La bolla del mercato dell'arte prossima allo scoppio - Pagina 70
Rendimenti reali mai così negativi da era Volcker, mercati (per ora) si fidano della Fed. Fugnoli (Kairos) spiega chi compra Treasury e perchè lo fa
Il tanto atteso dato sull’inflazione americana ha calamitato ieri le attenzioni degli investitori. Ancora di più alla luce del nuovo balzo oltre le attese e al nuovo massimo dal 2008. …
Posizioni nette corte: Saipem il titolo più shortato di Piazza Affari e con più posizioni ribassiste aperte, nella top 4 anche Maire e Banca Mps
Dall?ultimo aggiornamento disponibile di Consob sulle posizioni nette corte (PNC) si apprende che il titolo più shortato a Piazza Affari è Saipem con 5 posizioni short aperte per una quota pari …
Intesa Sanpaolo non è più la preferita indiscussa tra le banche a Piazza Affari, sempre più analisti virano su Unicredit
Giornata opaca oggi per Intesa Sanpaolo (-0,57% a 2,425 euro), peggior performer tra le banche del Ftse Mib. E’ stata una settimana interlocutoria per la maggiore banca italiana che nelle …
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  1. #691

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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano.Meis Visualizza Messaggio
    ringrazio @Sattin per le belle parole e @Ale per la risposta

    ma mi viene voglia fare una domanda a tutti,
    perché un po’ tutti partono da un presupposto che mica è così scontato e sicuro...

    cioè, ma per quale motivo un’opera d’arte importante, di un artista importante, di grande significato storico artistico, dovrebbe costare tanti soldi di più di un’opera scadente, di un artista minore, senza significato storico ????
    Perché ? chi l’ha detto ?

    Scusate, prendiamo per es. i libri...
    non è mica che la Divina Commedia di Dante Alighieri costa di più di un libro da autogrill tipo, che ne so, il libro delle Barzellette di Totti
    quindi il prezzo non dipende mica dal valore culturale !
    o no ?
    Beh, tu parli delle 'copie' che si trovano in libreria. Potessero essere immessi sul mercato i manoscritto originali, quello di Dante godrebbe di una considerazione un bel po' maggiore di quello del Pupone Che poi mica l'ha scritto lui, dai
    Dici di no?

  2. #692
    L'avatar di Antipole
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    Negli autogrill si trova in vendita la versione economica del Ritratto di Dorian Gray dove si prendeva atto che:
    “Al giorno d'oggi (1890) la gente sa il prezzo di tutto e non conosce il valore di niente."

    Non rientrando la conoscenza tra le priorità, il prezzo si forma in due modi:
    - Numero di persone disposte ad acquistare un bene.
    - Contesto (luogo fisico, temporale o sociale) dove la persona agisce.

    Es. Si può avere il capolavoro esposto alla Biennale, pluripubblicato con commenti di vari tra i maggiori critici con corredo di autentiche e archivio ma se l'artista in questione non è richiesto, il suo valore sarà pari a zero ossia andrà invenduto.

    Viceversa se hai dell'autore che va' per la maggiore un'opera dozzinale senza pubblicazioni, proposto a una cifra esorbitante, ci sarà sempre qualcuno pronto ad acquistarla.

    Come sempre a mio parere.
    Ciao!! a tutti.

  3. #693
    L'avatar di Cris70
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    L'esempio di Antipole è calzante quando scrive "... Si può avere il capolavoro esposto alla Biennale, pluripubblicato con commenti di vari tra i maggiori critici con corredo di autentiche e archivio ma se l'artista in questione non è richiesto, il suo valore sarà pari a zero ossia andrà invenduto".

    Conosco l'argomento possedendo un'opera di un artista che ha 4 esposizioni museali ed una al Guggenheim in occasione di una sua personale negli anni '70.

    Purtroppo il prezzo lo fanno l'offerta e soprattutto la domanda ed è giusto che sia così. Sono però altrettanto convinto che il tempo aggiusta tutto, almeno se ci sono i fondamentali.

  4. #694

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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano.Meis Visualizza Messaggio
    ringrazio @Sattin per le belle parole e @Ale per la risposta

    ma mi viene voglia fare una domanda a tutti,
    perché un po’ tutti partono da un presupposto che mica è così scontato e sicuro...

    cioè, ma per quale motivo un’opera d’arte importante, di un artista importante, di grande significato storico artistico, dovrebbe costare tanti soldi di più di un’opera scadente, di un artista minore, senza significato storico ????
    Perché ? chi l’ha detto ?

    Scusate, prendiamo per es. i libri...
    non è mica che la Divina Commedia di Dante Alighieri costa di più di un libro da autogrill tipo, che ne so, il libro delle Barzellette di Totti
    quindi il prezzo non dipende mica dal valore culturale !
    o no ?
    Banalmente in merito allopera darte importante perché essendo riconosciuta come tale e probabile che molti la vogliono e quindi il prezzo sale. Il valore di un qualcosa non è intrinseco alla cosa stessa, dipende da quanti vogliono quella cosa.
    Sui libri, attenzione. Compra una prima edizione della divina commedia o di altre opere rare ed importanti e vedrai che costano, il resto, le tirature successive, sono considerate copie a tiratura potenzialmente infinita.
    Concettualmente e la stessa differenza che ce tra un disegno originale ed una sua fotocopia.
    Quindi, le ristampe, che siano di un libro epocale o un libercolo inutile costano lo stesso.
    Ma le.prime.edizioni costano con una logica analoga a quella delle opere darte.

  5. #695
    L'avatar di Klee
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    Citazione Originariamente Scritto da Antipole Visualizza Messaggio
    Negli autogrill si trova in vendita la versione economica del Ritratto di Dorian Gray dove si prendeva atto che:
    “Al giorno d'oggi (1890) la gente sa il prezzo di tutto e non conosce il valore di niente."

    Non rientrando la conoscenza tra le priorità, il prezzo si forma in due modi:
    - Numero di persone disposte ad acquistare un bene.
    - Contesto (luogo fisico, temporale o sociale) dove la persona agisce.

    Es. Si può avere il capolavoro esposto alla Biennale, pluripubblicato con commenti di vari tra i maggiori critici con corredo di autentiche e archivio ma se l'artista in questione non è richiesto, il suo valore sarà pari a zero ossia andrà invenduto.

    Viceversa se hai dell'autore che va' per la maggiore un'opera dozzinale senza pubblicazioni, proposto a una cifra esorbitante, ci sarà sempre qualcuno pronto ad acquistarla.

    Come sempre a mio parere.
    Ciao!! a tutti.
    Chi me lo fa fare scrivere , quanta fatica 😉 ... meglio leggere e su alcuni interventi 👍👍👍👍👍

  6. #696
    L'avatar di eelle25
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    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    L'esempio di Antipole è calzante quando scrive "... Si può avere il capolavoro esposto alla Biennale, pluripubblicato con commenti di vari tra i maggiori critici con corredo di autentiche e archivio ma se l'artista in questione non è richiesto, il suo valore sarà pari a zero ossia andrà invenduto".

    Conosco l'argomento possedendo un'opera di un artista che ha 4 esposizioni museali ed una al Guggenheim in occasione di una sua personale negli anni '70.

    Purtroppo il prezzo lo fanno l'offerta e soprattutto la domanda ed è giusto che sia così. Sono però altrettanto convinto che il tempo aggiusta tutto, almeno se ci sono i fondamentali.

  7. #697

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    Come (quasi) sempre, sono d'accordo con acci; la parte "finanza" non può essere ignorata. Dove, per una volta, non sono d'accordo con lui, è quando dice che c'è più cultura... Diciamo che se guardiamo le statistiche sull'analfabetismo, ha ragione; così come sulla diffusione a macchia di leopardo di qualche nozione. Ma quando fanno i "test" sull'istruzione media dei nostri politici, che sono lo specchio della nostra società, credo che il risultato sia diverso, così come dimostrato anche dall'esempio che lo stesso acci fa sui 100 ospiti di casa sua e il loro interesse per l'arte. Non so come spiegarmi...è come se su 100 persone, qualcuno in più rispetto al passato leggesse il titolo dell'articolo, ma molte meno leggessero l'articolo per intero comprendendone il contenuto.
    Se 30 anni fa acci avesse ricevuto 100 ospiti, sono certo che più di 4 avrebbero posto domande genuine e con un senso sulla sua collezione.

  8. #698
    L'avatar di Klee
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    Citazione Originariamente Scritto da johann_neskeens Visualizza Messaggio
    Come (quasi) sempre, sono d'accordo con acci; la parte "finanza" non può essere ignorata. Dove, per una volta, non sono d'accordo con lui, è quando dice che c'è più cultura... Diciamo che se guardiamo le statistiche sull'analfabetismo, ha ragione; così come sulla diffusione a macchia di leopardo di qualche nozione. Ma quando fanno i "test" sull'istruzione media dei nostri politici, che sono lo specchio della nostra società, credo che il risultato sia diverso, così come dimostrato anche dall'esempio che lo stesso acci fa sui 100 ospiti di casa sua e il loro interesse per l'arte. Non so come spiegarmi...è come se su 100 persone, qualcuno in più rispetto al passato leggesse il titolo dell'articolo, ma molte meno leggessero l'articolo per intero comprendendone il contenuto.
    Se 30 anni fa acci avesse ricevuto 100 ospiti, sono certo che più di 4 avrebbero posto domande genuine e con un senso sulla sua collezione.
    Condivido la tua opinione in pieno Johann , la crescita esponenziale di telefoni e tablet porta , nel migliore dei casi , più ad informarsi genericamente e non ad approfondire , che e ' tutta altra cosa ; tanto , se non tutto, parte dalle basi ... questo metodo superficiale diffuso nelle " masse " si sta imponendo da tempo anche nelle scuole primarie e secondarie , oltre che nelle superiori purtroppo , dove insegnano troppe persone che hanno chinato molto poco la schiena sui libri , sulle enciclopedie , sui vocabolari e nei laboratori . I criteri di impiego della pubblica amministrazione , i rapporti tra i vari organismi della
    Scuola ( e dell ' Universita ' ) hanno stravolto la missione educativa che era importantissima e sopratutto la qualità istruttiva di materie FONDAMENTALI . Quando va bene oggi si parla di nozionismo generalizzato , non di adeguata preparazione ; qualsiasi verifica ( non si chiamano più interrogazioni ) lascia ben poco nella testa degli studenti che il giorno dopo non ricordano più di che cosa si parlava . In parole povere , era molto meglio quando si stava peggio probabilmente ... come sostieni tu meglio una ' sana ignoranza ' rispetto ad una falsa e presuntuosa conoscenza . 😉 Succede la stessa cosa in ambito artistico , colmare il vuoto culturale con la presenza ad una mostra - cocktail o il facile accesso ad un database non produrrà grandi risultati ma probabilmente confusione e danni . Credo che tra vent ' anni anche i Collezionisti saranno merce rara ... ci saranno probabilmente asset familiari per ricchi poco consapevoli , gestiti chissà da chi . Il corona virus ha solo paralizzato , probabilmente , un sistema molto più forte di lui , tornare indietro e riprendere " le fila del discorso " valorizzando passato e presente sara ' sempre più difficile purtroppo .
    Ultima modifica di Klee; 04-06-20 alle 21:05

  9. #699

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    Una riflessione, non culturale ma che incide nel tempo, andrebbe fatta sul cambiamento del gusto della società.

  10. #700

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    Citazione Originariamente Scritto da johann_neskeens Visualizza Messaggio
    Come (quasi) sempre, sono d'accordo con acci; la parte "finanza" non può essere ignorata. Dove, per una volta, non sono d'accordo con lui, è quando dice che c'è più cultura... Diciamo che se guardiamo le statistiche sull'analfabetismo, ha ragione; così come sulla diffusione a macchia di leopardo di qualche nozione. Ma quando fanno i "test" sull'istruzione media dei nostri politici, che sono lo specchio della nostra società, credo che il risultato sia diverso, così come dimostrato anche dall'esempio che lo stesso acci fa sui 100 ospiti di casa sua e il loro interesse per l'arte. Non so come spiegarmi...è come se su 100 persone, qualcuno in più rispetto al passato leggesse il titolo dell'articolo, ma molte meno leggessero l'articolo per intero comprendendone il contenuto.
    Se 30 anni fa acci avesse ricevuto 100 ospiti, sono certo che più di 4 avrebbero posto domande genuine e con un senso sulla sua collezione.
    No, il livello di struzione medio della popolazione è aumentato in modo notevolissimo. E' esperienza comune che i giovani sanno più cose e persino i programmi scolastici sono molto più complessi e approfonditi (per es. in generale tutti sanno l'inglese, studiano informatica, la matematica è molto più avanzata anche se purtroppo si trascurano storia e geografia oggi ritenute chissà perchè inutili). Sono gli interessi culturali che non sono aumentati in proporzione, proprio perchè moltissime persone credono che approfondire arte e letteratura non dia vantaggi. Ovviamente non è così e ci troviamo di fronte ad un popolo di cliccatori superficiali e spesso sgrammaticati. Anche internet infatti, la più sterminata enciclopedia che sia mai stata a disposizione di tutti, per essere utile deve essere usato con intelligenza e discernimento (il problema non è internet ma il fatto che non abbiamo ancora imparato usarlo bene, motivo per cui le scemenze hanno più seguito delle competenze, ma questo è un altro discorso). Riguardo i politici di oggi, è vero: il livello culturale è deprimente, basta sentirli parlare! Ma li abbiamo votati noi, abbagliati dalla stupidità di chi ci ha martellato con l'idea malsana che uno vale uno. Un tempo i politici erano più colti, non c'è dubbio. Infatti spesso appartenevano ad un'élite culturale (non mi riferisco ad altri generi di èlite eh). Poi abbiamo stabilito che tutto ciò che è élite è il male assoluto: meglio in ogni caso un ignorante che parla come tutti al mercato, piuttosto che un intellettuale che è molto più difficile da ascoltare anche se dice cose ineccepibili. Abbiamo ritenuto che fosse saggio prescindere da 'qualità' e 'competenza'. Mah! Vabbè anche questo sarebbe un discorso lungo. Per finire la risposta, le famose 100 persone COMUNI, 30 anni fa avrebbero capìto molto meno di 100 persone COMUNI di oggi. E' vero però che, visto il drastico cambiamento dei modelli di vita, 30 anni fa avrebbero probabilmente posto domande più generali, mentre oggi alla fin fine l'oggetto della curiosità è per lo più il 'prezzo'.

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