Vincenzo Agnetti - Pagina 30
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  1. #291
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    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    Si lo so che ogni tanto sono ... sui generis

    E' proprio come hai scritto tu con mirabile sintesi: la fine di un'amore con una serena accettazione!
    Ci aggiungo che nelle mie cose sono sempre abbastanza "netto" e non mi volto mai indietro, così forse è ancora più chiaro.

    Per me collezionare non è solo comprare un'opera, anzi direi che quello è l'atto finale.
    E' un percorso che si sviluppa nel tempo con letture varie, acquisizione di testi, documenti ed anche oggetti vari attinenti l'artista fino a concretizzare con un'opera più o meno significativa in relazione a tante variabili e non ultima la disponibilità in quel preciso momento.

    Con Agnetti ci sono andato vicino molte volte e ancor prima che esplodesse il suo mercato.
    Persi due bacheliti dopo avere stretto l'accordo con un mercante, ma senza dargli l'anticipo (non sarebbe comunque servito visto che vendette ad una coppia svizzera al doppio del mio accordo) ed una semplice stretta di mano; ho poi imparatto che meglio mai fidarsi troppo. Ho anche trattato un "libro dimenticato a memoria" ma era ancora il periodo dove diciamo che ... non c'erano molte certezze! e l'allora vedova aveva, più che giustamente, lanciato una guerra senza frontiera.

    Nel tempo ho chiuso con diversi artisti più o meno importanti, la lista è lunga e variegata, Castellani, Tozzi, Marcarelli, Perilli, tra i più famosi, ma anche Presicce, Cotani, et altri ai più sconosciuti.

    Di ognuno di loro potrei tranquillamente parlare per ore, e ognuno di loro mi ha accresciuto come amante dell'arte e penso anche come uomo. Insomma mi hanno dato quello che cercavo e Agnetti è diventato uno di loro!
    Adesso cerco dell'altro e non mi interessa ampliare una polverosa biblioteca che invece nella mia visione deve essere qualcosa che si evolve. In fondo non sono un bibliofilo e non mi interessa diventarlo.
    Semplicemente:

  2. #292

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    Citazione Originariamente Scritto da Giuseppeart Visualizza Messaggio
    Chissà se vedrò mai quel giorno che i feltri varranno più di quei piccoli arazzini che vedo dappertutto… oh mi dite che già valgono di più??? Non è possibile suvvia; non dite bischerate…
    Il problema è che molti grandi artisti italiani , che avrebbero tutto per imporsi sulla scena internazionale ( Agnetti è sicuramente tra i più importanti ) , dopo un inizio di rivalutazione di mercato vengono lasciati al loro destino senza quel fondamentale supporto che i mercanti di riferimento dovrebbero dare .... al contrario , speculano nel breve e poi li trascurano.... tradendo anche i collezionisti che avevano creduto loro.....

  3. #293
    L'avatar di mr perplide
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    Citazione Originariamente Scritto da hotto Visualizza Messaggio
    Il problema è che molti grandi artisti italiani , che avrebbero tutto per imporsi sulla scena internazionale ( Agnetti è sicuramente tra i più importanti ) , dopo un inizio di rivalutazione di mercato vengono lasciati al loro destino senza quel fondamentale supporto che i mercanti di riferimento dovrebbero dare .... al contrario , speculano nel breve e poi li trascurano.... tradendo anche i collezionisti che avevano creduto loro.....
    A mio avviso si sopravvalutano le potenzialità di una galleria italiana nella proposta di un Artista italiano nel mercato internazionale.
    Praticamente impossibile.
    La speculazione così sottolineata. Per definizione questa è frutto di attività rischiose, a mio avviso poi se funziona non finisce.
    Io gallerista, per es, mi occupo del lavoro di un artista con poco mercato, rischiando provo a dargli un listino. In onestà chiedo 10 e compro a 5/6. Il compratore (definisco così chi compra con questo approccio), rischia e specula, sperando gli vada bene. Il collezionista acquista l’opera per la propria collezione, non rischia perchè non specula. Se l’interesse dell’operazione (speculativa per la natura rischiosa) della galleria ha successo con clienti collezionisti il mercato si affranca. Questi infatti non rivendono nel medio. La situazione consente al mercante di acquistare altre opere aumentando la domanda e quindi il prezzo medio. Se la parte acquirente è del tipo “compratore investitore”, il finale finisce diversamente. Ci sono decine di esempi risolti solo nell’ultimo decennio.
    Le gallerie non sono enti benefici ed hanno molte spese. Occuparsi degli artisti sulla cresta dell’onda e del mercato, a mio avviso, ha una connotazione molto più’ speculativa di chi rischiando prova a porre all attenzione del mercato un Artista che costa “poco” ma che è molto importante. Come Agnetti per esempio.
    Vorrei infine capire qual ‘ è la critica alle gallerie? Cosa significa non difendere o trascurare? Perchè la questione è molto delicata.

  4. #294
    L'avatar di blackcity
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    Tema interessantissimo quello proposto da Cris, con tutte le implicazioni (certamente non in questo caso specifico) della fiducia tradita.
    Per certi nomi nazional popolari un ruolo fondamentale nel dare l'illusione di un mercato solidissimo lo giocano da sempre le televendite e certe aste domestiche.
    Agnetti è solo l'ultima vittima illustre ma ce ne sono tanti altri, tra cui spiccano i ben noti maestri "ancora in vita", ottuagenari riscoperti a fine carriera quando c'è una grande disponibilità a magazzino ma anche semi-sconociuti "secondi solo a Fontana" che fanno la loro bella aggiudicazione a Londra pronti-via.
    L'ultima trovata sono i quadri appesi sopra la testata del letto nella cameretta di Cesare, dove lo spazio domestico non è altro che un prolungamento dello studio televisivo...

  5. #295
    L'avatar di smw85
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    Citazione Originariamente Scritto da mr perplide Visualizza Messaggio
    A mio avviso si sopravvalutano le potenzialità di una galleria italiana nella proposta di un Artista italiano nel mercato internazionale.
    Praticamente impossibile.
    La speculazione così sottolineata. Per definizione questa è frutto di attività rischiose, a mio avviso poi se funziona non finisce.
    Io gallerista, per es, mi occupo del lavoro di un artista con poco mercato, rischiando provo a dargli un listino. In onestà chiedo 10 e compro a 5/6. Il compratore (definisco così chi compra con questo approccio), rischia e specula, sperando gli vada bene. Il collezionista acquista l’opera per la propria collezione, non rischia perchè non specula. Se l’interesse dell’operazione (speculativa per la natura rischiosa) della galleria ha successo con clienti collezionisti il mercato si affranca. Questi infatti non rivendono nel medio. La situazione consente al mercante di acquistare altre opere aumentando la domanda e quindi il prezzo medio. Se la parte acquirente è del tipo “compratore investitore”, il finale finisce diversamente. Ci sono decine di esempi risolti solo nell’ultimo decennio.
    Le gallerie non sono enti benefici ed hanno molte spese. Occuparsi degli artisti sulla cresta dell’onda e del mercato, a mio avviso, ha una connotazione molto più’ speculativa di chi rischiando prova a porre all attenzione del mercato un Artista che costa “poco” ma che è molto importante. Come Agnetti per esempio.
    Vorrei infine capire qual ‘ è la critica alle gallerie? Cosa significa non difendere o trascurare? Perchè la questione è molto delicata.
    Voglio anche dire una cosa a favore delle gallerie, il lavoro lo fanno però ci deve anche essere il collezionista perchè non credo che a @mr perplide piaccia lavorare gratis o in perdita nè tantomeno con clienti che stanno li appollaiati per fare l'affare...come ha spiegato, con un mercato di clienti che comprano gia' con le mani che prudono per rivendere, il lavoro non funziona e i soldi giustamente la galleria non li investe, piuttosto lavora su nomi più, non dico commerciali, ma commerciabili. Ritengo che la discesa del mercato (non dell'importanza) di alcuni artisti, tanto spesso, non dipenda tanto dalle gallerie ma da chi li "colleziona" e di come gestisce le opere che hanno comprato (provare a venderle in malomodo, buttarle in asta, scambiarle male etc etc).

  6. #296
    L'avatar di mr perplide
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    Citazione Originariamente Scritto da smw85 Visualizza Messaggio
    Voglio anche dire una cosa a favore delle gallerie, il lavoro lo fanno però ci deve anche essere il collezionista perchè non credo che a @mr perplide piaccia lavorare gratis o in perdita nè tantomeno con clienti che stanno li appollaiati per fare l'affare...come ha spiegato, con un mercato di clienti che comprano gia' con le mani che prudono per rivendere, il lavoro non funziona e i soldi giustamente la galleria non li investe, piuttosto lavora su nomi più, non dico commerciali, ma commerciabili. Ritengo che la discesa del mercato (non dell'importanza) di alcuni artisti, tanto spesso, non dipenda tanto dalle gallerie ma da chi li "colleziona" e di come gestisce le opere che hanno comprato (provare a venderle in malomodo, buttarle in asta, scambiarle male etc etc).
    Esatto

  7. #297
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    Sicuramente molto interessanti le riflessioni di @mr perplide e @smw in termini generali.
    Non so però se così calzanti nello specifico su Agnetti, chiederei loro cosa ne pensano.

    Agnetti in ogni caso non mi pare sia tanto un artista da "compra e vendi" nel "sottobosco".
    Anche perchè non ha prodotto molto.
    Direi anche che è un artista da collezionista che tendenzialmente compra per tenere a lungo, e che è anche ben presente in gallerie importanti anche se essenzialmente italiane.

    Quindi probabilmente le motivazioni di un "mancato successo attuale" forse nel caso di Agnetti andrebbero ricercate in meccanismi diversi.
    Può essere che in questo periodo il collezionismo guardi ad altro, o che l'artista non abbia ancora ricevuto sufficiente visibilità o che ancora non sia compreso o perfino che "non piaccia".

    L'arte concettuale "secca" in particolare è qualcosa con cui si deve avere molta empatia, perchè un'immagine monocroma con una scritta non concede molto all'occhio e può essere qualcosa con cui a un certo punto si potrebbe fare fatica a convivere se non la si è messa in collezione con i giusti presupposti.

    Non è detto che tutti gli artisti importanti debbano poi per forza avere altrettanto importanti sviluppi di mercato e/o di collezionismo.
    Può anche succedere che non sia così.
    Come può succedere che il suo mercato decolli all'improvviso come l'espansione del suo collezionismo.

    Per ora, se uno è in sintonia con i lavori di Agnetti, probabilmente può comperare e collezionare a dei prezzi "contenuti".

  8. #298
    L'avatar di Alessandro Celli
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    A mio avviso si sopravvalutano le potenzialità di una galleria italiana nella proposta di un Artista italiano nel mercato internazionale.
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    La speculazione così sottolineata. Per definizione questa è frutto di attività rischiose, a mio avviso poi se funziona non finisce.
    Io gallerista, per es, mi occupo del lavoro di un artista con poco mercato, rischiando provo a dargli un listino. In onestà chiedo 10 e compro a 5/6. Il compratore (definisco così chi compra con questo approccio), rischia e specula, sperando gli vada bene. Il collezionista acquista l’opera per la propria collezione, non rischia perchè non specula. Se l’interesse dell’operazione (speculativa per la natura rischiosa) della galleria ha successo con clienti collezionisti il mercato si affranca. Questi infatti non rivendono nel medio. La situazione consente al mercante di acquistare altre opere aumentando la domanda e quindi il prezzo medio. Se la parte acquirente è del tipo “compratore investitore”, il finale finisce diversamente. Ci sono decine di esempi risolti solo nell’ultimo decennio.
    Le gallerie non sono enti benefici ed hanno molte spese. Occuparsi degli artisti sulla cresta dell’onda e del mercato, a mio avviso, ha una connotazione molto più’ speculativa di chi rischiando prova a porre all attenzione del mercato un Artista che costa “poco” ma che è molto importante. Come Agnetti per esempio.
    Vorrei infine capire qual ‘ è la critica alle gallerie? Cosa significa non difendere o trascurare? Perchè la questione è molto delicata.

    INTERVENTO da tre uno dietro l'altro.


    Peraltro avrei voluto dare il mio contributo prima ma viste le recenti polemiche avevo deciso di starmene fuori.
    A 'sto punto non mi trattengo

    A volte il limite del collezionista è la prospettiva che l'artista da appendere al muro debba incrementare le quotazioni. E perchè mai?
    Io ho iniziato a collezionare Baruchello (ma ne potrei menzionare anche altri) perchè AMO il suo linguaggio.
    L'ho prima studiato, approfondito e poi collezionato.
    Nel forum ho smesso di trattare di lui quando il mercato ci accese i riflettori.
    Poi il rumore del mercato si è affievolito ma CHISSENEFREGA.

    Non è quello l'obiettivo per cui un collezionista dovrebbe (a mio parere) decidere se continuare ad arricchire la collezione o men che meno vendere se poi il mercato crolla.

    Personalmente colleziono ciò che apprezzo e non mi va di seguire le mode dettate dal mercato & champagnini a gogò nei vernissage che fanno tendenza.

    La libertà di essere svincolati dai capricci del mercato non ha prezzo. E in veste di collezionista me la VOGLIO concedere.

    Grazie mr perplide

  9. #299

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    Agnetti è un grande artista. E comunque passano poche opere in asta e quelle che passano raggiungono cifre importanti… certo non i milioni come Burri Fontana o altri ma si difende bene… nei prossimi anni ne vedremo delle belle e comunque da collezionista di Agnetti posso dire che a me non interessa rivenderlo per trarne un profitto… mi piace e me lo godo punto… mi sento in sintonia con la sua poetica e questo mi basta.

  10. #300
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Per ora, se uno è in sintonia con i lavori di Agnetti, probabilmente può comperare e collezionare a dei prezzi "contenuti".
    beh

    un feltro o una bachelite in asta comunque solitamente supera i 100 mila euro

    prezzi contenuti mica tanto

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