Gli appartamenti ADDIO, le villette ANDRANNO ARUBA - Pagina 61
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  1. #601

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    Citazione Originariamente Scritto da fdg86 Visualizza Messaggio
    La massa non si stabilirà a Biella, sarà un fenomeno diffuso, magari un migliaio di nuclei familiari in 10 anni andrà a Biella altri 1000 a Mantova etc. Sono fenomeni che non si realizzano in tempi veloci.
    Non è che non si realizza in tempi veloci, non si realizza e basta.

  2. #602

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    Citazione Originariamente Scritto da fdg86 Visualizza Messaggio
    Evidentemente abbiamo una cerchia di conoscenze molto diverse.

    Figurati che conosco brasiliani (ricchi) che da Dubai dove facevano soldi veri nell'immobiliare, sono andati a vivere nella provincia argentina proprio per questo - potersi godere una passeggiata dopo lavoro nel verde con i figli.

    E indiani (di carriera in grosse aziende) che sono contenti di abitare in paesini nei pressi di Stoccarda invece che in centro a Bangalore proprio per poter fare passeggiate nel verde.
    Che a qualcuno possano piacere le passeggiate mica lo nego, piacciono pure a me.
    Ma alla maggior parte delle persone interessano in maniera minore rispetto ad altro.

    Come ha detto pure Ezio, nemmeno i pensionati sono in fuga dalle città.

  3. #603

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    Citazione Originariamente Scritto da Itachi Visualizza Messaggio
    Come è già stato detto il valore di qualcosa nella nostra economia è dato dalla domanda e dall'offerta.
    Finchè un'appartamento di 50mq in centro città costerà come una villa di 2 piani fuori evidentemente la realtà è che la maggior parte della popolazione preferisce la città. Non esistono scappatoie a questa affermazione.

    Il resto sono preferenze personali. Che come è stato detto sono più che legittime ma è assurdo far passare che la realtà non sia quella.
    La gente vuole la città, e non vedo nemmeno perchè sia cosi strano. Un giovane single (anche una coppia senza figli) che va a fare fuori città esattamente? Torna dal lavoro e va dormire?
    È normale che la gente voglia la città. Che non esclude che ci sono tante persone con situazioni per cui stanno meglio fuori, ma sono oggettivamente la minoranza.
    Esattamente.
    Perché va bene il lavoro, ma il grosso dei prezzi è centro-semicentro, spesso più scomodi per la vita quotidiana.

  4. #604

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    Citazione Originariamente Scritto da fdg86 Visualizza Messaggio
    Evidentemente abbiamo una cerchia di conoscenze molto diverse.

    Figurati che conosco brasiliani (ricchi) che da Dubai dove facevano soldi veri nell'immobiliare, sono andati a vivere nella provincia argentina proprio per questo - potersi godere una passeggiata dopo lavoro nel verde con i figli.

    E indiani (di carriera in grosse aziende) che sono contenti di abitare in paesini nei pressi di Stoccarda invece che in centro a Bangalore proprio per poter fare passeggiate nel verde.
    Ma scusate, secondo voi non ci sono "milanesi" (molto) benestanti che preferiscono vivere in Brianza o comunque nel verde attorno a Milano? Certo che ci sono.

    Però ovunque nel mondo le case in mezzo al verde, o nei piccoli centri, costano meno delle case in città.

    A tutti piace il verde, ma probabilmente molti reputano il dover viaggiare un fastidio difficilmente sopportabile, soprattutto se le distanze sono di 45 minuti o più. Pensare che negli 'anta' sia più facile andarsene perchè si dà più valore alla tranquillità non tiene conto di questo: più si invecchia meno si ha voglia di passare due ore nel traffico o su un treno.

    Visto il livello di "pigrizia" (case che costano il quadruplo ne sono indice), dubito che poter lavorare 1-2 gg in meno in sede farà chissà quale differenza.

  5. #605

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    Citazione Originariamente Scritto da Trico Visualizza Messaggio
    Ma scusate, secondo voi non ci sono "milanesi" (molto) benestanti che preferiscono vivere in Brianza o comunque nel verde attorno a Milano? Certo che ci sono.

    Però ovunque nel mondo le case in mezzo al verde, o nei piccoli centri, costano meno delle case in città.

    A tutti piace il verde, ma probabilmente molti reputano il dover viaggiare un fastidio difficilmente sopportabile, soprattutto se le distanze sono di 45 minuti o più. Pensare che negli 'anta' sia più facile andarsene perchè si dà più valore alla tranquillità non tiene conto di questo: più si invecchia meno si ha voglia di passare due ore nel traffico o su un treno.

    Visto il livello di "pigrizia" (case che costano il quadruplo ne sono indice), dubito che poter lavorare 1-2 gg in meno in sede farà chissà quale differenza.
    Sposterà qualcuno, mentre per altri il fattore comodità continuerà ad avere la sua determinanza.

    I fenomeni non sono tutti bianchi o neri, l'occhio umano puà distinguere ben 32 diverse tonalità di grigio.

    Ha ragione fdg86, sarà un fenomeno strisciante e non sarà visibile ma nel lungo termine potrà avere un certo qual impatto.

    Spostasse anche solo 1 lavoratore che gravita su Milano su 10 con mansioni d'ufficio (questo significa che solo che una sparuta minoranza la pensa come me o fdg86 perchè il 90% non cambierebbe le sue abitudini) sono 100k lavoratori che fanno (con mogli e bambini) almeno 150k persone in meno che abitano dentro la città; magari in un periodo di tempo valutabile in un decennio. Non sono poche...
    Ultima modifica di 123abc; 25-06-20 alle 10:52

  6. #606

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    Citazione Originariamente Scritto da Trico Visualizza Messaggio
    Ma scusate, secondo voi non ci sono "milanesi" (molto) benestanti che preferiscono vivere in Brianza o comunque nel verde attorno a Milano? Certo che ci sono.

    Però ovunque nel mondo le case in mezzo al verde, o nei piccoli centri, costano meno delle case in città.

    A tutti piace il verde, ma probabilmente molti reputano il dover viaggiare un fastidio difficilmente sopportabile, soprattutto se le distanze sono di 45 minuti o più. Pensare che negli 'anta' sia più facile andarsene perchè si dà più valore alla tranquillità non tiene conto di questo: più si invecchia meno si ha voglia di passare due ore nel traffico o su un treno.

    Visto il livello di "pigrizia" (case che costano il quadruplo ne sono indice), dubito che poter lavorare 1-2 gg in meno in sede farà chissà quale differenza.
    Io comunque credo che il viaggio sia un fattore importante, ma non l'unico.
    Ho incontrato e conosciuto davvero tantissima gente che dalla città non se ne andrebbe mai e vive davvero male l'idea di andare fuori (non hanno l'ansia a uscire dal confine di Milano, perché Corsico, Assago, Buccinasco e paesi contigui alla città li valutano, ma non andrebbero mai più in là).
    Alcuni amici che potevano stare a Casarile belli comodi, sono andati a vivere in Ripamonti (area sud, bella scomoda coi mezzi).
    Ricordo anche la famiglia della mia ex ragazza (meridionali di origine), nessuno di loro compresa la nonna andrebbe mai fuori, nonostante lavorino in proprio praticamente a ridosso della tangenziale.

    Non è il mio punto di vista, però ci tengo a riportare questi casi che a mio avviso non sono pochi, anzi.

  7. #607

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    Citazione Originariamente Scritto da 123abc Visualizza Messaggio
    Sposterà qualcuno

    Ha ragione fdg86, sarà un fenomeno strisciante e non sarà visibile ma nel lungo termine potrà avere un certo qual impatto.
    Nessuno mette in dubbio che ci sarà un impatto, si mettono in dubbio le dimensioni. Da alcuni messaggi sembra di capire che si avrà una consistente decrescita dei valori immobiliari di Milano non a causa della crisi, ma dello smart working, e che contemporaneamente a beneficiarne saranno provincie anche lontane 90 minuti da Milano.

    Questo è difficile.

    La metropolitana a Monza sposterà più gente.

    Spostasse anche solo 1 lavoratore che gravita su Milano su 10 con mansioni d'ufficio
    Ecco, secondo te il 10% degli impiegati sta aspettando 1-2 giorni di smart working per andarsene da Milano e correre in qualche remota provincia.
    A me sembra più realistico l'1%, tutto qua.

    In ogni caso sono fenomeni che dipendono da tanti fattori, in primis da quanto e se l'attrattività di Milano continuerà a crescere, da dove si creeranno le sacche di degrado (periferia o hinterland?), da come miglioreranno i trasporti, da quanti effettivamente potranno fare lavoro da remoto e per quanto, da quanto le altre provincie o zone commutabili sapranno attrarre gente aldilà di "da noi case aggratis!!"...

  8. #608

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    Citazione Originariamente Scritto da Trico Visualizza Messaggio
    Nessuno mette in dubbio che ci sarà un impatto, si mettono in dubbio le dimensioni. Da alcuni messaggi sembra di capire che si avrà una consistente decrescita dei valori immobiliari di Milano non a causa della crisi, ma dello smart working, e che contemporaneamente a beneficiarne saranno provincie anche lontane 90 minuti da Milano.

    Questo è difficile.

    La metropolitana a Monza sposterà più gente.



    Ecco, secondo te il 10% degli impiegati sta aspettando 1-2 giorni di smart working per andarsene da Milano e correre in qualche remota provincia.
    A me sembra più realistico l'1%, tutto qua.

    In ogni caso sono fenomeni che dipendono da tanti fattori, in primis da quanto e se l'attrattività di Milano continuerà a crescere, da dove si creeranno le sacche di degrado (periferia o hinterland?), da come miglioreranno i trasporti, da quanti effettivamente potranno fare lavoro da remoto e per quanto, da quanto le altre provincie o zone commutabili sapranno attrarre gente aldilà di "da noi case aggratis!!"...
    Trico, guarda che nelle realtà delle multinazionali 1 o 2 giorni di smart working era già la normalità pre Covid, ora diventeranno magari 3 o 4... Come già ho scritto secondo il mio punto di vista il giusto punto di equilibrio è 3 a casa e 2 in ufficio. Con 2 giorni in ufficio ne beneficia mezzo Nord Italia. Anche perchè adesso stiamo parlando di Milano, ma lo stesso accadrebbe a Torino ed anche (in misura minore perchè è già una città più a misura d'uomo) a Bologna.

    Parlare di 1% significa non avere capito la portata del cambiamento epocale che avverrà con lo smart working.

    Articolo oggi de La Stampa su Torino:

    Bar e ristoranti chiusi, bus vuoti: cosi il telelavoro ha stravolto Torino - La Stampa - Ultime notizie di cronaca e news dall'Italia e dal mondo

    Riporto dall'articolo:

    Il gruppo assicurativo Reale Mutua - che durante il lockdown aveva il 99% del personale in lavoro agile - ha già fatto sapere che il lavoro a distanza sarà «modalità prevalente e verranno favorite le rotazioni interne». Basta? No. Il Comune punta ad avere 1600 dipendenti che faticano da casa in modo permanente. Un cambio epocale.

    «La pandemia ci ha svelato che il modello di centro urbano con grandi concentrazioni di persone, viali e corsi come autostrade, cemento, non sono più un modello attuale. La nuova città è ramificata e distribuita, il modello fordista e post fordista è stato messo in crisi. Gli enormi spostamenti di persone sono il passato» dice, in sintesi, il sociologo Giuseppe Tipaldo. Che guarda a Torino, ma pensa a tutto il Paese. E si immagina un mondo che cambia con il lavoro da casa. Con gli impiegati che accudiscono i figli e intanto producono.

    Vi è chiaro?
    Ultima modifica di 123abc; 25-06-20 alle 11:22

  9. #609

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    Infatti sto dicendo che secondo me:
    1) non sarà la norma dove venir in ufficio solo 1-2 giorni a settimana, dove con norma intendo: così diffuso che puoi tranquillamente prendere casa a due ore di viaggio tanto sai che la policy non cambierà e se cambi azienda avrà la stessa policy
    2) non ci sarà nessun cambiamento "epocale", solo una (speriamo) lenta tendenza al miglioramento della qualità di vita intesa come flessibilità ed equilibrio fra lavoro e vita privata

    Faccio anche notare che solo il 20% degli impiegati lavora per grandi aziende, davvero faccio fatica a pensare a tutte le microimprese italiane che ti danno 4 giorni di lavoro da casa, magari nemmeno come opzione ma proprio coercitivo (leggi: sono costretto ad avere un home office e quindi a cercare soluzioni abitative spaziose).

  10. #610

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    Infatti sto dicendo che secondo me:
    1) non sarà la norma dove venir in ufficio solo 1-2 giorni a settimana, dove con norma intendo: così diffuso che puoi tranquillamente prendere casa a due ore di viaggio tanto sai che la policy non cambierà e se cambi azienda avrà la stessa policy
    2) non ci sarà nessun cambiamento "epocale", solo una (speriamo) lenta tendenza al miglioramento della qualità di vita intesa come flessibilità ed equilibrio fra lavoro e vita privata

    Faccio anche notare che solo il 20% degli impiegati lavora per grandi aziende, davvero faccio fatica a pensare a tutte le microimprese italiane che ti danno 4 giorni di lavoro da casa, magari nemmeno come opzione ma proprio coercitivo (leggi: sono costretto ad avere un home office e quindi a cercare soluzioni abitative spaziose).
    Leggiti l'articolo de La Stampa, anche la PA farà passi enormi su questo. Il sociologo parla di città distribuite, non più tutti ammassati in pochi chilometri quadrati.

    Aggiungo io, la guida autonoma completerà il quadro.

    E, ci aggiungo, nel momento in cui vorrai comunque i servizi urbani, ma non sarai costretto a spendere 5k al mq per la comodità lavorativa, allora le piccole cittadine avranno le loro chances.

    Se invece vuoi proprio la tranquillità più assoluta allora potrai abitare dove vorrai (o quasi) all'interno dell'area che va da Torino a Venezia.

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