Milano (città) - Osservatorio mercato immobiliare - Parte VIII - Pagina 89
I bond segnalano problemi in arrivo, sarà fondamentale monitorare i rendimenti reali
Gli investitori dovrebbero iniziare a preoccuparsi dei loro investimenti, dal momento che i rendimenti del Tesoro USA si stanno muovendo più in alto, trascinando con loro i crediti a basso …
Trading fino a sera, nuovi orari per la Borsa tedesca che resterà aperta fino alla chiusura di Wall Street. Anche Piazza Affari pronta per gli straordinari?
Da lunedì 29 novembre la Borsa di Francoforte consentirà agli investitori di negoziare azioni, Etf/Etp e fondi comuni di investimento fino alle ore 22, potendo così reagire agli eventi sui …
La giornata più nera dell’anno per le Borse, panic selling con petrolio a -13%. Ftse Mib affonda a -4,6%
Venerdì nero a tutti gli effetti sui mercati. In coincidenza con il Black Friday che segna l?avvio della stagione degli acquisti pre-natalizi, i mercati sono stati travolti dall?emergere di una …
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  1. #881
    L'avatar di Fabio67
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    Citazione Originariamente Scritto da reganam Visualizza Messaggio
    ci mancava il nuovo multinik che prevede crolli del mercato immobiliare
    Stavolta è durato meno di 24h.

  2. #882

  3. #883
    L'avatar di Fabio67
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    Evviva lo Smart Work

    Fermo restando che difficilmente questo sarà applicabile in Italia, almeno sui contratti in essere, forse qualcuno si accorgerà che lo SW non è quel bengodi che tutti qui descrivevano.
    Ancora convinti che la gente sarà disposta a accettare uno stipendio inferiore per non vivere in città?

    Google, i dipendenti che lavorano in smart working potrebbero avere lo stipendio tagliato del 10%- Corriere.it

    Lo strumento dell'azienda che serve per calcolare il salario ha confermato che ci saranno delle differenze tra i lavoratori che saranno in presenza e in smart working


    La settimana ibrida e la scelta libera di lavorare in smart working o in ufficio sono temi al centro del dibattito tra dipendenti e datori di lavoro in tutto il mondo nell'epoca della pandemia. Ora un nuovo tassello si aggiunge alla questione: secondo Reuters, Alphabet (azienda «madre» di Google) potrebbe tagliare di fino al 25% lo stipendio dei dipendenti che preferiranno lavorare in smart working. A rivelarlo una fonte interna, rimasta anonima, che ha utilizzato lo strumento messo a diposizione dalla stessa azienda per calcolare lo stipendio.

    «Meglio continuare a fare il pendolare per non perdere soldi»
    «Il nostro compenso è sempre stato calibrato sul luogo di lavoro e abbiamo sempre garantito il massimo del salario a seconda della località da cui lavorano i nostri dipendenti», ha spiegato un portavoce dell'azienda, sottolineando che lo stipendio dipende anche dalla città e dallo Stato in cui ci si trova. Nonostante le rassicurazioni, però, la prova effettuata dal dipendente anonimo ha dato una risposta chiara: lavorando a tempo pieno da casa invece di muoversi come pendolare, il suo stipendio sarebbe stato tagliato del 10%. Alla fine, quindi, meglio continuare a spostarsi per non perdere dei soldi che, ha spiegato la fonte «sarebbero stati l'equivalente della mia promozione appena ricevuta».

    Fino al 25% per chi si sposta da San Francisco
    Il calcolatore di stipendio, provato da Reuters, ha dato poi un'altra brutta notizia. Un dipendente che abita a Stamford, nel Connecticut, lavorando da casa invece che negli uffici di New York avrebbe il 15% in meno dello stipendio rispetto ad un collega che invece abita e lavora nella Grande Mela. Si arriva, infine, fino a tagli del 25% per un lavoratore da remoto nell'area del lago Tahoe (tra California e Nevada) rispetto a chi invece rimane a San Francisco. Numeri che non lasciano indifferenti, soprattutto dopo le tante notizie sulle aziende che chiedono ai propri dipendenti di lavorare sia da casa che in presenza, come Apple, oppure lasciando completa libertà di scelta sul luogo di lavoro, come successo a Twitter. La risposta di Google non si è fatta attendere: il portavoce dell'azienda ha specificato che non ci saranno cambi di salario tra chi lavora in presenza e chi da remoto. Così come non ci saranno differenze tra chi lavora a New York e chi a San Francisco.
    Come funziona il Work Location Tool
    L’azienda ha aperto la piattaforma ai dipendenti che vogliono chiedere i trasferimenti di sede. In base alla scelta, la multinazionale ricalcolerà lo stipendio seguendo i parametri economici della città scelta e anche quello dell’andamento del mercato del lavoro. Con questa Work Location Tool, ogni googler potrà decidere se il trasferimento sarà conveniente, oppure no. «Con il nuovo posto di lavoro ibrido, più dipendenti stanno valutando dove vivono e come lavorano», aveva spiegato una portavoce dell'azienda. Ora viene da pensare che, però, la scelta non sarà così libera.

  4. #884

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    Io poi continuo a sostenere che questa teoria del South working cozza drammaticamente con la realtà della vita lavorativa normale. Imho, almeno in Italia, un taglio del 10% del salario lordo sarebbe ampiamente accettabile a livello teorico senza troppi problemi.

    Per un dipendente da 40k lordi, perdere 4k significa perdere a occhio 150-200 euro al mese (12 mensilità), forse anche meno. A occhio se già uno è in Mi5 o superiore spende già 70+ euri al mese, ai quali aggiungere eventuali pasti, lavanderia e il tempo dei viaggi.

    Spesso però si ragiona come se il lavoro fosse qualcosa di cristallizzato e poco mutabile, mentre nelle aziende medio-grandi è spesso l'opposto. Per cui mi chiedo, chi sarebbe il target di persona che punterebbe al 100% remoto?

    Mia opinione è che nella parte finale della carriera le adesioni potrebbero essere anche molto elevate in virtù della scarsa crescita che si ha di fronte e di una maggiore stanchezza fisica, d'altra parte non è affatto banale stare il 100% del tempo in casa dopo decenni abituati ad una socialità coi colleghi.
    Nella prima metà della carriera invece una scelta di questo tipo rappresenta un grosso rischio di perdere occasioni di incremento del salario: conoscendo l'andazzo non mi stupirebbe vedere velocità diverse di crescita tra chi frequenta la sede e chi sta a 600km.


    Come ho scritto svariate volte qui sopra, il caso dell'immobiliare milanese è ben diverso da realtà americane. Dato per scontato che uno sw parziale diventerà strutturale, non esiste un singolo motivo per cui un'azienda milanese debba avere dipendenti in Calabria o Molise quando nei dintorni di Milano (facciamo 20km) si acquista e affitta a prezzi ampiamente abbordabili.
    Che senso avrebbe assumere uno a 1200euro in full remote quando allo stesso salario trovi a Riozzo, Albairate o Binasco?

  5. #885
    L'avatar di er patrizio
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    La maggior parte delle persone non ha alcun percorso di crescita o carriera, quindi tutti questi.
    Inoltre anche i paesini di Milano sono cari rispetto al Molise o la Basilicata. Il trilo a 150k nel milanese, a 100 in Molise o Puglia.
    Per non contare cibo ed aria migliore.

    Non sottovalutate che la ricchezza è relativa, dipende da chi ti sta intorno. A milano sotto i 3k netti mensili sei comunque un working poor.

    Comunque da Google si prendono 150k l'anno, prenderne 110 l'anno per stare alle Hawai o Portorico mi sembra sempre più conveniente di San Francisco.
    Il fatto è che Google ha speso un boato per i campus e voleva che passassero più tempo possibile lì dentro, i Googlers. Ma la vita non è passare del tempo con sconosciuti che non hai scelto di poter frequentare...

  6. #886
    L'avatar di Fabio67
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    Interessante vedere come già si plaude a chi ti vorrebbe ridurre lo stipendio.

    Un po’ come il vitello che fa il tifo per il macellaio.

  7. #887

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    anche se non ho lavorato a quei livelli non posso che confermare


    My Years on Wall Street Showed Me Why You Can’t Make a Deal on Zoom

    My Years on Wall Street Showed Me Why You Can’t Make a Deal on Zoom

    For all the endless bravado and gobs of money sloshing through Wall Street, at their core, banking and trading are apprenticeship businesses. They are akin to the Florentine guilds of the Renaissance, in which the subtleties and intricacies of art and science were absorbed over many years through careful observation.

    In my 17 years on Wall Street advising corporate executives on restructurings, leveraged buyouts and mergers and acquisitions, I was far from God’s gift to the profession. But watching and learning from Wall Street giants such as Felix Rohatyn at Lazard and Ray McGuire at Merrill Lynch were invaluable. Sitting in their offices, I’d observe them as they romanced a potential client to win an assignment, subtly laid the groundwork to help a big shot decide whether to consummate a merger or helped negotiate the terms of a bankruptcy. I learned how the business really worked and began to understand what levers to pull to get deals done.

    I was there, and I know what it’s like. So here’s my advice to you, fellow Wall Street drones: Get back to the office.

    Advising chief executives on the details of a merger agreement, navigating an initial public offering and setting up and executing a profitable trade mean watching the senior bankers and traders who have been doing it for decades. These masters have made all the mistakes that you will make — and need to make.

    When advising on how much to pay for an acquisition, whether and how to begin a hostile takeover or when to bluff during a sale process, what often matter most are things that are impossible to convey via a tiny video-chat rectangle: emotional nuances, body language and subtle social cues. That’s why Wall Street bankers and traders need to get vaccinated if they aren’t already and return to their offices as soon as possible, even as the Delta variant of the coronavirus surges.

    In the early 1990s, I watched Harvey Miller, a bankruptcy guru at Weil, Gotshal & Manges, go toe-to-toe in a conference room overlooking Central Park with my boss at Lazard, David Supino, as they divvied up the carcass of the disastrous leveraged buyouts of Federated Department Stores and Allied Stores. The yelling! The robust intellectual debate! The alpha male mind games! The subtle power dynamics of who pounded the table when and who ate off whose plate. Yet their jousting enabled the business — and many others — to get back on its feet.

    I learned by studying Mr. Rohatyn, the mergers and acquisitions legend, as he roamed the narrow, threadbare halls of the 32nd floor of 1 Rockefeller Plaza. He wielded his absolute power through a wink or a nod to lesser Lazard partners or ignoring some of them with a stony stare. I learned to watch for those signals closely, as he advised Martin Davis, the head of Paramount Communications, in the sale of Paramount to Viacom’s Sumner Redstone in the early 1990s, a deal that transformed the Hollywood landscape.

    By watching my mentors press an advantage or bluff an opponent, I absorbed their deal-making wisdom. There is simply no way that an endless series of video chats could have replaced the lessons I learned darting in and out of the offices of these men and women in Rockefeller Center or at 270 Park Avenue as I was making my way up the investment-banking ladder. (Let’s face it: You can’t suck up on a Zoom call.)

    Before the recent Covid surge, fueled by the Delta variant, executives of Goldman Sachs, one of Wall Street’s biggest and most respected banks, concluded in May that most U.S. employees needed to return to the office in June. JPMorgan Chase said in June that U.S. employees would need to return to the office at least part time by July 6. The executives decided, correctly, that the benefits of in-person collaboration outweighed the potential health risks. This is the only way employees will have the chance to fully thrive at their craft.

    Now, some big banks are re-evaluating their plans, amid the confusion about whether the vaccinated can safely resume life as we knew it before March 2020. Bankers and traders are not exactly frontline workers; theirs is not life or death work. And Wall Street has proved it can make plenty of money while nearly all its employees work from home.

    But we need Wall Street to get fully vaccinated and back to work in person so that the next generation of bankers and traders can learn how capital is raised and distributed, how industry-transforming deals get done and how to provide the liquidity that enables the trading of stocks, bonds, loans, options and other essential financial instruments. We rarely notice until it’s gone.

    There is such a thing as the art of the deal. And that artistry, too, can be lost if it’s not passed down from one generation to the next — in person

  8. #888
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    Citazione Originariamente Scritto da Henry Kravis Visualizza Messaggio
    anche se non ho lavorato a quei livelli non posso che confermare


    My Years on Wall Street Showed Me Why You Can’t Make a Deal on Zoom

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    For all the endless bravado and gobs of money sloshing through Wall Street, at their core, banking and trading are apprenticeship businesses. They are akin to the Florentine guilds of the Renaissance, in which the subtleties and intricacies of art and science were absorbed over many years through careful observation.

    In my 17 years on Wall Street advising corporate executives on restructurings, leveraged buyouts and mergers and acquisitions, I was far from God’s gift to the profession. But watching and learning from Wall Street giants such as Felix Rohatyn at Lazard and Ray McGuire at Merrill Lynch were invaluable. Sitting in their offices, I’d observe them as they romanced a potential client to win an assignment, subtly laid the groundwork to help a big shot decide whether to consummate a merger or helped negotiate the terms of a bankruptcy. I learned how the business really worked and began to understand what levers to pull to get deals done.

    I was there, and I know what it’s like. So here’s my advice to you, fellow Wall Street drones: Get back to the office.

    Advising chief executives on the details of a merger agreement, navigating an initial public offering and setting up and executing a profitable trade mean watching the senior bankers and traders who have been doing it for decades. These masters have made all the mistakes that you will make — and need to make.

    When advising on how much to pay for an acquisition, whether and how to begin a hostile takeover or when to bluff during a sale process, what often matter most are things that are impossible to convey via a tiny video-chat rectangle: emotional nuances, body language and subtle social cues. That’s why Wall Street bankers and traders need to get vaccinated if they aren’t already and return to their offices as soon as possible, even as the Delta variant of the coronavirus surges.

    In the early 1990s, I watched Harvey Miller, a bankruptcy guru at Weil, Gotshal & Manges, go toe-to-toe in a conference room overlooking Central Park with my boss at Lazard, David Supino, as they divvied up the carcass of the disastrous leveraged buyouts of Federated Department Stores and Allied Stores. The yelling! The robust intellectual debate! The alpha male mind games! The subtle power dynamics of who pounded the table when and who ate off whose plate. Yet their jousting enabled the business — and many others — to get back on its feet.

    I learned by studying Mr. Rohatyn, the mergers and acquisitions legend, as he roamed the narrow, threadbare halls of the 32nd floor of 1 Rockefeller Plaza. He wielded his absolute power through a wink or a nod to lesser Lazard partners or ignoring some of them with a stony stare. I learned to watch for those signals closely, as he advised Martin Davis, the head of Paramount Communications, in the sale of Paramount to Viacom’s Sumner Redstone in the early 1990s, a deal that transformed the Hollywood landscape.

    By watching my mentors press an advantage or bluff an opponent, I absorbed their deal-making wisdom. There is simply no way that an endless series of video chats could have replaced the lessons I learned darting in and out of the offices of these men and women in Rockefeller Center or at 270 Park Avenue as I was making my way up the investment-banking ladder. (Let’s face it: You can’t suck up on a Zoom call.)

    Before the recent Covid surge, fueled by the Delta variant, executives of Goldman Sachs, one of Wall Street’s biggest and most respected banks, concluded in May that most U.S. employees needed to return to the office in June. JPMorgan Chase said in June that U.S. employees would need to return to the office at least part time by July 6. The executives decided, correctly, that the benefits of in-person collaboration outweighed the potential health risks. This is the only way employees will have the chance to fully thrive at their craft.

    Now, some big banks are re-evaluating their plans, amid the confusion about whether the vaccinated can safely resume life as we knew it before March 2020. Bankers and traders are not exactly frontline workers; theirs is not life or death work. And Wall Street has proved it can make plenty of money while nearly all its employees work from home.

    But we need Wall Street to get fully vaccinated and back to work in person so that the next generation of bankers and traders can learn how capital is raised and distributed, how industry-transforming deals get done and how to provide the liquidity that enables the trading of stocks, bonds, loans, options and other essential financial instruments. We rarely notice until it’s gone.

    There is such a thing as the art of the deal. And that artistry, too, can be lost if it’s not passed down from one generation to the next — in person
    Sì, ma di sicuro puoi fare lunedì e venerdì in home office, senza intaccare quello che è scritto. Io li ho fatti e non ho fatto deal miliardari ma concluso i miei bei affari. L'importante è cmq trovarsi di persona

  9. #889

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    Citazione Originariamente Scritto da fdg86 Visualizza Messaggio
    Sì, ma di sicuro puoi fare lunedì e venerdì in home office, senza intaccare quello che è scritto. Io li ho fatti e non ho fatto deal miliardari ma concluso i miei bei affari. L'importante è cmq trovarsi di persona
    d'accordissimo, anche io da settembre infatti faro' lunedi e venerdi WFH

  10. #890
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabio67 Visualizza Messaggio
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    Fermo restando che difficilmente questo sarà applicabile in Italia, almeno sui contratti in essere, forse qualcuno si accorgerà che lo SW non è quel bengodi che tutti qui descrivevano.
    Ancora convinti che la gente sarà disposta a accettare uno stipendio inferiore per non vivere in città?

    Google, i dipendenti che lavorano in smart working potrebbero avere lo stipendio tagliato del 10%- Corriere.it

    Lo strumento dell'azienda che serve per calcolare il salario ha confermato che ci saranno delle differenze tra i lavoratori che saranno in presenza e in smart working


    La settimana ibrida e la scelta libera di lavorare in smart working o in ufficio sono temi al centro del dibattito tra dipendenti e datori di lavoro in tutto il mondo nell'epoca della pandemia. Ora un nuovo tassello si aggiunge alla questione: secondo Reuters, Alphabet (azienda «madre» di Google) potrebbe tagliare di fino al 25% lo stipendio dei dipendenti che preferiranno lavorare in smart working. A rivelarlo una fonte interna, rimasta anonima, che ha utilizzato lo strumento messo a diposizione dalla stessa azienda per calcolare lo stipendio.

    «Meglio continuare a fare il pendolare per non perdere soldi»
    «Il nostro compenso è sempre stato calibrato sul luogo di lavoro e abbiamo sempre garantito il massimo del salario a seconda della località da cui lavorano i nostri dipendenti», ha spiegato un portavoce dell'azienda, sottolineando che lo stipendio dipende anche dalla città e dallo Stato in cui ci si trova. Nonostante le rassicurazioni, però, la prova effettuata dal dipendente anonimo ha dato una risposta chiara: lavorando a tempo pieno da casa invece di muoversi come pendolare, il suo stipendio sarebbe stato tagliato del 10%. Alla fine, quindi, meglio continuare a spostarsi per non perdere dei soldi che, ha spiegato la fonte «sarebbero stati l'equivalente della mia promozione appena ricevuta».

    Fino al 25% per chi si sposta da San Francisco
    Il calcolatore di stipendio, provato da Reuters, ha dato poi un'altra brutta notizia. Un dipendente che abita a Stamford, nel Connecticut, lavorando da casa invece che negli uffici di New York avrebbe il 15% in meno dello stipendio rispetto ad un collega che invece abita e lavora nella Grande Mela. Si arriva, infine, fino a tagli del 25% per un lavoratore da remoto nell'area del lago Tahoe (tra California e Nevada) rispetto a chi invece rimane a San Francisco. Numeri che non lasciano indifferenti, soprattutto dopo le tante notizie sulle aziende che chiedono ai propri dipendenti di lavorare sia da casa che in presenza, come Apple, oppure lasciando completa libertà di scelta sul luogo di lavoro, come successo a Twitter. La risposta di Google non si è fatta attendere: il portavoce dell'azienda ha specificato che non ci saranno cambi di salario tra chi lavora in presenza e chi da remoto. Così come non ci saranno differenze tra chi lavora a New York e chi a San Francisco.
    Come funziona il Work Location Tool
    L’azienda ha aperto la piattaforma ai dipendenti che vogliono chiedere i trasferimenti di sede. In base alla scelta, la multinazionale ricalcolerà lo stipendio seguendo i parametri economici della città scelta e anche quello dell’andamento del mercato del lavoro. Con questa Work Location Tool, ogni googler potrà decidere se il trasferimento sarà conveniente, oppure no. «Con il nuovo posto di lavoro ibrido, più dipendenti stanno valutando dove vivono e come lavorano», aveva spiegato una portavoce dell'azienda. Ora viene da pensare che, però, la scelta non sarà così libera.
    Parlare di silicon valley in un thread sui prezzi milanesi è molto provinciale.

    Con uno stipendio da Mountain view al 90% e la possibilità di vivere altrove sempre negli Usa, in pochi anni gli ingegneri Google diventano milionari e si ritirano a fare la bella vita.

    Sono livelli a cui chiunque lavori in Italia (anche sfruttando leggi per non pagare tasse) non arriverà mai.

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