Pino Pinelli - Pagina 167
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  1. #1661

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    Citazione Originariamente Scritto da Kiappo Visualizza Messaggio
    ma ricordiamo sempre che gli " Usa non apprezzano troppo interferenze Europee soprattutto in campi che richiamano loro artisti. "

    ... Si potrebbe parlare di " Imperialismo dell'arte"?? di un'egemonia USA anche in questo campo.. tutt'ora perdurante, grazie allo strapotere delle grandi Gallerie Nord Americane, capaci di lanciare chi decidono di lanciare, e di conseguenza macinare guadagni impressionanti, senza curarsi dell'aspetto meramente Artistico.. Non so se Pinelli abbia mai avuto sbocchi negli USA, ma da quello che scrivete.. mi sa di no.
    Onestamente l'egemonia Usa e Uk nell'arte mi sembra evidente almeno nel nostro continente. Hanno saputo creare un tessuto di relazioni incredibili. Vi invito a leggere un piccolo libro di Anna Ferri che racconta quando Basquiat era a Modena presso Mazzoli. La cosa più interessante è la cena con A.Nosei .. altro che imperialismo.
    Ma pensate alla nostra Vanessa che ora arranca pur easendo con la grande Lia Rumma ma non più protetta da Larry. Per questo mi fanno tenerezza questi artisti anni 70 che ricordiamo erano contro il mercato e credevano in quello che facevano fino al punto di mettere un Tiziano nella loro sala alla DocumentaKassel. Per questo li adoro, e poco importa il mercato in questi casi, perché cos'è l'arte se non una continua ossessione del proprio linguaggio?
    Ho conosciuto molti di questi artisti e parlato con loro ore, sono fantastici nei loro racconti e molti sono stati al limite del decoroso fino a pochi anni fa. Ma amano quello che fanno, si sente, nei loro studi spesso disordinati e neanche intonacati, l'odore di quegli anni, gli oggetti, l'artigianalità del creare con materiali poveri concetti che si legavano ad un'idea di Europa che voleva uscire dalla provincia. Ma veramente credete che i nostri critici e studiosi abbiano scritto fiumi di parole inutili? Che P.Bucarelli valesse meno di un talent scout USA? Mah...qualche dubbio l'avrei.

    Un saluto

  2. #1662
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    nessuno in Italia crede all'investimento nelle opere d'arte.
    Noi compriamo fondi d'investimento, quotati, con spese d'ingresso, spese di uscita e spese di gestione, proposti dalla nostra banca.
    Questo è il problema.

  3. #1663
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    I miei genitori sono anziani ed hanno 3 banche e 2 broker.
    Dopo un mese di studi, mio fratello ed io abbiamo rivisto tutto.
    Un branco di ladri.

  4. #1664
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da Artissimo Visualizza Messaggio
    Onestamente l'egemonia Usa e Uk nell'arte mi sembra evidente almeno nel nostro continente. Hanno saputo creare un tessuto di relazioni incredibili. Vi invito a leggere un piccolo libro di Anna Ferri che racconta quando Basquiat era a Modena presso Mazzoli. La cosa più interessante è la cena con A.Nosei .. altro che imperialismo.
    Ma pensate alla nostra Vanessa che ora arranca pur easendo con la grande Lia Rumma ma non più protetta da Larry. Per questo mi fanno tenerezza questi artisti anni 70 che ricordiamo erano contro il mercato e credevano in quello che facevano fino al punto di mettere un Tiziano nella loro sala alla DocumentaKassel. Per questo li adoro, e poco importa il mercato in questi casi, perché cos'è l'arte se non una continua ossessione del proprio linguaggio?
    Ho conosciuto molti di questi artisti e parlato con loro ore, sono fantastici nei loro racconti e molti sono stati al limite del decoroso fino a pochi anni fa. Ma amano quello che fanno, si sente, nei loro studi spesso disordinati e neanche intonacati, l'odore di quegli anni, gli oggetti, l'artigianalità del creare con materiali poveri concetti che si legavano ad un'idea di Europa che voleva uscire dalla provincia. Ma veramente credete che i nostri critici e studiosi abbiano scritto fiumi di parole inutili? Che P.Bucarelli valesse meno di un talent scout USA? Mah...qualche dubbio l'avrei.

    Un saluto
    Bellissimo questo tuo scritto

    L'unico problema vero è quando provano l'ebrezza del mercato.
    Ne ho conosciuti tanti anche io, ma li ho anche visti cambiare quando il vil denaro ha iniziato a scorrere. Farlo in tarda età non è molto edificante, specie quando negli anni delle contestazioni erano schierati contro il capitalismo e i potentati.

    Quando vedi questi atteggiamenti purtroppo il tuo romanticismo evapora come neve al sole

  5. #1665

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    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    Bellissimo questo tuo scritto

    L'unico problema vero è quando provano l'ebrezza del mercato.
    Ne ho conosciuti tanti anche io, ma li ho anche visti cambiare quando il vil denaro ha iniziato a scorrere. Farlo in tarda età non è molto edificante, specie quando negli anni delle contestazioni erano schierati contro il capitalismo e i potentati.

    Quando vedi questi atteggiamenti purtroppo il tuo romanticismo evapora come neve al sole
    Grazie Cris
    Ma infatti proprio per questo è importante parlare con gli artisti, a costo di prendere delle cocenti delusioni.
    Nel caso specifico devo dire che gli artisti cui facciamo riferimento sono anche abbastanza impacciati con il vildenaro. Per questo parlo di opere di periodo, in particolare per alcuni, dove è chiaro e tangibile il sapore di quegli anni magnifici, anzi una volta uno di loro mi confessò che dopo il 78 era già tutto finito e si cominciò a cambiare i cicli artistici.
    Quello che dici è vero ma spesso solo in parte e lasciami dire che a volte è anche un argomento commerciale per i galleristi che devono vendere opere storiche... conosco molti artisti i cui momenti di maturità sono più intensi e profondi delle origini e della famosa urgenza... oggi citavo in parallelo ardito tra Schifano e Moreni, ecco, i capolavori della loro maturità anagrafica hanno una forza estenuante.

    Un saluto

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