Paolo Pasotto: artista, poeta e filosofo - Pagina 3
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  1. #21
    L'avatar di ginogost
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    Citazione Originariamente Scritto da mambor1 Visualizza Messaggio
    Cominciando dagli ultimi decenni del diciottesimo secolo l'opera d'arte si fondera' sempre piu' sulla confluenza di tre principi: IL SENTIMENTO, LA LINEA DI RICERCA, LA DISPOSIZIONE PRATICA DEL FARE, dell'artista.

    La linea di ricerca nasce da riflessione, non sempre del tutto avvertita, sul fondamento etico: buono, meno buono o quale che sia, che vive nell'artista.
    Egli piu o meno consapevolmente esprime "etica", per mezzo della sua opera.
    Tutti gli "ismi" che si sono avuti in questi ultimi due secoli hanno posto fondamenti di etica piu' o meno positiva.

    Il ciclo artistico culturale iniziato nel medioevo ha certamente trovato la fine in questo secolo con l'arte astratta.

    Nell'ambito di un vuoto fra il ciclo estinto e quello gia' iniziato, si è avuta ancora l'arte informale.

    Dinanzi la fine del 1700 era in larga misura il SENTIMENTO, che fluiva nella volontà operante del'artista; la componente LINEA DI RICERCA, a prescindera da proporzioni, prospettiva, imitazione ecc. soggiaceva in massima parte alle esigenze del committente.
    Queste occorrenze a mano a mano scadranno, e la linea di ricerca, ormai liberata, equivarrà a un andare verso orizzonti che mai si raggiungono: si conchiude si la singola opera, ma essa rimane solamente un passo, nel corso di quell'andare.
    E non si presentera' uniforme quel percorso ma si espanderà lateralmente in campi e campielli, e l'Artista non potra' non soffermarvisi ed espolorarli.
    Premetto che preferisco le ultime opere postate, dove la pesantezza sorda delle prime si alleggerisce per una migliore comprensione del senso del colore. Per me resta forse un po' troppo poco come arte, ma va meglio come umanità.
    Sul filosofo, non amo trovarmi affermazioni apodittiche senza una adeguata esplicazione, che comporta una fatica verso "l'altro" da parte di chi scrive. Pertanto, mi permetto di riscrivere questo testo in forma più vicina all'utente, diciamo così (user friendly).

    Cominciando dagli ultimi decenni del diciottesimo secolo l'opera d'arte si fondera' sempre piu' sulla confluenza di tre principi: IL SENTIMENTO, cioè il sentire, la parte mediana dell'uomo, dove siamo tutti "uguali") LA LINEA DI RICERCA (cioè il pensare. che è libero), LA DISPOSIZIONE PRATICA DEL FARE
    (cioè l'azione, in cui siamo rivolti al nostro prossimo) dell'artista.

    A livello del sentimento l'artista si esprime anche eticamente: anzi, non può non comunicare quello che lui è nella vita tramite forme e colori. Se la ricerca è libera, il sentire è legato ad un sentire morale, dove non tutto è lecito.
    Tutti gli "ismi" che si sono avuti in questi ultimi due secoli propongono anche una visione morale (più o meno condivisibile) che noi sentiamo, piuttosto che "conoscere".

    Il ciclo artistico culturale iniziato nel medioevo ha certamente trovato la fine in questo secolo con l'arte astratta. Cioè: con l'arte astratta finisce la possibilità dell'artista di esercitarsi con la conoscenza sulle forme dell'uomo e della natura, deve cambiare oggetto.

    Nell'ambito di un vuoto fra il ciclo estinto e quello gia' iniziato, si è avuta ancora l'arte informale.

    Dinanzi la fine del 1700 era in larga misura il SENTIMENTO, che fluiva nella volontà operante del'artista; la componente LINEA DI RICERCA, cioè pensiero teorico e intellettuale,, a prescindere da proporzioni, prospettiva, imitazione ecc. soggiaceva in massima parte alle esigenze del committente.
    Ora la ricerca è molto più libera da condizionamenti esterni e può andare verso orizzonti nuovi e lontani: la singola opera rimane solamente un passo, nel corso di quell'andare, in quanto tutti siamo legati con gli altri a livello di sentimento, ma anche di fratellanza agita.
    E non si presentera' uniforme quel percorso ma si espanderà lateralmente in campi e campielli, e l'Artista non potra' non soffermarvisi ed espolorarli, essendo il territorio del tutto nuovo, non solo visivo, ma anche morale-risanatore-attivo.


    Speriamo che Pasotto non se la prenda ...

  2. #22
    L'avatar di mambor1
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Premetto che preferisco le ultime opere postate, dove la pesantezza sorda delle prime si alleggerisce per una migliore comprensione del senso del colore. Per me resta forse un po' troppo poco come arte, ma va meglio come umanità.
    Sul filosofo, non amo trovarmi affermazioni apodittiche senza una adeguata esplicazione, che comporta una fatica verso "l'altro" da parte di chi scrive. Pertanto, mi permetto di riscrivere questo testo in forma più vicina all'utente, diciamo così (user friendly).

    Cominciando dagli ultimi decenni del diciottesimo secolo l'opera d'arte si fondera' sempre piu' sulla confluenza di tre principi: IL SENTIMENTO, cioè il sentire, la parte mediana dell'uomo, dove siamo tutti "uguali") LA LINEA DI RICERCA (cioè il pensare. che è libero), LA DISPOSIZIONE PRATICA DEL FARE
    (cioè l'azione, in cui siamo rivolti al nostro prossimo) dell'artista.

    A livello del sentimento l'artista si esprime anche eticamente: anzi, non può non comunicare quello che lui è nella vita tramite forme e colori. Se la ricerca è libera, il sentire è legato ad un sentire morale, dove non tutto è lecito.
    Tutti gli "ismi" che si sono avuti in questi ultimi due secoli propongono anche una visione morale (più o meno condivisibile) che noi sentiamo, piuttosto che "conoscere".

    Il ciclo artistico culturale iniziato nel medioevo ha certamente trovato la fine in questo secolo con l'arte astratta. Cioè: con l'arte astratta finisce la possibilità dell'artista di esercitarsi con la conoscenza sulle forme dell'uomo e della natura, deve cambiare oggetto.

    Nell'ambito di un vuoto fra il ciclo estinto e quello gia' iniziato, si è avuta ancora l'arte informale.

    Dinanzi la fine del 1700 era in larga misura il SENTIMENTO, che fluiva nella volontà operante del'artista; la componente LINEA DI RICERCA, cioè pensiero teorico e intellettuale,, a prescindere da proporzioni, prospettiva, imitazione ecc. soggiaceva in massima parte alle esigenze del committente.
    Ora la ricerca è molto più libera da condizionamenti esterni e può andare verso orizzonti nuovi e lontani: la singola opera rimane solamente un passo, nel corso di quell'andare, in quanto tutti siamo legati con gli altri a livello di sentimento, ma anche di fratellanza agita.
    E non si presentera' uniforme quel percorso ma si espanderà lateralmente in campi e campielli, e l'Artista non potra' non soffermarvisi ed espolorarli, essendo il territorio del tutto nuovo, non solo visivo, ma anche morale-risanatore-attivo.


    Speriamo che Pasotto non se la prenda ...
    Hai fatto bene, hai aiutato anche me a capire meglio

    Nelle prime quelle degli anni 60 (e anche nelle successive anche se prendono piu' colore e la vocazione primordiale viene un po' a scemare) è proprio lì il punto, io adoro quella simil pesantezza sorda delle sue opere. insieme a morbide pieghe ed increspature, sembra che tutto galleggi in un mondo fantastico fatto di fantasmi (ci sono alcune opere dove compaiono occhi nelle varie forme) mondi passati natura indefinita oppure membra o parti molli dell'interno del nostro corpo, tutto è sospeso tra la figurazione e l'astrazione.
    Rimango ogni giorno a guardarli e mi trasportano sempre in un posto diverso, che sia un villaggio neolitico, una terramara un villaggio disabitato medievale, una rocca notturna isolata ai nostri giorni, all'inizio della vita sulla terra........e da lì altri viaggi che forse qualcuno si fa assumendo altre sostanze invece che arte
    Non credo cmq di rendere l'idea...
    Questo è il mio ultimo acquisto
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Paolo Pasotto: artista, poeta e filosofo-60x60b-web.jpg  

  3. #23

  4. #24
    L'avatar di Ziigmund84
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    Nel mio girovagare mi sono imbattuto in questo.
    PASOTTO PAOLO OLIO SU TELA 46X46 "SENZA TITOLO" | eBay
    ce n'è pure un altro, non so nulla sull'autenticità, però magari per 30e si può provare (lo posto sopratutto per Mambor che mi pareva interessato).

  5. #25
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  6. #26
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    Confermo quanto supposto da Mambor che il maestro Paolo Pasotto non risiede più nella sua casa di via Morandi ma presso una casa di riposo a Bologna
    Mi sono informato sulle sue condizioni e credo uno di questi giorni gli faro visita

  7. #27
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    Nella mia collezione ho 2 opere olio su carta di paolo Pasotto

  8. #28
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  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da venerex Visualizza Messaggio
    Confermo quanto supposto da Mambor che il maestro Paolo Pasotto non risiede più nella sua casa di via Morandi ma presso una casa di riposo a Bologna
    Mi sono informato sulle sue condizioni e credo uno di questi giorni gli faro visita
    Spero stia bene e che continui nonostante la location con la sua straordinaria opera


    Quando gli farai visita ci faresti poi un report da postare qui?

    Se vuole vendere opere io sono qui..

    La tua opera su carta mi piace molto, credo sia proprio l'ultimissima produzione del maestro giusto?

    Gia'che ci siamo gli faresti due domandine per me?

    1 doveva essere pubblicato un suo scritto "commedie e farse" sul teatro dei burattini sua grande passione, se non e'stato pubblicato gli chiedi se e'possibile la consultazione?

    2 come mai ha disperso tutta la sua opera comprese le opere storiche e a chi le ha date visto che adesso si trovano a bizzeffe in giro a piccoli prezzi

  10. #30
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    Sig Mambor saro felice di riportare le sue domande al maestro a breve in occasione della mia visita
    Mi dicono che sta bene ma purtroppo essendo spesso affaticato dorme spesso ed è comprensibile
    Credo che molte delle sue opere siano state affidate al suo ex gallerista di Bologna quando ha abbandonato la casa di via Morandi
    Per le opere che sono in mio possesso mi contatti in privato

    Saluti

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