Foglio excel per calcolo redditività Airbnb - Pagina 2
Piazza Affari ancora giù su timori coronavirus. Dbrs Morningstar: aumenta rischio recessione Italia
Piazza Affari non riesce a rialzare la testa. Anche oggi il listino milanese prosegue la tendenza ribassista di inizio settimana. Dopo un avvio debole l'indice Ftse Mib accelera al ribasso segnando un calo …
Niente panico, è il momento di investire con la testa e diversificare al meglio
Lo scoppio di focolai di coronavirus in Italia è stato accompagnato da grande preoccupazione sui mercati. Non potrebbe essere altrimenti, vista la portata delle misure preventive che sono state introdotte …
Per la cannabis è buio pesto in Borsa, ma con Bernie Sanders (o la Warren) potrebbe riaccendersi
E? una delle industrie in più rapida crescita al mondo, ma dopo il boom è arrivata la doccia fredda. Parliamo del mercato della cannabis terapeutica e dei prodotti al cannabidiolo …
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  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da The Miracle Visualizza Messaggio
    Vi porto un esempio in realtime..chi è entrato stamattina ha spostato il cronotermostato da 20 gradi ad "always on".. Tanto mica pagano loro. Io ho installato il controllo remoto, hanno già 23 gradi in casa.. Ho disinserito la funzione, ma qualcuno la riattacca subito. Poi magari stanotte aprono le finestre, ma intanto "ho pagato quindi tengo acceso fino a sudare". È ovvio che 24 ore filate di metano ti erodono a zero il margine.. E poi, magari, ti arriva pure una recensione negativa per "locali freddi" o simili. (se discuti, qualsiasi cosa tu faccia e qualsiasi ragione tu esponga avrai una recensione negativa fantasiosa).

    Piccola statistica: questi comportamenti li adottano essenzialmente gli italiani.
    Curiosità: operi nella zona Lunigiana?

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da The Miracle Visualizza Messaggio
    Lo fa mia moglie, siamo tra Liguria e Toscana.. sono 8 unità di nostra proprietà per lo più in luoghi diversi. Così, son o sicuramente sufficienti per viverci ma..lavorando. Ora ho reputato di aver passato il limite che consente una mano di una persona part time, ma fino ad ora è stato un lavoro pesante davvero..per dire, i tipi di stamattina sono giunti alle 7 e 15 e non alle 6, alle 9 arrivano altri.. quando dorme?
    Per fortuna ho automatizzato l'apertura delle porte.
    Noi abbiamo iniziato nel 2014 con 2 unità, le altre sono giunte pian piano dopo ..nel frattempo, qui nel raggio di 500 metri hanno già aperto e chiuso altri due CAV e B&B. Sono persone che conosco, che hanno candidamente ammesso appunto che non ne valeva la pena. Quando si lavora molto (estate) lo si fa se non altro per qualcosa.. ma nei periodi morti?
    Noi abbiamo inventato di tutto e di più per stabilizzare i flussi, idromassaggio, spa, sauna, daybreak, cofanetti regalo ( tipo mediaworld).. un po' funziona, ma ovviamente è diventato un lavoro 365/365. Gli altri hanno fatto i conti e...lavorando due mesi l'anno, faticano a star dietro al classico 4+4.
    Inoltre, sei sempre al pezzo sui portali per gestire messaggi in ogni lingua.. almeno inglese e francese vanno saputi. Un po' di social..non basta la foto su facebook, ma saper gestire le inserzioni, un pizzico di SEO per il sitarello.. bisogna investire nelle fotografie professionali, si vedono robe assurde, che poi pagano pegno. Per non parlare chi ci sbatte dentro i mobili della nonna, o arredamenti cheap assurdi.. io non sono architetto d'interni, sono ingegnere quindi ho sicuramente meno gusto, ma un po' di occhio ce l'ho..chi non lo ha, dovrebbe pagare qualcuno per averlo..
    I business plan mentali fatti sottostimano sempre l'impegno, e sovrastimano le presenze. Tutti sono convinti di avere l'immobile giusto, ma il pericolo è che "nella giustezza" ci si siano fiondati in molti. A 200 metri dalla stazione di La Spezia, ad esempio, OGNI campanello ormai porta il nome di un affittacamere..paradossalmente è più facile in provincia, dove hai metà flusso ma un quarto di concorrenza!
    Ciao The Miracle, ti chiedo se altre ABNB e BOOKING e il tuo sito ti immetti in altri portali e\o pubblichi a manetta annunci gratuiti su per esempio subito.it.
    Inoltre come hai fatto a passare dalle 2 alle 8 (mutuo o acquisto cash?)

  3. #13
    L'avatar di The Miracle
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    Guarda, si trovano cose belle anche in posti come Ikea o simili.. Ci vuole solo un po' d'occhio.
    Considera che mondo convenienza propone cucine bloccate low cost da 600€, ma anche modelli da 3000/3500 euro..
    Quando scegli il mobilio, tieni d'occhio la praticità d'uso (chi entra ed esce ha bisogno di spazi diversi da chi risiede.. Banalmente, in una casa ho un armadio d'arredo aperto in sala per facilitare chi arriva e la mattina dopo scappa..) e la facilità di manutenzione e pulizia ( semplicità, no cornici, poco vetro, no supefici lucide..)..

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da TrueBond Visualizza Messaggio
    Ciao The Miracle, ti chiedo se altre ABNB e BOOKING e il tuo sito ti immetti in altri portali e\o pubblichi a manetta annunci gratuiti su per esempio subito.it.
    Inoltre come hai fatto a passare dalle 2 alle 8 (mutuo o acquisto cash?)
    nessun annuncio "volante", solo booking/airbnb.. Il resto è perdere tempo. Nel caso, promozioni targettizzate su Facebook.
    Sono appartamenti acquistati cash da ristrutturare e risistemati con mio progetto, in maniera da restare sotto i prezzi di mercato.
    Ora credo di esser pronto per sviluppare la cosa contraendo un piccolo debito.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da The Miracle Visualizza Messaggio
    nessun annuncio "volante", solo booking/airbnb.. Il resto è perdere tempo. Nel caso, promozioni targettizzate su Facebook.
    Sono appartamenti acquistati cash da ristrutturare e risistemati con mio progetto, in maniera da restare sotto i prezzi di mercato.
    Ora credo di esser pronto per sviluppare la cosa contraendo un piccolo debito.
    Ciao The MIracle,
    Le imposte di registro sulle seconde, terze ecc. case non hanno limitato o potrebbero limitare la redditivita' del progetto;
    Molti autori del forum si interrogano se sia meglio effettuare questa attivita' da privato oppure con una societa'?
    Ti chiedo anche , visto che hai già booking e airbnb a che serve l'eventuale sito tuo personale? (domanda da ignorante)
    Ultima modifica di TrueBond; 25-11-19 alle 09:29

  6. #16
    L'avatar di TrueBond
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    Citazione Originariamente Scritto da The Miracle Visualizza Messaggio
    Ora credo di esser pronto per sviluppare la cosa contraendo un piccolo debito.
    Fino a quanti vorresti arrivare, cioè in altri termini, con quanti ti sentiresti soddisfatto economicamente (stima teorica \e\o obbiettivo di cash flow annuale)?

  7. #17
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    Ciao The MIracle,
    Le imposte di registro sulle seconde, terze ecc. case non hanno limitato o potrebbero limitare la redditivita' del progetto;
    Molti autori del forum si interrogano se sia meglio effettuare questa attivita' da privato oppure con una societa'?
    Ti chiedo anche , visto che hai già booking e airbnb a che serve l'eventuale sito tuo personale? (domanda da ignorante)
    Beh, pagando sulla base del valore catastale difficilmente subisci grosse tassazioni.. il taglio che scelgo è sempre circa bi/trilocale, se non è A2 anche meglio.
    Se con "attività" intendi l'acquisto, preferisco nettamente come privato: le detrazioni in fase di ristrutturazione mi aiutano ad abbattere l'imposizione sui redditi delle altre mie attività. Hai già capito quindi che non compro nuovo, nemmeno se scontato.. sia per quanto esposto sopra, sia per le poche possibilità di personalizzazione..
    Avere un sito ( ed ovviamente un account Facebook, uno instagram, uno Google Business ) serve per tentare la disintemediazione, ovvero ricevere prenotazioni dirette e non sottoposte al 15% di commissione booking ( più quella bancaria visto che ora si occupano del pagamento ).

  8. #18
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    Bellissima discussione

    Dato che mi avete citato, mi permetto un commento su un singolo argomento: con Airbnb si riesce a vivere di rendita ?

    Interessanti anche alcuni dei temi sviluppati da The Miracle che collego ad un nuovo successo editoriale recente.

    Come racconta Luca Ricolfi nel suo ultimo capolavoro, la signorile classe di massa, in Italia ci sono numericamente piu' fannulloni, pensionati e disoccupati che lavoratori. Cio' è dovuto alla constatazione che molti italiani si sono fatti l'idea che lavorare sia da strònzi, dato che la pressione fiscale ed il cuneo fiscale sono i migliori deterrenti per il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente.

    Questi italiani hanno scoperto che si puo' continuare a vivere benissimo con

    A) le rendite di capitale
    B) le rendite di posizione (monopoli, accordi, cartelli)

    alle spalle di coloro che - secondo Ricolfi - sono i nuovi schiavi del lavoro del xxi secolo, sottopagati, sottogarantiti e senza stabilita'. Ricolfi cita i ciclofattorini come esempio del nostro degrado sociale in Italia.

    AirBnb e' stata la ciliegina sulla ciliegia su questa nuova forma mentis: metto in affitto la seconda casa e sfrutto le cooperative, i faticanti, gli extracomunitari per pulire i cessi, mettere le mani nel wc che lo grattino e sia splendente davanti i turisti che poi affibiano le stellette.

    Con Airbnb io mi godo la vita sui campi da sci in inverno e sull'arenile d'estate.

    Tutto facile ??? Ma e' davvero cosi' ?
    Eh eh eh….magari....

    Bisognava averlo scoperto 10-15 anni fa ed ora ci si potrebbe ritirare.

    Come raccontava The Miracle, tutti gli italiani pensano nei termini in cui Luca Ricolfi li ha descritti nel libro e tutti pensano di vivere da benestanti affittando, senza lavorare e sfruttando gli immigrati ed i giovani per fare le pulizie (magari una bella universitaria laureata che non trova lavoro per il check in, questa e' l'idea della nuova societa' di affitti Airbnb che si e' addirittura quotata sull'AIM)

    Quindi si e' verificato un eccesso di offerta sul mercato, di quelli eccessivi per il nostro settore del turismo.
    E quindi la concorrenza ha compresso i margini di guadagno.

    Molti che erano partiti con Airbnb oggi non riescono neppure a chiudere in pareggio.

    Il mio spassionato consiglio: prima di aprire un nuovo B&B, leggete il libro di Ricolfi !

  9. #19
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    Non conosco il libro di Ricolfi ma sembra mooolto interessante..tematiche vere e drammatiche, che chi ha 25/30 anni subisce pesantemente ( io ne ho 40, forse l'ultima generazione sfuggita a questa gabbia ).
    Non passa giorno senza che qualcuno mi dica di voler aprire CAV o B&B, giuro..venerdi abbiamo fatto un colloquio con una ditta di pulizie per avere una mano ( essenzialmente in casa, viste le piccole pesti ) ed anche la tipa della microimpresa con l'anno nuovo vuole affittare.
    Ho fatto due chiacchiere, e la vede come un'ottima alternativa al 4+4 con cui le hanno distrutto tutto.. io non posso salvare il mondo, quindi si renderà conto della complessità della cosa osservandoci all'opera.
    E' veramente commovente vedere il doppio aspetto di chi si presenta da turista pretendendo TUTTO e poi, da host, vorrebbe offrire NIENTE, facendo appunto lavorare i nuovi schiavi. Che poi attenzione.. possono trovare chi pulisce a 5 euro l'ora, chi con 5 euro gli fa il check in in cinese ( che poi anche li dipende dalla zona, perché se NON ci sono immigrati o studenti e pensi di trovare collaboratori locali fai il collo lungo: qui sono tutti boss di sè stessi, la casa vacanze la aprono loro, tiè! )ma.. la verità è che il primo 50% di questo lavoro è immobiliare.
    La scelta dell'immobile, la sua progettazione, ristrutturazione, manutenzione. Certo se lo erediti dalla nonna, prendi quello che capita.

    True mi chiede fino a quanto vorrei ingrandirmi.. non mi sono posto un limite. E' solo una delle mie attività, finché posso delegare persone capaci posso crescere.. l'unica cosa non delegabile è la strategia e visione di come si fanno le cose.

  10. #20
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    Recensione di Claudio Magris (!!) all'ultimo libro di Ricolfi

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    dal Corriere della Sera

    Un libro, diceva Kafka, deve colpire come un pugno, sconvolgere l’assuefazione alle cose così come sono o sembrano essere. Ogni vero libro, non solo quelli di finzione letteraria, è o aspira ad essere un romanzo del proprio tempo, colto talora nelle vicende di personaggi individuali. Due promessi sposi iniquamente impediti a sposarsi diventano, nel romanzo di Manzoni, l’elettroencefalogramma di un’epoca.

    Un tale pugno me l’ha dato La società signorile di massa di Luca Ricolfi (La nave di Teseo).

    Mentre lo leggevo hanno suonato alla porta e mi è stata consegnata la spesa ordinata e prepagata online; una sacca pesante, portata a mano, che includeva tante bottiglie di acqua minerale e un paio di bottiglie di vino. La concreta struttura paraschiavista della nostra società di cui parla il libro di Ricolfi — società cui appartengo e che contribuisco a far funzionare — era davanti a me, nella persona che mi recapitava l’ingombrante pacco, nella manciata di pochissimi euro che era il prezzo della sua fatica, nell’incertezza di quei pochi euro che in quell’occasione aveva avuto la fortuna di guadagnare rispondendo all’aleatoria chiamata del supermercato cui mi ero rivolto, nell’insicurezza di quel lavoro privo di ogni tutela, di previdenze pensionistiche, di assistenza nelle malattie.

    Ero un beké, come si chiamavano i proprietari di schiavi neri nelle Antille francesi, che ordinava a uno dei suoi schiavi di portargli da mangiare e da bere, con la differenza che quello della Martinica o della Guadalupa aveva almeno la certezza, ogni sera, di un pagliericcio e di una zuppa.

    Non sono in grado di analizzare il libro di Ricolfi, che corrobora la sua asciutta prosa e il suo chiaro argomentare con cifre e grafici, rendendo vive e palpabili le sue analisi economiche, politiche, sociologiche. Ma so che quel libro è un grande racconto della nostra vita, della nostra coscienza stordita nella giostra di situazioni ed eventi che sembrano naturali e non lo sono. Un libro che costringe ad avvertire concretamente sia tante infamie della nostra pacchia sia la possibilità o probabilità che tale pacchia possa presto finire. Scevro di ogni pathos apocalittico e sentimentale, affidandosi alla logica del ragionamento e all’oggettività delle cifre, il libro fa capire ciò che è successo negli ultimi quarant’anni e che determina il nostro mondo.

    Per la prima volta nella Storia il numero di chi lavora e produce è inferiore al numero di chi — anche per scelta — non lavora e produce poco o nulla.


    Ciò accade non solo per la difficoltà di trovare un lavoro ma anche per la schifiltosa ripugnanza di molti giovani ad accettare un lavoro ritenuto non consono alle proprie capacità o ai propri studi. Il benessere acquisito dalla generazione precedente — le pensioni di genitori e nonni, l’aumento di prezzo di immobili a suo tempo faticosamente acquistati con mutui, le generose rendite di titoli di Stato — esime dalla necessità di guadagnare il necessario per il pranzo o per l’automobile, consente villeggiature ripetute e vacanze alle Maldive, un tempo privilegio di pochi e oggi di quei molti che pesano sulle spalle dei pochi che realmente lavorano.
    Un tempo, osserva Ricolfi, erano i signori che si potevano permettere grandi piaceri e lussi emulativi; quando ero ragazzo andavo due settimane all’anno in vacanza con i miei genitori non a Sharm El Sheik ma in dignitosi e modesti alberghi in Austria, che non erano molto lontani da Trieste.

    Oggi c’è una massa di gente che vive da signori senza esserlo, con tutte le conseguenze sul piano della non-crescita economica e anche del pacchiano stile di vita, dell’incultura che si crede cultura e che il libro smonta come un pallone sgonfiato.

    Ma questi numerosi signori piccolo o medio-borghesi che vivono da aristocratici circondati da servitori, non sempre stabilmente gli stessi ma sempre disponibili (colf, badanti, collaboratori e collaboratrici domestiche, babysitter e pure dog e catsitter che permettono vacanze, palestre e centri di fitness come le scuderie di un marchese al tempo del Re Sole) hanno bisogno degli schiavi, di oscure folle di diseredati privi di ogni prospettiva, di ogni garanzia e tutela sociale. Visto che, a differenza dei loro padri e nonni, non lavorano, per mangiare ottimi pomodori a basso prezzo hanno bisogno del disumano e sottopagato lavoro di braccianti agricoli, per lo più stranieri, reclutati da caporali mafiosi.

    Se i nuovi signori così poco signorili lavorassero, il loro consumo e il divario delle loro vite da quelle dei miserabili sarebbero un grande problema morale, iniquità eticamente intollerabile, ma la società funzionerebbe, come nell’antica Grecia dei cittadini e dei loro schiavi, società che funzionava perché anche i cittadini lavoravano e producevano, mentre quando solo si consuma e non si produce la pacchia presto finisce.

    Pure i migranti contribuiscono alla società signorile di massa ovvero al nostro sistema. I Salvini di turno che tuonano contro gli immigrati che spacciano droga non dovrebbero dimenticare che, se alcuni o parecchi di loro spacciano, garantendo un’ampia offerta a prezzi contenuti, i loro clienti — circa 8 milioni — sono bravi e rispettabili italiani che magari tuonano anch’essi contro gli immigrati ed è la domanda che, nel sistema capitalista, stimola l’offerta, come insegna Keynes. Lo stesso vale per le prostitute di strada, in gran parte straniere — «spesso approdate in Italia con la promessa di un lavoro normale» (Ricolfi), subordinate agli aguzzini-protettori che le indirizzano ai clienti (fra i 3 e i 9 milioni), italiani per lo più di ceto medio-alto.

    Scevro di ogni moralismo e di ogni coatto buonismo e affidato alle cifre e alle curve statistiche, il libro critica la distruzione della scuola e difende il principio e lo stile dell’autorità che trasmette il sapere, demolendo gli slogan sinistrorsi della promozione assicurata per tutti o del sessantottesco diciotto o trenta politico per tutti all’Università, che ridurrebbero i titoli di studio a pezzi di carta privi di valore perché nessuna impresa assumerebbe chi li ha ottenuti in quel modo, e a loro volta i titolari di quelle lauree rilutterebbero ad accettare lavori non adeguati al loro titolo, cosa che si verifica oggi per molti laureandi. Se cercassi di conseguire la patente di guida per autocarri dovrei essere giustamente bocciato, per non provocare sciagure, e in ogni caso nessuna impresa di trasporti mi assumerebbe dopo aver visto come esco dal garage con la mia ammaccata automobile.

    Questa Italia opulenta e inoperosa ha bisogno degli schiavi, immigrati o no, ma — scrive Ricolfi — è destinata a finire, perché la crescita economica diminuisce — anche e non soltanto per il rallentamento burocratico e il caricaturale abuso delle procedure digitali che moltiplicano inutilmente anziché snellire i tempi produttivi — e con la crescita diminuisce pure l’occupazione. Chissà quali comportamenti sociali, sensati o *********, finiranno se finirà questa società.
    Non ho scritto una recensione a questo libro, recensione che spetta ad altri di ben altre competenze, ma per il bisogno di ringraziarlo per il suo aiuto a resistere.
    Una persona della mia generazione si sente talora a disagio nell’attuale società, così diversa non soltanto da quella della sua giovinezza ma anche da quella della sua avanzata maturità e talora teme che le sue perplessità siano solo frutto di un disadattamento dovuto ai suoi anni, ma in questo libro trova chiarezza e libertà. Libertà anche dal proprio disagio dinanzi alle aberrazioni della nostra società e al proprio timore dinanzi alla prospettiva della sua fine.

    Pure il pensiero unico dominante, che si crede l’ultima e definitiva verità della Storia, è un prodotto a termine. Ma non è detto che la sua fine sia quella del mondo. Chissà, forse può essere un mondo nuovo.

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