Joseph Beuys - Pagina 15
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  1. #141
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Galak Visualizza Messaggio
    ...in grado di radunare seguaci, o meglio credenti, anche quando NON comprendono appieno ciò che sta dicendo il loro leader, come è stato sicuramente il caso di Beuys.


    P.s.non è certo il caso di Brixia, ci mancherebbe!
    Questione complessa e tutt'oggi oggetto di polemiche culturali

    Tu pensa che Joseph Beuys istituì nei primi anni 70 la Free International University for Creativity and Interdisciplinary Research (FIU) e ciò rappresentò l’inizio di una proliferazione di progetti universitari avviati che continuano ancora oggi.

    Considera che nel 72 l’artista, che è stato licenziato dalla sua posizione di professore di scultura monumentale all’Accademia di Düsseldorf, si rivolse ai suoi compagni in un modo da suggerire di “diventare tutti rivoluzionari”.

    Ecco che la Free International University for Creativity and Interdisciplinary Research diventò una sorta di “controuniversità”, uno spazio di insegnamento e apprendimento progettato per realizzare le ambizioni rivoluzionarie – o almeno per offrire a Beuys un sostituto per la sua posizione recentemente conclusa all’Accademia di Düsseldorf .

    Purtroppo però queste strategie utilizzate da Beuys e dalla UIF avevano probabilmente un approccio sociale e politico piuttosto che didattico.

    L’UIF ebbe origine in quei “brutti vecchi tempi” in un’Europa divisa, sebbene dalla parte occidentale, dove nel 1968 e in seguito molti di coloro che studiavano e lavoravano in università come l’Accademia di Düsseldorf – il luogo di lavoro di Beuys – sostenevano che lo stato non era democratico abbastanza, non abbastanza distinto dalle pratiche totalitarie dei nazisti.

    Resta comunque il fatto che Beuys non solo ha fornito supporto facendo eco alla creazione da parte dei dissidenti di formati educativi alternativi, ma ha anche contribuito a un quadro teoricamente generale: un concetto ampliato di arte che includeva l’educazione. Ciò era necessario per consentire agli artisti di evitare, per quanto possibile, le restrizioni politiche imposte nell’Europa orientale.


    Non a caso lo storico della letteratura Sebastian Knowles ha esplorato il motivo per cui i lettori di Joyce, come Beuys e García, possono essere importanti tra quegli artisti che istituiscono progetti universitari.

    Quindi è nata in un modo e in un contesto che la rendono meno che unica, ma che è rimasta comunque nelle menti degli artisti e degli storici dell’arte quando pensano di istituire forme alternative di istruzione.

    Ovvio che Le opere e le azioni di Yves Klein e di Joseph Beuys indicano una strada ben diversa da quella intrapresa dai seguaci di Andy Wharol.

    per maggiori approfondimenti consiglio la lettura di : Simone de Boer, Pratiche educative nell’arte contemporanea: Manifesta and the Educational Turn.
    da cui ho tratto gli spunti di cui sopra.

    Ciao Galak
    Immagini Allegate Immagini Allegate Joseph Beuys-1977.jpg 

  2. #142
    L'avatar di Alessandro Celli
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    ah dimenticavo .....

    Disse di lui l’artista britannica Cornelia Parker, dopo averlo ascoltato a Edimburgo, nel 1980:

    “Sembrava quasi un personaggio immaginario. Ero attratta dal suo lavoro perché risultava misterioso. Era un uomo con un enorme carisma. Una delle sue doti era quella di allenarci al vivere e alla creatività. In lui pareva che dimorasse un conflitto irrisolto tra l’impulso modernista di demolire totalmente le definizioni dispotiche e accademiche del voler spiegare il moto espressivo e il bisogno di recuperare certi aspetti tipici del fascino dell’autorità auratica che egli attribuiva all’artista, pur sempre portatore di un messaggio messianico di salvezza”.

    ciao

  3. #143
    L'avatar di dvdnavas
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  4. #144
    L'avatar di Alessandro Celli
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    grazie DvD
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  5. #145
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    grazie DvD
    Eh l'ho notata la fotografia...
    Ma quanto è magnetica??

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