Mario Sironi - Pagina 23
Tutti in fila per il primo green bond UK, domanda supera i 100 miliardi di sterline
L'esordio inglese  Il debutto del green bond inglese è da record, con gli investitori che si sono letteralmente fiondati sulla vendita obbligazionaria più attesa dell’anno. L’Inghilterra ha collocato 10 miliardi …
Borsa Usa, per Morgan Stanley più probabile scenario ‘Ice’ che ‘Fire’. JP Morgan getta acqua sul fuoco
Le vendite che si sono abbattute su Wall Street dall’inizio di settembre sono per caso solo l’antipasto di ciò che accadrà alla borsa Usa da qui alla fine dell’anno? In …
Mps-UniCredit: per Letta non a tutti i costi, mentre Salvini sogna terzo polo con Pop Bari, Carige e Bper. Che farà il Mef?
Settembre 2020: Mps e Popolare di Bari insieme per creare un polo bancario molto forte al Sud. Carla Ruocco, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, 5 Stelle, suggerisce …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #221

    Data Registrazione
    Jan 2021
    Messaggi
    168
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    54 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    mamma che Sironi.....
    da una collezione privata

    bello, eh?
    Bellissima opera, il miglior Sironi! 😊

  2. #222

    Data Registrazione
    Jan 2021
    Messaggi
    168
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    54 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Citazione Originariamente Scritto da Luchino1978 Visualizza Messaggio
    Bellissima opera, il miglior Sironi! 😊
    Citazione Originariamente Scritto da Galak Visualizza Messaggio
    Opere con autentiche sia di Meloni che Gian Ferrari sono state bocciate dall’archivio.
    Ho avuto io stesso un’esperienza negativa in questo senso
    ( opera proposta da Orler, peraltro...con autentica di Meloni e passaggio nella galleria della Gian Ferrari!)
    Personalmente ho sentito pelare bene della Gian Ferrari, se non ci si può fidare ne del Meloni ne della Gian Ferrari a chi possiamo rivolgerci?

  3. #223

    Data Registrazione
    Jan 2021
    Messaggi
    168
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    54 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Scusate, ho eliminato il messaggio..
    Ultima modifica di Luchino1978; 31-01-21 alle 09:09

  4. #224
    L'avatar di Alessandro Celli
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    32,243
    Mentioned
    198 Post(s)
    Quoted
    7933 Post(s)
    Potenza rep
    42949684

  5. #225
    L'avatar di Antipole
    Data Registrazione
    Aug 2018
    Messaggi
    7,705
    Mentioned
    220 Post(s)
    Quoted
    1486 Post(s)
    Potenza rep
    42949676
    Lo storico Jean Clair si è occupato a più riprese dell’opera
    di Sironi:
    “Per la mostra Les realismes entre révolution et reaction 1919-1939 mi sono chiesto se fosse possibile esibire opere di Mario Sironi che sapevo essere il pittore ufficiale del regime fascista.
    Ciononostante era un artista geniale.

    Mario Sironi-img-20210205-wa0010.jpg

    Mario Sironi-img-20210205-wa0012.jpg

  6. #226
    L'avatar di Antipole
    Data Registrazione
    Aug 2018
    Messaggi
    7,705
    Mentioned
    220 Post(s)
    Quoted
    1486 Post(s)
    Potenza rep
    42949676
    Ricordo che all’epoca ho chiesto consiglio a Mario De Micheli, critico d’arte dell’Unità, che mi aveva risposto che dovevo sicuramente includere in mostra le opere di Sironi e mettere in luce la sua grandezza nel cogliere perfettamente la miseria, la melancolia, l’orrore dei paesaggi urbani della periferia di Milano e la miseria del popolo italiano dell’epoca”.

    Mario Sironi-img-20210205-wa0011.jpg

    L’arte di Sironi è già in parte un futurismo rovesciato, perfetto – dunque – per essere integrato nel processo di fusione mattottiano.
    (ma questo lo scopriremo sabato nel 3D dedicato ai fumetti )

  7. #227
    L'avatar di Alessandro Celli
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    32,243
    Mentioned
    198 Post(s)
    Quoted
    7933 Post(s)
    Potenza rep
    42949684
    "S'è tutto rotto in questi mesi, tutto. Non sono rimaste che macerie e paura"
    Sironi, 1944


    Mario Sironi, sintesi e grandiosità
    Museo del Novecento, Milano
    Fino al 27 marzo 2022
    Immagini Allegate Immagini Allegate Mario Sironi-1.jpg Mario Sironi-2.jpg Mario Sironi-3.jpg Mario Sironi-4.jpg 

  8. #228
    L'avatar di Alessandro Celli
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    32,243
    Mentioned
    198 Post(s)
    Quoted
    7933 Post(s)
    Potenza rep
    42949684
    Fonte : Il Giornale.


    Ci accompagna Elena Pontiggia, e la lezione è imperdibile. Proviamo a sintetizzarla.

    Sala 1: gli autoritratti della giovinezza, dove si capisce che Sironi non dipinge come un pittore, ma come un intellettuale che guarda a glorie e drammi del suo tempo.

    Sala 2: ecco le opere simboliste, per dire che Sironi non nasce futurista. Ci sono già i paesaggi urbani e i ritratti dei familiari. C'è anche il fratello Ettore Sironi, padre di Romana («Io mi ricordo lo zio da piccolissima, durante la guerra, a Milano, in via Domenichino. Mio padre aveva un sacro rispetto per il fratello. Gli anni '44-'45 furono tragici. Me lo ricordo a Roma, quando studiavo. E poi verso la fine: andavo a trovarlo in clinica. Mi chiedeva del suo grande affresco del '35 all'università La Sapienza, che era stato deturpato per togliere i simboli fascisti... Poi grazie alle foto e lettere dell'epoca che abbiamo in archivio qualche anno abbiamo potuto restaurarlo...»).


    Sala 3: il momento futurista. C'è lo straordinario Viandante del 1915 - detto il «Cinesino», con il cappello a triangolo - che va a grandi falcate verso la notte.

    Sala 4: dopo la Grande guerra, il ritorno a Roma; Valori plastici, la conoscenza di De Chirico e Carrà, i manichini, ma sempre umanissimi.

    Sala 5, dedicata ai paesaggi urbani: forza, solidità, drammaticità e un'idea di energia. Qui si capisce la grandezza assoluta di Sironi.

    Sala 6: ecco una delle opere più belle, Pandora (1921-22), che dimostra come Sironi, pur usando solo terre, grigi e neri, fosse uno straordinario colorista.

    Sala 7: da segnalare La fata della montagna, del '28, che in realtà non ha niente di fiabesco ma esprime tutta la potenza della Natura (è un quadro che non si vede dal '73, quando passò dalla mostra di Palazzo Reale qui a Milano).

    Sala 8: la stagione espressionista, dove si dimostra che l'artista raccontato dai manuali come la massima espressione del Novecento è in realtà un antinovecentista, con un enorme Pescatore dalla carnagione rossa del 1930 con pennellate convulse e una sgocciolatura sul braccio che sembra Pollock.

    Sala 9: è la «manica lunga» del museo, con il Sironi più vero, più grande, più fascisteggiante, monumentale. Selfie sotto l'enorme cartone del Condottiero a cavallo, 1935, anno XIII dell'Era fascista.

    Sala 10: caduto il Regime, il ritorno al cavalletto. Spicca un Lazzaro che, forse per la prima volta nella storia dell'arte, non risorge ma rimane oppresso dalla pietra tombale. Nichilismo, buio, disperazione.

    Sala 11, l'ultimo decennio: un piccolo Paesaggio con case (1955) del tutto inedito e come sfondo un'inquietante, paralizzante muraglia. È l'uomo (e l'artista) che non più fare nulla? Poi le opere trovate nel suo studio al momento della morte, fra cui il quadro del '61 intitolato Apocalisse. Il grande pittore di architetture che non ha mai progettato città termina la sua vicenda umana e artistica dipingendo la distruzione cosmica di una civiltà. E così si capisce la sua frase posta a inizio del percorso: «L'arte non ha bisogno di riuscire simpatica. Esige grandezza». Anche nella dissoluzione.


    per info:
    MARIO SIRONI
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Mario Sironi-5.jpg  

  9. #229
    L'avatar di Kiappo
    Data Registrazione
    Mar 2015
    Messaggi
    6,244
    Mentioned
    211 Post(s)
    Quoted
    2127 Post(s)
    Potenza rep
    42949679
    Sironi... un grandissimo, nell'olimpo dell'Arte Italiana. Bravo Ale.

  10. #230
    L'avatar di techne
    Data Registrazione
    May 2018
    Messaggi
    2,098
    Mentioned
    97 Post(s)
    Quoted
    741 Post(s)
    Potenza rep
    36083507
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Fonte : Il Giornale.


    Ci accompagna Elena Pontiggia, e la lezione è imperdibile. Proviamo a sintetizzarla.

    Sala 1: gli autoritratti della giovinezza, dove si capisce che Sironi non dipinge come un pittore, ma come un intellettuale che guarda a glorie e drammi del suo tempo.

    Sala 2: ecco le opere simboliste, per dire che Sironi non nasce futurista. Ci sono già i paesaggi urbani e i ritratti dei familiari. C'è anche il fratello Ettore Sironi, padre di Romana («Io mi ricordo lo zio da piccolissima, durante la guerra, a Milano, in via Domenichino. Mio padre aveva un sacro rispetto per il fratello. Gli anni '44-'45 furono tragici. Me lo ricordo a Roma, quando studiavo. E poi verso la fine: andavo a trovarlo in clinica. Mi chiedeva del suo grande affresco del '35 all'università La Sapienza, che era stato deturpato per togliere i simboli fascisti... Poi grazie alle foto e lettere dell'epoca che abbiamo in archivio qualche anno abbiamo potuto restaurarlo...»).


    Sala 3: il momento futurista. C'è lo straordinario Viandante del 1915 - detto il «Cinesino», con il cappello a triangolo - che va a grandi falcate verso la notte.

    Sala 4: dopo la Grande guerra, il ritorno a Roma; Valori plastici, la conoscenza di De Chirico e Carrà, i manichini, ma sempre umanissimi.

    Sala 5, dedicata ai paesaggi urbani: forza, solidità, drammaticità e un'idea di energia. Qui si capisce la grandezza assoluta di Sironi.

    Sala 6: ecco una delle opere più belle, Pandora (1921-22), che dimostra come Sironi, pur usando solo terre, grigi e neri, fosse uno straordinario colorista.

    Sala 7: da segnalare La fata della montagna, del '28, che in realtà non ha niente di fiabesco ma esprime tutta la potenza della Natura (è un quadro che non si vede dal '73, quando passò dalla mostra di Palazzo Reale qui a Milano).

    Sala 8: la stagione espressionista, dove si dimostra che l'artista raccontato dai manuali come la massima espressione del Novecento è in realtà un antinovecentista, con un enorme Pescatore dalla carnagione rossa del 1930 con pennellate convulse e una sgocciolatura sul braccio che sembra Pollock.

    Sala 9: è la «manica lunga» del museo, con il Sironi più vero, più grande, più fascisteggiante, monumentale. Selfie sotto l'enorme cartone del Condottiero a cavallo, 1935, anno XIII dell'Era fascista.

    Sala 10: caduto il Regime, il ritorno al cavalletto. Spicca un Lazzaro che, forse per la prima volta nella storia dell'arte, non risorge ma rimane oppresso dalla pietra tombale. Nichilismo, buio, disperazione.

    Sala 11, l'ultimo decennio: un piccolo Paesaggio con case (1955) del tutto inedito e come sfondo un'inquietante, paralizzante muraglia. È l'uomo (e l'artista) che non più fare nulla? Poi le opere trovate nel suo studio al momento della morte, fra cui il quadro del '61 intitolato Apocalisse. Il grande pittore di architetture che non ha mai progettato città termina la sua vicenda umana e artistica dipingendo la distruzione cosmica di una civiltà. E così si capisce la sua frase posta a inizio del percorso: «L'arte non ha bisogno di riuscire simpatica. Esige grandezza». Anche nella dissoluzione.


    per info:
    MARIO SIRONI
    Confermo l'ottimo feedback della mostra, avrei parecchie foto ma mi scuso di non postarle perché non saprei come metterle

    La mostra segue un ordine semplice, e cronologico, e come si evince anche da quanto hai riportato, ogni sala è suddivisa per periodo e ne riporta contestualizzazione e spiegazione. Trovo sia stato un criterio efficace, soprattutto per una riflessione sui vari "ritorni" che ebbe l'artista, e per vedere come certe tematiche (le periferie, i paesaggi urbani per dire forse i più ricorrenti) abbiano trovato evoluzione, espressione e anche forse involuzione, nel contesto di quel che è e resta una pittura molto potente

Accedi