Elenco offerte delle banche per accedere all'ecobonus del 110% - Pagina 14
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  1. #131
    L'avatar di er cash
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    Citazione Originariamente Scritto da FraGiorgio Visualizza Messaggio
    No. 80% sarebbe l'importo che viene prestato e che viene restituito (oltre chiaramente a interessi e commissioni che sicuramente non sono il 20%). Il restante 20% della fattura resta in capo all'azienda/committente.
    Esattamente, immagino i tassi praticati saranno simili a quelli di una linea di credito o leggermente inferiori.

  2. #132

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    Citazione Originariamente Scritto da FraGiorgio Visualizza Messaggio
    No. 80% sarebbe l'importo che viene prestato e che viene restituito (oltre chiaramente a interessi e commissioni che sicuramente non sono il 20%). Il restante 20% della fattura resta in capo all'azienda/committente.
    a questo punto quale sarebbe la convenienza per le imprese?
    tanto vale associarsi a eni o enel e usufruire della loro filiera in modo che i committenti non debbano uscire soldi

  3. #133

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    Citazione Originariamente Scritto da sallo Visualizza Messaggio
    a questo punto quale sarebbe la convenienza per le imprese?
    tanto vale associarsi a eni o enel e usufruire della loro filiera in modo che i committenti non debbano uscire soldi
    Per una risposta precisa bisogna conoscere le condizioni che le ESCo applicano con le imprese di costruzioni.
    Mi risulta comunque che tali ESCo operino solo con condomini grandi, mentre la soluzione del factoring potrebbe applicarsi anche a imprese che effettuano lavori su case singole e condomini più piccoli; infine, anche nel caso dell'operazione con ESCo, la stessa che io sappia non paga il 100% delle fatture a t0 alle varie imprese.

  4. #134

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    Citazione Originariamente Scritto da salsipuede Visualizza Messaggio
    secondo me AdE si accontenterà di regolare i conti con chi ha richiesto la detrazione. Il poveretto se la prenderà in saccoccia, e volendo limitare i danni eviterà nel modo più assoluto di rivalersi sulla ciurmaglia (cosa a quel punto estremamente difficile).
    Non è così invece. Infatti (giustamente) c'è già la sanzione nel decreto multa da 2 a 15.000€ per il professionista bugiardo o maldestro (tecnico e commercialista), oltre a obbligo di assicurazione minima 500k per risarcire i danni. Non è poca roba... io alzo le parcelle

  5. #135

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    Citazione Originariamente Scritto da gibO.o Visualizza Messaggio
    Non è così invece. Infatti (giustamente) c'è già la sanzione nel decreto multa da 2 a 15.000€ per il professionista bugiardo o maldestro (tecnico e commercialista), oltre a obbligo di assicurazione minima 500k per risarcire i danni. Non è poca roba... io alzo le parcelle
    se le parcelle non tornano normali con questo decreto, c'è veramente da chiudere la partita iva

  6. #136
    L'avatar di er cash
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    Citazione Originariamente Scritto da FraGiorgio Visualizza Messaggio
    Per una risposta precisa bisogna conoscere le condizioni che le ESCo applicano con le imprese di costruzioni.
    Mi risulta comunque che tali ESCo operino solo con condomini grandi, mentre la soluzione del factoring potrebbe applicarsi anche a imprese che effettuano lavori su case singole e condomini più piccoli; infine, anche nel caso dell'operazione con ESCo, la stessa che io sappia non paga il 100% delle fatture a t0 alle varie imprese.
    Le esco non anticipano liquidita. Ne lo fa Enel X.

  7. #137

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    Citazione Originariamente Scritto da gibO.o Visualizza Messaggio
    Ho seguito un convegno sul 110% a cui partecipava anche un rappresentante dell'ABI. Vogliono garanzie sul fatto che il credito sia a tutti gli effetti un "prodotto finanziario" totalmente svincolato dall'intervento originario e liberamente "vendibile". Penso stiano concordando questi punti con l'AdE e il governo...

    Nel senso che le banche:
    - non vogliono dover fare alcuna valutazione/verifica sull'intervento che ha originato la detrazione;
    - non voglio nessuna responsabilità sull'origine del credito. Es. Se per qualche motivo viene revocato lo stato può rivalersi solo sul primo cessionario (cioè a chi vengono fatti i lavori) ed ovviamente a tutta la ciurmaglia (tecnici, commercialisti e imprese)
    Che webinar era? edilportale?
    Comunque per fortuna inizio a sentire parlare di cose concrete nella giusta direzione.
    Leggo anche questo sul Sole24:
    “ Tornando al decreto Rilancio, all'attenzione degli operatori c'è in questo momento l'emendamento 121.16 al decreto Rilancio (primo firmatario il cinquestelle Raduzzi), inserito fra i «segnalati» (cioè quelli indicati dai partiti come prioritari) che risolve una questione fondamentale: consente di incassare il credito di imposta prima della fine dei lavori, quindi per esempio all'emissione delle fatture per singoli stati di avanzamento lavori.

    Questo aiuterebbe, per esempio, le piccole imprese che hanno meno possibilità di accedere a un finanziamento o meno liquidità per realizzare i lavori e poi incassare alla fine.

    Una misura del genere, ammesso che abbia la copertura e il via libera del Mef e della Ragioneria, renderebbe più agevole e fluido l'intervento eliminando una delle strozzature che potrebbero trovarsi sul percorso. Non a caso anche l'Ance, l'associazione dei costruttori, batte molto sui tempi di “rilascio” e di utilizzo del credito di imposta e chiede «disponibilità immediata del credito fiscale nel cassetto fiscale delle imprese per evitare alle imprese di dover aspettare mesi per essere pagate». Lo stesso problema visto da una prospettiva più generale, con l'avvertenza che «senza liquidità il superbonus rischia di fermarsi»”

  8. #138

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    QUESITO

    In un condominio è presente un appartamento residenziale di mia proprietà ed altri che sono posseduti da miei familiari. Si intende procedere con una complessiva riqualificazione energetica di tutto il palazzo, usufruendo delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico (ecobonus).

    L’intervento complessivo prevederebbe:
    • Il cappotto termico (o facciata ventilata) dell’intero palazzo.
    • Il contestuale cambio delle finestre per eliminare i ponti termici.
    • La sostituzione dell’impianto termico con uno a pompa di calore (o con un sistema ibrido composto da caldaia a condensazione più pompa di calore) con installazione di un impianto radiante a pavimento.
    • L’installazione di pannelli fotovoltaici.

    L’obiettivo è ridurre drasticamente il consumo energetico.

    Parlando con molti tecnici ed esperti del settore energetico, tutti ci hanno fatto notare che un sistema a pompa di calore funziona al meglio a bassa temperatura e ritengono quindi che il suo complemento ideale è l’abbinamento con un pavimento radiante.

    Questo perché i pavimenti radianti non arrivano mai a lavorare a temperature molto alte, a differenza dei classici termosifoni a parete.

    Seguendo i consigli di cui sopra si vorrebbe quindi procedere, durante questo intervento complessivo, a fare anche l'impianto radiante a pavimento in ogni appartamento, sia per il riscaldamento invernale, sia per il raffrescamento estivo (con relativo deumidificatore).

    A questo riguardo vorrei sapere se le spese per la demolizione del pavimento attuale e della sua nuova installazione rientrano nell'Ecobonus.

    Nello specifico, nella guida dell'Agenzia delle entrate 2019 per le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico (link: https://www.agenziaentrate.gov.it/po...Energetico.pdf ), viene riportato a pag 16, nel paragrafo dedicato all'impianto termico, che tra le spese agevolabili rientrano anche quelle:
    << sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento (per esempio, le spese per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, se connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento. L’individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato) >>

    Pare che anche l’ENEA si sia pronunciato in tal senso: Il chiarimento ENEA: Ecobonus, basta la sostituzione? - Studio Favari (sebbene non abbia trovato il tutto nel sito dell'ENEA, ma solo in siti web specializzati).

    Però in una vecchia circolare del 2008 (risoluzione 283 E, visibile a questo link:
    http://www.espertorisponde.ilsole24o...008_n_283E.pdf ) l'Agenzia delle Entrate diceva che invece, nel caso specifico prospettato da quel contribuente, le spese per il pavimento e la sua sostituzione non erano agevolabili.

    Tale pronuncia sembra quindi agli occhi di molti contribuenti in piena contraddizione con quanto scritto nella guida dell’agenzia delle entrate del 2019, ponendo dei dubbi interpretativi a riguardo.

    Tuttavia in quell’interpello sebbene l’agenzia delle entrate dia effettivamente il suo parere per l’intervento specifico che era proposto, viene comunque precisato che l’individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato ed esula dalle competenze della suddetta agenzia delle entrate.

    A questo riguardo si precisa che tutti i tecnici che abbiamo interpellato ci hanno caldamente consigliato l’installazione dell’impianto radiante a pavimento per massimizzare la capacità di utilizzo della pompa di calore e del fotovoltaico (la pompa di calore funziona a corrente).

    Inoltre è evidente che per installare un impianto radiante a pavimento si debba necessariamente procedere con la demolizione del vecchio pavimento e la posa di un nuovo pavimento e che quindi tale spesa è senza dubbio connessa alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento (come per altro giustamente richiamato nella guida dell’agenzia delle entrate 2019).

    Si precisa che quindi:
    • il tecnico abilitato redigerà un’apposita relazione evidenziando i vantaggi energetici conseguibili nell’abbinare alla pompa di calore l’impianto radiante a pavimento, mostando in termini oggettivi il conseguente risparmio energetico che ne deriverebbe ed il fatto che per installare il nuovo impianto sia necessario demolire il vecchio pavimento e la successiva posa di un nuovo pavimento. Queste saranno citate come spese necessarie per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento.
    • Il nuovo pavimento sarebbe in gres porcellanato o in parquet. Infatti tali materiali sono ritenuti i migliori da abbinare al pavimento radiante, al fine di conseguire un risparmio energetico (in particolare il parquet in legno assicura una diffusione omogenea del calore).

    • Il pavimento radiante sarebbe posto in ogni ambiente dell’abitazione, compresi i pavimenti dei bagni.


    1) Si chiede dunque conferma del fatto che in tale intervento complessivo tra le spese agevolabili rientrino:
    • Fornitura e posa di tutti i materiali componenti l’impianto radiante a pavimento (tubazioni, serpentine, massetti, ecc).
    • Spese per la demolizione del vecchio pavimento.
    • Spese per la dismissione e lo smaltimento del vecchio pavimento.
    • Spese per l’acquisto e posa del nuovo pavimento e dei relativi battiscopa.
    • Spese per il deumidificatore (necessario per fare in modo che l’impianto radiante d’estate possa essere usato per il raffrescamento). Il deumidificatore è gestito da una regolazione automatica per evitare che si formi condensa sulle superfici radianti.
    • Spese per la rimozione e lo smaltimento dei vecchi termosifoni a parete.


    2) In aggiunta a ciò si ipotizzi invece un generico intervento di ristrutturazione che prevede la totale demolizione e ricostruzione di un edificio esistente con stessa volumetria.
    In modo analogo all’esempio precedente l’intervento energetico prevederebbe:
    • il cappotto termico (o la ricostruzione mediante l’utilizzo dei mattoni in calcestruzzo areato pensati per realizzare murature esterne di edifici passivi, senza aggiungere gli ulteriori strati di isolante).
    • la sostituzione dell’impianto termico. Si prevede che l’edificio venga ricostruito con un nuovo impianto termico a pompa di calore (o con un sistema ibrido composto da caldaia a condensazione più pompa di calore), con installazione di un impianto radiante a pavimento.
    • L’installazione (eventuale) di pannelli fotovoltaici.

    In tal caso le spese già citate al punto 1 per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento risulteranno agevolabili?

    3) Come noto il decreto “Rilancio” del 19 maggio 2020 n. 34, ha previsto un superbonus del 110% per alcuni interventi di efficientamento energetico (ecobonus) per le spese sostenute dall'1 luglio 2020.

    Tale decreto prevede che nel caso di edifici condominiali si debba fare almeno uno di questi due interventi “sbloccanti”, per usufruire della detrazione al 110%:
    • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo.
    • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, (...) a pompa di calore (..).

    L’intervento complessivo deve inoltre garantire un miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio (se si parte da classi energetiche basse).
    Se tali condizioni sussistono allora anche per gli altri interventi energetici, contestualmente eseguiti, l’aliquota è portata al 110%.

    Ipotizziamo che:
    • si proceda con il primo intervento di isolamento termico su superifici verticali e/o orizzontali (soddisfando così il requisito richiesto di fare uno dei due interventi “sbloccanti”)
    • si provveda contestualmente alla sostituzione dell’impianto termico con uno a pompa di calore (o con un sistema ibrido composto da caldaia a condensazione più pompa di calore) con installazione di un impianto radiante a pavimento in ogni appartamento.
    • si ottenga un miglioramento di almeno 2 classi energetiche.

    In tal caso l’impianto a pompa di calore con contestuale installazione dell’impianto radiante a pavimento dovrebbe beneficiare dell’agevolazione al 110%.

    Se la risposta è positiva, potete confermare che anche in tal caso le spese già citate al punto 1 per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento risulteranno agevolabili al 110% ?


    4) Sempre in relazione ad interventi agevolabili al 110%: se invece come intervento “sbloccante” non si provvedesse a fare l’impianto di isolamento termico delle superfici opache verticali e/o orizzontali, ma si procedesse direttamente a fare “Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore” e, sempre contestualmente, si provvedesse all’installazione dell’impianto radiante a pavimento in ogni appartamento (sempre ottenendo un miglioramento di almeno 2 classi energetiche), anche in tal caso le spese per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento risulteranno agevolabili al 110% ?

    Il dubbio nasce dal fatto che nel decreto si parla di “Interventi sulle parti comuni degli edifici” per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale”.

    Per cui non è chiaro se:
    • l’installazione del pavimento radiante sia da ricomprendere tra le parti comuni qualora l’intervento riguardi tutte le abitazioni presenti nel condominio.
    • l’installazione del pavimento radiante sia da ricomprendere come ulteriore intervento relativo ai singoli appartamenti, che ora beneficia del 110%, perché è stato fatto l’intervento sbloccante relativo all’installazione della pompa di calore per tutto il condominio.

    In tutti i casi si precisa che il tecnico abilitato redigerà un’apposita relazione, evidenziando in termini quantitativi i vantaggi energetici conseguibili nell’abbinare alla pompa di calore l’impianto radiante a pavimento ed il fatto che per installare il nuovo impianto sia necessario demolire il vecchio pavimento e la successiva posa di un nuovo pavimento.



    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

    1) In linea a quanto precisato nella guida dell'Agenzia delle entrate 2019 per le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, a pag 16, nel paragrafo dedicato all'impianto termico, si ritiene che nell’intervento complessivo prospettato, tra le spese agevolabili in ecobonus rientrano anche quelle:

    << per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, essendo connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento. >>

    E che quindi tutte le spese elencate nell’intepello risultino agevolabili.

    Ovviamente un tecnico il tecnico abilitato redigerà l’apposita relazione nei modi già descritti.


    2) Anche in caso di demolizione e ricostruzione tra le spese agevolabili in ecobonus rientrano quelle:

    << per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, essendo connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento. >>

    Ovviamente un tecnico il tecnico abilitato redigerà l’apposita relazione nei modi già descritti.


    3) Venendo realizzato come intervento “sbloccante” per ottenere il 110% del nuovo ecobonus quello relativo al cappotto su superifici verticali e/o orizzontali allora anche tutti gli altri interventi energetici saranno agevolati al 110%.

    Tra gli altri interventi energetici (di cui all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013) rientrano anche quelli relativi all’installazione della pompa di calore con contestuale realizzazione di un impianto a pavimento radiante in ogni appartamento.

    Pertanto, sempre in linea a quanto precisato nella guida dell'Agenzia delle entrate 2019, anche in questo caso tra le spese agevolabili in ecobonus al 110% rientrano anche quelle:

    << per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, essendo connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento. >>


    4) Si ritiene che anche in questo caso l’intervento risulti agevolabile al 110%, comprese le le spese
    << per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, essendo connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento. >>
    Ultima modifica di Andre_Sant; 14-06-20 alle 20:57

  9. #139
    L'avatar di massit78
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    Cioè vorresti rifare i pavimenti in tutti gli appartamenti si in condominio?

    Al di là di cosa risponde l'AdE, secondo me non è fattibile per il semplice fatto che la gente ci vive già dentro quegli appartamenti, o sono tutti vuoti?

    chi si può permettere di traslocare tutti i mobili da un'altra parte, armadi, cucine comprese e andare a vivere da un'altra parte per il tempo dei lavori?

  10. #140

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    Non ho letto tutto, comunque:
    L'impianto radiante a pavimento comporta spese molto elevate, che probabilmente non rientrerebbero nel limite ecobonus, soprattutto tenendo conto che a quanto mi hanno detto sarà introdotto un ulteriore limite economico parametrato alla superficie dell'immobile

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