Rogito posticipato e possesso casa
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  1. #1

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    Rogito posticipato e possesso casa

    Buongiorno a tutti, vorrei provare a confrontarmi con voi per gestire una situazione anomala: ho deciso di comprare una piccola prima casa, ho il denaro disponibile ma il venditore, una società di costruzioni, può vendere subito solo ad iva. Ha la possibilità di vendere ad imposta di registro, con evidente risparmio per me, solo una piccola quota delle case in portafoglio (dice il 10% oltre il quale avrebbe controlli da parte della finanza) e per il 2019 ha già esaurito la quota. Mi propone di pagare il 90% al compromesso, dopo il quale mi consegnerebbe le chiavi, ma per il rogito andremmo al 2020. Escludo questa ipotesi perché è rischiosa, di fatto avrei le chiavi ma sarei esposto al 100% a qualunque imprevisto. D’altra parte lui non mi da le chiavi se non vede i soldi, giustamente, solo che a me la casa serve subito e non mi va di tirare fuori molti più soldi per pagare l’iva.
    Esiste uno schema giuridico o bancario che tuteli entrambi? Immagino uno strumento per cui io deposito i soldi vincolandoli in qualche modo univoco ad un certo utilizzo e lui può ritirarli presentando il rogito. In questo modo avrebbe la certezza di incassare senza sorprese e io avrei la certezza di pagare solo a rogito avvenuto. Sono un po’ confuso, è una situazione assurda

  2. #2

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    Una caparra del 90% è troppo alta e si rischia un accertamento.
    Se è acconto c'è l'iva.

    Un'impresa dopo i 5 anni dalla fine lavori ha la facoltà di vendere ad iva o imposta di registro, ma non c'entra nulla con i controlli della finanza, o può o non può.
    Per l'impresa è sconveniente vendere ad imposta su registro, faccio fatica a comprendere il ragionamento dell'impresa che hai riportato

  3. #3

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    Ciao, il ragionamento è quello riportato. Loro sono pronti a vendere ad iva domani rogitando regolarmente. Se voglio imposta di registro aspetto il 2020. Dato che la casa mi interessa molto ho dato anticipo 15% e formalizzato compromesso dal notaio. Probabilmente il fatto di poter rogitare solo nel 2020 deriva dalla tua conferma della non convenienza per la società di vendermi la casa ad imposta di registro ma non capisco il perché, loro mi hanno parlato di una quota massima 10% annuo facendo riferimento alla normativa. A questo punto è chiaro che si tratti di normativa fiscale relativa alla loro contabilità e che la gf non abbia alcun ruolo.

  4. #4

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    Boh non mi risulta nessuna normativa relativa al 10%; un'impresa vendendo a imposta di registro, se non ha in contabilità un registro iva separato, rischia di perdere in parte l'IVA sugli acquisti.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da lusco Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti, vorrei provare a confrontarmi con voi per gestire una situazione anomala: ho deciso di comprare una piccola prima casa, ho il denaro disponibile ma il venditore, una società di costruzioni, può vendere subito solo ad iva. Ha la possibilità di vendere ad imposta di registro, con evidente risparmio per me, solo una piccola quota delle case in portafoglio (dice il 10% oltre il quale avrebbe controlli da parte della finanza) e per il 2019 ha già esaurito la quota. Mi propone di pagare il 90% al compromesso, dopo il quale mi consegnerebbe le chiavi, ma per il rogito andremmo al 2020. Escludo questa ipotesi perché è rischiosa, di fatto avrei le chiavi ma sarei esposto al 100% a qualunque imprevisto. D’altra parte lui non mi da le chiavi se non vede i soldi, giustamente, solo che a me la casa serve subito e non mi va di tirare fuori molti più soldi per pagare l’iva.
    Esiste uno schema giuridico o bancario che tuteli entrambi? Immagino uno strumento per cui io deposito i soldi vincolandoli in qualche modo univoco ad un certo utilizzo e lui può ritirarli presentando il rogito. In questo modo avrebbe la certezza di incassare senza sorprese e io avrei la certezza di pagare solo a rogito avvenuto. Sono un po’ confuso, è una situazione assurda
    scusa ma se in cambio del 90% dell'importo pattuito ti consegna le chiavi al compromesso, io credo che il problema truffa perché non completa i lavori e scappa con il malloppo forse non c'è; quello che invece io vedo è un altro tipo di truffa : che venderebbe gli stessi appartamenti a più persone (cosa che capita di sentire nei notiziari), ma a questo punto fai registrare e trascrivere il compromesso, accertandoti che quello stesso appartamento non sia già stato venduto ad altri.
    questo nell'ottica che il costruttore stia facendo il furbo.

  6. #6

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    ciao, il complesso é finito da anni, il mio é l'ultimo di due appartamenti ancora non venduti. Il compromesso é già stato registrato. A questo punto o tiro fuori praticamente tutto, lui mi da le chiavi e aspetto il 2020 per il rogito oppure aspetto il 2020 e non vedo la casa fino a quella data. Terza opzione compro ad iva e ho subito rogito e chiavi. Io stavo cercando di capire se fosse possibile mettere in piedi qualcosa per cui
    - io vincolo dei soldi
    - lui é sicuro di prenderli se rogitiamo
    - lui mi da le chiavi
    questo per non buttare un anno. Avevo anche proposto una sorta di affitto fino al 2020 per avere subito casa scomputando il canone dal saldo per l'acquisto ma non accetta, dice che rischia che io non rogiti e non esca più di casa. Situazione assurda.

  7. #7
    L'avatar di mrmm
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    Se, dopo il compromesso e prima del rogito, il costruttore viene arrestato (con sequestro dei beni) o finisce in bancarotta (con sequestro dei beni) a te cosa resta ?

    Il portachiavi...

  8. #8

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    Appunto, io non voglio dargli soldi senza aver rogitato. Mi chiedevo se fosse possibile creare uno strumento che tuteli entrambi senza esporre le parti a rischi. Evidentemente il mondo senza problemi sarebbe noioso..

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