Giulio Paolini - Pagina 37
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  1. #361
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    Citazione Originariamente Scritto da toni77 Visualizza Messaggio
    Ritengo molto proabile che un domani, chi sa quando però, verrà rivalutato anche in termini economici.
    Certo da capire se in modo speculativo (comunque e un nome importante) o in maniera duratura.

    Per me ad oggi il suo 'problema' e la mancanza in molte opere di un impatto estetico coinvolgente.
    E necessario un cambio di gusto o tendenza perché possa ingranare davvero.
    Ce un abisso in tal senso tra un ricamo di Boetti (per citare il gusto dominante attuale) e l'opera media di Paolini.
    Aggiungo, se prendi 100 persone che di arte sanno nulla o quasi, gli mostri due immagini, un ricamo di Boetti e un'opera tipica di Paolini e gli chiedi: quale delle due immagini ti 'piace' di più sono iper convinto che la maggioranza sceglierebbe il Boetti.
    Ecco, la massa di collezionisti non si discosta poi molto dal campione di persone indicato
    Chi compra per ragioni culturali ha spesso poco da spendere

    Eppure entrambi sono grandissini artisti, solo nel mondo attuale Boetti ha una marcia in più da quel punto di vista, a mio parere.
    Mah, non sono proprio convintissimo sai. Direi proprio per niente...

    Per prima cosa, il fatto che "chi compra per ragioni culturali spesso ha poco da spendere" non so su cosa si basi, hai fatto una verifica sui conti correnti?
    Inoltre trovo piuttosto ridicolo il concetto di "comprare per ragioni culturali", come se vi fosse uno spartiacque tra modalità di acquisto o addirittura una presunta differente valenza culturale tra artisti.
    Non mi convince per niente un pseudo teorema tipo "chi compra per cultura è povero in canna e sa comperare opere e artisti con alto valore culturale ma che costano poco"... direi che è proprio una cosa che non sta in piedi in nessun modo.
    Allo stesso modo trovo molto fantasioso l'auto-convincimento di comperare "per cultura" in supposta (eh si, proprio supposta ) contrapposizione con una "massa" che comprerebbe secondo questa visione cose non altrettando di cultura...

    Ecco, consiglierei agli "eletti" (auto-eletti ) chi hanno certe convinzioni di scendere da un gradino auto-sopraelevato di una nicchia che ad oggi nessuno ha ancora edificato

    Ad ogni modo non mi convince minimamente nemmeno la teoria dell' "impatto estetico coinvolgente" o del presunto "gusto attuale dominante", perchè allora ti chiederei di spiegare come mai Agnes Martin costa più di Boetti, pur avendo un'estetica decisamente più vicina a Paolini.
    L'opera qui sotto è stata venduta a oltre 10 milioni di dollari. Come lo spieghi dunque sia sotto il profilo del "gusto dominante" che dei "povery" compratori di cultura? Martin è meno "di cultura" perchè costa tanto quindi?

    A me pare che ci sia tutta una serie di cortocircuiti in certe teorie fondate su fantasiosi presupposti autoreferenziali in cui si immagina di dividere l'arte e il collezionismo tra quello "di cultura e di nicchia" in contrapposizione a quello "di massa".

    Vi svelerò un segreto: non c'è nessuna autoproclamata élite di intenditori e nessun primato culturale dell'arte che scegliete. Men che meno una classifica "culturale" tra "concettuale" ed "estetica".
    Ci sono artisti importanti e meno importanti, opere significative e meno significative. Tutto il resto è molto banalmente gusto personale e soggettività.



    Giulio Paolini-screenshot-2021-06-26-09-27-36-agnes-martin-1912-2004-.jpg

  2. #362
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    Vi svelerò un segreto: non c'è nessuna autoprolamata élite di intenditori e nessun primato culturale dell'arte che scegliete. Men che meno una classifica "culturale" tra "concettuale" ed "estetica".
    Ci sono artisti importanti e meno importanti, opere significative e meno significative. Tutto il resto è molto banalmente gusto personale e soggettività.
    E l' "importanza" chi la determina?
    La Storia, il mercato, la sensibilità di ciascuno.... cosa?

  3. #363
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    E l' "importanza" chi la determina?
    La Storia, il mercato, la sensibilità di ciascuno.... cosa?
    L'importanza di un artista la determina il tempo, mettendo in luce la significatività (o meno) delle ricerche di un artista rispetto alla storia dell'arte.

    La sensibilità è una questione di empatia soggettiva. Non è nemmeno detto che c'entri qualcosa con l'importanza o l'individuazione dell'importanza di qualcosa.
    Poi, certamente c'è chi è riuscito a capire l'importanza di Manzoni nel 1960. La sua sensibilità gli ha consentito di individuarlo, ma di certo non è quella sensibilità individuale che ha determinato l'importanza di Manzoni.

    Il mercato - al cui interno c'è di tutto - riflette il collezionismo in un dato periodo.

  4. #364

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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Mah, non sono proprio convintissimo sai. Direi proprio per niente...

    Per prima cosa, il fatto che "chi compra per ragioni culturali spesso ha poco da spendere" non so su cosa si basi, hai fatto una verifica sui conti correnti?
    Inoltre trovo piuttosto ridicolo il concetto di "comprare per ragioni culturali", come se vi fosse uno spartiacque tra modalità di acquisto o addirittura una presunta differente valenza culturale tra artisti.
    Non mi convince per niente un pseudo teorema tipo "chi compra per cultura è povero in canna e sa comperare opere e artisti con alto valore culturale ma che costano poco"... direi che è proprio una cosa che non sta in piedi in nessun modo.
    Allo stesso modo trovo molto fantasioso l'auto-convincimento di comperare "per cultura" in supposta (eh si, proprio supposta ) contrapposizione con una "massa" che comprerebbe secondo questa visione cose non altrettando di cultura...

    Ecco, consiglierei agli "eletti" (auto-eletti ) chi hanno certe convinzioni di scendere da un gradino auto-sopraelevato di una nicchia che ad oggi nessuno ha ancora edificato

    Ad ogni modo non mi convince minimamente nemmeno la teoria dell' "impatto estetico coinvolgente" o del presunto "gusto attuale dominante", perchè allora ti chiederei di spiegare come mai Agnes Martin costa più di Boetti, pur avendo un'estetica decisamente più vicina a Paolini.
    L'opera qui sotto è stata venduta a oltre 10 milioni di dollari. Come lo spieghi dunque sia sotto il profilo del "gusto dominante" che dei "povery" compratori di cultura? Martin è meno "di cultura" perchè costa tanto quindi?

    A me pare che ci sia tutta una serie di cortocircuiti in certe teorie fondate su fantasiosi presupposti autoreferenziali in cui si immagina di dividere l'arte e il collezionismo tra quello "di cultura e di nicchia" in contrapposizione a quello "di massa".

    Vi svelerò un segreto: non c'è nessuna autoprolamata élite di intenditori e nessun primato culturale dell'arte che scegliete. Men che meno una classifica "culturale" tra "concettuale" ed "estetica".
    Ci sono artisti importanti e meno importanti, opere significative e meno significative. Tutto il resto è molto banalmente gusto personale e soggettività.



    Giulio Paolini-screenshot-2021-06-26-09-27-36-agnes-martin-1912-2004-.jpg
    Evidentemente hai travisato il mio intervento.
    Ho forse detto che i ricami di Boetti sono opere di scarso spessore culturale?. Mi pare di no.
    Sul fatto che molti collezionisti invece abbiano scarsa cultura artististica ci sono varie considerazioni in merito, tra cui ad esempio il libro di Meneguzzo.
    D'altra parte e comprensibile che gente con 'posizioni di alto livello' abbia di fatto ben poco tempo per studiare volumi d'arte e si affidi ad altro.
    Poi come in ogni contesto l'eccezione ce.

  5. #365

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    Aggiungo, per esemplificare quanto intendo con gusto dominante d'oggi e cambiamento di gusto estetico questo breve scritto che delinea il cambiamento nel.tempo del concetto di bellezza femminile.
    Ecco, per l'arte non e molto diverso.

    CANONI SOCIOCULTURALI DELLA BELLEZZA FEMMINILE E DISTURBI ALIMENTARI | www.psychiatryonline.it

  6. #366
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    Mah, non sono proprio convintissimo sai. Direi proprio per niente...

    Per prima cosa, il fatto che "chi compra per ragioni culturali spesso ha poco da spendere" non so su cosa si basi, hai fatto una verifica sui conti correnti?
    Inoltre trovo piuttosto ridicolo il concetto di "comprare per ragioni culturali", come se vi fosse uno spartiacque tra modalitÃ* di acquisto o addirittura una presunta differente valenza culturale tra artisti.
    Non mi convince per niente un pseudo teorema tipo "chi compra per cultura è povero in canna e sa comperare opere e artisti con alto valore culturale ma che costano poco"... direi che è proprio una cosa che non sta in piedi in nessun modo.
    Allo stesso modo trovo molto fantasioso l'auto-convincimento di comperare "per cultura" in supposta (eh si, proprio supposta ) contrapposizione con una "massa" che comprerebbe secondo questa visione cose non altrettando di cultura...

    Ecco, consiglierei agli "eletti" (auto-eletti ) chi hanno certe convinzioni di scendere da un gradino auto-sopraelevato di una nicchia che ad oggi nessuno ha ancora edificato

    Ad ogni modo non mi convince minimamente nemmeno la teoria dell' "impatto estetico coinvolgente" o del presunto "gusto attuale dominante", perchè allora ti chiederei di spiegare come mai Agnes Martin costa più di Boetti, pur avendo un'estetica decisamente più vicina a Paolini.
    L'opera qui sotto è stata venduta a oltre 10 milioni di dollari. Come lo spieghi dunque sia sotto il profilo del "gusto dominante" che dei "povery" compratori di cultura? Martin è meno "di cultura" perchè costa tanto quindi?

    A me pare che ci sia tutta una serie di cortocircuiti in certe teorie fondate su fantasiosi presupposti autoreferenziali in cui si immagina di dividere l'arte e il collezionismo tra quello "di cultura e di nicchia" in contrapposizione a quello "di massa".

    Vi svelerò un segreto: non c'è nessuna autoproclamata élite di intenditori e nessun primato culturale dell'arte che scegliete. Men che meno una classifica "culturale" tra "concettuale" ed "estetica".
    Ci sono artisti importanti e meno importanti, opere significative e meno significative. Tutto il resto è molto banalmente gusto personale e soggettivitÃ*.



    Giulio Paolini-screenshot-2021-06-26-09-27-36-agnes-martin-1912-2004-.jpg
    Io invece credo che l’impatto estetico conti molto specie per chi non è un grande intenditore.
    Alcune opere di Paolini vogliamo dirlo, sono abbastanza brutte eh se uno non apprezza poi il concettuale pure peggio.
    Agnes martin costa molto anche e soprattutto perché è americano

  7. #367

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    Condivido ogni passaggio di Toni.
    Paolini è un grande artista, riconosciuto da chiunque. Ma è un artista non facile da capire. Ci vuole una certa preparazione e sensibilità. Come può essere Penone, Icaro, Gastini e Nunzio, tanto per citare alcuni nomi.
    Paolini molto probabilmente non interessa essere consacrato dal mercato e dalla massa, come è giusto che sia vuole conferme di altro genere.
    Oggi pontifichiamo su Boetti, Christo, che il mercato fagocita con estrema facilità. Ma Boetti era un grande artista anche negli anni '90. Ma chi oggi lo compra, lo comprava anche 25 anni fa? Chi lo acquista, lo capisce? Fontana mica è un artista facile, mi piacerebbe fare due chiacchere con chi ha appeso in casa un taglio di Fontana, giusto per capire se conosce il senso dell'opera. Bonalumi e Castellani non sono mica artisti facili, ma sono state fatte delle belle operazioni ed oggi costano certe cifre. Come con Boetti. Nitsch fino a qualche mese era nel dimenticatoio. Oggi tutti lo vogliono. Questo è il mercato di oggi, questi sono i collezionisti, oppure raccoglitori, accumulatori, convinti investitori, nuovi scopritori dell'acqua calda. Un domani osanneremo Paolini solo dopo che il mercato avrà bisogno di lui. Ma secondo me Paolini di questi meccanismi non ne ha bisogno.

  8. #368
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    Anche io condivido l'analisi di Tony. Mi pare una fotografia molto realistica.

    Sul fatto che la cultura non porti disponibilità finanziarie, non sono invece d'accordo. Mai visto un imprenditore di successo con la licenza elementare

  9. #369

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    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    Anche io condivido l'analisi di Tony. Mi pare una fotografia molto realistica.

    Sul fatto che la cultura non porti disponibilità finanziarie, non sono invece d'accordo. Mai visto un imprenditore di successo con la licenza elementare
    Intendevo cultura artistica o sociale.

  10. #370
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da toni77 Visualizza Messaggio
    Intendevo cultura artistica o sociale.
    Ok. Scusa. Avevo male interpretato.

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