Diritto di seguito
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  1. #1
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    Diritto di seguito

    Premesso che il DDS farei volentieri a meno di pagarlo, ma che per puro spirito delatorio e di curiosità ho fatto qualche ricerca veloce e scoperto che ci sono parecchie gallerie che non l'hanno pagato mai (eppure una vendita oltre i 10000 euro, negli ultimi anni, l'avranno fatta tutti).
    Mancano, del tutto, anche nomi importanti, pluricitati e pluriosannati, ma quando c'è da pagare le tasse (perché se manca il DDS è facile che manchi anche la relativa fattura) chissà come... spariscono.
    Lungi da me pubblicare nomi, trovate tutto qui, se volete:

    [SIAE] Societ Italiana degli Autori ed Editori

    Comunque, la mia domanda è: trovate giusta questa ulteriore tassa sull'arte, che sostanzialmente serve a foraggiare chi la riscuote e raramente protegge gli artisti che dovrebbero beneficiarne?
    Gli eredi di grandi artisti, non potrebbero trovarsi un lavoro vero?
    Disclaimer: Le mie domande sono PALESEMENTE faziose.

  2. #2
    L'avatar di umbisam
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    Citazione Originariamente Scritto da morto Visualizza Messaggio
    Premesso che il DDS farei volentieri a meno di pagarlo, ma che per puro spirito delatorio e di curiosità ho fatto qualche ricerca veloce e scoperto che ci sono parecchie gallerie che non l'hanno pagato mai (eppure una vendita oltre i 10000 euro, negli ultimi anni, l'avranno fatta tutti).
    Mancano, del tutto, anche nomi importanti, pluricitati e pluriosannati, ma quando c'è da pagare le tasse (perché se manca il DDS è facile che manchi anche la relativa fattura) chissà come... spariscono.
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    Comunque, la mia domanda è: trovate giusta questa ulteriore tassa sull'arte, che sostanzialmente serve a foraggiare chi la riscuote e raramente protegge gli artisti che dovrebbero beneficiarne?
    Gli eredi di grandi artisti, non potrebbero trovarsi un lavoro vero?
    Disclaimer: Le mie domande sono PALESEMENTE faziose.
    io ho provato con tre o quattro e non mi hanno deluso .... grazie per l'info, nn lo conoscevo

  3. #3

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    Sarò breve e spero di porre un fine sull'annosa questione postata delucidando chi è del settore e spronandolo a comportarsi con le dovute maniere.
    La legge è creata appositamente per regolare situazioni che se non disciplinate darebbero adito all'uso della forza o a comportamenti ambigui e spesso funesti. Purtroppo molti nostri governanti negli anni si son fatti leggi per pararsi il c ulo e dunque è nata una sorta di sfiducia pubblica verso le leggi in genere (buone o cattive, giuste o ingiuste),ma queste, se fatte per i motivi ut supra indicati, sono buona cosa.
    Partendo dal presupposto indefettibile che la disciplina riguardante il diritto di seguito è nata per tutelare l'artista, quale figura FONDAMENTALE dell'intero sistema del mercato PRIMARIO dell'arte contemporanea, vediamo brevemente di cosa si tratta e cosa è.
    Il diritto di seguito si basa essenzialmente su un principio empirico ossia che l'aumento di valore di un opera d'arte in un unico esemplare normalmente (ma può accadere il contrario, raramente, ma può succedere) nel tempo è proporzionale alla crescita della notorietà dell'artista che all'inizio della sua carriera è costretto a vendere o addirittura a svendere le proprie opere a prezzi inferiori a quelli successivamente determinati dal mercato dell'arte.E fin qui ci siamo.
    Quindi?
    In Italia l'art. 144 e sgg. sul diritto d'autore delinea il diritto di seguito.Come funziona?
    Riassumo.
    Ci sono due situazioni diverse:
    1-gallerie che dispongono di opere consegnate loro dagli artisti e messe in esposizione o in vendita poi dalle gallerie stesse
    2-gallerie che acquistano dagli artisti direttamente le opere dagli artisti per rivenderle ai collezionisti
    Nella situazione di cui al numero 1 la galleria non acquista le opere ma normalmente le vende per conto dell'artista oppure le espone solamente lasciando libero il collezionista di trattare liberamente con l'artista (rarissimamente).Comunque si può parlare nella maggioranza dei casi di un mandato senza rappresentanza o di una commissione di vendita di opere d'arte per conto dell'artista.La galleria ovviamente avrà un compenso sulle vendite.In questa ipotesi non c'è vendita successiva alla prima e dunque non è dovuto nessun diritto di seguito. Ai fini IVA però la situazione è un po' più complicata ma lasciamo perdere questo.
    Nella situazione di cui al numero 2 invece si attua un duplice passaggio di proprietà: dall'artista al gallerista, dal gallerista al collezionista.In questo caso è dovuto il diritto di seguito sulla seconda vendita anche se di difficile quantificazione.
    Come viene calcolato il diritto di seguito:
    Viene calcolato al netto dell'IVA in misura percentuale sul prezzo di vendita senza dedurre costi e spese sostenute dal gallerista per sostenere e promuovere l'artista stesso (perché la legge parla di prezzo di vendita intero).
    In Italia la gestione spetta alla SIAE che deve essere informata su ogni vendita secondaria sulla quale parte il calcolo del diritto di seguito spettante all'artista.
    Tranquillizzo i galleristi: vi sono pochissimi casi giurisprudenziali in cui gli artisti (che manco lo sanno) hanno promosso azione giudiziaria per il mancato pagamento del diritto di seguito, MA POSSONO FARLO entro ovviamente i termini di prescrizione ordinari.
    La legge italiana prevede anche che per le vendite di opere d'arte sopra i 3000 eurozzi devono essere denunciate a cura del professionista venditore (GALLERISTA O MERCANTE CHE SIA) mediante dichiarazione alla SIAE fornendogli unitamente tutte le informazioni relative ad assicurare il pagamento del diritto di seguito (state tranquilli, deve comunque essere la SIAE a richiedervi quest'ultime informazioni riguardanti i compensi elargiti agli artisti del diritto di seguito).
    Una curiosità del diritto di seguito è nel caso di Salvator Dalì che lasciò il diritto di seguito ai suoi legittimi 5 eredi ma che venne impugnato il testamento dala Fondazione che riteneva che il diritto spettasse a lei.Leggetevi tutta la vicenda, è molto interessante e su Google si trova.
    Spero di aver messo dei sensi di colpa ai mercanti o ai galleristi di cui al numero 2

  4. #4
    L'avatar di Ostenda
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    Citazione Originariamente Scritto da morto Visualizza Messaggio
    Premesso che il DDS farei volentieri a meno di pagarlo, ma che per puro spirito delatorio e di curiosità ho fatto qualche ricerca veloce e scoperto che ci sono parecchie gallerie che non l'hanno pagato mai (eppure una vendita oltre i 10000 euro, negli ultimi anni, l'avranno fatta tutti).
    Mancano, del tutto, anche nomi importanti, pluricitati e pluriosannati, ma quando c'è da pagare le tasse (perché se manca il DDS è facile che manchi anche la relativa fattura) chissà come... spariscono.
    Lungi da me pubblicare nomi, trovate tutto qui, se volete:

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    Comunque, la mia domanda è: trovate giusta questa ulteriore tassa sull'arte, che sostanzialmente serve a foraggiare chi la riscuote e raramente protegge gli artisti che dovrebbero beneficiarne?
    Gli eredi di grandi artisti, non potrebbero trovarsi un lavoro vero?
    Disclaimer: Le mie domande sono PALESEMENTE faziose.
    La cosa più insopportabile di questa tassa è che lo stato la riscuote ma a quanto ne so io agli artisti o loro eredi non arriva nulla.
    La mia esperienza personale è addirittura grottesca, avendo avuto per circa tre anni un galleria la prima volta che ho venduto un quadro che prevedeva il pagamento del dds, mi sono recato all'ufficio cittadino della SIAE per pagarlo ma non sapevano nemmeno cosa fosse ! Ho dovuto io a mie spese telefonare al loro ufficio a Roma per informarmi come pagare.
    Sorvolo poi sul fatto che nella mia città da decenni operavano gallerie che evidentemente mai si erano rivolte alla Siae per pagare ...

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da Ostenda Visualizza Messaggio
    La cosa più insopportabile di questa tassa è che lo stato la riscuote ma a quanto ne so io agli artisti o loro eredi non arriva nulla.
    La mia esperienza personale è addirittura grottesca, avendo avuto per circa tre anni un galleria la prima volta che ho venduto un quadro che prevedeva il pagamento del dds, mi sono recato all'ufficio cittadino della SIAE per pagarlo ma non sapevano nemmeno cosa fosse ! Ho dovuto io a mie spese telefonare al loro ufficio a Roma per informarmi come pagare.
    Sorvolo poi sul fatto che nella mia città da decenni operavano gallerie che evidentemente mai si erano rivolte alla Siae per pagare ...
    Non è una tassa ma un diritto spettante agli artisti (che va a loro e non trattenuto dalla siae)e gestito (malamente) dalla SIAE.Non è una tassa. Si risolverebbe tutto facendo dei conto vendita (almeno sul mercato primario)...su quello secondario non c'è via di fuga, l'unica risiede nel far affidamento sulla ignoranza di chi gestisce il diritto e di chi deve riceverlo.

  6. #6
    L'avatar di ginogost
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    Il DDS non è nato in Italia, credo sia un'idea francese, impostaci dall'Europa.
    Si tratta comumque di una follia burocratica che non può avere come risultato che spingere, giustamente, all'evasione, o meglio, all'elusione.
    Agli artisti non servirà mai.
    Non si capisce perché debba servire agli eredi.
    Purtroppo è in mano alla SIAE, che agisce in regime di monopolio, e non si capisce perché questo a lei sia concesso. La Siae è un mostro che incassa e spreca, fino a ieri in preda agli scandali, efficace solo nell'impedire la vita all'arte. Il suo unico interesse è il denaro altrui.
    Non riesco nemmeno a parlarne male come vorrei, diciamo che sembra la figlia di un'inseminazione abnorme tra Hitler e Stalin.

    Ultimamente sto pure denunciando (Garante per la concorrenza) che se un iscritto si dimentica di pagare la quota entro l'anno viene inesorabilmente fatto decadere, e deve risobbarcarsi le costose e complicate procedure di ammissione. Nemmeno l'AGE arriva a tanta stupidità.

    Se qualcuno si illude che il DDS sia un giusto risarcimento agli eredi, vorrei far presente che allora si dovrebbero detrarre, per esempio, gli interessi composti per quanto pagato all'artista, o la svalutazione del periodo; dovrebbe inoltre essere pagata la tassa sull'eredità. E comunque anche valutato in qualche modo l'aumento medio di valore del mercato, ma anche, e qui ti voglio, la sua diminuzione.
    Pagare, questo sempre. Detrarre, questo mai!
    FNKul0

  7. #7

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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Il DDS non è nato in Italia, credo sia un'idea francese, impostaci dall'Europa.
    Si tratta comumque di una follia burocratica che non può avere come risultato che spingere, giustamente, all'evasione, o meglio, all'elusione.
    Agli artisti non servirà mai.
    Non si capisce perché debba servire agli eredi.
    Purtroppo è in mano alla SIAE, che agisce in regime di monopolio, e non si capisce perché questo a lei sia concesso. La Siae è un mostro che incassa e spreca, fino a ieri in preda agli scandali, efficace solo nell'impedire la vita all'arte. Il suo unico interesse è il denaro altrui.
    Non riesco nemmeno a parlarne male come vorrei, diciamo che sembra la figlia di un'inseminazione abnorme tra Hitler e Stalin.

    Ultimamente sto pure denunciando (Garante per la concorrenza) che se un iscritto si dimentica di pagare la quota entro l'anno viene inesorabilmente fatto decadere, e deve risobbarcarsi le costose e complicate procedure di ammissione. Nemmeno l'AGE arriva a tanta stupidità.

    Se qualcuno si illude che il DDS sia un giusto risarcimento agli eredi, vorrei far presente che allora si dovrebbero detrarre, per esempio, gli interessi composti per quanto pagato all'artista, o la svalutazione del periodo; dovrebbe inoltre essere pagata la tassa sull'eredità. E comunque anche valutato in qualche modo l'aumento medio di valore del mercato, ma anche, e qui ti voglio, la sua diminuzione.
    Pagare, questo sempre. Detrarre, questo mai!
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    Il diritto di seguito non è cosa ingiusta ma semplicemente è gestito malamente da una società che fa acqua da tutte le parti e che sinora il bottino se l'è spartito tra i capoccia del liscio e pochi altri che ben conosciamo. Ma in paesi come la Francia e la Finlandia, che esiste da tempo, il diritto di seguito funziona benissimo e nessuno protesta.

  8. #8
    L'avatar di dura-lex sed-lex
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    [Riproprongo il mio post stranamente scomparso:]
    Caro morto,
    da come hai impostato l'argomento sembra che tu voglia chiederci una benedizione a fare ciò che dici facciano alcuni tuoi colleghi e che tu sembri tentato di emulare...

  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Non si capisce perché debba servire agli eredi.
    ...
    La Siae è un mostro che incassa e spreca, fino a ieri in preda agli scandali
    E comunque anche valutato in qualche modo l'aumento medio di valore del mercato, ma anche, e qui ti voglio, la sua diminuzione.
    Pagare, questo sempre. Detrarre, questo mai!
    FNKul0
    Sacrosante verità, adeguata conclusione

  10. #10

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    in Italia ormai la siae è alla carretta
    Ultima modifica di batteristasinest; 29-09-14 alle 11:44

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