Paolo Pasotto: artista, poeta e filosofo - Pagina 2
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  1. #11
    L'avatar di mambor1
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    Citazione Originariamente Scritto da HollyFabius Visualizza Messaggio
    Guarda mambor1, ho ascoltato il secondo video e devo dire che se prima l'impressione era quella di un uomo semplicemente consumato dall'età, dopo aver ascoltato il secondo video posso dirti che ho dei seri dubbi su un possibile valore (autonomo da altri pensatori) di eventuali sue cose scritte in età non anziana.
    L'idea delle luci e delle tenebre, l'idea dell'egoità e della non-egoità delle specie animali, il tentativo di dare un senso non ortodosso al cristo mi sembrano un minestrone senza speranza.
    Su luci e tenebre sono state scritte molte cose, il senso del dualismo (luce e tenebre, yin yang, dio e il diavolo) è in molte filosofie ed è certamente un valore condivisibile ma intellettualmente trito e ritrito; le concezioni 'omocentriche' con l'idealizzazione di qualità particolari (le egoità e la universalità) non mi ha mai convinto; è evidentemente una caratteristica (a mio parere deformata e deformante) della spiritualità occidentale come pure i tentativi di dare i più svariati sensi al cristo, all'anticristo, ecc. Devo dire che mi paiono dialettica rimasticata di concezioni medioevali senza speranza. Naturalmente possono essere spunto per dialogare su temi filosofici ma poco di più.
    I suoi scritti migliori sono degli anni 60 Non recenti
    Mi spiace che tu non li abbia mai letti sono abbastanza rari
    Se riesco a trovare il tempo magari ti invio qualcosa scannerizzato via mail sempre se sei interessato ad approfonire

  2. #12
    L'avatar di ginogost
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    Citazione Originariamente Scritto da mambor1 Visualizza Messaggio
    I suoi scritti migliori sono degli anni 60 Non recenti
    Mi spiace che tu non li abbia mai letti sono abbastanza rari
    Se riesco a trovare il tempo magari ti invio qualcosa scannerizzato via mail sempre se sei interessato ad approfonire
    Il punto è che la quasi totalità dei concetti vorrebbero esprimere una visione steineriana. Ma Steiner è più chiaro. Pasotto li vive intensamente, ma questo pone dei problemi di comunicazione.
    Nella visione steineriana vi sono degli stadi successivi dell'evoluzione terrestre, e ad ogni stadio il precedente viene superato. L'egoità non è stata data durante i primi tre stadi, in cui troviamo, grosso modo, minerali, vegetali e poi animali (è un po' più complesso, ma vabbè). Lo stadio umano è quello dell'egoità, che però anche altre entità (angeli arcangeli ecc) hanno passato, evidentemente in modo diverso, in precedenza. Gli animali, dunque, non l'hanno passato, e il loro io è fuori del corpo, e uno, lo stesso, per tutti i singoli di una specie. Tutte le piante, poi, hanno un unico io, anch'esso fuori del loro corpo fisico. Per non parlare dell'"io" dei minerali, perduto nello spazio ...
    Questa egoità, questo separarsi dagli altri non è definitiva condizione, nelle successive si manterrà questa separazione ma insieme si avrà una nuova unità.
    Il discorso è di continua evoluzione. Ma io penso che proporlo qui, nonostante la figura di Pasotto, non sia opportuno, perché non è IT, non pertinente e tutto sommato non interessa.
    Ho dato qualche accenno per mostrare che anche di certi argomenti si può parlare con chiarezza.
    Il discorso luce vs tenebra, poi, è semplicemente Goethiano. Si nota che la luce non è visibile sinché non incontra materia che ne viene illuminata e ci rimanda una luce, anzi, un colore. Questo può essere visto in una comprensione più ampia, ma non lo farò certo qui. Basti dire che la materia è "spirito frantumato" e che ciò che esteriormente appare come luce, interiormente si rivela come pensiero, e si capisce che rischiamo la chiacchiera. Io mi fermerei qua.
    Parlaci piuttosto del Pasotto pittore. Hai immagini?

  3. #13
    L'avatar di mambor1
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Il punto è che la quasi totalità dei concetti vorrebbero esprimere una visione steineriana. Ma Steiner è più chiaro. Pasotto li vive intensamente, ma questo pone dei problemi di comunicazione.
    Nella visione steineriana vi sono degli stadi successivi dell'evoluzione terrestre, e ad ogni stadio il precedente viene superato. L'egoità non è stata data durante i primi tre stadi, in cui troviamo, grosso modo, minerali, vegetali e poi animali (è un po' più complesso, ma vabbè). Lo stadio umano è quello dell'egoità, che però anche altre entità (angeli arcangeli ecc) hanno passato, evidentemente in modo diverso, in precedenza. Gli animali, dunque, non l'hanno passato, e il loro io è fuori del corpo, e uno, lo stesso, per tutti i singoli di una specie. Tutte le piante, poi, hanno un unico io, anch'esso fuori del loro corpo fisico. Per non parlare dell'"io" dei minerali, perduto nello spazio ...
    Questa egoità, questo separarsi dagli altri non è definitiva condizione, nelle successive si manterrà questa separazione ma insieme si avrà una nuova unità.
    Il discorso è di continua evoluzione. Ma io penso che proporlo qui, nonostante la figura di Pasotto, non sia opportuno, perché non è IT, non pertinente e tutto sommato non interessa.
    Ho dato qualche accenno per mostrare che anche di certi argomenti si può parlare con chiarezza.
    Il discorso luce vs tenebra, poi, è semplicemente Goethiano. Si nota che la luce non è visibile sinché non incontra materia che ne viene illuminata e ci rimanda una luce, anzi, un colore. Questo può essere visto in una comprensione più ampia, ma non lo farò certo qui. Basti dire che la materia è "spirito frantumato" e che ciò che esteriormente appare come luce, interiormente si rivela come pensiero, e si capisce che rischiamo la chiacchiera. Io mi fermerei qua.
    Parlaci piuttosto del Pasotto pittore. Hai immagini?
    Grazie gino
    A confronto di tanti compreso me sei avanti anni luce tu sei gia' il futuro, mentre noi siamo ominidi (anche se a lascaux o altamira erano bravi)
    Grazie della domanda
    Ne ho centinaia di immagino e con calma vorrei informarvi sul metanaturalismo il filone portato avanti dal maestro

  4. #14
    L'avatar di chiro60
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    Ma oggi eri ad Artefiera Verona Mambor??

  5. #15
    L'avatar di mambor1
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    Citazione Originariamente Scritto da chiro60 Visualizza Messaggio
    Ma oggi eri ad Artefiera Verona Mambor??
    no magari ci fossi stato...
    cosa te lo faceva pensare

  6. #16
    L'avatar di mambor1
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Parlaci piuttosto del Pasotto pittore. Hai immagini?
    Cominciando dagli ultimi decenni del diciottesimo secolo l'opera d'arte si fondera' sempre piu' sulla confluenza di tre principi: IL SENTIMENTO, LA LINEA DI RICERCA, LA DISPOSIZIONE PRATICA DEL FARE, dell'artista.

    La linea di ricerca nasce da riflessione, non sempre del tutto avvertita, sul fondamento etico: buono, meno buono o quale che sia, che vive nell'artista.
    Egli piu o meno consapevolmente esprime "etica", per mezzo della sua opera.
    Tutti gli "ismi" che si sono avuti in questi ultimi due secoli hanno posto fondamenti di etica piu' o meno positiva.

    Il ciclo artistico culturale iniziato nel medioevo ha certamente trovato la fine in questo secolo con l'arte astratta.

    Nell'ambito di un vuoto fra il ciclo estinto e quello gia' iniziato, si è avuta ancora l'arte informale.

    Dinanzi la fine del 1700 era in larga misura il SENTIMENTO, che fluiva nella volontà operante del'artista; la componente LINEA DI RICERCA, a prescindera da proporzioni, prospettiva, imitazione ecc. soggiaceva in massima parte alle esigenze del committente.
    Queste occorrenze a mano a mano scadranno, e la linea di ricerca, ormai liberata, equivarrà a un andare verso orizzonti che mai si raggiungono: si conchiude si la singola opera, ma essa rimane solamente un passo, nel corso di quell'andare.
    E non si presentera' uniforme quel percorso ma si espanderà lateralmente in campi e campielli, e l'Artista non potra' non soffermarvisi ed espolorarli.
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Paolo Pasotto: artista, poeta e filosofo-img_1241.jpg   Paolo Pasotto: artista, poeta e filosofo-img_1242.jpg   Paolo Pasotto: artista, poeta e filosofo-img_1245.jpg  
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  7. #17
    L'avatar di mambor1
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    Verso la fine degli anni 40 (sono nato nel 1930) dipingevo.
    Possiedo ancora poche cose di quell'epoca, e constato che tali erano si pervase da sentimento, ma esso non si era ancora congiunto a quella che sara' poi la mia linea di ricerca.

    Solo nella seconda meta' degli anni 50 le mie piture vagheggieranno una direzione.Risentivo un pochino il fascino del surrealismo, esso pero' non mi era proprio.
    Mi disturbava quella sorta di materialismo sofisticato che talvolta gli è, appunto.
    Sperimentai l'arte astratta.

    Alla fine degli anni 50 provai il bisogno di dipingere un quadro costituito da un unica stesura di colore:
    era un incarnat tendente al lilla.
    Fu per me un'esperienza importante. Purtroppo quel quadro ora non esiste piu', che', in seguito su quella stesura dipinsi altro: ebbi il dubbio che una semplice coloritura uniforme fosse soltanto niente. Invece era assai: avevo toccato il fondo.

    Avevo dunque toccato l'informale. Subito mi accorsi che tale era solamente una base sulla quale potevansi accumulare ogni sorta di macerie, atte, come tali, ad affondare. Molte celebrate correnti artistiche discese dall'informale, secondo me rappresentano l'esperienza di veri e propri sprofondamenti nel vuoto.

    Avevo il sentimento che l'informale alludesse ad altro.
    Qualcosa in esso chiedeva riscatto. Mi chiedeva venir risollevato, ma senza retrocedere sui passi di quel ciclo artistico-culturale che comprendevo essersi ormai compiuto.

    Sentivo l'informale come immadine della Sostanza Primordiale, un immagine della carne di cui si compone l'Universo-Tutto.
    Un quadro era, per e, come un fotogramma di quell'immagine.

    ll fotogramma presenta le cose in maniera statica ancorche' riprese in movimento.La staticita', di per se' ' la prerogativa delle cose che "vivono la morte" come il minerale.
    Credo che taluni artisti, di tale immobilita' abbiano sofferto, e cosi' hanno risolto di fare l'arte cinetica agitando la staticita' con una sorta di vita apparente.

    Accettando il confronto con l'immagine fissa ho cercato allora di comprendere quella Vita Universale che nel quadro dovea restare immobilizzata: quella carnalita', quella vivente Realta' dell'Universo di cui soltanto un lembo ci appare quale natura.

    Dai primi anni 60 le componenti visive che si mostravano nei miei quadri erano libere forme e formazioni di esse viventi in scambievole rapporto.
    A volte prevaleva l'elemento pittorico, a volte quello grafico.

    Arte Astratta si riaffacciava ancora di qua dall'esperienza Informale, ma dentro di me non si configurava piu' come la stessa cosa di prim.

    Verso il 67 portavo sulla tela puranche forme non libere: immagini umanomorfe; immagini di oggetti d'uso comune, di parti di motore, di schemi geometrici, di fiori, di frutta paesaggi ecc.

    Di tutte queste cose pero' respingevo sia i pertinenti contenuti, sia la lezione della figurativita' convenzionale.
    Attribuivo invece loro quel valore di Carne Universale che cercavo di cogliere con le suddette forme libere. E il valore di Carne Universale non poteva prescindere dai pieni e dai vuoti che sentivo identici tanto nelle forme quanto nello spazio in cui esse si collocavano. E i segni di demarcazione assumevano il valore delle rughe e delle pieghe della carne.
    Altre volte ho considerato solo i vuoti rispetto ai pieni per meglio afferrarli nella loro carnale identita'.

    Alla fine degli anni 60 ed alla fine di questo mio ciclo di opere sono entrato in crisi e, nel clima di pressione articida che si era gia' formato negli anni 70, ho accusato il bisogno di discendere all'infermo per assumere l'esperienza antiartistica.
    Ho contrariato tutto cio' che fino allora avevo fatto: ho sagomato sulla tela con mascherine e l'aerografo rigide forme di nudi umanomorfi. Ho fatto opere sperimentali, molte carte, grafica. Contenuti didascalici li ho proposti in opere serigrafiche. Pero' il risultato di tutto cio' non è mai stato propriamente antiartistico.

    Tuttavia ho sempre creduto nella pittura-pittura e, all'inizio degli anni 80 ho ripreso decisamente il pennello in mano e la sufficente indulgenza di tanti pur pregevoli addetti che la pittura-pittura l'avevano definitivamente superata.

    Considero la valle dell'informale storico come una stazione che mi lascio ogniqualvolta dietro le spalle e ne risalgo allora l'altro versante.Mi astengo dal portare sulla tela alcunche' di predisposto ma, nulla escludo di cio' che da essa possa venirmi incontro: che in essa ricerco e trovo di una "Natura oltre" che l'anima mia, rispecchiandovisi, intende rivelarmi.Mi si affacciano allora, da quel convenzionale spazio, entita' e mondi sconosciuti e pur familiari talvolta tenuissimi e talvolta appariscenti, messaggi di una "Natura oltre" che, ad opera finita, se la mia disposizione pratica mi avra' aiutato, saranno emersi, e forse meraviglieranno.

    Ma alla fine mi rendo conto che questa mia linea di ricerca da sempre ha confluito nella mia opera di pittore: col tempo pero', ne sono divenuto pienamente consapevole.
    Attribuisco ad una linea di ricerca come quella che ha caratterizzato la mia pittura, la denominazione.

    METANATURALISMO
    Ultima modifica di mambor1; 10-10-14 alle 11:54

  8. #18
    L'avatar di mambor1
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  9. #19
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  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Per dirla in metafora: un pulcino è un miracolo, una meravigliosa carta d'identità dell'universo, lo si può contemplare a lungo e trarne profonde considerazioni. Ma se lo piazzi di fronte al lupo ...
    Sono d'accordo con te, Gino. Per questo ho cambiato il titolo al 3d, in modo che se ne possa discutere con maggiore leggerezza (rispetto ad altri 3d).

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