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  1. #1961
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    LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA

    «Quando ero giovane mi chiamavano giocatore d'azzardo, poi cominciarono a chiamarmi speculatore ed oggi dicono di me che sono un grande banchiere: io però ho fatto sempre la stessa cosa.» (Sir Ernest Cassel)


    Il Teorema di Thomas, enunciato nel 1928 dal sociologo William Thomas, dice: «Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.»

    Si deve a Robert King Merton un illuminante esempio di profezia che si autoavvera:





    Rappresentazione del 1986 di una tipica corsa alla banca o "run bank". Il massiccio prelievo dei depositi finisce col mettere in ginocchio la banca che, inevitablmente, non può pagare tutti contemporaneamente.«Un mercoledì mattina del 1932, Cartwright Millingville va a lavorare. Il suo posto è alla Last National Bank ed il suo ufficio è quello del presidente. Egli osserva che gli sportelli delle casse sono particolarmente affollati per essere di mercoledì; tutte quelle persone che fanno dei depositi sono inconsuete in un giorno della settimana che è lontano da quello in cui si riceve lo stipendio. Millingville spera in cuor suo che tutta quella gente non sia stata licenziata e incomincia il suo compito quotidiano di presidente. La Last National Bank è un istituto solido e garantito. Tutti lo sanno, dal presidente della banca agli azionisti a noi.
    Ma quelle persone che fanno la coda davanti agli sportelli delle casse non lo sanno; anzi, credono che la banca stia fallendo, e che se essi non ritirano al più presto i loro depositi, non rimarrà loro più nulla; e così fanno la fila, aspettando di ritirare i loro risparmi. Fintanto che l’hanno solo creduto e che hanno agito in conseguenza, hanno avuto torto, ma dal momento che vi hanno creduto e hanno agito in conseguenza, hanno conosciuto una verità ignota a Cartwright Millingville, agli azionisti, a noi.

    Essi conoscono quella realtà perché l’hanno provocata. La loro aspettativa, la loro profezia si è avverata; la banca è fallita.»

    Possiamo definire una profezia che si autoavvera come una affermazione riguardante il futuro che diviene vera proprio perché è stata fatta.

    È proprio il timore che la profezia si avveri che contribuisce alla sua realizzazione, in particolare nei mercati finanziari se gli investitori prestano fede a fosche previsioni sul futuro, magari assolutamente infondate, perderanno fiducia finendo col vendere i titoli pensando che ci sarà un crollo delle quotazioni.

    I compratori diventano sempre più difficili da trovare e il crollo avviene come previsto. Se mancano i compratori il crollo è assicurato, ed è proprio per questo che nelle fasi difficili dei mercati azionari si sprecano gli appelli a mantenere la calma e a non farsi prendere dal panico lanciati, magari, proprio da chi sta vendendo titoli a piene mani.

    In altri termini, una profezia che si autoavvera diviene reale nei suoi effetti quando le persone che ne vengono a conoscenza mutano i propri comportamenti finendo, quindi, per causare proprio gli eventi previsti dalla profezia. Nei mercati finanziari sono molte le voci capaci di scatenare ondate emotive, voci di O.P.A., insolvenza, difficoltà negli affari o cambi ai vertici. Le voci o “rumors” in borsa non sono profezie ma costituiscono il sale del mercato, un ingrediente in grado di aumentare la volatilità delle quotazioni.

    Ad ogni modo non sono pochi i casi in cui la voce si è trasformata in indiscrezione e, successivamente, in profezia condivisa da molti investitori. La storia finanziaria è piena di esempi di banche chiuse per insolvenza, una mancanza di denaro causata proprio dalla previsione che la banca sia insolvente e che, quindi, spinge i correntisti a ritirare velocemente i propri risparmi. Scene di panico, centinaia, migliaia di persone in fila per ritirare i loro risparmi per paura di perdere tutto da un momento all’altro.

    A metà settembre del 2007 Northern Rock, il quinto istituto creditizio britannico, vede le sue filiali prese d’assalto da orde di risparmiatori in fila per ritirare i loro risparmi. La banca, specializzata nei mutui immobiliari, è al centro di rumors che la vedono prossima all’insolvenza. La Banca d’Inghilterra si affretta a fornire la liquidità necessaria e la banca comunica che non ci sono problemi di alcun tipo, i depositi sono al sicuro. Fsa, l’ente che controlla il settore del credito in Inghilterra, lancia appelli alla calma:

    “Crediamo che l'istituto sia solvente, che soddisfi tutti i parametri sulla capitalizzazione e che abbia un buona qualità del credito.”

    Nessuno ci crede e l’emorragia di denaro si fa sempre più grave tanto che la Banca Centrale Britannica, pur di evitare il peggio, nazionalizza Northern Rock per salvaguardare i posti di lavoro e dare stabilità all’istituto di credito.

    Northern Rock è la prima vittima illustre della crisi dei mutui subprime che scoppierà nel 2008, secondo la rivista The Sun la crisi della banca affonda le proprie radici nell’aver continuato a concedere ai clienti prestiti sino a cinque volte l'ammontare dei salari e fino al 125% del valore delle case, nonostante tutti gli avvertimenti sull'instabilità economica e il possibile crollo delle quotazioni degli immobili.

    L’operazione di salvataggio viene a costare circa 110 miliardi di sterline, pari a 150 miliardi di euro, una cifra ingentissima. Tuttavia il punto della questione è un altro, la fiducia costa molti soldi quando è mal riposta e, spesso, le dichiarazioni di ottimismo sono dovute e obbligatorie nonostante una situazione drammatica.

    Nel dubbio è sempre meglio non rischiare.

  2. #1962
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    IL COMPORTAMENTO DEL GREGGE

    Ogni individuo ha delle proprie opinioni in merito a qualsiasi argomento. L’opinione altro non è che l’idea che una persona ha in merito a qualcosa e l’origine dell’opinione spesso è mutuata inconsapevolmente dall’ambiente sociale che circonda l’individuo: difficilmente la formazione di un’opinione è completamente originale. Il riconoscimento e il rispetto dell’opinione altrui hanno iniziato a prendere forma durante l’illuminismo e non a caso proprio a quel periodo risale l’universalmente nota citazione:





    «Posso non condividere la tua opinione, ma sono disposto a dare la mia vita affinché tu possa esprimerla».


    L’opinione tende a consolidarsi nel tempo e maggiore è il tempo intercorso dalla sua formazione, maggiori saranno le resistenze al cambiamento.

    L’effetto primario delle opinioni si esplica nel comportamento, il filosofo Ralph Waldo Emerson identifica il comportamento spontaneo con l’anima della persona: il comportamento e i modi di fare come rivelazione di chi si è realmente. Se il comportamento non è spontaneo ma viene indotto da opinioni esterne, si entra a far parte di un gruppo. Quando un gruppo di individui reagisce coerentemente, senza che vi sia alcun coordinamento tra i singoli individui, siamo infine in presenza di un gregge che, se agisce contemporaneamente e nello stesso modo, dà origine al comportamento del gregge. Un termine spesso usato per descrivere alcuni tipi di fenomeni umani quali le bolle speculative e le follie collettive.

    Nel mondo del trading si parla di parco buoi per indicare gli investitori sprovveduti che riescono a comperare sui massimi e a vendere sui minimi dei movimenti. In questo caso tra la pecora e il bue vi è una stretta similitudine. I comportamenti del gregge spesso scaturiscono in follie e, nei casi più gravi, in isterie collettive che fanno scomparire la personalità individuale e la corretta capacità di valutazione di eventi e rischi ad essi connessi. Gli esempi di isterie collettive includono le bolle speculative e i crolli di valore.

    Grazie alla retorica è possibile guidare la formazione di un’opinione, suggestionando e facendo giungere a una conoscenza o a un convincimento. È, in altre parole, l’arte di persuadere. Nella Roma antica la retorica fu molto utilizzata: le famose orazioni di Cicerone sono un chiaro esempio di come la retorica possa smuovere le opinioni più della spada. La storia è maestra di vita e l’importanza della capacità persuasiva è ben nota a chi deve manipolare grandi folle influenzando opinioni e comportamenti. Non a caso la propaganda è sempre funzionale allo scopo che si intende raggiungere. In tutti i campi.


    Durante la seconda guerra mondiale si è largamente fatto uso della propaganda come mezzo di manipolazione e di creazione delle opinioni. Joseph Goebbels, messo a capo da Adolf Hitler nel 1933 del Ministero per la Chiarezza Pubblica e la Propaganda, era convinto, a ragione, che la propaganda fosse un importantissimo strumento di manipolazione delle folle anche quando diffondeva notizie completamente false. Lo scopo era di inculcare alle masse convinzioni, idee, opinioni e codici di comportamento contando sull’effetto gregge che si sarebbe innescato. I reiterati appelli alla vittoria inevitabile persuadevano gli ascoltatori a unirsi alla massa anche per il naturale desiderio di ritrovarsi dalla parte dei vincitori. Contemporaneamente, con l’aumentare del consenso chi è già all’interno del movimento generale d’opinione si sente costantemente rassicurato dai nuovi ingressi nelle file del gregge.
    Allo stesso modo gli Americani utilizzarono la propaganda per veicolare il messaggio che la guerra era in difesa della libertà, creando una stretta similitudine tra la guerra di indipendenza del 1778 e la seconda guerra mondiale. Si crearono, per mezzo di metafore, slogan e frasi a forte impatto emotivo aspettative che divennero imperativi.

    Vittoria o morte!

    La propaganda è un fenomeno relativamente nuovo poiché ha bisogno di mezzi di comunicazione efficienti ed efficaci che favoriscano la rapida diffusione delle informazioni. Non a caso, per esempio, in caso di colpi di stato o di guerre lampo la prima azione armata è sempre diretta all’interruzione delle linee di comunicazione del nemico.

    Tuttavia, una scarsa presenza di mass media non ferma ma rende solo più lenta la propaganda che, se ben congeniata, si espande in modo esponenziale nella società come un virus capace di moltiplicarsi inesorabilmente. E quando la propaganda ha attecchito e si è sufficientemente diffusa, anche le notizie maggiormente in contrasto con il comune sentire vengono ignorate, almeno fino a quando gli effetti non possono essere più trascurati. È allora che si assiste a crolli emotivi che, nel caso degli strumenti finanziari, generano violente esplosioni di bolle speculative ignorate dalla maggior parte degli investitori sprovveduti fino all’ultimo momento.

  3. #1963
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    IL COMPORTAMENTO

    La teoria ci aiuta a sopportare la nostra ignoranza dei fatti».
    (G. Santayana)


    Il comportamento può essere definito come lo stile manifesto che caratterizza la nostra personalità verso il mondo esterno. Le modalità di comportamento possono essere distinte tra due poli estremi e opposti, da un lato ci sono le personalità “stabili”, caratterizzate dalla concretezza e dall’affidabilità, tipiche dei leader, dall’altro ci sono quelle delle personalità “instabili”, caratterizzate dalla fantasia, dalla frequente alternanza di umore, dalla suscettibilità ed ansia, tipiche degli artisti. Ovviamente tra i due estremi sono compresi tutti gli altri tipi di personalità, connotati da innumerevoli fattori intermedi.

    Qualsiasi tipo di personalità, in presenza di fattori emozionali, può essere interessata da significative e, a volte, imprevedibili mutazioni del comportamento. Le emozioni sono esperienze individuali soggettive, derivano da sensazioni primordiali che spingono ad agire su base istintiva piuttosto che razionale e raggiungono il loro punto culminante nella manifestazione di sentimenti di gioia, di soddisfazione, di paura o di collera provocando nella persona, simmetricamente, uno stato di euforia o di depressione.

    Le scelte comportamentali indotte dalle emozioni sono spontanee, innate, ed hanno una scarsa se non inesistente relazione con la conoscenza, mentre quelle razionali sono pesantemente influenzate dalla cultura, si fondano su un procedimento teorico, basato su un metodo logico che la ragione ha valutato e che ha giudicato valido per raggiungere un fine programmato. Le emozioni vanno riconosciute e controllate per poter operare con dei metodi razionalmente verificabili. Il comportamento dell’investitore è influenzato dalla conoscenza, modificato dall’esperienza tramite l’autoconoscenza e, infine, istituzionalizzato per mezzo della consapevolezza.

    Personalità e conoscenza sfociano nello stile di trading che ogni investitore possiede. Ve ne sono molti:

    • Seguire il trend
    • Operare contro il trend
    • Comperare sullo storno
    • Vendere nei rally
    • Mantenere a lungo le posizioni
    • Gestire il trade con un’ottica veloce
    • Tradare in intraday
    • Lasciare aperte overnight le operazioni
    • Tradare su pochi strumenti finanziari
    • Differenziare il portafoglio

    Riveste primaria importanza la consapevolezza che lo stile di trading e lo strumento finanziario che il trader utilizza è spesso frutto di una scelta non ponderata ma dettata dalla mancanza di un chiaro quadro generale delle tecniche e degli strumenti. La mancanza di conoscenza globale genera un continuo stato d’ansia e insicurezza che va combattuto ed eliminato.

    Conoscere la storia permette di allargare gli orizzonti del possibile, conoscere i partecipanti al gioco permette un confronto, conoscere gli strumenti permette di agire e, infine, conoscere le tecniche con consapevolezza permette di mettere a frutto le conoscenze acquisite.

    Il comportamento, in quanto espressione visibile della persona, è il destinatario di molte forme di conoscenza, e da queste è coinvolto con due diverse modalità.

    Da un lato, il nostro comportamento tende ad adeguarsi al nuovo in quanto l’intelletto percepisce la novità come un fattore “propositivo”, capace di stimolare razionalmente l’interesse individuale. Dall’altro, il nostro comportamento assume un atteggiamento “resistivo”, di opposizione, in quanto l’intelletto percepisce il nuovo come un’intromissione, un evento di disturbo cui opporsi.

    • Sotto l’aspetto “propositivo”, il comportamento si adegua alla volontà dell’intelletto, il quale cerca nel nuovo tutto ciò che ritiene utile per realizzare la naturale vocazione della persona umana, quale “animale razionale che progetta”.

    • Sotto l’aspetto “resistivo”, il comportamento tende a mantenere lo status quo, opponendosi ad ogni variazione poiché l’intelletto cerca l’esonero da tutto ciò che potrebbe condizionarlo, vuole essere libero di procedere secondo modalità già sperimentate, soddisfando quel bisogno di stabilità e sicurezza che caratterizza la maggior parte delle persone.

    Ogni volta che il nostro comportamento si manifesta come il risultato di un processo razionale, iniziato con l’espressione «io penso», e che questo comportamento è stato coronato da successo, l’intelletto, nella sua funzione dualistica, tende a far si che i comportamenti che hanno avuto una risposta conforme alle aspettative diventino ripetitivi, cioè si compiano in modo preordinato, abitudinario, quasi istintivo.

    La funzione dualistica dell’intelletto agisce costantemente sul comportamento, da un lato protegge il nostro egocentrismo dai “disturbi” delle novità che potrebbero distoglierci dalle occupazioni esistenziali, dall’altro ci stimola col desiderio verso le novità, in quanto fa presagire che nel nuovo ci sono le condizioni evolutive necessarie al miglioramento dell’esistenza umana.

    Per queste ragioni modificare il comportamento che caratterizza la nostra personalità, nella prospettiva di migliorare le performance in borsa, si presenta come un impegno arduo, un impegno che può essere assunto solo se iniziamo esaminando ciò che già sappiamo, ossia ponendo le basi di partenza nell’autoconoscenza per poi procedere verso gli obiettivi che desideriamo raggiungere.





    «Molte volte, nella vita, troviamo una moneta che ci è data dal destino
    e pensiamo che questo sia l’unico tesoro della nostra vita.
    Finiamo per attribuirgli tanto valore che il destino,
    lo stesso che ci ha consegnato la moneta,
    si incarica di riprendersela.
    Chi ha molta paura di scegliere compie sempre la scelta sbagliata».
    (Paolo Coelho)

  4. #1964
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    PER ULTIMO...... NAIT PUOI BANNARMI TRANQUILLAMENTE

    PSICOLOGIA DEL TRADING

    Quando si fa questo mestiere non ci si puó permettere il lusso di avere opinioni rigide.
    Occorre avere una mente aperta e tanta flessibilità."
    (Jesse Livermore)


    Il Trading è un'attività affascinante, chi di noi non ha mai guardato un grafico o un monitor e ha visto scintillare davanti ai propri occhi un mucchio di soldi, chi non ha mai calcolato quali guadagni stratosferici si possano raggiungere negoziando e che cosa ci potremmo permettere una volta raggiunti tali profitti?

    Il trading appare ingannevolmente semplice, si apre un conto si trova un buon metodo per analizzare il mercato e si aspetta che i profitti si realizzino, quale altra occupazione, infatti, permette tali massicci guadagni in un arco di tempo così ridotto?

    La realtà, come tutti quelli che hanno esperienza diretta della speculazione sanno, è totalmente diversa : il trading è uno delle attività più estenuanti e difficili in cui ci si possa impegnare.

    Gran parte dei Trader di successo è concorde nell'affermare che il successo si basa su tre pilastri:
    1) l'analisi del mercato e lo sviluppo di un buon metodo di trading;
    2) l'applicazione di ferrei principi di money management;
    3) la comprensione di noi stessi e la determinazione di che cosa ci aspettiamo di raggiungere dal trading.



    Il metodo si riferisce al modo in cui il mercato è analizzato e a come le decisioni sono prese, il money management si riferisce alla valutazione del rischio e del premio in una negoziazione e la misura di quanto efficacemente il capitale è allocato, la psicologia è lo stato d animo del trader e come è coinvolto nell’intero processo del trading. Tutti e tre gli aspetti vanno curati e si può progredire solo se si progredisce in tutte e tre le aree, comunque il cuore stesso del trading è la psicologia. Questa è una affermazione forte, che potrebbe sembrare provocatoria, ma non lo è affatto!

    Partiamo dalla considerazione che il trading nei mercati richiede un forte grado di fiducia in se stessi e di autocontrollo per poter generare dei profitti, ed è molto differente dalla maggior parte degli altri ambienti sociali.

    In genere la maggior parte di noi non possiede tale autocontrollo perché siamo cresciuti in un ambiente strutturato dove il nostro comportamento è controllato da qualcuno più potente di noi (genitori, insegnanti, legge etc.) il cui scopo era di manipolare il nostro comportamento per conformarlo alle aspettative della società. Così durante la crescita siamo spinti a comportarci in certi modi da delle forze esterne attraverso una sistema di premi e punizioni, come premio ci è data la possibilità di esprimerci in qualche modo desiderato e come punizione ci è impedito di ottenere quello che vogliamo provocandoci del dolore emotivo o fisico (per esempio un bambino riceve uno schiaffo o un premio come conseguenza per aver fatto o non fatto una determinata azione).

    La conseguenza di ciò è che l'unica forma di controllo comportamentale che impariamo è quella basata sulla minaccia di un dolore fisico o emotivo da parte di qualcuno o qualcosa che noi percepiamo più potente di noi. Partendo da questa struttura mentale di base, abbiamo appreso che acquistare il potere per manipolare le cose esterne a noi stessi era l'unico modo per ottenere ciò che vogliamo.

    Il problema è che l'ambiente del mercato non è assolutamente manipolabile e le costrizioni che esistono nella società per controllare il nostro comportamento sono totalmente assenti nel trading. Le risorse mentali che noi utilizziamo nella vita di tutti i giorni non funzionano nel trading. I mercati non hanno nessun potere di controllo su di noi, ne alcuna aspettativa per il nostro comportamento, ne alcuna considerazione per il nostro benessere finanziario.

    Se noi non possiamo controllare i mercati (e su questo dovremmo essere tutti d accordo) e i mercati non hanno alcun potere su di noi (infatti non siamo mai obbligati a fare qualcosa), allora, la responsabilità per quello che noi percepiamo e per il nostro comportamento conseguente spetta solo a noi !





    L'unica cosa che possiamo controllare è il nostro comportamento.




    Gli unici che ci possono far guadagnare dei soldi nel mercato siamo noi, così come solo noi possiamo dare i nostri soldi altri trader. La maggior parte di noi (per non dire tutti) non è abituata ad operare in un ambiente che permette la massima libertà di espressione, dove non esistono costrizioni di alcun tipo e che richiede delle abilità speciali per poter funzionare con successo.

    Il movimento del prezzo è fluido, un flusso continuo sempre in movimento esattamente il contrario degli eventi fortemente strutturati a cui siamo abituati. Siamo noi che dobbiamo costruirci le nostre regole ed avere la disciplina di seguirle, le decisioni che vanno prese sono senza fine, infatti non basta decidere se partecipare ma anche quando entrare, quanto rimanere in una posizione, sotto quali condizioni uscire.

    In questo processo non c’è nessun inizio, metà e fine ma solo quello che noi creiamo dentro la nostra mente! Una caratteristica del mercato è che presenta un potenziale illimitato per i profitti come pure per le perdite, dal punto di vista psicologico, con il movimento del prezzo in continuo cambiamento, è facile ignorare il rischio e tentare di credere che per questa volta non abbiamo bisogno di seguire le nostre regole (vi siete mai trovati sul lato sbagliato del mercato a sperare che lo stesso inverta la propria direzione?).

    Ricapitolando: il mercato è un ambiente che permette la massima libertà di espressione e con un potenziale illimitato per i profitti e le perdite, se chi vi entra non è consapevole delle condizioni psicologiche (cioè è orientato a manipolare l'ambiente esterno, ad operare all'interno di una struttura di costrizioni e con delle aspettative elevate ) in cui si troverà ad operare la strada per il fallimento è quella più probabile.

    In realtà quasi tutti quelli che tentano di fare del trading sottostimano completamente le difficoltà e di conseguenza sovrastimano la propria capacità di realizzare le proprie irrealistiche aspettative. Il risultato è che la maggior parte delle persone si procura un danno psicologico (oltre che monetario).

    Mark Douglas definisce nel suo “The Disciplined Trader” il danno psicologico come ogni struttura mentale che ha il potenziale per generare paura. Fondamentalmente le condizioni emotive dolorose (stress, ansietà, confusione, delusione) sono il risultato di aspettative non realizzate, (per esempio profitti elevati) che creano un conflitto tra le convinzioni di una persona riguardo al modo in cui le cose dovrebbero essere e l'ambiente reale che non corrisponde a tale convinzioni.

    Questo conflitto è espresso sotto forma di dolore emotivo cioè stress, ansia etc.

    Le persone sembrano istintivamente costruirsi delle difese mentali contro le intrusioni di informazioni ambientali che contraddicono le proprie convinzioni, e queste difese consistono in diniego, giustificazioni e razionalizzazioni (per uscire un po' dall'astratto, è quello che succede quando pensiamo il mercato non può fare questo, non è logico, si sta sbagliando, etc....).


    La conseguenza nefasta è che la nostra mente automaticamente distorce e seleziona le informazioni ambientali (di mercato) per creare meno conflitto possibile tra quello che noi ci aspettiamo succeda e quello che l'ambiente ha da offrirci. Distorcendo le informazioni ambientali per adattarle alla nostra struttura mentale, noi non stiamo condividendo la realtà con il mercato ma stiamo solamente illudendoci e cercando di nascondere una possibile delusione.

    Ovviamente se il mercato sta facendo qualcosa di diverso da quello che noi ci permettiamo di percepire (perché alcune, se non tutte, le informazioni che il mercato ha da offrirci confuteranno ciò che vogliamo o speriamo) prima o poi qualcosa deve succedere.

    Tali distorsioni della realtà continueranno fino a che c’è una tale differenza tra la nostra struttura mentale e le informazioni del mercato che le nostre difese (illusioni) mentali crolleranno provocandoci uno shock (a volte ci potremmo chiedere come è possibile che le cose possano essere andate così male così velocemente).


    Il mercato ci forza a confrontarci con le nostre illusioni attraverso un esperienza che può essere molto dolorosa. A questo punto avremo bisogno di capire come, a causa della nostra comune educazione, cerchiamo di controllare i mercati attraverso la percezione di ciò che noi pensiamo succederà e poi rigidamente ci blocchiamo su queste aspettative, cioè è necessario imparare quel genere di flessibilità mentale che ci permetta di essere consapevoli delle diverse alternative presenti nel mercato.

    Se non riusciamo a controllare il mercato, possiamo, però, controllare la nostra percezione di esso, così raggiungendo un più alto grado di obbiettività e quindi di comprensione dei mercati. Per quanto siano dolorose le esperienze di cui ho parlato, in genere non sono in grado dal distoglierci dalle opportunità che i mercati hanno da offrirci ma i loro effetti cumulativi psicologici, che hanno su di noi, sono molto gravi .

    Dopo essere passati attraverso molte di queste esperienze la nostra percezione dell'attività del mercato sarà diretta verso il modo di evitare il dolore più che verso il cogliere delle opportunità.La nostra paura di perdere dei soldi, di avere torto o di perdere un opportunità sarà la nostra prima motivazione ad agire o a non agire.


    Ciò provoca diversi problemi: per prima cosa la paura limiterà la nostra percezione delle scelte disponibili facendoci concentrare solo sull’oggetto della nostra paura (es. perdere dei soldi), in questo modo non riusciremo ad accorgerci di opportunità profittevoli. Secondo la paura limiterà la nostra gamma di risposte in ogni data situazione (es. sapere cosa fare ma rimanere congelato senza riuscire a far niente).

    La possibilità di successo nel trading sta nel riuscire a sviluppare un forte senso di fiducia e di sicurezza (assenza di paura) in se stessi, cioè sapere cosa fare e farlo senza esitazione. Qualunque esitazione creerà dubbio, paura e se noi non ci fidiamo di noi stessi con la stessa intensità proveremo stress, ansietà e paura.

    Le esperienze negative che risultano dal negoziare in uno stato di ansietà e paura creeranno o rafforzeranno la nostra convinzione già presente di inadeguatezza ed impotenza alimentando la spirale di negatività. Potremmo essere molto bravi a nascondere agli altri quello che succede ma non possiamo nascondere i risultati a noi stessi.

    Se il comportamento del mercato è misterioso, è perché il nostro stesso comportamento è misterioso e non gestibile, infatti come possiamo determinare cosa probabilmente il mercato farà se non sappiamo neanche cosa noi faremo trascurando ciò che vogliamo o percepiamo.

    I pochi trader che hanno successo, sono riusciti a superare questi ostacoli psicologici e i modi di dire come: “impara a prendere una perdita, vai con la corrente, taglia le perdite e lascia correre i profitti, per conoscere i mercati tu hai bisogno di conoscere te stesso, etc” altro non sono che un tentativo di esprimere come essi sono riusciti a superarli.

    Il Dr. Elder nel suo libro “Trading for a living” afferma che il nemico principale sulla strada del successo è lo stesso trader, se consideriamo che partiamo già svantaggiati dalle commissioni e dalle possibili cattive esecuzioni dei nostri ordini è chiaro che non ci possiamo permettere assolutamente il lusso di prendere delle decisioni di trading sulla spinta delle nostre emozioni.

    Alcuni dei consigli del dr. Elder sono:
    • le negoziazioni dovrebbero essere sempre basate su regole chiaramente definite;
    • il trader dovrebbe analizzare le proprie sensazioni mentre negozia per assicurarsi che le sue decisioni abbiano solide fondamenta razionali;
    • la struttura mentale che ti porti dentro dall’infanzia può impedirti di avere successo così è necessario che tu scopra le tue debolezze,
    • tieni un diario di trading con le registrazioni di tutte le tue negoziazioni e i motivi che ti hanno spinto ad entrare, ad uscire, a prendere profitto, a prendere una perdita e cerca i modelli ripetitivi di successo o fallimento;
    • smettila di incolpare la sfortuna o gli altri per le tue perdite e prenditi la responsabilità dei risultati.





    I trader vincenti pensano, sentono e agiscono in modo diverso dai trader perdenti, l'autodisciplina e il controllo emotivo sono le chiavi per il successo perché solo con queste riusciremo ad applicare il nostro metodo di trading e le nostre regole di money management.

    Dobbiamo guardare all'interno di noi stessi per eliminare le nostre illusioni, per cambiare il nostro modo di essere, di pensare e di agire. Il cambiamento potrebbe essere molto difficile e a volte impossibile ma il premio potrebbe valere la pena dello sforzo.


    FINITO. mi scuso per aver inquinato il 3D , ma penso che una buona lettura e una sana riflessione sul personale modo di tradare sia....SALUTARE.

    ARRIVEDERCI

  5. #1965

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    sabato mi leggo tutto con calma grazie
    ci devi dire le prox mosse di eu se puoi grazie
    Ultima modifica di annas; 16-09-21 alle 14:04

  6. #1966
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    sabato mi leggo tutto con calma grazie
    ci devi dire le prox mosse di eu se puoi grazie
    E spiegare cos'e' lo slippage psicologico

    Cmq abbiamo capito che oggi c'e' brutto tempo e non puoi andare al mare

  7. #1967

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    Citazione Originariamente Scritto da windserf Visualizza Messaggio


    Consiglio da anni di seguire la.... "corrente " del fiume come ricorderai. Questo modo di leggere il mercato ha sempre cozzato con gli utenti del FOL in anni passati con il risultato di vedere i conti bruciati da chi ha sempre impostato la "politica" del SOLO RIMBALZO, non rendendosi conte che afferrare la caduta di un coltello dalla lama, il 90% ci si taglia anche gravemente. Inversioni non c'è ne sono se non per qualche FLAG contemplata nello studio ed applicazione dell'AT.

    Voglio dire che se non si sa neanche la base "sindacale" , (riferito ai neofiti e per chi si avvicina adesso al trade) quindi un minimo di sapienza dell'AT e si concentra solo l'operatività sulle flag , in genere non si va da nessuna parte subendo il vecchio detto "si mangia come un uccellino e si caga da elefante.

    Insomma uno studio di come lavorare le compressioni in rete gratis si trova. Il consiglio che posso dare umilmente è quello di capire e studiare sugli errori che si commettono nel trade e non perseverare stoltamente su gli stessi. Resettare dopo anni non proficui l'approccio del modo di operare fa bene al fegato , alla mente e al portafoglio.

    Io sono in pensione da tre anni e sinceramente me la sto prendendo in una maniera più spensierata, riducendo moltissimo le ore davanti al monitor. Specie d'estate abitando a 300 mt dal mare


    preferisco la mia nuotata mattutina di 1 KM ovviamente più salutare. Preferisco qualche over night come stanotte ( rischiando ovviamente una flag ) ma la pizza e birra tradando in favore di corrente , la si porta a casa.



    Questo sono io ( qualcuno aveva chiesto la mia foto). MI raccomando ........ seguite la corrente.
    ma daiii hai usato una foto dı Bisio

    condıvıdo al 100%

  8. #1968
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    Citazione Originariamente Scritto da annas Visualizza Messaggio
    sabato mi leggo tutto con calma grazie
    ci devi dire le prox mosse di eu se puoi grazie
    Se e ripeto se, le banche sovrane non intervengono i Tp in sequenza sono:

    1.1732

    1.1706/8

    in rottura

    1.1692

    1.1663

  9. #1969
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    Citazione Originariamente Scritto da stiamosognando Visualizza Messaggio
    ma daiii hai usato una foto dı Bisio

    condıvıdo al 100%
    Non sono fotogenico , ma dal vivo sono ancora ..." gettonato" in particolare quando da skipper faccio lezioni di vela d'altura.

  10. #1970

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    Citazione Originariamente Scritto da windserf Visualizza Messaggio
    Non sono fotogenico , ma dal vivo sono ancora ..." gettonato" in particolare quando da skipper faccio lezioni di vela d'altura.
    seı un grande ..bravo davvero

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