E' giusto difendere in asta un giovane artista ? - Pagina 13
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  1. #121
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Certo come no! Le Gallerie devono fare un grande lavoro, affermare l'artista a livello internazionale, collocare le sue opere nelle grandi Collezioni, creare il giusto ambiente, il giusto interesse, fare libri, pubblicazioni, mostre in galleria, mostre istituzionali, fiere e tutto il resto che va sotto la voce 'investimenti'. Tutto questo non conta? Non ha costi? Cioè il prezzo giusto è quello più basso dell'asta più dimenticata e periferica? Mi domando dove stia la logica. Il prezzo giusto è quello che decidono Gallerista di riferimento e artista stesso, in base a tutta una serie di accordi e di impegni, cioè a un contratto. Le aste sono solo episodi, a volte del tutto anomali e poco significativi. Se il suo mercato passa per la maggior parte per le aste, quell'artista, se giovane*, è finito. Fi-ni-to. In ogni modo non si è mai visto un artista diventare qualcuno per effetto delle aste. Per merito del lavoro dei Galleristi (la G maiuscola sta a indicare quelli davvero seri e capaci), sì.
    Temo che tu sia un po' acerbo (detto senza offesa eh) perchè se da 25 anni bazzichi il mercato, l'abc ormai dovrebbe esserti un po' più familiare

    *se storicizzato ovviamente è diverso
    Il punto focale secondo me è quanto evidenziato nel grassetto.
    Ho letto, sia pure di volata, le prime pagine di questa discussione.
    E' abbastanza evidente, un pò nelle opinioni di tutti, che un Artista giovane non debba essere messo in asta.

    La domanda che mi viene spontanea è: in un gioco "pulito" (dove Artista e Gallerista lavorano insieme, il primo pensando a fare l'Artista, e il secondo ad agevolare il suo cursus,) può davvero sussistere un interesse del collezionista a mandare in asta anzitempo le opere? Per anzitempo intendo PRIMA, che quell'Artista diventi - non già storicizzato - ma sicuramente noto, al mercato secondario?

    Tradotto (senza fare nomi che così non si incacchia nessuno ): se compro Pincopallino in Galleria a 5k, e Pincopallino è noto solo al "giro" di quella Galleria, che senso avrebbe per me rimetterlo in vendita, toh, sei mesi dopo l'acquisto in un mercato che non lo conosce?

    Per cui credo che - ad integrazione di quanto dici - il lavoro di un Gallerista che fa gli interessi dell'Artista, sia ANCHE (anche ) quello di consentirgli una graduale circolazione e circolabilità, nel mondo delle Aste. Diversamente boh , credo resti (come dceva un pò di tempo fa credo @Alessandro Celli) un acquisto che viene fatto per sola passione. Che va benissimo, per carità, ma non aiuta la carriera di un Artista. Spero si capisca il concetto

  2. #122

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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Il punto focale secondo me è quanto evidenziato nel grassetto.
    Ho letto, sia pure di volata, le prime pagine di questa discussione.
    E' abbastanza evidente, un pò nelle opinioni di tutti, che un Artista giovane non debba essere messo in asta.

    La domanda che mi viene spontanea è: in un gioco "pulito" (dove Artista e Gallerista lavorano insieme, il primo pensando a fare l'Artista, e il secondo ad agevolare il suo cursus,) può davvero sussistere un interesse del collezionista a mandare in asta anzitempo le opere? Per anzitempo intendo PRIMA, che quell'Artista diventi - non già storicizzato - ma sicuramente noto, al mercato secondario?

    Tradotto (senza fare nomi che così non si incacchia nessuno ): se compro Pincopallino in Galleria a 5k, e Pincopallino è noto solo al "giro" di quella Galleria, che senso avrebbe per me rimetterlo in vendita, toh, sei mesi dopo l'acquisto in un mercato che non lo conosce?

    Per cui credo che - ad integrazione di quanto dici - il lavoro di un Gallerista che fa gli interessi dell'Artista, sia ANCHE (anche ) quello di consentirgli una graduale circolazione e circolabilità, nel mondo delle Aste. Diversamente boh , credo resti (come dceva un pò di tempo fa credo @Alessandro Celli) un acquisto che viene fatto per sola passione. Che va benissimo, per carità, ma non aiuta la carriera di un Artista. Spero si capisca il concetto
    La Galleria che ha il suo giusto giro di Collezionisti, in linea di massima, sa bene dove le conviene posizionare le opere. Collaborerà con il suo stretto giro, e farà le giuste resistenze nei confronti di 'compratori di quadri' di cui diffida. Allora gli esclusi si arrabbiano e dicono che quella Galleria 'se la tira'. Non è così: fa delle scelte in base alle sue precise strategie. Se desse lo opere a chiunque, una parte di queste finirebbe in un lampo nel giro di compra-vendo. Ti faccio osservare che non esiste solo "il vendo a 5 e quindi è impossibile che trovi dopo poco il pezzo in giro a 3". Capita spessissimo con il meccanismo dei cambi. Se io ho comprato Pincopallino a 5 e lo scambio con un Tizio, un Caio e un Sempronio, io l'ho scambiato magari per un totale di 6, ma per chi mi ha dato i tre cambi, il mio Pincopallino ormai suo, gli è costato... boh? chi può saperlo? Lo sa solo lui. Magari 3 perchè i tre quadri lui li aveva in carico a mille euro l'uno. Se mette il Pincopallino in asta a 4, ci guadagna lo stesso ma il danno creato è un mercato parallelo che dice 4 anzichè 5. Questi sono i traffici dei traffichini. Qui moooooooolti conoscono bene questi meccanismi, credimi.
    Per tirare le fila del discorso, un Gallerista vede come il fumo negli occhi queste figure e cerca in ogni modo di scansarle. Spero di essere stato chiaro
    Ultima modifica di accipicchia; 07-01-21 alle 18:52

  3. #123
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    La Galleria che ha il suo giusto giro di Collezionisti, in linea di massima, sa bene dove le conviene posizionare le opere. Collaborerà con il suo stretto giro, e farà le giuste resistenze nei confronti di 'compratori di quadri' di cui diffida. Allora gli esclusi si arrabbiano e dicono che quella Galleria 'se la tira'. Non è così: fa delle scelte in base alle sue precise strategie. Se desse lo opere a chiunque, una parte di queste finirebbe in un lampo nel giro di compra-vendo. Ti faccio osservare che non esiste solo "il vendo a 5 e quindi è impossibile che trovi dopo poco il pezzo in giro a 3". Capita spessissimo con il meccanismo dei cambi. Se io ho comprato Pincopallino a 5 e lo scambio con un Tizio, un Caio e un Sempronio, io l'ho scambiato magari per un totale di 6, ma per chi mi ha dato i tre cambi, il mio Pincopallino ormai suo, gli è costato... boh? chi può saperlo? Lo sa solo lui. Magari 3 perchè i tre quadri lui li aveva in carico a mille euro l'uno. Se mette il Pincopallino in asta a 4, ci guadagna lo stesso ma il danno creato è un mercato parallelo che dice 4 anzichè 5. Questi sono i traffici dei traffichini. Qui moooooooolti conoscono bene questi meccanismi, credimi.
    Per tirare le fila del discorso, un Gallerista vede come il fumo negli occhi queste figure e cerca in ogni modo di scansarle. Spero di essere stato chiaro
    Un pò difficile trovare chi ti dà un controvalore di 6 (a prescindere da quanto ha pagato i tre pezzi) per averne uno di 4
    Più facile che magari il Collezionista che ha comprato il giovane se ne penta, secondo me.
    Comunque è altrettanto chiaro che il "vincolo" imposto al Collezionista non può durar decenni, di qui che parlavo (più che altro mi domandavo) della opportunità di far sì che ci sia, una (pur graduale) introduzione nel mercato secondario. Senza appunto attendere decenni.

    Capisco ciò che dici sull'interesse a costruire una collezione piuttosto che a "trafficare". Comunque non ci si deve neppure dimenticare che le collezioni sono fatte con soldi, e che spesso anche i collezionisti più seri hanno l'opportunità di cambiare ciò che hanno in collezione. Se in un lasso ragionevole di tempo hanno la possibilità di ottenere non dico (pur sempre auspicabili) guadagni, ma riscontri congrui rispetto a quanto speso, sul mercato secondario, non ravviserei "danni" per nessuno. Ed è chiaro che sto parlando di una tempistica ragionevole (non i due mesi, ma nemmeno i trent'anni, per intenderci).

  4. #124
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Comunque per riportare il discorso in tema, ogni giovane artista più che preoccuparsi di venir difeso, dovrebbe senza dubbio preoccuparsi di scegliersi un Gallerista capace e solido. Non è certo una ricerca semplice, ma è chiaro che ogni tipo di scorciatoia in genere si trasforma ben presto in un serio ostacolo alla carriera.
    Ma davvero è l'artista a scegliere il gallerista? Qui si parla di "giovani artisti" e non vorrei fare un paragone azzardato col calcio, ma gli scouter selezionano in genere gli emergenti, i campioni o i giocatori affermati agiscono tramite procuratori! A meno di aver trovato il nuovo Messi o CR...

    Comprensibile la logica dei galleristi di "difendere" gli artisti attraverso "investitori/sponsor" individuati tra i collezionisti di fiducia, ma non si rischia di restringere eccessivamente il target? Non credo sia possibile controllare il mercato secondario anzi temo che con la crisi attuale sia difficile anche per gallerie che lavorano bene tenere il passo o potersi permettere scelte coerenti.

    Non vedo l'asta soprattutto come termometro di un artista quanto piuttosto segnale di disinteresse, non manderei allo sbaraglio in un contesto non controllato chi voglio promuovere e sul quale ho investito/investo, diventerebbe un harakiri.

  5. #125

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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    Ma davvero è l'artista a scegliere il gallerista? Qui si parla di "giovani artisti" e non vorrei fare un paragone azzardato col calcio, ma gli scouter selezionano in genere gli emergenti, i campioni o i giocatori affermati agiscono tramite procuratori! A meno di aver trovato il nuovo Messi o CR...
    No, non è per niente facile per un giovane artista scegliere il Gallerista. Ma se il giovane artista ha delle potezialità prima o poi qualche Galleria seria si accorgerà di lui. A quel punto - solo a quel punto e magari dopo la necessaria gavetta - inizia la collaborazione di cui parlavo prima. Bisogna essere anche capaci di programmarsi e scegliere bene, perchè ogni cosa anche nel mondo del mercato dell'Arte, non funziona con la fortuna e l'approssimazione. Quando capita l'occasione giusta bisogna essere pronti, che tradotto significa: essere a propria volta seri (cioè rispettare gli accordi, per capirci: senza cedere alla tentazione delle disintermediazioni), e studiare insieme i percorsi che devono essere almeno di medio periodo (per capirci: se la proposta è di fare un certo giro di mostre ed eventi è una cosa, se si tratta invece di buttarsi a capofitto in certi marasmi televisivi è un'altra cosa). Gli esempi ci sono, ma non li faccio.
    Ultima modifica di accipicchia; 07-01-21 alle 20:14

  6. #126

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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio

    Non vedo l'asta soprattutto come termometro di un artista quanto piuttosto segnale di disinteresse, non manderei allo sbaraglio in un contesto non controllato chi voglio promuovere e sul quale ho investito/investo, diventerebbe un harakiri.
    La tua è razionalità, ma la razionalità non è poi così comune nel mercato dell'Arte, soprattutto in Italia. Posso assicurarti che in molti casi lo stesso gallerista (con la g piccolissima non quanto a mezzi ma quanto a capacità imprenditoriale) è lui a fornire le opere all'asta. Ovviamente accettando di venderle ad un prezzo molto più basso che in galleria, non credo con grande gioia dei suoi clienti se lo venissero a scoprire. Anche qui gli esempi ci sono e sono davvero tantissimi (basta pensare ai tanti 'lanci' di breve periodo, per cui per un anno o due le opere compaiono magicamente in tutte le astine), ma non li faccio.

  7. #127

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    Sono d'accordo. Se l'artista lavora con 1-2 galleristi, come fanno a finire le opere in asta? Non certo grazie ai collezionisti, se parliamo di autori giovani e non affermati. Certo, l'ipotesi che è stata fatta dello scambio ci può stare, ma si tratta di eccezioni, così come del collezionista pentito. Una, due volte potrebbe succedere, ma sono eventi che probabilmente non vanno ad influenzare il mercato dell'artista. Se invece la situazione è sistematica, allora è uno dei 2 attori (gallerista/artista) che fornisce l'opera, non mi sembra ci siano tante altre opzioni.

  8. #128

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    Citazione Originariamente Scritto da Virgil Oldman Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo. Se l'artista lavora con 1-2 galleristi, come fanno a finire le opere in asta? Non certo grazie ai collezionisti, se parliamo di autori giovani e non affermati. Certo, l'ipotesi che è stata fatta dello scambio ci può stare, ma si tratta di eccezioni, così come del collezionista pentito. Una, due volte potrebbe succedere, ma sono eventi che probabilmente non vanno ad influenzare il mercato dell'artista. Se invece la situazione è sistematica, allora è uno dei 2 attori (gallerista/artista) che fornisce l'opera, non mi sembra ci siano tante altre opzioni.
    Lo scambio di un pezzo è praticamente ininfluente, ma quando avvengono scambi tra mercanti a livello di qualche decina di opere il discorso si fa pesante. Lo 'scambio' è qualcosa che automaticamente rende qualsiasi valore 'variabile', proprio in base a quanto viene a costare ai due attori l'operazione. Paradossalmente, faccio un esempio estremo solo per farmi capire, se io cedo 5 Pincopallini in cambio di 10 Vattelapesca, se i 10 Vattelapesca quell'altro li ha in magazzino da 10 anni, a suo tempo li ha avuti in omaggio e ora vuole sbarazzarsene, i 5 Pincopallini lui li ha avuti a NIENTE. Quindi non potrò mai sapere che valore attribuirà al cambio quell'altro. Ecco che i 5 Pincopallini possono reintrare sul mercato a un prezzo che non posso controllare.

  9. #129
    L'avatar di Alessandro Celli
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    a seguito dei vari interventi di accipicchia, estremamente pertinenti

    si spiega fra le righe la differenza fra un gallerista ed un mercante
    differenza che spesso qui dentro non è molto chiara.

    Quindi grazie acci e un bollino (se il sistema me lo consente)

  10. #130

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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Certo come no! Le Gallerie devono fare un grande lavoro, affermare l'artista a livello internazionale, collocare le sue opere nelle grandi Collezioni, creare il giusto ambiente, il giusto interesse, fare libri, pubblicazioni, mostre in galleria, mostre istituzionali, fiere e tutto il resto che va sotto la voce 'investimenti'. Tutto questo non conta? Non ha costi? Cioè il prezzo giusto è quello più basso dell'asta più dimenticata e periferica? Mi domando dove stia la logica. Il prezzo giusto è quello che decidono Gallerista di riferimento e artista stesso, in base a tutta una serie di accordi e di impegni, cioè a un contratto. Le aste sono solo episodi, a volte del tutto anomali e poco significativi. Se il suo mercato passa per la maggior parte per le aste, quell'artista, se giovane*, è finito. Fi-ni-to. In ogni modo non si è mai visto un artista diventare qualcuno per effetto delle aste. Per merito del lavoro dei Galleristi (la G maiuscola sta a indicare quelli davvero seri e capaci), sì.
    Temo che tu sia un po' acerbo (detto senza offesa eh) perchè se da 25 anni bazzichi il mercato, l'abc ormai dovrebbe esserti un po' più familiare

    *se storicizzato ovviamente è diverso
    no non mi offendo,non conosco il mercato e' vero,a me piacciono le opere,pero ne ho visti troppi di artisti meteore in italia,e spendere tanti soldi x un artisti giovani mi sembra una follia e penso che pochissimi artisti possono rivalutarsi nel tempo e si è giovani fino ai 30 anni e le grandi rivalutazioni dei grandi artisti del passato non sono replicabili nel panorama artistico italiano odierno.

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