Riflessione valore immobili dal 70 ad oggi - Pagina 15
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  1. #141

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    Citazione Originariamente Scritto da TessaS Visualizza Messaggio
    Tu non devi parlare perchè proprio non capisci un quazzo e questa è la conferma
    Se non sei in grado nemmeno di fare una googlata, te la faccio io


    https://www.google.it/search?source=...sclient=psy-ab
    Ovviamente rispondo a te dopo che all'altro utente, perché ho già scritto tutto.
    Non è che ogni volta lo devi scrivere, tu credi nell'analisi tecnica, un'analisi sconfessata sia dalla teoria economica finanziaria, sia empiricamente facendo studi di correlazione che confermano in pieno la teoria del mercato efficiente in forma almeno debole.
    Ma tu non sai una ce*pa di ste cose, c'è chi vive nell'ignoranza e crede di aver trovato l'elisir, ecco questi sono i trader dell'analisi tecnica, che implacabilmente vengono bastonati dal mercato, ancora e ancora. Chissà se tu sei uno di questi o uno dei quaquaraqua che legge 'analisi tecnica su google' e lo posta tanto per, pur non sapendo nulla di ciò di cui parla.

  2. #142

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    Citazione Originariamente Scritto da Flavio Ezio Visualizza Messaggio
    I mercati finanziari non sono per niente ciclici, sono i mercati immobiliari che lo sono.
    Termino dicendo che l'affermazione che ho fatto, che un mercato immobiliare sia ciclico, è una semplificazione spesso, ed ha solo carattere descrittivo.
    Insomma, si tende a fare per un mercato immobiliare, generalmente, ma non sarebbe neanche giusto crederlo come dogma, e derivare cose sbagliate (che sarebbero che da un ciclo discendente, si debba passare ad uno ascendente che superi sempre il picco precedente). Abbiamo tutto per descrivere un mercato finanziario come sicuramente non ciclico, per l'immobiliare invece non abbiamo tutto per descriverlo come ciclico.

  3. #143

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    Citazione Originariamente Scritto da ccc Visualizza Messaggio
    38/40 anni fa circa, anni inizio 1980,......a Milano una casa in zona semicentrale, zona Citta' Studi costava mediamente 180milioni sui 135mq......quindi una casa mediamente grandina, bel condominio residenziale.
    Immagino, a spanne, che i 100mq costassero sui 140milioni......ovvio che nel primo hinterland milanese, per i 100/110 mq... il prezzo scendesse a 100milioni di lire.
    Erano bei soldi, mica noccioline...se si pensa che ai quei tempi lo stipendio medio di un laureato alle prime armi, diciamo un 30enne..... era circa di 600mila lire al mese......
    Quindi le case costavano tanto anche allora in proporzione agli stipendi.....
    I conti tornano, mi pare che la casa dei miei sia costata 75 mln. Quindi in linea con i 100 del primo hinterland.
    Così a spanne: un metro quadro costava quindi 1,4 mln e circa 2 stipendi da neolaureato. Ora siamo circa sugli stessi rapporti (certo la casa ha 40 anni in più, ma è pur vero che nel frattempo la città si è evoluta).

    Questo discorso lo affrontai anche con @Trico e devo dire che mi ha fatto riflettere in alcuni aspetti.

    E' vero che i nostri genitori compravano probabilmente più facilmente l'immobile e sempre più facilmente riuscivano ad accumulare risparmio.
    Quello che sbagliavo era il perché.

    Più o meno consciamente, lo stile di vita odierno non è paragonabile a quello di chi è nato negli anni 50. Moltissimi di quelli che da operai (o lavoratori umili) hanno accumulato ottime somme, l'hanno fatto anche e soprattutto per un diverso approccio alla vita.
    Il cibo era cibo, non era cool. Si usciva meno a mangiare nei locali.
    La "movida" era altra roba. Non è paragonabile (in termini finanziari) con quella odierna per offerta e costi.
    L'auto, i vestiti, gli elettrodomestici, la palestra, internet, la pay tv, gli eventi, (aggiungete gli hobby che vi garbano) non avevano una penetrazione paragonabile.

    E se è vero che i prezzi sono crollati per molte classi merceologiche è anche vero che l'uso è cambiato enormemente. Il telefono ora è a tariffa flat, conviene. Ma prima parlavano meno per non pagare.
    Certo il singolo elettrodomestico costa una frazione, ma ne abbiamo multipli e li sostituiamo spesso. Idem gli abiti (cito un commesso storico di Boggi "prima gli abiti erano venduti con doppio pantalone, perché si sgualcisce prima", sottinteso però che così facendo il tutto dura di più).

    Molti di quella generazione sono nati poveri e avevano ben interiorizzato la mentalità del risparmio.

    Il problema odierno è però anche un altro: l'età.
    Ormai un ragazzo spesso fa l'università e inizia a guadagnare a 25-26 anni, quindi fatica enormemente nel mettere via dei soldi soprattutto se si deve spostare. Il problema dell'universitario è sostanzialmente anagrafico: deve procrastinare le spese grosse per essere economicamente efficiente.
    Ma credo che un ipotetico perito chimico che entry level a 19 anni prenderà 1300 euro abbia sostanzialmente le possibilità di fare una vita migliore di quella dell'operaio anni 70-80 sia in qualità che in benessere.

  4. #144
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    Citazione Originariamente Scritto da freetimenow Visualizza Messaggio
    Eccone un altro che ha studiato su Google e che la "tradizione orale" non l'ha avuta….
    No io all'università. Non ho bisogno di insultare utenti anonimi per decidere il mio net worth. Lo aggiorno costantemente e non aumenta trollando su internet

  5. #145

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    Citazione Originariamente Scritto da TessaS Visualizza Messaggio
    Ma siamo sicuri che la casa al paesello varrà poco o nulla?
    Io sto pensando di vendere tutto, attività e casa e ritirarmi proprio al paesello con casa e 1 ettaro di terreno attorno, in campagna lontano da smog, da gente che continua a correre per niente e tutti i rompicojoni annessi.
    Per quanto tempo ancora sarete disposti a magiare la fogna dei supermercati e respirare m.erda? lo chiedo a voi.
    Ho la vaga impressione che le vostre "visioni" potranno essere smentite clamorosamente in un futuro non troppo lontano
    Periodicamente ritorna questo concetto.
    Allora capiamoci:
    - se parliamo di campagna e natura light, ci riferiamo agli attuali paeselli vicino alle città. Quelli dove abitano i pendolari. Passata l'euforia del momento il pendolare deve tornare a fare il suo bel viaggio. Il paese continuerà ad avere le dinamiche di paese e non diventerà più interessante. Non vedo perché dovrebbero apprezzarsi.
    - se parliamo di roba sperduta: scommetto che chi lo sostiene non ha mai provato a vivere in quelle situazioni. Dove se nevica rimani isolato in attesa dello spazzaneve, dove per ogni minima cosa prendi l'auto, dove dopo 2 mesi che ti godi la natura sei stufo marcio visto che al massimo parli con l'agricoltore di come far crescere i porri.

  6. #146

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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Periodicamente ritorna questo concetto.
    Allora capiamoci:
    - se parliamo di campagna e natura light, ci riferiamo agli attuali paeselli vicino alle città. Quelli dove abitano i pendolari. Passata l'euforia del momento il pendolare deve tornare a fare il suo bel viaggio. Il paese continuerà ad avere le dinamiche di paese e non diventerà più interessante. Non vedo perché dovrebbero apprezzarsi.
    Sì, pendolari ma anche gente 'di paese' ovviamente, oggettivamente c'è più di qualcuno che si sente a suo agio in quegli ambienti. Poi molti lo sono perché non escono dalla confort zone e non sanno com'è vivere in altri contesti, altri effettivamente provano la vita nella città e non si trovano bene.

  7. #147

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    Citazione Originariamente Scritto da Flavio Ezio Visualizza Messaggio
    Sì, pendolari ma anche gente 'di paese' ovviamente, oggettivamente c'è più di qualcuno che si sente a suo agio in quegli ambienti. Poi molti lo sono perché non escono dalla confort zone e non sanno com'è vivere in altri contesti, altri effettivamente provano la vita nella città e non si trovano bene.
    Sisi assolutamente. E' solo che numericamente il gusto personale di questi è poco per sostenere la domanda.
    Che poi c'è una differenza di fondo: abitare in un paesello cambia parecchio se è il tuo paesello o meno.

    La tipicità del "si conoscono tutti" è pure una comodità, ma per uno che viene da fuori è abbastanza diverso.

  8. #148

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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Che poi c'è una differenza di fondo: abitare in un paesello cambia parecchio se è il tuo paesello o meno.
    Sinceramente a parte casi eccezionali (andare a vivere in un paesello 'di pregio'), non riesco ad immaginarmi qualcuno che si sposta da un paesello ad un altro, se non per ragioni di lavoro o di risparmio abitativo (che è lo stesso, essendoti spostato per lavoro).

  9. #149

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    Citazione Originariamente Scritto da Antoniano2 Visualizza Messaggio
    No io all'università. Non ho bisogno di insultare utenti anonimi per decidere il mio net worth. Lo aggiorno costantemente e non aumenta trollando su internet
    E ci credo. Se si potessero far soldi trollando su Internet tu staresti a Omaha insieme a Zio Warren ….

    E' all'Universita' quindi che ti hanno insegnato che se un paese va a donne perdute e ridenomina tutti gli asset in una nuova valuta inventata dalla sera alla mattina, per I furboni che hanno le azioni di Fessbuck in portafoglio …. non c'e' problema perche' basta chiedere e voila' …. arrivano i dollaroni fruscianti direttamente da Menlo Park ...

    Ma che Universita' era?

  10. #150

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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    I conti tornano, mi pare che la casa dei miei sia costata 75 mln. Quindi in linea con i 100 del primo hinterland.
    Così a spanne: un metro quadro costava quindi 1,4 mln e circa 2 stipendi da neolaureato. Ora siamo circa sugli stessi rapporti (certo la casa ha 40 anni in più, ma è pur vero che nel frattempo la città si è evoluta).

    Questo discorso lo affrontai anche con @Trico e devo dire che mi ha fatto riflettere in alcuni aspetti.

    E' vero che i nostri genitori compravano probabilmente più facilmente l'immobile e sempre più facilmente riuscivano ad accumulare risparmio.
    Quello che sbagliavo era il perché.

    Più o meno consciamente, lo stile di vita odierno non è paragonabile a quello di chi è nato negli anni 50. Moltissimi di quelli che da operai (o lavoratori umili) hanno accumulato ottime somme, l'hanno fatto anche e soprattutto per un diverso approccio alla vita.
    Il cibo era cibo, non era cool. Si usciva meno a mangiare nei locali.
    La "movida" era altra roba. Non è paragonabile (in termini finanziari) con quella odierna per offerta e costi.
    L'auto, i vestiti, gli elettrodomestici, la palestra, internet, la pay tv, gli eventi, (aggiungete gli hobby che vi garbano) non avevano una penetrazione paragonabile.

    E se è vero che i prezzi sono crollati per molte classi merceologiche è anche vero che l'uso è cambiato enormemente. Il telefono ora è a tariffa flat, conviene. Ma prima parlavano meno per non pagare.
    Certo il singolo elettrodomestico costa una frazione, ma ne abbiamo multipli e li sostituiamo spesso. Idem gli abiti (cito un commesso storico di Boggi "prima gli abiti erano venduti con doppio pantalone, perché si sgualcisce prima", sottinteso però che così facendo il tutto dura di più).

    Molti di quella generazione sono nati poveri e avevano ben interiorizzato la mentalità del risparmio.

    Il problema odierno è però anche un altro: l'età.
    Ormai un ragazzo spesso fa l'università e inizia a guadagnare a 25-26 anni, quindi fatica enormemente nel mettere via dei soldi soprattutto se si deve spostare. Il problema dell'universitario è sostanzialmente anagrafico: deve procrastinare le spese grosse per essere economicamente efficiente.
    Ma credo che un ipotetico perito chimico che entry level a 19 anni prenderà 1300 euro abbia sostanzialmente le possibilità di fare una vita migliore di quella dell'operaio anni 70-80 sia in qualità che in benessere.
    Bravo. Esattamente cosi'. Bollo verde.

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