Giulio Paolini - Pagina 38
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  1. #371
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Mah, non sono proprio convintissimo sai. Direi proprio per niente...

    Per prima cosa, il fatto che "chi compra per ragioni culturali spesso ha poco da spendere" non so su cosa si basi, hai fatto una verifica sui conti correnti?
    Inoltre trovo piuttosto ridicolo il concetto di "comprare per ragioni culturali", come se vi fosse uno spartiacque tra modalità di acquisto o addirittura una presunta differente valenza culturale tra artisti.
    ..........

    ........., perchè allora ti chiederei di spiegare come mai Agnes Martin costa più di Boetti, pur avendo un'estetica decisamente più vicina a Paolini.

    Novembre 2016, alla libreria OOLP di Torino Agata presentò un suo libro.
    Durante la presentazione confessa che molti “milionari capricciosi si rivolgono all’archivio chiedendo spiegazioni sulle biro e quando Agata risponde che in quelle biro si leggono delle frasi, questi rimangono sorpresi. Agata chiude dicendo che molti di questi signori non fanno nessuna ricerca, comprano solo per il gusto dell’investimento”

    E questi sarebbero i cosiddetti collezionisti che fanno il mercato?

    Che Agnes Martin costi più di tanti artisti italiani lo ha scritto pure Minini qualche giorno fa (intervista che ho pubblicato sul FOL), ma non ha alcun senso paragonare il mercato statunitense con il nostro

  2. #372
    L'avatar di arte2011
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    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    Anche io condivido l'analisi di Tony. Mi pare una fotografia molto realistica.

    Sul fatto che la cultura non porti disponibilità finanziarie, non sono invece d'accordo. Mai visto un imprenditore di successo con la licenza elementare
    Beh Briatore no ha esattamente studiato a Oxford eh ed ha un pont neuf mica da ridere

  3. #373
    L'avatar di arte2011
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Novembre 2016, alla libreria OOLP di Torino Agata presentò un suo libro.
    Durante la presentazione confessa che molti “milionari capricciosi si rivolgono all’archivio chiedendo spiegazioni sulle biro e quando Agata risponde che in quelle biro si leggono delle frasi, questi rimangono sorpresi. Agata chiude dicendo che molti di questi signori non fanno nessuna ricerca, comprano solo per il gusto dell’investimento”

    E questi sarebbero i cosiddetti collezionisti che fanno il mercato?

    Che Agnes Martin costi più di tanti artisti italiani lo ha scritto pure Minini qualche giorno fa (intervista che ho pubblicato sul FOL), ma non ha alcun senso paragonare il mercato statunitense con il nostro
    Beh per investire in arte serve denaro e cultura ma più il primo se ti affidi a chi ti sa consigliare

  4. #374

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Novembre 2016, alla libreria OOLP di Torino Agata presentò un suo libro.
    Durante la presentazione confessa che molti “milionari capricciosi si rivolgono all’archivio chiedendo spiegazioni sulle biro e quando Agata risponde che in quelle biro si leggono delle frasi, questi rimangono sorpresi. Agata chiude dicendo che molti di questi signori non fanno nessuna ricerca, comprano solo per il gusto dell’investimento”

    E questi sarebbero i cosiddetti collezionisti che fanno il mercato?

    Che Agnes Martin costi più di tanti artisti italiani lo ha scritto pure Minini qualche giorno fa (intervista che ho pubblicato sul FOL), ma non ha alcun senso paragonare il mercato statunitense con il nostro
    Ma ovvio, si.
    La grande maggioranza di chi compra 'certe opere' lo fa senza nemmeno sapere cosa realmente rappresentino, si basano sull'impatto estetico, sulla moda del momento e nel migliore dei casi su consigli di art advisor per investimenti.
    Se poi vogliamo credere alle favolette che passino anni a studiare un artista prima di collezionarlo, bhe, ok, ma ricordiamoci che babbo natale non esiste
    Sicuramente qualche eccezione c'è, ma non sono le eccezioni a fare il mercato.
    Ultima modifica di toni77; 26-06-21 alle 20:35

  5. #375
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da arte2011 Visualizza Messaggio
    Beh Briatore no ha esattamente studiato a Oxford eh ed ha un pont neuf mica da ridere
    E infatti è diplomato geometra e parla 4 lingue.
    Ciao

  6. #376
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    Boh, sarò io ad avere dei limiti di comprendonio,sicuramente può essere, ma trovo affermazioni di Toni tipo "chi compra per ragioni culturali ha spesso poco da spendere" prive di qualsiasi fondamento, essendo tutta l'arte un "prodotto culturale" che evidentemente ha dei prezzi anche milionari (allora sarebbe il caso di dire "poveri milionari" ).

    Non mi convince nemmeno il ragionamento di tipo "estetico" secondo il quale Boetti andrebbe bene perchè ha un tipo di estetica mentre Paolini un altro, meno "di impatto". Ma appunto ho citato Agnes Martin che ha un'estetica del tutto assimilabile a Paolini e che costa 10 milioni di dollari, e si potrebbero fare esempi a decine.

    Poi, quando Ale dice "che c'entra il mercato statunitense?" anche questo non lo capisco, visto che Paolini è rappresentato da Marian Goodman, una delle principali gallerie americane in assoluto (l'America sarebbe quel continente con la bandiera a stelle e strisce, USA, dove c'è quella cittadina denominata NY, dove si fa gran parte del mercato statunitense, e dove Paolini è trattato ed esposto anche alle fiere... of course my friend )

    E per quanto riguarda la citazione di Agata Boetti, lei ha evidentemente perfettamente ragione: solo una parte dei collezionisti sono dei reali conoscitori e intenditori degli artisti che comprano. Ma ovviamente questo vale per tutti gli artisti, che si tratti di Boetti o di Modigliani o di Pollock o di Kounellis o Fontana o Manzoni o Kosuth o guarda un po' di Paolini.

    Qui sul forum, per qualche motivo c'è la convinzione che il mondo esterno corrisponda in modo speculare al FOL, con tutte le persone appassionatissime e studiosissime dei loro artisti e che passano ore e ore e ore a seguire le aste e le aggiudicazioni.
    Ma non è minimamente corrispondente nè l'una nè l'altra cosa.
    Il Fol è una "bolla" (anzi, per fare contento Ale, una nicchia ), e non riflette il mondo del collezionismo. Per certi aspetti, anche per fortuna!

    Nel mondo reale solo una piccola parte di collezionisti fa le proprie ricerche, i propri approfondimenti sugli artisti e sulle aste ecc, la maggior parte delle persone - quelle normali - comperano con approcci molto più "rilassati": vanno ad una mostra dalla Goodman o a Art Basel, vedono una installazione di Paolini, che magari hanno solo sentito nominare, gli piace, se la possono permettere e comperano.

    Comunque, tirando una linea, alla fine quello che rimane nella sostanza è che c'è chi sostiene che se il mercato di un artista va male, per lui come collezionista è un bene, perchè così lo può comperare.
    Però invece di essere comperato a poco, va invenduto a ripetizione , perchè quel "poco" evidentemente a questo punto viene ritenuto ancora "troppo"

    Praticamente un collezionismo a ribasso, del ribasso.

    Forse, sembrerebbe in nome della cultura.

    E chi compra per cultura qualcuno dice che ha pochi soldi.

    Anzi, guai se persone con buone disponibilità economiche o milionari comperassero. Magari una bella selezione all'ingresso, con curriculum e con un esame scritto e orale. Collezionisti "generalisti" e in generale la massa non sono i benvenuti nel club.

    Quindi, se il teorema esposto da alcuni qui fosse corretto, allora Paolini sarebbe comperato (a prezzo sempre più ribassato) solo da collezionisti con poche disponibilità che lo farebbero per presunta ricerca culturale, magari autoconsiderandosi un'élite di illuminati-

    Per me non è così, ma se io ipotizzassi di mettere in collezione Paolini e venissi a sapere che è questo il suo plafond collezionistico e che punta in sostanza al crollo del suo mercato, prenderei il primo volo per Città del Messico

  7. #377
    L'avatar di Alessandro Celli
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    ecco bravo.

    Allora prendi Griffa che nell'america di plastica lo vendono con uno zero in più rispetto al nostro mercato nazionalpopolare.
    (e menomale il mercato lo fanno i collezionisti eh? eggià compresi quelli di Kaplan)

    Avrai sicuramente maggiori possibilità di veder fioccare record su record d'asta, se ciò ti rende sereno.

    Nel mio approccio da collezionista ho altri obiettivi, che non certo contare i record

  8. #378
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    Scusate, avevo fatto un post di risposta che voleva essere ironico, ma l’ho tolto perché poteva risultare frainteso!
    Chiedo scusa anche ad Ale per la battuta!

  9. #379
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    non lo avevo letto

    ma non preoccuparti. ormai siamo famosi per le nostre diatribe
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Giulio Paolini-.jpg  

  10. #380
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    E infatti è diplomato geometra e parla 4 lingue.
    Ciao
    Esattamente quello che intendevo io. Non ha studiato ma è uno sveglio

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