Fernandez Arman - Pagina 7
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  1. #61
    L'avatar di pa18
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    Tutte le opinioni sono rispettabili, ma non necessariamente condivisibili; del resto, il panorama artistico è così vasto, anche se non tutto conosciuto - tanto che assistiamo a continue, quanto scientifiche “riscoperte e risalite” da quegli stessi scantinati dove erano rimasti per anni a ricoprirsi di polvere – che ognuno può scegliersi la propria corda o quella che secondo un certo “ordine” viene suggerita!

    Forse anche questo meccanismo fa parte del grande gioco del “mercato” a cui i manovratori ci fanno partecipare e, del resto, senza i partecipanti non ci sarebbe il gioco medesimo.

    Tuttavia il mio post poneva altre domande, forse, richiedeva maggiore attenzione nella lettura e nelle valutazioni, giacché non comparava opere seriali ad opere storiche, ma opere più o meno della stessa tipologia e collocazione temporale.

    Ma ognuno da quel che ha!

  2. #62

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    Citazione Originariamente Scritto da pa18 Visualizza Messaggio

    Tuttavia il mio post poneva altre domande, forse, richiedeva maggiore attenzione nella lettura e nelle valutazioni, giacché non comparava opere seriali ad opere storiche, ma opere più o meno della stessa tipologia e collocazione temporale.

    Ma ognuno da quel che ha![/FONT][/I]
    Come noterai io avevo risposto per linee generali alla domanda e nemmeno io ho fatto comparazioni ma anzi ho ben distinta la produzione storica dalla produzione industriale.

    La domanda era sui motivi dei singoli risultati d'asta schizofrenici, ma la risposta mi sembra quasi impossibile: nessuno può sapere cosa passasse per la testa in quel momento ai non-compratori, se qualcuna di quelle opere fosse magari rovinata, se chi deve fare il mercato stesse pensando ad altro.
    Per me i soli dati significativi sono quelli che ho esposto: immagine artistica rovinata, mercato inflazionato, interesse tendente al ribasso. Perchè dovremmo aspettarci dalle aste fiammate che nella realtà non ci sono? Se è vero che le aste servono ai manovratori per fare i loro giochi, è altrettanto vero che questo è il loro aspetto patologico e che questi giochi li critichiamo sempre. Il senso vero delle aste dovrebbe essere quello di mettere in contatto l'offerta con la domanda "vera". Da anni la domanda "vera" è questa: non c'è al momento grande considerazione per le opere di Arman, neanche su quelle storiche per colpa dell'iperproduzione successiva. Io ho cercato di spiegare i motivi. Forse la spiegazione non ti è piaciuta, ma credo che voler ignorare la realtà non sia l'atteggiamento migliore.

  3. #63

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    ciao a tutti
    volevo chiedevi una info: ho visto che ci sono due siti "uficiali" di arman: armanstudio e arman-studio (con il trattino).
    qualè la differenza?
    ho visto che su entrambi sono rappresente opere degli anni 2000, normalmente nella sezione serious painting.Solo opere cmq di dimensioni rilevanti (es 100x130 o superiori), non ho i visto i 40x60, 60x80 etc che spesso si trovano in giro.
    secondo voi, le opere riportate in questi siti hanno in qualche modo un pedigree diverso dalla normale ultima produzione, oppure il fatto che siano mostrate non conta nulla in termini di rappresentatività dell'opera di arman.

    in prima battuta avevo capito che quello con il trattino fosse riferibile all archivio NY, mentre l'altro all archivio denise, ma credo di sbagliare.

    grazie mille
    carlo

  4. #64
    L'avatar di andiuorol
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    Citazione Originariamente Scritto da carlosan Visualizza Messaggio
    ciao a tutti
    volevo chiedevi una info: ho visto che ci sono due siti "uficiali" di arman: armanstudio e arman-studio (con il trattino).
    qualè la differenza?
    ho visto che su entrambi sono rappresente opere degli anni 2000, normalmente nella sezione serious painting.Solo opere cmq di dimensioni rilevanti (es 100x130 o superiori), non ho i visto i 40x60, 60x80 etc che spesso si trovano in giro.
    secondo voi, le opere riportate in questi siti hanno in qualche modo un pedigree diverso dalla normale ultima produzione, oppure il fatto che siano mostrate non conta nulla in termini di rappresentatività dell'opera di arman.

    in prima battuta avevo capito che quello con il trattino fosse riferibile all archivio NY, mentre l'altro all archivio denise, ma credo di sbagliare.



    grazie mille
    carlo
    Armanstudio (NY) è gestito da Corice Armand, moglie di Arman.
    Arman-studio (Ginevra) è gestito dalla figlia di Arman.

    Come spesso capita i due archivi sono in conflitto tra loro ed entrambi rivendicano il diritto di autenticare le opere del defunto artista. Solite battaglie a colpi di carte bollate e tribunali...

    Denise Durand Ruel teneva l'archivio di Arman quando costui era in vita. Ora che è scomparsa pure lei, non so che ne sará. Le ho parlato spesso in passato e, dopo la morte di Arman, si limitava ad archiviare i pezzi unici, lasciando all'archivio di NY l'archiviazione dei multipli. Fu lei ad indirizzarmi a Corice Arman per l'archiviazione di alcuni multipli che avevo in collezione. Lo fece auando l'archivio di Ginevra era giá esistente, quindi presumo che la Denise fosse più orientata a riconoscere l'archivio di NY come punto di riferimento.

    Insomma: un bel casotto d'oltralpe.

  5. #65

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    Citazione Originariamente Scritto da andiuorol Visualizza Messaggio
    Armanstudio (NY) è gestito da Corice Armand, moglie di Arman.
    Arman-studio (Ginevra) è gestito dalla figlia di Arman.

    Come spesso capita i due archivi sono in conflitto tra loro ed entrambi rivendicano il diritto di autenticare le opere del defunto artista. Solite battaglie a colpi di carte bollate e tribunali...

    Denise Durand Ruel teneva l'archivio di Arman quando costui era in vita. Ora che è scomparsa pure lei, non so che ne sará. Le ho parlato spesso in passato e, dopo la morte di Arman, si limitava ad archiviare i pezzi unici, lasciando all'archivio di NY l'archiviazione dei multipli. Fu lei ad indirizzarmi a Corice Arman per l'archiviazione di alcuni multipli che avevo in collezione. Lo fece auando l'archivio di Ginevra era giá esistente, quindi presumo che la Denise fosse più orientata a riconoscere l'archivio di NY come punto di riferimento.

    Insomma: un bel casotto d'oltralpe.
    Per la credibilità del mercato dell'artista e di conseguenza per le sue quotazioni andiamo proprio bene !!

  6. #66
    L'avatar di pa18
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    Citazione Originariamente Scritto da andiuorol Visualizza Messaggio
    Armanstudio (NY) è gestito da Corice Armand, moglie di Arman.
    Arman-studio (Ginevra) è gestito dalla figlia di Arman.

    Come spesso capita i due archivi sono in conflitto tra loro ed entrambi rivendicano il diritto di autenticare le opere del defunto artista. Solite battaglie a colpi di carte bollate e tribunali...

    Denise Durand Ruel teneva l'archivio di Arman quando costui era in vita. Ora che è scomparsa pure lei, non so che ne sará. Insomma: un bel casotto d'oltralpe.

    Grazie andiuorol

    era quanto da me ipotizzato e che Tu, invece, hai affermato con dovizia di particolari importanti e che chiariscono meglio certe incongruenze o schizofrenie del mercato.

    Si potrebbe persino dubitare circa l'unica aggiudicazione (lot 188)che, pur importante sul piano economico, è sicuramente di molto al di sotto dei 355.900 euro realizzati circa otto anni fa da questa:


    Colère brûlée sold by Perrin, Royere & Lajeunesse, Versailles enchères, Versailles, on Sunday, December 16, 2007

  7. #67
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    Troppi processi, chiude il Warhol Autentication Board

    «Affronteranno le opere cronologicamente e ci vorranno circa vent’anni per portare a termine il progetto», ha dichiarato Wachs. «Pur spendendo 1 milione di dollari all’anno siamo solo al quarto volume, è un’impresa titanica. Ci saranno almeno altri tre volumi per gli anni ’70, quattro per gli ’80, almeno uno per i disegni e non abbiamo ancora nemmeno pensato alle fotografie», conclude. Secondo Wachs esistono più di 100mila opere di Warhol e solo per 6mila è stata richiesta l’autenticazione. «La gente dà troppa importanza a questo aspetto; circa il 95% delle opere di Warhol non sono state ancora autenticate».

    Il Giornale dell'Arte - Troppi Processi, Chiude Il Warhol Autentication Board


    C’è chi ha scritto – non solo in questo tread - di una produzione esagerata di Arman – ed è vero – imputando, però, solo a questo dato la pesante e schizofrenica reazione del mercato dell’Artista francese.
    Quello che il "mercato" non tollera – a mio avviso - non è il numero di opere (Warhol docet) ma l’incertezza che si genera, sempre, quando l’Autore non è riuscito o non ha voluto - in vita - far chiarezza su ciò che avrebbe dovuto essere dopo la sua dipartita: quindi archivio generale dell’opera tutta.
    Ultimo dato il Record è del Dicembre 2005 ed è di 425.120 euro con quest’opera fantastica, persino nel titolo: Le quintette Mozart


    Le quintet Mozart sold by Tajan, Paris, on Wednesday, December 07, 2005

  8. #68
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da zfrank Visualizza Messaggio
    Analisi perfetta. Aggiungerei che chi lo apprezza dovrebbe approfittare delle quotazioni "relativamente" depresse delle sue opere importanti perchè quando la pulizia sarà finita potrebbero ambire a ben altri livelli.
    Spero che quando pensi a qualcosa di più meritevole da mettere in collezione non pensi a Spalletti ...
    Al contrario di te però a me piace e ce l'ho.
    per queste tue
    ti bollino di verde

  9. #69
    L'avatar di DoutdesArtem
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    Citazione Originariamente Scritto da pa18 Visualizza Messaggio
    Troppi processi, chiude il Warhol Autentication Board

    «Affronteranno le opere cronologicamente e ci vorranno circa vent’anni per portare a termine il progetto», ha dichiarato Wachs. «Pur spendendo 1 milione di dollari all’anno siamo solo al quarto volume, è un’impresa titanica. Ci saranno almeno altri tre volumi per gli anni ’70, quattro per gli ’80, almeno uno per i disegni e non abbiamo ancora nemmeno pensato alle fotografie», conclude. Secondo Wachs esistono più di 100mila opere di Warhol e solo per 6mila è stata richiesta l’autenticazione. «La gente dà troppa importanza a questo aspetto; circa il 95% delle opere di Warhol non sono state ancora autenticate».

    Il Giornale dell'Arte - Troppi Processi, Chiude Il Warhol Autentication Board


    C’è chi ha scritto – non solo in questo tread - di una produzione esagerata di Arman – ed è vero – imputando, però, solo a questo dato la pesante e schizofrenica reazione del mercato dell’Artista francese.
    Quello che il "mercato" non tollera – a mio avviso - non è il numero di opere (Warhol docet) ma l’incertezza che si genera, sempre, quando l’Autore non è riuscito o non ha voluto - in vita - far chiarezza su ciò che avrebbe dovuto essere dopo la sua dipartita: quindi archivio generale dell’opera tutta.
    Ultimo dato il Record è del Dicembre 2005 ed è di 425.120 euro con quest’opera fantastica, persino nel titolo: Le quintette Mozart


    Le quintet Mozart sold by Tajan, Paris, on Wednesday, December 07, 2005
    Opera meravigliosa... Domanda da ignorante: concettualmente non sono da preferire le accumulazioni alle coléres? Parlo di opere anni '60 ovviamente...

  10. #70
    L'avatar di pa18
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    Citazione Originariamente Scritto da DoutdesArtem Visualizza Messaggio
    Opera meravigliosa... Domanda da ignorante: concettualmente non sono da preferire le accumulazioni alle coléres? Parlo di opere anni '60 ovviamente...
    Accumulazione o coléres … domanda intelligente ed intrigante, a cui tenterò di rispondere in seguito, prima però vorrei dirti che innanzitutto si dovrebbe considerare la qualità dell’opera che si vorrebbe valutare o, per farla entrare nella propria collezione o, più semplicemente per studio.
    Ritengo che la qualità rimase quasi sempre piuttosto alta, perché per decenni lavorò e si sporcò direttamente, ispirando (troppo) persino sostanze tossiche (diossina?!) che forse lo fecero ammalare. Poi la bramosia unitamente alle pressanti richieste di un “mercato” globale sempre più esigente lo indusse/ costrinse a cambiare ritmi e qualità della produzione, arrivando a quella stessa sovra produzione che poi fu lo spunto/denuncia che caratterizzò l’inizio della sua stessa carriera artistica.

    Contraddizione, forse!

    Ma tornando invece alla domanda probabilmente è l’accumulazione la denuncia più forte:


    […]Sono questi gli anni delle cosiddette accumulazioni di Arman (alludenti alla super produzione e commercializzazione della nuova società dei consumi), che continueranno fino all’inizio degli anni Settanta, ma anche delle prime, sconvolgenti macchine inutili di Tinguely, macchinari cinetici espletanti un inutile moto ripetitivo che non produce né assembla o che con il loro movimento si autodistruggono, descriventi quasi meglio delle parole di Marx – ad un secolo di distanza – una società che consuma se stessa e l’alienazione della moderna catena di montaggio, con la quale l’“Homo operaius” diviene ripetitivamente e perpetuamente creatore di beni materiali e distruttore della propria coscienza immateriale.[…]

    PARIGI

    Tuttavia pur criticando alcune scelte, dovremmo anche ricordarci che dalla tranquilla Nizza si trasferì a New York, quindi tutt’altro ambiente e contesto lavorativo, dove il Mercato esigeva ed esige altri ritmi ed altre produzioni artistiche ( ricordate Warhol, ma non solo) .

    Quell’ambiente, infatti, a differenza di quello francese gli assicurò – in vita - la “fama” internazionale, l’ingresso nei Musei più importanti, quindi il denaro che però non fece neppure in tempo a godersi, ma lo “obbligò” a cambiare il modus operandi e, comunque noi fruitori sembravamo gradire, dato che quelle stesse opere di scarsa qualità (molte, ma non tutte) le abbiamo comperate alimentandone la produzione medesima, anzi stizzendoci quando non veniva consegnata in tempo!

    Ovviamente Noi di questo forum siamo esclusi da questo rituale … infatti non si dice: < … esclusi i presenti? >

    Però, ritengo che quando Arman:

    distrugge, brucia, taglia, ri-assembla su di un fondo di legno colorato - gli strumenti musicali - raggiunge il più alto livello di creatività artistica, e questo lo ha sancito il Mercato stesso attribuendo a Quintette Mozart il record per l’Artista.

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