Kounellis - Pagina 4
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  1. #31

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    Questa per me è una lezione di storia dell'arte! Grazie! Purtroppo di Beuys ho visto ancora pochissimo rispetto alla grandezza della sua opera e all'intensità della sua travagliata vita di artista e genio!


    Citazione Originariamente Scritto da mambor1 Visualizza Messaggio
    Beuys

    Come anche questa sui cavalli per non parlare dei sacchi....

    Abbiamo appena finito di parlare di critici che non criticano
    Un po' di approfondimento e non solo di osanne da parte nostra fa bene

  2. #32

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    Premettendo che Beuys è un gigante, il tentativo di accodare Kounellis a Beuys è assolutamente maldestro e parte da presupposti inesistenti.
    Beuys, con il suo fare da sciamano, interagisce con l'animale per avvicinare l'Uomo alla natura, Kounellis usa i cavalli come metafora della vita, espone la vita nell'Arte, parla della poetica della realtà diretta, senza mediazioni. Concetti completamente diversi.
    Beuys, espone i suoi abiti come vissuto semplice quotidiano, Kounellis espone i cappotti neri come metafora del rapporto dell'Uomo con la morte. Come dicevo prima più che simboli, sono maschere, che come tali non cambiano, ma hanno una loro identità. I due concetti sono quasi opposti.
    Beuys, espone le 7000 querce come rivoluzionaria (per l'epoca) sensibilizzazione ecologica, Kounellis usa gli oggetti fatti dall'uomo insieme a elementi della natura perchè vuole creare un contrasto tra l'elemento naturale e quello industriale. Ma il tema è sempre il reale riportato, in un contesto lirico. Anche qui temi ben diversi.
    Se poi, come ormai accade sempre, lo sport preferito è quello di dire che qualsiasi cosa l'ha fatta prima un altro, allora non serve studiare. Basta inventarsi dei nessi e spararle grosse.
    Ultima modifica di accipicchia; 03-05-14 alle 17:43

  3. #33
    L'avatar di mambor1
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Premettendo che Beuys è un gigante, il tentativo di accodare Kounellys a Beuys è assolutamente maldestro e parte da presupposti inesistenti.
    Beuys, con il suo fare da sciamano, interagisce con l'animale per avvicinare l'Uomo alla natura, Kounellis usa i cavalli come metafora della vita, espone la vita nell'Arte, parla della poetica della realtà diretta, senza mediazioni. Concetti completamente diversi.
    Beuys, espone i suoi abiti come vissuto semplice quotidiano, Kounellys espone i cappotti neri come metafora del rapporto dell'Uomo con la morte. Come dicevo prima più che simboli, sono maschere, che come tali non cambiano, ma hanno una loro identità. I due concetti sono quasi opposti.
    Beuys, espone le 7000 querce come rivoluzionaria (per l'epoca) sensibilizzazione ecologica, Kounellys usa gli oggetti fatti dall'uomo insieme a elementi della natura perchè vuole creare un contrasto tra l'elemento naturale e quello industriale. Ma il tema è sempre il reale riportato, in un contesto lirico. Anche qui temi ben diversi.
    Se poi, come ormai accade sempre, lo sport preferito è quello di dire che qualsiasi cosa l'ha fatta prima un altro, allora non serve studiare. Basta inventarsi dei nessi e spararle grosse.
    Hai perfettaente ragione ma io intendevo come approfondimento il fatto di capire dove l'artista aveva guardato ed era andato oltre, in questo caso il "l'ho fatto prima io" e' secondario ma e'innegabile che cisia un po' di beuys e un po' di richard serra

  4. #34
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Non rammento che presentava la mostra

    Ma alla Galleria L’Incontro, Chiari, Brescia agli inizi del 2007
    mi ero appuntato questa cosa su u foglietto:

    "Jannis Kounellis specificava la differenza decisiva tra lo spessore di Pollock e l’inconsistenza di Fautrier nella chiave di fantasmagoria del secondo, e del primo di rottura della centralità in favore di un coagulo specifico di realtà.

    Erano le riflessioni che avevano consentito a lui, e alla parte più viva della sua generazione, di aggirare le secche ultime di retaggio pittoricistico dell’art autre in favore del rapporto diretto, drammatico, con la materia e l’immagine nello spazio: il quale è misura e storia, che le mediazioni della retorica consentono di affrontare in una partita espressiva ove non è questione di rappresentazione, ma di determinazione di condizioni d’esistenza."


    Le opere purtroppo esposte non erano di mio gradimento
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Kounellis-1000_1310397728.jpg  

  5. #35

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    Cari amici, l'arte è meravigliosa proprio perchè territorio di ASSOLUTA LIBERTA'!!! Ancorchè profondi conoscitori di artisti / argomenti / tematiche / correnti, attenzione a non cadere nel totalitarismo mentale! E' un pericolo che limita l'arte e il proprio rapporto con essa. Trovare dei nessi è l'esercizio vitale che genera la costante conoscenza e la crescita, il proprio perfezionamento interiore. Metastasio, il grande Pietro...
    Tra l'altro, le volte in cui, negli ultimi anni, mi è capitato di avere il privilegio, la fortuna, di incontrare grandi personaggi dell'arte e porre loro delle domande, l'elemento che immediatamente risaltava, e che li accomunava, era una profonda umiltà e un'apertura reale, non finta, nei confronti delle mie ipotesi ed opinioni di semi neofito. Quindi, per riassumere, direi che la grandezza interiore e intellettuale di una persona è sempre, dico sempre, direttamente proporzionale alla sua umiltà e apertura mentale!
    Ultima modifica di vinma; 03-05-14 alle 18:10

  6. #36

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    Grazie Artebrixia
    e grazie a tutti

    Leggendo questo topic, mi e' tornato in mente un libro che ho tovato molto interessante, "Perche'" di Lucrezia de Dominici Durini, la quale ha raccontato il mondo dell'arte, da collezionista e amica di artisti, senza risparmiare lodi e critiche sopratutto al sistema (una donna fuori dagli schemi senza peli sulla lingua) compreso il dietro le quinte, da lei vissuto con il marito, e grande sostenitrice di Beuys. Parla anche degli incontri con Kounellis e molti altri artisti.
    Ne consiglio la lettura.

  7. #37

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    Purtroppo questo ciclo di opere su carta a mio parere non sono mai state molto rappresentative del vero Kounellis. Sono un po' la "voglia di Kounellis" perchè ovviamente sono molto pochi i collezionisti che possono permettersi un lavoro vero, magari una bella mensola di piombo, con quattro sacchi di carbone... A parte il costo, il trasporto, la collocazione e lo spazio da dedicargli sono per chiunque un bel problema! Questi lavori su carta, dicevo, non hanno minimamente la forza e la "sacralità" del Kounellis ultra-potente cui accennavo prima. Sono solo dei segni su carta, ecco tutto.

  8. #38
    L'avatar di -artpop-
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Purtroppo questo ciclo di opere su carta a mio parere non sono mai state molto rappresentative del vero Kounellis. Sono un po' la "voglia di Kounellis" perchè ovviamente sono molto pochi i collezionisti che possono permettersi un lavoro vero, magari una bella mensola di piombo, con quattro sacchi di carbone... A parte il costo, il trasporto, la collocazione e lo spazio da dedicargli sono per chiunque un bel problema! Questi lavori su carta, dicevo, non hanno minimamente la forza e la "sacralità" del Kounellis ultra-potente cui accennavo prima. Sono solo dei segni su carta, ecco tutto.
    Che poi queste carte già costano tanto….

  9. #39
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Resta il fatto che quando a Milano
    al Museo del Novecento

    mi trovai davanti a questa
    Rosa Nera

    e solo il titolo la dice tutta
    (ci ho riflettuto parecchio, essendo tardo)

    non riuscivo più a togliermela di dosso
    quell'immagine

    e non so ancora il motivo
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Kounellis-1879073d1393496441-che-senso-hanno-le-cosiddette-installazioni-4.jpg  

  10. #40

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    Citazione Originariamente Scritto da vinma Visualizza Messaggio
    Cari amici, l'arte è meravigliosa proprio perchè territorio di ASSOLUTA LIBERTA'!!! Ancorchè profondi conoscitori di artisti / argomenti / tematiche / correnti, attenzione a non cadere nel totalitarismo mentale! E' un pericolo che limita l'arte e il proprio rapporto con essa. Trovare dei nessi è l'esercizio vitale che genera la costante conoscenza e la crescita, il proprio perfezionamento interiore. Metastasio, il grande Pietro...
    Non voglio sembrare scioccamente polemico, ma io questo totalitarismo mentale non lo conosco. Si tratta di seguire i giusti percorsi, cercando di capire il più possibile, senza voler cercare deviazioni inappropriate e campate in aria. La storia dell'arte è qualcosa di molto più scientifico di quanto normalmente si tenda a considerare. Il famigerato "secondo me" (secondo me non è così, secondo me l'ha fatto perchè, secondo me non è vero, secondo me non è arte, e altri infiniti secondo me) non contano assolutamente niente. Anzi sono assolutamente da evitare. Si studia e si inquadra l'argomento. Altre vie non ne vedo.

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