Quanto costerebbero le case se non esistessero i mutui? - Pagina 13
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  1. #121
    L'avatar di Tre di coppe
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    Per un uomo oggi essere un padre di famiglia significa solo responsabilità e rischi, e praticamente nessun beneficio. Molti giovani uomini stanno abbandonando matrimonio, convivenza e figli non perché siano scemi, ma perché è rimasto l'unico modo per tutelarsi contro un sistema femminista che ha distrutto ogni idea di stabilità familiare, e che vede gli uomini solo come carne da macello e bancomat ambulanti.
    é vero che le donne sono eccessivamente tutelate

    é anche vero che metà delle volte salta tutto per colpa dell'uomo e che i rischi c'erano anche una volta quando fare un figlio significava togliersi letteralmente il pane dai denti (per poi magari vederlo morire in guerra..)


    la novità di oggi é che ci godiamo la vita, la fase dai 20 ai 35 di edonismo che viviamo oggi non esisteva prima degli anni 70

  2. #122
    L'avatar di l'orso
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    Citazione Originariamente Scritto da Reta Visualizza Messaggio
    Il punto è che di questi tempi se ti ammali dopo una vita di sacrifici per la famiglia, è probabile che la prima persona a lasciarti al tuo destino sia proprio la moglie...
    Mi ricordi un tale che per paura d'essere cornificato s'era preso per moglie una donna brutta...Comunque farsi una famiglia vuol dire non solo avere una moglie ma anche dei figli, e molti di voi non sanno cosa vuol dire la consolazione che si ha, da anziani, vedersi attorniati da figli e nipotini...

  3. #123

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    Citazione Originariamente Scritto da marcopoleni Visualizza Messaggio
    che i ritardati non vanno colpevolizzati, se non sono pericolosi, li si imbottisce di farmaci e via, se sono pericolosi si internano in qualche struttura, ma non è che dobbiamo seguire i mentalmente psicolabili.
    Seguimao le persone normali.
    Ve lo ripeto i 40 arrivano presto, l'impotenza pure, e quando avrete un cancro le uniche persone che vi staranno vicine saranno moglie e figli (se le avrete trattate con rispetto)
    tutto il resto è buffa di sinistri radicalshick che vivono come dico io, ma predicano diversamente.
    CONCORDO PIENAMENTE.


    Citazione Originariamente Scritto da 123abc Visualizza Messaggio
    Non mi è chiaro perchè se diventa possibile lavorare da casa bisogna spostarsi di 500 km?

    L'urbanizzazione diffusa è uno dei fenomeni globali del ventunesimo secolo, non vedo da questo punto di vista una modifica radicale in vista.
    Sono due lati contrapposti infatti. Il primo fenomeno è quello tecnologico:
    - oggi abbiamo edifici e strutture solo per il lavoro d'ufficio, la maggior parte diventeranno home office.
    - la produzione invece diventerà 100% automatizzata e la manovalanza scomparirà a favore di supervisionatori.

    La seconda invece, legata alla globalizzazione, porterà sempre più ad una soglia lontana ed improbabile quella di mettere radici fisse perché sarà sempre più necessario spostarsi.

    Sono due percorsi diversi ma equamente reali... c'è da vedere nei prossimi 20 anni come si evolverà l'economia ed il suo legame con l'evoluzione tecnologica e la globalizzazione.

    Citazione Originariamente Scritto da Tre di coppe Visualizza Messaggio
    @Megliodicosi

    la tendenza é quella che descrivi (perché la società tende a liquefarsi) ma per me la fai troppo catastrofica.
    sto nomadismo poi dove dovrebbe portarci? non saremo più qualche milione di persone come 3000 anni fa..

    che si facciano meno figli non la vedo necessariamente come una cosa negativa: la gente vive di più e sempre più in salute, sarebbe difficilmente sostenibile ripetere trend demografico dell'ultimo secolo

    (in questo scenario comunque la cosa peggiore da fare sarebbe anticipare l'età pensionabile... ma queste sono beghe interne)

    la zone temperate, sicure e belle del pianeta rimarranno sempre le più ambite.. anzi lo saranno maggiormente se la popolazione aumenta
    Il scenario che ho descritto è esagerato e romanzato
    Ovviamente alla base di tutto, prima dell'economia, della società, dell'uomo e della famiglia, ci sono i problemi macro del pianeta da qui ai prossimi 50 anni:
    -risorse energetiche
    -cibo e acqua (vedi espansione demografica)
    -riscaldamento globale

  4. #124
    L'avatar di 123abc
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    Citazione Originariamente Scritto da megliodicosì Visualizza Messaggio

    Sono due lati contrapposti infatti. Il primo fenomeno è quello tecnologico:
    - oggi abbiamo edifici e strutture solo per il lavoro d'ufficio, la maggior parte diventeranno home office.
    - la produzione invece diventerà 100% automatizzata e la manovalanza scomparirà a favore di supervisionatori.

    La seconda invece, legata alla globalizzazione, porterà sempre più ad una soglia lontana ed improbabile quella di mettere radici fisse perché sarà sempre più necessario spostarsi.

    Sono due percorsi diversi ma equamente reali... c'è da vedere nei prossimi 20 anni come si evolverà l'economia ed il suo legame con l'evoluzione tecnologica e la globalizzazione.
    Già oggi la produzione fisica (industria per farla semplice) è in discreta (per non dire buona) parte automatizzata o semiautomatizzata, le "fasce basse" della popolazione sono già oggi sempre più impiegate in lavori a servizio locale (lavori sempre maggiormente svolti da stranieri come badanti, autisti, fattorini, imprese di pulizia ed altri in cui sono impiegati ancora molti italiani come camerieri, servizi pubblici locali, commercio, piccole attività artigianali di supporto alla popolazione (idraulico, imbianchino,...). Questi servizi sono molto più distribuiti su tutto il territorio, a differenza degli impieghi industriali che sono concentrati in determinate aree.

    L'unico paradigma coerente con la tua idea è di minore mobilità all'interno delle aree ricche (intranazionali) e maggior mobilità da aree povere verso aree ricche (internazionali). Altrimenti il filo logico del discorso salta.

    Aggiungo un ulteriore elemento che è quello della demografia: le nostre società stanno diventando sempre più anziane e, per definizione, gli anziani hanno bisogno di routine, stabilità, punti fermi e in definitiva sono molto stanziali.
    Ultima modifica di 123abc; 30-11-18 alle 10:36

  5. #125

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    Citazione Originariamente Scritto da Reta Visualizza Messaggio
    Se scavassi un po' più sotto la superficie capiresti che i ragazzi che non vogliono più avere a che fare con l'altro sesso non sono proprio ritardati, forse sono semplicemente persone che hanno visto i loro padri e parenti finire in miseria sommersi da responsabilità familiari e divorzi disastrosi. Credo tu non abbia idea del livello di qualità delle donne under 30 oggi, e probabilmente sai ben poco di divorzi e assegni di mantenimento.

    Per un uomo oggi essere un padre di famiglia significa solo responsabilità e rischi, e praticamente nessun beneficio. Molti giovani uomini stanno abbandonando matrimonio, convivenza e figli non perché siano scemi, ma perché è rimasto l'unico modo per tutelarsi contro un sistema femminista che ha distrutto ogni idea di stabilità familiare, e che vede gli uomini solo come carne da macello e bancomat ambulanti. Se le mie parole ti sembrano ora fuori dal mondo, aspetta qualche anno e vedrai che non sono il solo a pensare queste cose.
    Sul matrimonio sono d'accordo anche perché è un mero contratto che essendo tale ti lega anche davanti alla legge e ti può creare rogne ma una convivenza è una cosa del tutto normale eh, ne parli come se una donna fosse un mostro dal quale stare attenti.

    Convivi, al limite se non vi sopportate vi lasciate che è diverso dal dire NON convivo perché altrimenti potrebbe succedere qualcosa. Per i figli idem, se ne discute PRIMA.

    Poi, si convive proprio perché si sta bene insieme e si possono condividere tante cose e/o ci si innamora. Chiaro che se non ti innamori e ti interessa la donna solo per copulare allora è diverso ma il volere stare insieme NON è una cosa che va a comando, scatta quando meno te lo aspetti, NON è che tra i 20 ed i 30 è proibito convivere perché lo hai letto nel Fol o perché si è impegnati col lavoro…..semplicemente accade che di punto in bianco viste le affinità con la ragazza che ti attrae ti viene voglia di conviverci, è un concetto molto semplice, NON siamo mica MACCHINE senza sentimenti o peggio automatizzate programmate a non legarsi fino a che non scatta il 35° compleanno.

    Se dovessi innamorarti ed essere ricambiato nei sentimenti da una ragazza che in più è una persona molto seria e responsabile che fai? Le dici di NO in quanto il FOL ha sentenziato che fino all'età X è controproducente convivere e ti distoglie da una carriera lungimirante??

    Non so a volte leggo cose assurde qui dentro.
    Ultima modifica di rickiconte; 30-11-18 alle 10:51

  6. #126
    L'avatar di 123abc
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    Mi accodo a questa discussione per aggiungere un fattore che avrà sempre più importanza in futuro per il mercato secondario delle case, ovvero la domanda degli stranieri (o nuovi cittadini). Una delle domande è se saranno o meno in grado gli immigrati di pagare le case secondo i valori di mercato.

    Inaspettatamente (almeno per me) anche gli extracomunitari sono considerati finanziabili (o abbastanza finanziabili) dalle banche anche per importi relativamente "importanti" (scusate il gioco di parole). Si arriva infatti fino a quasi 100.000 Euro anche per aspiranti mutuatari poveri (i marocchini).

    Mutui: aumentano domande da stranieri, ma giù importo medio
    Valeria Panigada
    6 novembre 2018 - 16:15 MILANO (Finanza.com) Aumentano le richieste di mutuo presentate in Italia da cittadini stranieri, mentre scendono sia l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari stranieri sia il valore medio degli immobili da acquistare. E' ciò che emerge dall’analisi di Facile.it e Mutui.it.

    Nei primi dieci mesi del 2018, la percentuale di aspiranti mutuatari stranieri è stata pari a quasi il 12% del totale, valore in aumento di circa due punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2017, quando il dato era inferiore al 10%. Guardando da vicino le richieste, il 35% proviene da richiedenti di Paesi extra europei. Le prime tre posizioni nella graduatoria delle singole nazionalità rimangono invariate rispetto alla scorso anno; al primo posto si trovano i richiedenti della Romania, cui fa capo il 22% delle domande, seguiti da quelli di Albania (12%) e Moldavia (7%).
    Nonostante la grande numerosità della comunità cinese in Italia, i cittadini della Repubblica Popolare sono appena diciannovesimi nella richiesta mutui per immobili.
    Per comprendere al meglio i dati è necessario tener presente che, seppur non vi siano delle procedure differenti per gli aspiranti mutuatari di nazionalità estera, alcuni istituti di credito considerano la residenza italiana come elemento fondamentale ai fini dell’erogazione del finanziamento e, in alcuni casi, potrebbero richiedere anche un periodo minimo di residenza nel Belpaese, che può variare tra i due e i cinque anni.

    L’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari stranieri è invece sceso a 117.340 euro (-1%) così come il valore medio degli immobili da acquistare, stabilizzatosi a 157.281 euro (-7%). Interessante notare come, a seconda della nazionalità presa in esame, cambino notevolmente gli importi richiesti agli istituti di credito. I valori medi più alti sono per i richiedenti francesi o inglesi; rispettivamente circa 150.000 euro e più di 160.000 euro. Mentre i richiedenti di nazionalità marocchina sono quelli che richiedono il taglio medio più basso, di poco superiore ai 92.000.

    A cambiare in base alla nazionalità è anche il rapporto tra il valore dell’immobile da acquistare e quello del mutuo richiesto, il cosiddetto Loan To Value. Gli aspiranti mutuatari di Romania, Albania, Moldavia e Marocco hanno cercato di finanziare tramite mutuo, in media, circa l’80% dell’immobile, mentre se si guarda alle domande di mutuo presentate da cittadini svizzeri, francesi o inglesi, la percentuale di immobile che si intende finanziare è pari a circa il 68%.

  7. #127
    L'avatar di sandalio
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    Citazione Originariamente Scritto da megliodicosì Visualizza Messaggio
    Se posso dire la mia, ci sono 2 fattori importanti entrati in gioco nel nuovo millennio che possono sconvolgere l'idea del percorso dell'essere umano come singolo e come gruppo (la famiglia).

    Il primo è il fattore tecnologico, che negli ultimi 15-20 anni ha stravolto molto l'economia. Tra altri 20 anni questa evoluzione potrebbe portare le persone ad essere sempre più sedentarie perché la maggior parte del lavoro si farebbe da casa (non è la persona che si sposta per il lavoro ma è il lavoro che lo si porta a sé). L'era della catena di montaggio è finita, gli orari, i cartellini etc...

    Dall'altro lato, esattamente all'opposto, abbiamo il fenomeno della globalizzazione, che ha resto il lavoro molto più competitivo. Una percentuale non indifferente di lavoratori tra i 25 e i 35 anni è costretto a cambiare la città natia e addirittura paese. Questo porterà le persone ad essere sempre meno sedentarie e sempre più nomadi senza radici.

    Come andrà a finire? Dico sempre la mia........

    La società nel secolo scorso ha lasciato un' impronta importante sulle persone di oggi e sul percorso di vita: come per gli states "l'american dream" e per noi italiani la casa di famiglia, la casa in montagna e le vacanze al mare d'Agosto.
    Oggi non è più sostenibile perché l'economia e la società stessa impongono una flessibilità che infatti un over 50 non può più avere.
    L'idea della casa di proprietà secondo il mio punto di vista tra 50 anni sarà utopia per il 70% della società dal punto di vista lavorativo: tra 50 anni la società sedentaria sarà scomparsa e il progresso tecnologico, gli spostamenti low-cost e la globalizzazione in generale faciliteranno questa evoluzione che porterà le persone a ritornare come eravamo prima della nascita di Cristo: nomadi.
    Le conseguenze: si propenderà sempre di più al singolo e si trascurerà il gruppo, l'idea della famiglia diventerà obsoleta e la necessità dell'abitazione di proprietà non avrà più senso.
    Raga sembra un film di fantascienza ma fateci caso... quanti under 30 oggi ripudiamo l'idea del matrimonio, della convivenza o addirittura di una figlio?
    Quanti ragazzi prefericono passare il tempo da soli incasa davanti a uno schermo e relazionarsi su una chat? Quante famiglie vivono in affitto perché tra 1 mese potrebbero essere a 500 km?
    Io la penso invece molto diversamente. La tendenza a definire un luogo "casa" è istintiva e anche se le carriere lavorative saranno discontinue per me resterà la tendenza a prendersi qualcosa di immobile, sia anche un semplice terreno o un box. Poi magari grazie alle nuove tecnologie verrà data in affitto per lungo tempo ma resterà il NOSTRO punto di riferimento. Del resto in due momenti della nostra vita: infanzia e adolescenza e vecchiaia, non possiamo essere troppo nomadi. Faccio notare che anche chi si può permettere 100 immobili e una vita "nomade" non opta per un'immobile in ogni diversa città (uno a Milano, uno a Roma, uno a NY, etc) ma tende ad accentrarsi su un punto d'interesse (se uno si sente romano avrà 90 immobili a Roma e un pied a terre a Milano e NY).
    Sul discorso famiglia un conto sono i modelli proposti e fatti dovuti alla legge, un altro la realtà. La realtà è che la famiglia rimane comunque il caposaldo per la creazione di realtà stabili e di sviluppo. Per me stiamo vivendo ancora in una lunghissima fase di assestamento, che dovrà mettere assieme i diversi modi di intendere la famiglia dei vari popoli con le varie religioni, con le nuove tecnologie e il lavoro. Penso invece che daremo più valore alla famiglia, che cominceremo a lasciare i posti di lavoro per mantenere unita la famiglia ( e non viceversa), che daremo più valore a certi principi morali e che metteremo mano alle leggi sul divorzio arrivando ad un assegno di mantenimento unico definito per legge, limitato nel tempo solo per i figli.

  8. #128

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    Io farei un altra domanda...ma quanto conviene avere un mutuo il piu basso possibile?
    Almeno una buona percentuale è sempre buona averla in banca per investirla, magari vado in positivo un domani sul 3/4%, ma col mutuo e' un -2% sicuro...
    Poi ovviamente sta alla capacita di saper investire sui soldi accantonati..

  9. #129
    L'avatar di Pred_01
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    Citazione Originariamente Scritto da Foquinho Visualizza Messaggio
    Io farei un altra domanda...ma quanto conviene avere un mutuo il piu basso possibile?
    Almeno una buona percentuale è sempre buona averla in banca per investirla, magari vado in positivo un domani sul 3/4%, ma col mutuo e' un -2% sicuro...
    Poi ovviamente sta alla capacita di saper investire sui soldi accantonati..
    la tua è una domanda che sistematicamente io mi pongo (forse perché "sistematicamente", mi ritrovo un mutuo "tra capa e collo"); anche io faccio una considerazione simile alla tua, però se ti ritrovi un mutuo diciamo di 200K con TAN dello 0.58% (è un variabile "puro"), diciamo che i primi anni "si va a dare alla banca" tra i 1200 - 1000 €; ora io mi domando : ma chi presterebbe quei soldi per 20 anni con quel tasso d'interesse? aggiungo, il .58% riportato è il TAN, cioè non tiene conto dei soldi che la banca (e tutto l'ambaradan che ci gira intorno) si è già presa fino al momento del rogito : quei soldi non conviene in qualche modo ammortizzarli/spalmarli su un congruo numero di anni? Altrimenti se facessimo estinzione totale anticipata nel breve/brevissimo periodo, quei soldi sarebbero una perdita secca a mio giudizio maggiore di quanto dato alla banca come interesse.

    morale : io dico che le cose vanno viste caso per caso.

  10. #130

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    Citazione Originariamente Scritto da Pred_01 Visualizza Messaggio
    la tua è una domanda che sistematicamente io mi pongo (forse perché "sistematicamente", mi ritrovo un mutuo "tra capa e collo"); anche io faccio una considerazione simile alla tua, però se ti ritrovi un mutuo diciamo di 200K con TAN dello 0.58% (è un variabile "puro"), diciamo che i primi anni "si va a dare alla banca" tra i 1200 - 1000 €; ora io mi domando : ma chi presterebbe quei soldi per 20 anni con quel tasso d'interesse? aggiungo, il .58% riportato è il TAN, cioè non tiene conto dei soldi che la banca (e tutto l'ambaradan che ci gira intorno) si è già presa fino al momento del rogito : quei soldi non conviene in qualche modo ammortizzarli/spalmarli su un congruo numero di anni? Altrimenti se facessimo estinzione totale anticipata nel breve/brevissimo periodo, quei soldi sarebbero una perdita secca a mio giudizio maggiore di quanto dato alla banca come interesse.

    morale : io dico che le cose vanno viste caso per caso.
    Grazie della risposta, la mia era una banalissima riflessione visto che sono ignorante in materia.
    C'e' da vedere poi ovviamente se la cifra da spalmare negli anni e' molto vicina a quella versata per le tasse che si da alla banca per il rogito ( che spese sarebbero?)
    Non sono esperto di mutui e di nulla, quindi ti rigiro un'altra domanda: se proprio si dovesse fare un mutuo converrebbe anticipare qualcosa e avere una durata del mutuo di max 10/15 anni con tasso variabile?
    Nel breve periodo il tasso variabile dovrebbe andar bene, ma quali sono gli svantaggi?

    Grazie mille!

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