Quanto dovrebbero costare le case in una società ideale? - Pagina 6
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  1. #51
    L'avatar di bomba84
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    Citazione Originariamente Scritto da Reta Visualizza Messaggio
    Discorso un pochino estremo, ma vorrei porre alla luce un "problema di prospettiva" quando si parla di immobili in ambiente finanziario.

    Quando dovrebbe costare un immobile medio in una società ideale?

    Beh, la mia risposta a questa domanda sarebbe zero, o quasi. Essendo una casa un bene essenziale, di cui tutti abbiamo necessità per vivere, non é secondo me sbagliato concludere che in una società sana le abitazioni dovrebbero avere un costo il più contenuto possibile.

    Negli anni 50' negli USA il governo fece letteralmente tutto il possibile per aumentare la produzione agricola e fornire agli americani la più grande abbondanza di cibo possibile. In quel periodo il governo si rese conto che se voleva contrastare il rischio comunista, l'unica strada era quella di battere i sovietici nel fornire una qualità della vita migliore ai propri cittadini. E così nacque la corsa allo sviluppo dell'agricoltura di massa.

    Quella spinta si manifestò in diversi programmi scientifici finanziati dal governo di allora: studi per modificare geneticamente piante e animali per farli rendere di più, programmi per selezionare le specie più promettenti per la produzione di carne.

    Il risultato fu che se prima di questa "corsa agli armamenti agricoli" la carne di pollo era una prelibatezza con un costo elevato paragonabile all'aragosta, in seguito a programmi per la selezione delle migliori specie (il programma finanziato dal governo di allora si chiamava "the chicken of tomorrow") abbiamo ottenuto lo sviluppo di polli che si sviluppavano molto più in fretta, producendo molta più carne, cosa che rese la carne di pollo economica e per tutti.

    Tornando all'immobiliare, perché l'immobiliare non dovrebbe essere trattato allo stesso modo? Si, so che oggi non abbiamo la pressione della paura comunista e anzi abbiamo molte persone con interessi da difendere, ma possiamo immaginare un secondo quanto la vita sarebbe più semplice se il problema abitativo fosse affrontato con la stessa logica?

    Penso a tutte le risorse che vengono impiegate per il solo scopo di ripagare mutui gonfiati, e difendere interessi di posizione di banche e stati. Quando potremmo progredire come società se i bisogni base, incluso l'immobiliare, fossero affrontati con una prospettiva un pelino più di lungo periodo?

    Per fare un esempio pratico, io penso che lo stato dovrebbe incentivare nuove metodologie di costruzione (prefabbricati, legno, case auto costruite, grandi progetti) e ridurre al massimo i balzelli e i costi associati alla costruzione o totale ristrutturazione. Si dovrebbe fare in modo che le case costino il meno possibile, e considerare meno gli interessi dei proprietari.

    Mi rendo conto che sto parlando di un mondo che non esiste, ma volevo capire se questa mia idea é folle oppure ha una base seria. Voi cosa ne pensate?
    Russia offers free land to all citizens willing to move to the Far East


  2. #52

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    Citazione Originariamente Scritto da oneone Visualizza Messaggio
    Vietare non serve, basta tassare come si deve le case, all'estero su appartamenti in centro paghi 3-5k annui di Imu equivalenti mentre qui o sei esente o se ti va male 1000 euro l'anno.

    Il miliardario se vuole restare tale ben si guarda dal comprare "tutte" le case, sa che deve investire altrove il suo patrimonio
    questo è l'unico discorso sensato.
    le case vanno tassate (compresa la prima che deve essere tassata il giusto). E le case oltre la prima devono essere tassate in maniera progressiva.
    L'11esima casa deve costarti molto di più della seconda.

    Devono essere ricalcolate le rendite catastali (TUTTE) e deve essere seriamente controllata la residenza e la prima casa (conosco nuclei familiari di 3 persone dove ogni persona ha intestata una casa nonostante vivono tutti nella stessa casa).

    E il lavoro deve essere sempre più detassato.

    Siamo una repubblica fondata sul lavoro, non sulle case.

  3. #53
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da Napoli1986 Visualizza Messaggio
    questo è l'unico discorso sensato.
    le case vanno tassate (compresa la prima che deve essere tassata il giusto). E le case oltre la prima devono essere tassate in maniera progressiva.
    L'11esima casa deve costarti molto di più della seconda.

    Devono essere ricalcolate le rendite catastali (TUTTE) e deve essere seriamente controllata la residenza e la prima casa (conosco nuclei familiari di 3 persone dove ogni persona ha intestata una casa nonostante vivono tutti nella stessa casa).

    E il lavoro deve essere sempre più detassato.

    Siamo una repubblica fondata sul lavoro, non sulle case.
    Da un punto di vista di principio sarebbe uno dei provvedimenti più corretti in assoluto.
    Si fa presto a parlare di comunismo, ma sarebbe un provvedimento che spingerebbe di molto la meritocrazia e la mobilità sociale.

  4. #54

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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    Da un punto di vista di principio sarebbe uno dei provvedimenti più corretti in assoluto.
    Si fa presto a parlare di comunismo, ma sarebbe un provvedimento che spingerebbe di molto la meritocrazia e la mobilità sociale.
    io sono tutt'altro che comunista.
    dico solo che se fossi un governante e dovessi scegliere tra tassare le proprietà e tassare il lavoro sceglierei sempre le proprietà.

  5. #55

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    Citazione Originariamente Scritto da Napoli1986 Visualizza Messaggio
    questo è l'unico discorso sensato.
    le case vanno tassate (compresa la prima che deve essere tassata il giusto). E le case oltre la prima devono essere tassate in maniera progressiva.
    L'11esima casa deve costarti molto di più della seconda.

    Devono essere ricalcolate le rendite catastali (TUTTE) e deve essere seriamente controllata la residenza e la prima casa (conosco nuclei familiari di 3 persone dove ogni persona ha intestata una casa nonostante vivono tutti nella stessa casa).

    E il lavoro deve essere sempre più detassato.

    Siamo una repubblica fondata sul lavoro, non sulle case.
    Di principio condivisibile, tuttavia fattibile a parità di gettito? Temo di no per le ragioni che esponevi sopra: il reddito da lavoro è facilmente aggredibile, le case molto meno.

    PS
    Sei tornato nella brutta Milano o ancora SW da Capri?

  6. #56

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    Citazione Originariamente Scritto da Fabio67 Visualizza Messaggio
    Di principio condivisibile, tuttavia fattibile a parità di gettito? Temo di no per le ragioni che esponevi sopra: il reddito da lavoro è facilmente aggredibile, le case molto meno.

    PS
    Sei tornato nella brutta Milano o ancora SW da Capri?
    si sono tornato :-)

    la mia compagna non è in smart working :-)

    PS: io sono uno di quelli a cui piace vivere a Milano, non comprerei mai fuori città e non farei mai il south worker.

  7. #57

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  8. #58
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da yumatu Visualizza Messaggio
    La soluzione non è il reddito di residenza?
    No, la soluzione dovrebbe essere rendere conveniente il lavoro, ad esempio detassando, spinggendo sull'aumento dei ruoli ad alto valore aggiunto, riducendo il peso dell'housing.
    IN questo thread si sottolinea il terzo punto (riduzione peso housing).

    Oggi molti giovani al sud finiscono nel calderone dei neet (o dei lavoratori in nero) poiché nel business plan del trasferimento al nord, i costi di housing sarebbero a livelli troppo alti rispetto al salario.

    In quest'ottica, costi di housing troppo alti riducono la propensione al lavoro, e sono da tappo alla crescita economica nazionale.

    Poi magari come sostiene @Fabio67 non si farà nulla: i boomer (che percentualmente sono quelli che detengono più abitazioni) sono maggioranza elettorale e continueranno a succhiare soldi alla società con interventi come la mancata riforma del catasto o quota100.

  9. #59

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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    No, la soluzione dovrebbe essere rendere conveniente il lavoro, ad esempio detassando, spinggendo sull'aumento dei ruoli ad alto valore aggiunto, riducendo il peso dell'housing.
    IN questo thread si sottolinea il terzo punto (riduzione peso housing).

    Oggi molti giovani al sud finiscono nel calderone dei neet (o dei lavoratori in nero) poiché nel business plan del trasferimento al nord, i costi di housing sarebbero a livelli troppo alti rispetto al salario.

    In quest'ottica, costi di housing troppo alti riducono la propensione al lavoro, e sono da tappo alla crescita economica nazionale.

    Poi magari come sostiene @Fabio67 non si farà nulla: i boomer (che percentualmente sono quelli che detengono più abitazioni) sono maggioranza elettorale e continueranno a succhiare soldi alla società con interventi come la mancata riforma del catasto o quota100.
    Io sostengo che il governo non gira la tassazione dal lavoro verso la rendita per motivi di gettito E per motivi elettorali.

    Dissento però su quota 100: non la ritengo una mancetta, soprattutto quando nel futuro andranno in pensione sempre di più con il sistema contributivo.
    A mio giudizio forzare il ritiro dal lavoro a 65/67 o addirittura a 70 anni è una follia per le aziende. Mi domando se davvero ci si vuole tenere in organico persone di 65 anni che come è normale che sia hanno perso qualunque motivazione.

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabio67 Visualizza Messaggio
    Mi domando se davvero ci si vuole tenere in organico persone di 65 anni che come è normale che sia hanno perso qualunque motivazione.
    Per la verità già quando si arriva ai 60 in azienda cominciano a scalpitare per farti uscire.

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