Fernandez Arman - Pagina 132
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  1. #1311
    L'avatar di pa18
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    @Biagio.tv
    @Tutti,

    [...] Arman squared off in violent yet precise acts against violins and guitars, shower hoses, sofas, paint tubes, bicycles, motorcycles, cars and statues, which he smashed, flattened, burned, sawed in half, cast in bronze and sliced, or sank into Perspex or concrete. [...]

    ... Arman avrebbe: rotto - appiattito - bruciato - fuso - tagliato - affondato ... anche la crisi, senza alcun dubbio!

  2. #1312
    L'avatar di Marione_
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    caro @pa,

    mi piace il tuo amore per Arman , incxxzxtura compresa per la scarsa valorizzazione.... quel sito delle figlie io lo leggevo periodicamente, era una miniera di info interessanti sulla vita di Arman , ma in effetti temo abbia ragione tu...alla fine era un po' una "bambinata" per rivendicare attenzione a distanza di decenni...materiale per psicologi..

    comunque se si danno da fare e si lasciano guidare da Corice...lei è più ..coriacea...e scafata...io penso che possa muoversi qualcosa...ora che hanno smesso di volare gli stracci qualche gallerista può fiutare la pista....vedremo..

    COMUNQUE a questo punto sei UFFICIALMENTE il capo degli "Armaniani"!!!! sembra il nome di qualche extraterrestre... ma in effetti Arman lo era.... artista siderale avanti anni luce, con energia esplosiva

    un caro saluto!!!

    PS: dai Biagio, lasciaci divertire, non ridire a @pa che gli eredi non devono comprare in asta...

  3. #1313
    L'avatar di pa18
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    [...] comunque se si danno da fare e si lasciano guidare da Corice...lei è più ..coriacea...e scafata...

    Caro Marione,

    la Signora Corice sarà anche gentile, piacente (un tempo) e piacevole, ma credimi di Mercato non ci capisce nulla e, attento, non ha nessuna intenzione di dividere la torta con altri. Vivacchia (considerando i parametri dei ricconi americani, quelli dei milioni di $ a quadro, quelli delle evening sale ... di cui avrebbe fatto parte se .... ) col suo patrimonio in denaro ed opere, che ogni tanto mostra ai "peregrini" o presta ad amici del Marito, come in occasione della Mostra di Roma di due ann fa.

    Ti ringrazio per la tua gentilezza, ma lascia perdere le cariche onorifiche, ne sei più degno TU o Biagio, dato che credete in Corice, divenuta "Dea ex machina" dell'intera vicenda .

  4. #1314
    L'avatar di Biagio.tv
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    Caro @pa18 quando scrivo non intendo minimamente farti cambiare idea. Far cambiare idea alle persone è praticamente impossibile.
    Quando scrivo lo faccio sempre considerando che ci sono tantissime persone che ci leggono, e potrebbero essere interessate ad avere spunti su cui ragionare.

    Io penso che con la crisi il mercato di Arman sarebbe crollato come quello del 99% degli altri artisti. Tu pensi di no.
    Ma queste previsioni al rovescio guardando indietro lasciano il tempo che trovano perchè tanto non avremo mai il contro-fattuale.
    Di certo anche i grandi artisti sbagliano, e la mossa di Arman (Arman, non eredi...) di dare quella marea di opere a TeleMarket per me è stato un errore dal punto di vista della propra gestione. E ha contribuito a saturare il mercato e anche ad impattarlo. Come lo è stato per altri artisti, tra cui Schifano.
    Per te Arman avrebbe bruciato la crisi, per me concretamente ha contribuito in vita negli ultimi anni a bruciare il suo stesso mercato.

    Ci sono tante cause per cui il mercato di un artista scende, e la non ottimale gestione (o beghe familiari), sono solo una parte di un meccanismo ben più complesso.
    Nel post precedente ti ho fatto nomi di artisti importanti e VIVENTI (Damien Hirst e Jeff Koons su tutti), il cui mercato in passato è crollato, nonostanze si tratti di artisti viventi, superstar, contesi dalle gallerie, con mostre in tutti i musei, senza beghe familiari, senza problemi di archivi e trattati da Gagosian.

    E lo stesso discorso vale per centinaia di artisti internazionali e nazionali.

    Dunque quello che porta un mercato di un artista a salire o scendere è una serie di fattori che nel loro insieme non sono ponderabili, perchè anche artisti big ottimamente gestiti da gallerie top e con mostre museali a ripetizione, nella realtà possono crollare e spesso crollano. Le fasi ci sono per tutti gli artisti, e quando si comprano delle opere d'arte bisogna mettere in conto che non solo non c'è alcuna garanzia di avere delle future plus-valenze, ma nemmeno di recuperare i propri soldi.


    Chi compra un'opera d'arte lo dovrebbe fare entro le proprie possibilità e per quello che riceve quotidianamente in termini di appagamento dall'opera d'arte.

    Chi invece compra per investimento o speculazione deve innanzitutto avere delle competenze specifiche nel settore (storia dell'arte + mercato + artisti nel dettaglio + capacità di comperare e vendere con tempismo nelle fasi giuste), e soprattutto deve mettere in conto che non ci sono nè garanzie nè certezze e che ci sono sempre alte probabilità di portare a casa delle perdite economiche.

    - Chi volesse comperare Arman oggi lo dovrebbe fare solo se gli piace davvero Arman, se lo conosce approfonditamente e se se lo può permettere. In questo caso visto il calo dei prezzi potrebbe trovare delle opportunità.
    - Se viceversa uno lo volesse comperare per investimento o speculazione, dovrebbe mettere in conto che nonostante i prezzi siano scesi, non c'è nessuna certezza che il suo mercato riparta. O magari non a breve. Nemmeno se gli Eredi trovassero degli accordi con delle gallerie. C'è tutt'ora (come sempre e come per qualunque artista) la possibilità di ulteriori ribassi sul mercato. Quindi, come per tutti gli "investimenti" senza garanzie, va tenuto presente che nessuno può conoscere oggi quello che sarà il mercato di domani.
    - Chi cerca rendimenti sicuri, vada dai suoi consulenti finanziari di fiducia, che oggi gli proporranno prodotti con rendimenti sicuri ma irrisori. Ma certi.
    - Chi infine valuta di vendere, tenga presenti le fasi di mercato. Nei momenti di crollo purtroppo si realizza poco e, come ha detto @Adriano, porta a casa la perdita e va avanti con la sua vita. Scelta difficile e dolorosa, ma se è forzata non vedo grandi alternative. Oppure valuti se aspettare ipotetici futuri momenti di ripresa delle quotazioni. Come in tutti i settori, dall'immobiliare alla borsa.

    Tornando allo specifico, ribadisco a @pa18 che mi spiace se il suo Arman si è svalutato, ma questo vale non solo per i tanti che hanno comperato Arman 10-15 anni fa, ma per tantissimi altri che hanno comperato centinaia di altri artisti anche importanti e di qualità. Quasi tutti noi abbiamo delle opere d'arte in collezione che hanno perso valore (alcune completamente!), quindi ahimè è una cosa del tutto normale in questo settore.
    D'altro canto non mi pare che esistono dei settori in cui ti garantiscono che dopo che hai comperato un bene, quello si rivaluterà o manterrà il suo valore.
    Io non ne conosco...
    Ma se qualcuno ne conosce, ce lo faccia sapere perchè penso interesserebbe a tanti.

  5. #1315
    L'avatar di pa18
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    Fernandez Arman-fontana.jpg

    Prendo a prestito un'immagine di Fontana che è oggetto di "analisi" in un altro tread per chiederVi:
    mi spiegate la differenza di qualità e importanza storica di quest'opera rispetto a una delle tante prodotte da Arman e:

    [...] quella marea di opere a TeleMarket per me è stato un errore dal punto di vista della propria gestione. E ha contribuito a saturare il mercato e anche ad impattarlo. [...] tratto dal post 1314 a firma @Biagio.tv

    Prima di attirarmi gli strali dei cultori di Fontana (a cui mi iscrivo) e pur capendo anch'io la differenza tra Spazialismo e Nouveau Réalisme, ho molta difficoltà a trovare differenze tra quest'opera - che a torto (ma, infatti mi interrogo) ritengo seriale - ed un'opera altrettanto seriale di Arman, per le quali c'è chi lo colpevolizza al punto di ritenerlo "causa del suo mal".

    Concludo dicendo che quando ricevetti, in anteprima, dalla Lanfranchi della Sotheby's nel 2004 il catalogo della mostra di Arman a New York, imprecai, perché non vedevo in quelle opere la mano ... lo "spirito" di Arman Fernandez.

    Poco dopo appresi della sua dipartita e la causa, mi apparvero meno gravi alcune scelte dell'ultimo periodo compiute da quell'uomo.
    Pa18

    p.s. la domanda resta di cui, rimanendo in attesa, ringrazio anticipatamente
    Ultima modifica di pa18; 04-05-19 alle 11:36

  6. #1316
    L'avatar di Antipole
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    Inizio io.

    La serialità delle opere fino a poco tempo fa serviva ad alimentare il mercato assecondando le richieste dei collezionisti che volevano il soggetto più rappresentativo dell'artista (dalle versioni dell'isola dei morti di Bocklin, alle piazze d'italia di De Chirico per esempio).

    Oggi, salvo rari casi, il mercato "lavora" sull'unicità e scarsità della produzione, questo perché il collezionista ha cambiato esigenza (dall'essere parte di un gruppo a rappresentare un "elite" esclusiva) e probabilmente perché la platea si è assottigliata.

    La super produzione, anche di minor qualità, non credo influenzi il mercato Warhol e Picasso lo dimostrano, anche se di certo non lo aiuta.

    Quello che cambia e incide sono altri fattori:
    - Il supporto, la carta rispetto alla tela nel caso specifico di Fontana.
    - Il gusto del collezionista che cambia o viene portato a cambiare.
    - La spinta al mercato delle gallerie in collaborazione con gli eredi (li metto assieme perché sono stati già trattati in altri messaggi).
    Sempre a mio parere.
    Ciao!!

  7. #1317
    L'avatar di pa18
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    @Antipole,

    intanto grazie per il tuo sagace intervento, da cui estrapolo alcune frasi che ricompongo per fare una sintesi, che Tu mi dirai se corretta:

    [...] La super produzione, anche di minor qualità, non credo influenzi il mercato Warhol e Picasso lo dimostrano, anche se di certo non lo aiuta[...].

    [...] Quello che cambia e incide sono altri fattori: ... La spinta al mercato delle gallerie in collaborazione con gli eredi[...]



    Quindi, secondo Te la super produzione non credi possa influenzare negativamente il mercato (dal punto di vista economico) che, anzi, con esse (ma non solo) si alimenta, nutrendo quella "spinta al mercato" o spinta all'acquisto che può essere soddisfatta solo con una produzione - anche seriale - di opere dell' Artista che il Mercato decide di far comprare ... (il verbo non è stato scelto a caso .

    E' corretta la sintesi?

  8. #1318
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    Caro @Pa non capisco interamente la tua domanda, quindi provo a rispondere dando la mia interpretazione sperando di centrare il tema.

    1) Opera di Fontana:
    Attenzione che l'opera che proponi è un'edizione. Quindi è letteralmente seriale per definizione (esemplare x di una serie). Non è un pezzo unico.
    Quindi non capisco in che modo si possa paragonare un multiplo di Fontana alle tele di Arman.
    Inoltre per assurdo le edizioni di Fontana sono piuttosto rare sul mercato, pur essendo opere seriali.

    2) Caso completamente diverso è parlare di "serialità" riferendosi ad una produzione commerciale di opere realizzate "in batteria" (per rendere il concetto).

    3) Quantità di opere realizzate
    Questo è un altro tema piuttosto interessante.
    Di base non esiste una quantità prefissata di opere che va considerata eccessiva, giusta o scarsa.
    Piuttosto quello che conta è il rapporto tra opere prodotte e compratori. (La solita "offerta e domanda"). Se produci 10.000 opere e hai un milione di collezionisti evidentemente hai una produzione "bassa" rispetto al mercato, mentre se ad esempio hai una produzione di 100 opere ma non vendi neanche a tuo cugino, allora hai una iper-produzione.

    4) Accordi commerciali
    Personalmente reputo che sia stato un pesante errore di marketing da parte di Arman fare accordi commerciali con organizzazioni massificanti come Telemerket/Vecchiato. Arman sicuramente ha avuto grandi afflussi di denaro, e altrettanti utili queste organizzazioni.
    Purtroppo la qualità delle opere è andata a discapito della quantità. Tantissime opere prodotte e pochissime davvero valide.

    5) Assistenti
    Arman dagli anni '60 ha lavorato con assistenti: quelle uscite dallo studio sono tutte opere di Arman.
    Oltretutto sull'argomento "collaboratori" si entra quasi sempre nel mondo della fantasia: il ruolo degli assistenti è sempre stato quello della preparazione dei materiali su indicazione di Arman (esistono anche dei filmati). Arman si faceva preparare le tele e dava istruzioni per sezionare gli oggetti.
    Poi il resto lo faceva lui.
    Obiettivamente è anche elementare capire che a quel punto la realizzazione era compiuta da Arman, anche perchè non è che la realizzazione fosse particolarmente elaborata.
    Venivano disposte delle tele a terra, e Arman posizionava su ognuna degli oggetti sezionati. Poi o versava il colore a dripping oppure con delle pennellesse, che a volte poi incollava.
    Con questa modalità poteva realizzare 10 opere in una giornata o anche di più. Ed è evidente che gli assistenti non servivano se non per agevolare i materiali.
    Un sistema secondo me GENIALE.
    Il punto è che purtroppo nella grande quantità le opere veramente riuscite sono poche.

    6) Conseguenze
    Questo sistema di produrre un grande numero di opere - di qualità mediamente approssimativa - funziona fino a che il mercato tira e si vende "la qualunque" (non Cetto Laqualunque ).
    Il problema subentra nel momento in cui il mercato non tira più. Perchè ti trovi con una produzione di centinaia e centinaia e centinaia di opere di scarsa qualità che improvvisamente la gente non vuole più e addirittura vorrebbe rivendere.
    Per tutti gli artisti vale la regola che nei momenti in cui il mercato tira si vendono anche gli autografi, ma quando il mercato si ferma, si fa fatica a vendere già le opere belle e storiche, figuriamoci quelle commerciali e "seriali".

    7) Morale: al di là delle beghe tra Eredi, con la crisi USA sono letterlamente spariti innumerevoli compratori (come per quasi TUTTI gli artisti), e le quotaziono sono scese. Man mano che scendevano, la gente si spaventava e buttava sul mercato le proprie opere, che inizialmente si vendevano con un po' di contrazione se erano mediamente buone, ma successivamente quelle di scarsa qualità degli ultimi 10 anni di produzione hanno intasato il mercato e lo hanno trascinato in una spirale a ribasso, che ancora continua.

    Ci sono tantissimi elementi (spesso imponderabili) che si mescolano contribuendo all'andamento del mercato di un artista, sia quando sale che quando scende, e che innescano il rapporto tra offerta e domanda.
    Nel caso di Arman è appunto un mix, che non coincide solo con una gestione non strutturata, ma anche per l'iper produzione di Arman - in particolare anni '90 e soprattutto 2000 - con qualità diciamo "ondivaga" e che ha contribuito a tirare a ribasso un po' tutto.
    Si può anche aggiugere che probabilmente a metà anni 2000 i prezzi di Arman fossero in bolla e poi si sono sgonfiati con la crisi.
    E si può anche mettere nel ragionamento il fatto che sul mercato dell'arte moltissima gente compra in base alle "mode". Ci sono artisti trasversali e altri che vanno di moda o passano di moda, pur trattandosi di artisti estremamente importanti.
    E c'è anche il cambiamento del "gusto dominante".
    Arman quindi non si è ripreso anche perchè stilisticamente a un certo punto il collezionismo guardava ad altro, ad esempio principalmente al minimalismo.
    Insomma, l'analisi e le motivazioni sono estramemente più complesse rispetto al solo tema "Corice/Eredi", che è una tessera di un puzzle ben più articolato e complesso.

    PS. Ho messo dei punti solo per semplificare la lettura dell'intervento.

  9. #1319
    L'avatar di pa18
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    Caro @Biagio.tv

    Sei un fiume in piena, come sempre … e per fortuna che hai messo solo alcuni punti, altrimenti avresti scritto un saggio!

    Quanto al Fontana utilizzato (mi perdonino i fontaniani) ho estremizzato il discorso - appositamente - per evidenziare l’anomalia che mi pare piuttosto semplice da comprendere e che, ove così non fosse riassumo:

    <nel caso dell’Artista Fontana qualunque “segno” apposto su un qualsiasi supporto, oggi, è “benedetto” dai fruitori del Mercato che capaci Galleristi alimentano; viceversa, nel caso dell’Artista Arman, oggi, qualunque opera – non seriale – anzi, persino determinata produzione eseguita in tempi ritenuti storici, è guardata con sospetto, invenduta o svenduta!>

    Qual è l’elemento che determina questi due opposti risultati?
    Forse, il fatto che uno appartenga allo Spazialismo ed il secondo al Nouveau Réalisme, oppure, il fatto che Fontana, ad un certo punto è entrato nella disponibilità di Galleristi/Mercanti con i controc****?

    Se, male non interpreto, Antipole ci ha offerto un’analisi più prossima alla mia piuttosto che alla tua, ma, potremmo sbagliare entrambi!

  10. #1320
    L'avatar di Antipole
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    A mio parere la quantità di produzione incide poco (partendo dal presupposto che l'artista sia valido e per questo sia riconosciuto storicamente), di esempi se ne possono fare molti e il mercato poi prezza diversamente le varie tipologie di opere anche in base alla qualità.

    Sintetizzare le dinamiche del mercato trattate da Ellul nel testo "Propaganda" e da altri è complicato, comunque restando nel nostro tema due fattori principali sono:
    un organizzazione (nel nostro caso galleristi, eredi e fondazioni che collaborano) e la preesistenza delle idee (se un soggetto non piace la propaganda non funziona. Se i gusti cambiano non c'è modo di farli tornare).

    Il "meccanismo" si fonda su un'organizzazione: si può infatti avere un uso massiccio dei moderni mezzi di propaganda solo se potenti organizzazioni sono in grado di possederli e di utilizzarli; inoltre l'organizzazione è indispensabile per recuperare gli uomini influenzati dalla propaganda.

    La prima sta nel fatto che oggi si constata come non possa esserci propaganda senza l'esistenza di valori di base accettati e riconosciuti (v. Crozier, 1971). Ora, noi avevamo notato precedentemente che la propaganda di per se stessa non può creare dei valori.

    Propaganda in "Enciclopedia del Novecento"
    Ultima modifica di Antipole; 04-05-19 alle 15:43

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