prescindere da ciò che si sa e non si sa, so quanto l'intrinseco concetto di bellezza sia in noi e quanto sia necessario circondarsi di bellezza per vivere bene. Firenze è stata costruita su quei principi, e t'assicuro che la differenza rispetto ad altre città è palpabile. Ok rielaborare le cose in modo originale, ma a me sembra che le persone abbiano maggior bisogno di pace interiore che continue novità che mettono in discussione l'attuale realtà. Perché spesso l'impressione che ho è che molti vogliano limitarsi a fare "statements", concetti ad effetto che lasciano basito lo spettatore, che lo turbano, cercano una risposta emotiva - non importa quale - purché sia forte, e non riesco a fare a meno di percepirlo come un atteggiamento autodistruttivo - anche quando sensato e ben pensato. Sono figlio della generazione Y, figlio di tempi in cui c'è bisogno di costruire, di avvicinarsi, di comprendere. Sento il bisogno di ordine, di risposte. Di dubbi sulla nostra vita ne abbiamo a sufficienza. Ne consegue il tipo d'arte che faccio...
    in estrema sintesi:

    1) nei secoli in cui l’arte ha dato risposte, bellezza, ordine ecc...ecc...
    le poteva dare perché esistevano delle idee (fede, ideologie) e una struttura della società che, nel loro insieme, avevano pronte quelle risposte, la bellezza, l’ordine.
    L’arte ne era solo il “braccio visivo”...

    2) oggi tutto è cambiato, le strutture sociali non sono più accettate come immutabili,
    la fede è considerata un fatto esclusivamente individuale, quasi nessuno pensa più di avere un’ideologia, anche se, in realtà, quasi tutti accettano l’ideologia liberista senza neanche saperlo
    e la bellezza sta in tantissime altre cose,
    per es. nella tecnologia, negli oggetti di design o industriali,
    in questo contesto storico, l’arte ha fatto un salto di qualità :
    da mero “braccio visivo” è diventata molto di più,
    è diventata consapevolezza della storia del pensiero dell’essere umano, e soprattutto è diventata questione di intelligenza !
    cioè, in un certo senso il campo che prima era riservato ai filosofi

    PS un saluto a @acci , di cui non posso che applaudire i precedenti interventi

  6. #606

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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano.Meis Visualizza Messaggio
    Benvenuto a @mcasalvieri

    mi permetto di dire qualcosa circa le idee che leggo nel seguente post:

    in estrema sintesi:

    1) nei secoli in cui l’arte ha dato risposte, bellezza, ordine ecc...ecc...
    le poteva dare perché esistevano delle idee (fede, ideologie) e una struttura della società che, nel loro insieme, avevano pronte quelle risposte, la bellezza, l’ordine.
    L’arte ne era solo il “braccio visivo”...

    2) oggi tutto è cambiato, le strutture sociali non sono più accettate come immutabili,
    la fede è considerata un fatto esclusivamente individuale, quasi nessuno pensa più di avere un’ideologia, anche se, in realtà, quasi tutti accettano l’ideologia liberista senza neanche saperlo
    e la bellezza sta in tantissime altre cose,
    per es. nella tecnologia, negli oggetti di design o industriali,
    in questo contesto storico, l’arte ha fatto un salto di qualità :
    da mero “braccio visivo” è diventata molto di più,
    è diventata consapevolezza della storia del pensiero dell’essere umano, e soprattutto è diventata questione di intelligenza !
    cioè, in un certo senso il campo che prima era riservato ai filosofi

    PS un saluto a @acci , di cui non posso che applaudire i precedenti interventi
    Proprio così: l'Arte è diventata una questione di intelligenza. E' finita da tempo l'epoca delle corti e dei nobili e ricchi che commissionavano i loro bei soggetti. Così come è finita l'epoca bohemienne, degli artisti mezzi matti o disadattati, ignoranti ma con bella mano che si facevano notare per la loro pittura artigianale. Oggi l'Artista deve essere un intellettuale, un teorico colto più che mai capace di trainare la famosa piramide di Kandinskij.
    Sempre da "Lo spirituale nell'arte" (oggi ho ripreso in mano il libro e mi sto gasando): "Un grande triangolo acuto diviso in sezioni disuguali, che si restringono verso l'alto, rappresenta in modo schematico ma preciso, la vita spirituale. In basso, le sezioni del triangolo diventano sempre più grandi ed estese. Il triangolo si muove lentamente verso l'alto e dove oggi c'è il vertice, domani ci sarà la prima sezione. Quello cioè che oggi è comprensibile solo al vertice, e per il resto del triangolo è ancora un oscuro vaniloquio, domani diventerà la vita densa di emozioni e di significati della seconda sezione. Al vertice sta qualche volta solo un uomo... In ogni sezione del triangolo si possono trovare degli artisti. Tra loro chi sa guardare al di là della sua sezione è un profeta e aiuta a muovere il carro inerte. Se invece non possiede quest'occhio acuto, se per finalità e cause meschine lo chiude o ne fa cattivo uso, viene capìto e celebrato da tutti i compagni della sua sezione. Più grande è la sezione (cioè più in basso si trova), maggiore è la massa di chi capisce la parola di quell'artista".

    e ancora:

    "Approfondire un'arte significa stabilire i suoi limiti, mentre confrontarla con le altre arti significa sottolinearne l'identica tensione interiore"

    P.S. Ciao Adriano.Meis perchè non scrivi più spesso?
    Ultima modifica di accipicchia; 08-06-19 alle 15:51

  7. #607

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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Il discorso si fa molto articolato (nonchè troppo OT). Provo a rispondere brevemente sui vari punti.
    1) Ovvio che tutto ciò che è copia o rifacimento non ha valore artistico. In molti hanno manualità straordinarie ma non per questo saranno annoverati tra i futuri geni. Anzi, tutt'altro: il lavoro di costoro non sposta avanti di un centimetro l'arte, semmai guarda indietro, senza anima. "Un'arte rifatta può produrre artisticamente soltanto ciò che già satura chiaramente l'atmosfera presente. Quest'arte, che non ha in sè alcuna potenzialità di avvenire, che dunque non è altro che figlia del suo tempo e non diverrà mai madre del futuro, è un'arte evirata. E' di breve durata e muore moralmente nell'istante in cui si modifica l'atmosfera che l'aveva prodotta. Sempre Kandinskij nel 1910. Mica male come visione. "L'atmosfera che l'aveva prodotta" può forse essere interpretata come "moda", "senso comune", "banalità del gusto"? Forse aveva già intravisto le "operazioni di mercato" con le quali si offre arte già vista per facilitare le scelte, per accontentare le platee meno preparate e per offrire prodotti rassicuranti ai tanti di ogni epoca che vedono sempre con diffidenza ogni apertura verso il futuro? C'è da riflettere molto sul fatto che un secolo dopo queste parole risultino ancora così attuali e sensate.
    2) Degli artisti che citi francamente ne conosco solo un paio, per gli altri dovrei documentarmi e poichè sono solito documentarmi seriamente (non su wikipedia) avrei bisogno di tempo. Ti dico solo che per mio gusto personale non provo alcun interesse per i vari iperealisti o realisti fotografici. Con interesse ancora minore guardo ai realisti espressionisti. Li vedo tutti "vecchi", ancorati a virtuosismi pittorici che però ormai hanno poco senso. Le accademie servono per studiare, capire e quindi ad aprire le menti, non per insegnare a "fare uguale" la bella pittura di un tempo. Hai nominato anche Etam Cru: la street art concettualmente non mi piace. Ha avuto un senso storico in un breve periodo, oggi sepolto e per questo dovrebbe essere ampiamente archiviata. Il suo senso di denuncia (sociale, attivista, politica, ecc.) è stato ampiamente sfruttato. Ora i vari streetartisti con pochissime eccezioni mi sembrano solo dei bravi vignettisti.
    3) Quello che tu chiami "intrinseco concetto di bellezza" è proprio quello che da 100 anni è passato in secondo piano. Un'opera d'arte non vive per la sua bellezza, ma per l'INTENZIONE del suo artefice. Ecco perchè il fatto che l'Artista sia un uomo di cultura vale molto di più della sua bravura e manualità. Lo so, qui si può aprire un dibattito infinito che non ha ancora messo d'accordo le due fazioni nonostante centinaia di libri, migliaia di conferenze, milioni di dispute. Rimane il fatto che l'Arte va avanti, sempre. Senza mai tornare indietro. L'Arte dei secoli scorsi è evidente che desterà sempre enorme ammirazione, ma va collocata e capìta secondo quelle epoche. Oggi viviamo un insieme di realtà, logiche e cultura che sviluppa necessariamente un suo tipo di Arte. E nei prossimi decenni e secoli l'Arte avanzando sempre si svilupperà in modi che oggi non possiamo immaginare.
    Proprio per non sprofondare nell'OT mi limiterò a dire che trovo molto interessante la tua visione lineare della storia e della storia dell'arte. Come fosse una continua evoluzione, proiettata verso l'infinito. Poetico, in un certo senso. Mi chiedo cosa ne avrebbe pensato Michelangelo. Grazie della bella conversazione.

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano.Meis Visualizza Messaggio
    Benvenuto a @mcasalvieri

    mi permetto di dire qualcosa circa le idee che leggo nel seguente post:

    in estrema sintesi:

    1) nei secoli in cui l’arte ha dato risposte, bellezza, ordine ecc...ecc...
    le poteva dare perché esistevano delle idee (fede, ideologie) e una struttura della società che, nel loro insieme, avevano pronte quelle risposte, la bellezza, l’ordine.
    L’arte ne era solo il “braccio visivo”...

    2) oggi tutto è cambiato, le strutture sociali non sono più accettate come immutabili,
    la fede è considerata un fatto esclusivamente individuale, quasi nessuno pensa più di avere un’ideologia, anche se, in realtà, quasi tutti accettano l’ideologia liberista senza neanche saperlo
    e la bellezza sta in tantissime altre cose,
    per es. nella tecnologia, negli oggetti di design o industriali,
    in questo contesto storico, l’arte ha fatto un salto di qualità :
    da mero “braccio visivo” è diventata molto di più,
    è diventata consapevolezza della storia del pensiero dell’essere umano, e soprattutto è diventata questione di intelligenza !
    cioè, in un certo senso il campo che prima era riservato ai filosofi

    PS un saluto a @acci , di cui non posso che applaudire i precedenti interventi
    Mi avete messo tanta voglia di studiare, perché con tutta la buona volontà proprio non riesco a capire fino in fondo il vostro ragionamento. Sostanzialmente mi stai dicendo che il mondo è cambiato, che non esistono più le ideologie e non esiste più la fede (quindi materialismo? Un Dio si prega sempre), la bellezza è nella velocità e l'immediatezza, è in facebook, amazon e la potenza di calcolo degli elaboratori, negli stampi e l'utilizzo delle macchine industriali, quindi ikea, il mcdonald's, la fiat panda, l'intera industria tessile a basso costo, e l'arte, l'arte è geniale quando libera dalle responsabilità, libera dall'accademismo che l'aveva iniziata a caratterizzare, la massima espressione nel tratto dell'innocente bambino, ma allo stesso tempo terribilmente più mentale, complessa, cerebrale, "interdisciplinare" rispetto a prima?
    In parte capisco forse cosa intendi, in parte ho l'impressione di fraintendere. In linea di massima il mondo di oggi è un mondo in cui non mi rispecchio e che non auguro ad un figlio, quindi se il risultato di questa "evoluzione" artistico\filosofica è ciò che mi vivo nel quotidiano, beh, grazie davvero per niente dell'eredità. Non vorrei trascinare troppo a lungo la conversazione comunque, ma se ne avete piacere si potrebbe aprire un topic (sempre che non ce ne sia già uno adatto) dove potersi confrontare ulteriormente. Ma temo questa sia una questione più grande di quanto possa sembrare e che abbia sfumature di filosofia, piuttosto che di colore.

    Citazione Originariamente Scritto da Antipole Visualizza Messaggio
    Ps, tra i tanti libri su Fontana suggerisco questo che allarga ad altro caposcuola...


    Pps, linko anche sito della fondazione che è "a gratis".

    Fondazione Lucio Fontana - Home

    Allegato 2606913
    grazie mille del consiglio, farò in modo di reperirlo.

    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Ciao @mcasalvieri e benvenuto!
    Vedo che già non sei passato inosservato
    Anche se probabilmente hai qualche lacuna da colmare, hai un atteggiamento apprezzabile sia in termini di apertura che di consapevolezza e anche di voglia di imparare. Mi pare un ottimi inizio!
    Ti ringrazio moltissimo Biagio! Spero nel mio piccolo di poter contribuire in modo positivo all'interno del forum, siete un bel gruppo di persone (e personaggi!), e come già detto qui ho solo che da imparare.

  8. #608

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    Buongiorno

    Sono un collezionista privato che ha da vendere opere d'arte. Ho provato a mettere un annuncio su ' vendo compro scambio ' di finanza on line ma non riesco a vedere dove è nuova discussione per inserire ammumcio.Chi mi aiuta?

  9. #609
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da sagittario1952 Visualizza Messaggio
    Sono un collezionista privato che ha da vendere opere d'arte. Ho provato a mettere un annuncio su ' vendo compro scambio ' di finanza on line ma non riesco a vedere dove è nuova discussione per inserire ammumcio.Chi mi aiuta?
    buongiorno a te,
    credo la redazione lo abbia rimosso perché le foto delle opere non sono consentite.

    Dovresti pubblicare solo il testo:
    prova qui:
    Compro & Vendo & scambi tra Collezionisti


  10. #610
    L'avatar di Biagio.tv
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    Benvenuto @sagittario1952, e grazie per il messaggio di presentazione.
    Come ti ho scritto in privato, ho dovuto rimuovere il tuo messaggio in quanto l'unica modalità consentita sul Fol per proporre un'opera d'arte in vendita è quella di inserire un post (senza immagine e senza email) sulla discussione Compro e Vendo; scambi tra Collezionisti come ti ha indicato anche @Alessandro Celli.

    Per chiarezza, non è consentito aprire una nuova discussione come avevi fatto e inserirvi il tuo annuncio, ma devi appunto semplicemente inserire in modo sintetico il tuo annuncio nella discussione esistente "Compro e Vendo". Chi è interessato poi ti può contattare con un messaggio diretto.

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