Clienti: come vorreste il servizio di consulenza per investimenti?
Report lavoro USA indigesto per Wall Street, analisti non hanno dubbi su cosa farà la Fed il 2 novembre
Il mercato del lavoro negli Usa non mostra segnali di cedimento e i mercati hanno subito tradotto i dati odierni come un segnale di via libera a un altro r
Un Etf per speculare contro le previsioni di Jim Cramer
Dopo lo short ARK ETF, che ha permesso di puntare contro il fondo di punta di Cathie Wood, adesso si appresta ad arrivare un altro ETF inverso, questa volta contro le previsioni non sempre centrate di Jim Cramer. Tuttle Capital Management ha presentato domanda alla SEC per lanciare due ETF, uno long e l?altro short,
Attacco hacker a Binance: rubati token BNB per $570 milioni. Ecco come è successo
Hacker all?attacco, rubati $570 milioni di token BNB di Binance, la piattaforma di trading di criptovalute numero uno al mondo per volumi di scambio. Il danno è stato molto più alto di quanto stimato fino a qualche ora fa, quando si parlava di un furto di $100-$110 milioni. E invece no: dalle informazioni che arrivano
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #1

    Data Registrazione
    Jan 2003
    Messaggi
    2,583
    Mentioned
    21 Post(s)
    Quoted
    575 Post(s)
    Potenza rep
    42949692

    Clienti: come vorreste il servizio di consulenza per investimenti?

    Questa discussione ha lo scopo di far emergere idee, anche innovative, magari bislacche, forse vietate dalla legge, per creare un servizio di
    consulenza per investimenti che, secondo i clienti, sarebbe gradito e migliorativo rispetto alla situazione attuale.

    Molti lettori non hanno ben chiaro l'attuale quadro, quindi lo riassumo velocemente:

    Consulenza su base indipendente, fornita principalmente da liberi professionisti o Scf, va pagata dal cliente che poi deve scegliere un intermediario
    per effettuare le sue operazioni. Per semplificare, anche se ogni professionista sceglie di farsi pagare quanto vuole, diciamo che costa ca l'1% del patrimonio sotto consulenza + iva; a queste spese vanno aggiunte le spese sostenute presso il proprio intermediario, queste difficilmente quantificabili perchè ogni cliente ha un'operatività molto diversa dall'altro.


    Consulenza on top, fornita da molte banche, è una consulenza a pagamento fornita insieme all'utilizzo dei prodotti della propria banca, può costare dallo 0,20% a più dell'1%, anche in questo caso vanno aggiunti i costi della banca e dei prodotti utilizzati, che genericamente sono gli stessi prodotti utilizzati nella modilità di
    "consulenza strumentale alla vendita" sotto riportata.

    Consulenza personalizzata ma non indipendente, è la consulenza che le banche spacciano per "indipendente" ma senza rispettarne i rigidi criteri, consente alle
    banche di fornire consulenza su ampio raggio, costa dallo 0,60% al 2%; in genere parte dei costi vengono recuperati dai clienti con retrocessione di commissioni
    pagate sui prodotti.

    Consulenza strumentale alla vendita, è la consulenza prevista dalla Mifid, è indispensabile per ogni intermediario che voglia "consigliare o tentare la vendita
    di prodotti finanziari" non ha costi aggiuntivi e genericamente è quella che i clienti pensano di non pagare. In questa attività di "consulenza" l'obbligo del venditore
    è di rispettare l'adeguatezza Mifid e di comunicare i costi dei prodotti ai clienti.


    Ora spazio alle vostre riflessioni, immaginate che vi sia una banca o un intermediario importante che voglia prendere spunto dalle vostre riflessioni e idee
    per migliorare il servizio ed acquisire quote di mercato, cosa vorreste?
    Credo sia inutile premettere che risposte del tipo, "vorremmo la consulenza indipendente a costi vicini a zero, non porterebbe la discussione da nessuna parte".

    Pensateci e non abbiate paura di osare! A volte le idee migliori vengono da intuizioni apparentemente impossibili da realizzare.

  2. #2
    L'avatar di reef
    Data Registrazione
    Aug 2002
    Messaggi
    5,180
    Mentioned
    6 Post(s)
    Quoted
    540 Post(s)
    Potenza rep
    42949693
    Dipende... Il punto di vista deve essere quello del fornitore o del cliente?

    Il fornitore può essere interessato ad uno spettro ampio di clientela e quindi può studiare forme di consulenza molto elastiche da sottoporre al cliente ancora non orientato.

    Il cliente il più delle volte vuole un servizio a costi nulli (quindi tacitamente accetta che siano annegati nei prodotti), ma soprattutto soffre sapendo che, in caso di perdita, la spesa consulenziale va a sommarsi alla perdita, accusando tacitamente il consulente di non averlo consigliato nel modo giusto (vedi anche Moneyfarm).

    Io sono un privato cittadino, ma ho diversi amici che sarebbero disposti a darmi le pw dei loro conti online per investire per conto loro. Ovviamente me ne guardo bene, e non solo perchè è illegale! Tutto perchè andavano dal consulente di sportello che rifilava loro i prodotti della banca col 2-3% annuo di spese (per fortuna non più occulte) sotto il cappello dell'investimento "rispettoso dell'ambiente".

  3. #3
    L'avatar di Long Player Special
    Data Registrazione
    Dec 2021
    Messaggi
    1,394
    Mentioned
    7 Post(s)
    Quoted
    854 Post(s)
    Potenza rep
    22210479
    Citazione Originariamente Scritto da bancale Visualizza Messaggio
    Questa discussione ha lo scopo di far emergere idee, anche innovative, magari bislacche, forse vietate dalla legge, per creare un servizio di
    consulenza per investimenti che, secondo i clienti, sarebbe gradito e migliorativo rispetto alla situazione attuale.

    Molti lettori non hanno ben chiaro l'attuale quadro, quindi lo riassumo velocemente:

    Consulenza su base indipendente, fornita principalmente da liberi professionisti o Scf, va pagata dal cliente che poi deve scegliere un intermediario
    per effettuare le sue operazioni. Per semplificare, anche se ogni professionista sceglie di farsi pagare quanto vuole, diciamo che costa ca l'1% del patrimonio sotto consulenza + iva; a queste spese vanno aggiunte le spese sostenute presso il proprio intermediario, queste difficilmente quantificabili perchè ogni cliente ha un'operatività molto diversa dall'altro.


    Consulenza on top, fornita da molte banche, è una consulenza a pagamento fornita insieme all'utilizzo dei prodotti della propria banca, può costare dallo 0,20% a più dell'1%, anche in questo caso vanno aggiunti i costi della banca e dei prodotti utilizzati, che genericamente sono gli stessi prodotti utilizzati nella modilità di
    "consulenza strumentale alla vendita" sotto riportata.

    Consulenza personalizzata ma non indipendente, è la consulenza che le banche spacciano per "indipendente" ma senza rispettarne i rigidi criteri, consente alle
    banche di fornire consulenza su ampio raggio, costa dallo 0,60% al 2%; in genere parte dei costi vengono recuperati dai clienti con retrocessione di commissioni
    pagate sui prodotti.

    Consulenza strumentale alla vendita, è la consulenza prevista dalla Mifid, è indispensabile per ogni intermediario che voglia "consigliare o tentare la vendita
    di prodotti finanziari" non ha costi aggiuntivi e genericamente è quella che i clienti pensano di non pagare. In questa attività di "consulenza" l'obbligo del venditore
    è di rispettare l'adeguatezza Mifid e di comunicare i costi dei prodotti ai clienti.


    Ora spazio alle vostre riflessioni, immaginate che vi sia una banca o un intermediario importante che voglia prendere spunto dalle vostre riflessioni e idee
    per migliorare il servizio ed acquisire quote di mercato, cosa vorreste?
    Credo sia inutile premettere che risposte del tipo, "vorremmo la consulenza indipendente a costi vicini a zero, non porterebbe la discussione da nessuna parte".

    Pensateci e non abbiate paura di osare! A volte le idee migliori vengono da intuizioni apparentemente impossibili da realizzare.
    Paradossalmente io vorrei una consulenza. A fronte di un pagamento vorrei teoria e pratica di strumenti finanziari, quindi il professionista dovrebbe essere ferrato sui derivati, ad esempio, spiegarmi e farmi vedere come posso operare fattivamente con il mio broker. Non sono interessato invece a quello che fanno oggi i consulenti finanziari, ovvero cercare di gestire i soldi altrui

  4. #4

    Data Registrazione
    Jan 2003
    Messaggi
    2,583
    Mentioned
    21 Post(s)
    Quoted
    575 Post(s)
    Potenza rep
    42949692
    Citazione Originariamente Scritto da reef Visualizza Messaggio
    Dipende... Il punto di vista deve essere quello del fornitore o del cliente?

    Il fornitore può essere interessato ad uno spettro ampio di clientela e quindi può studiare forme di consulenza molto elastiche da sottoporre al cliente ancora non orientato.

    Il cliente il più delle volte vuole un servizio a costi nulli (quindi tacitamente accetta che siano annegati nei prodotti), ma soprattutto soffre sapendo che, in caso di perdita, la spesa consulenziale va a sommarsi alla perdita, accusando tacitamente il consulente di non averlo consigliato nel modo giusto (vedi anche Moneyfarm).

    Io sono un privato cittadino, ma ho diversi amici che sarebbero disposti a darmi le pw dei loro conti online per investire per conto loro. Ovviamente me ne guardo bene, e non solo perchè è illegale! Tutto perchè andavano dal consulente di sportello che rifilava loro i prodotti della banca col 2-3% annuo di spese (per fortuna non più occulte) sotto il cappello dell'investimento "rispettoso dell'ambiente".

    Grazie per la risposta.
    Il punto di vista da cui partire deve essere sempre quello del cliente. Quel che si
    trova attualmente, parte, tranne che per la parte della consulenza indipendente, dal punto di vista
    dei distributori.

  5. #5

    Data Registrazione
    Jan 2003
    Messaggi
    2,583
    Mentioned
    21 Post(s)
    Quoted
    575 Post(s)
    Potenza rep
    42949692
    Citazione Originariamente Scritto da Long Player Special Visualizza Messaggio
    Paradossalmente io vorrei una consulenza. A fronte di un pagamento vorrei teoria e pratica di strumenti finanziari, quindi il professionista dovrebbe essere ferrato sui derivati, ad esempio, spiegarmi e farmi vedere come posso operare fattivamente con il mio broker. Non sono interessato invece a quello che fanno oggi i consulenti finanziari, ovvero cercare di gestire i soldi altrui
    Grazie per la risposta.
    Quel che dici esiste già.
    Molti offrono "formazione" come tu richiedi.
    La formazione non è un'attività di consulenza, quindi non è soggetta ad autorizzazioni
    e può essere prestata liberamente.

  6. #6
    L'avatar di reef
    Data Registrazione
    Aug 2002
    Messaggi
    5,180
    Mentioned
    6 Post(s)
    Quoted
    540 Post(s)
    Potenza rep
    42949693
    Citazione Originariamente Scritto da bancale Visualizza Messaggio
    Grazie per la risposta.
    Il punto di vista da cui partire deve essere sempre quello del cliente. Quel che si
    trova attualmente, parte, tranne che per la parte della consulenza indipendente, dal punto di vista
    dei distributori.
    Credo che tu sappia bene che dal punto di vista del cliente è quasi impossibile trovare una risposta semplice.

    Potremmo alzare il livello, ma si tratterebbe di parlare di strumenti informatici basati su ML e AI, semplici da usare ma di una complessità algoritmica stupefacente (tipo il traduttore Google, per intenderci...).

  7. #7

    Data Registrazione
    Jan 2003
    Messaggi
    2,583
    Mentioned
    21 Post(s)
    Quoted
    575 Post(s)
    Potenza rep
    42949692
    Citazione Originariamente Scritto da reef Visualizza Messaggio
    Credo che tu sappia bene che dal punto di vista del cliente è quasi impossibile trovare una risposta semplice.

    Potremmo alzare il livello, ma si tratterebbe di parlare di strumenti informatici basati su ML e AI, semplici da usare ma di una complessità algoritmica stupefacente (tipo il traduttore Google, per intenderci...).
    Non credo che la strada da seguire sia quella informatica.
    Investire richiede una notevole dose di personalizzazione e di gestione delle emotività.
    Ogni investitore, da quello retail alle prime esperienze, ai gruppi familiari con patrimoni molto importanti e con
    all'interno le competenze per fare da soli, si scontrano sempre con l'imprevedibilità del mercato.
    Imprevedibilità che deve essere considerata sia in senso negativo che positivo.
    Per il mio modo di vedere l'intelligenza artificiale sarà un supporto ma non sostituirà la "consulenza".

    Aggiungo un elemento al primo post; pensate sia utile vietare la retrocessione di commissioni ai distributori?
    Proprio oggi sto esaminando il caso di un cliente, che dice, ma il beneficio del dubbio è sacrosanto, di non essere stato
    informato dei costi iniziali di due certificate dove ha il 30% del patrimonio!

    Se le retrocessioni fossero state vietate, questo caso non si sarebbe verificato.

  8. #8
    L'avatar di bow
    Data Registrazione
    Oct 2012
    Messaggi
    2,856
    Mentioned
    204 Post(s)
    Quoted
    2258 Post(s)
    Potenza rep
    42949682
    Citazione Originariamente Scritto da Long Player Special Visualizza Messaggio
    ovvero cercare di gestire i soldi altrui
    E' ma li è il segreto del proprio arricchimento.
    In realtà la 'gestione' dei beni altrui (non nell'altrui interesse come un fiduciario, ma nel proprio) è qualcosa che più mi sforzo e più non vedo entrarci qualcosa con la 'consulenza'.
    Consulenza è consigliare, poi giustamente ricevuto il consiglio e la formazione specifica sta ad altri gestire/agire.

    Ovviamente dare il proprio patrimonio in "gestione al consulente" è estremamente comodo: ti sei tolto il pensiero e qualsiasi problema non è più 'colpa' tua, a questa procedura (estremamente stupida, mi si permetta) viene solitamente associato il concetto di 'fiducia' per togliersi anche il peso psicologico dell'ingenuità (la frase classica è "non ci capisco, non so farlo, è vero che l'ho affidato a Vittorio, ma solo perché è un amico carissimo e un professionista che si è mostrato competente e gode della mia fiducia da X (numero solitamente significativo) anni).

    Però comprendiamo che è qualcosa che non ha nulla a che fare con economia e finanza, è qualcosa di psicologico, una sorta di rito catartico di autoassoluzione (con la confessione la Chiesa ci ha mangiato per millenni):
    1- La responsabilità dei miei averi, quindi del benessere mio e di miei cari, non è più mia, ma di un 'professionista'
    2- La delega non è stata data alla leggera, ma sulla base di 'fiducia' (tre requisiti: professionalità dimostrata superiore alla mia [competenza], vincolo personale di fiducia/amicizia [morale], anni di frequentazione gestione pregressa [esperienza])

    Il rito di 'catarsi' è effettuato: qualsiasi esternalità positiva (guadagno, buona gestione) sarà merito del mio metodo avveduto da buon padre di famiglia di gestione della cosa, qualsiasi esternalità negativa (tradimento della fiducia, perdita, risultati disattesi, disservizio, costi ingiustificabili) è colpa d'altri poiché io ho fatto tutto quanto legittimo e sensato e di meglio non avrei potuto.

    Ovviamente la 'colpa' (se ha senso parlarne) non è nel risparmiatore, ma secondo me nell'industria del risparmio che propone questo "pacchetto morale" e lo offre come servizio. Mi permetterei di osservare che questo 'rito' psico-morale è il principale servizio che offre. Infatti i consulenti (cfaofs) non sono in realtà chissà che fini professionisti (non tutti almeno) né specialisti dei mercati, ma basano tutto sulla relazione e l'assistenza 'psicologica'. Poi con i patrimoni a loro 'delegati' ci comprano i prodotti del loro campionario di agenti di commercio (li usano per macinare provvigioni). In altre parole ti vendono la tranquillità e si prendono in cambio i soldi.

  9. #9

    Data Registrazione
    Jan 2003
    Messaggi
    2,583
    Mentioned
    21 Post(s)
    Quoted
    575 Post(s)
    Potenza rep
    42949692
    Grazie @bol per il tuo intervento.

    Inutile dire che hai centrato uno dei principali schemi mentali dell'investitore/risparmiatore italiano.

    Tutti vorrebbero che i servizi loro offerti fossero migliori, ma poi, nella pratica, non saprebbero cosa farsene,
    e tantomeno saprebbero cosa chiedere.
    Ma proviamoci, aiutami tu, anche con proposte "provocatorie".
    Tu cosa ne pensi, per esempio, dell'eventuale divieto di retrocessioni?
    A mio avviso potrebbe essere un passo importante per costringere il cliente a "scegliere" chi pagare.

  10. #10
    L'avatar di bow
    Data Registrazione
    Oct 2012
    Messaggi
    2,856
    Mentioned
    204 Post(s)
    Quoted
    2258 Post(s)
    Potenza rep
    42949682
    Citazione Originariamente Scritto da bancale Visualizza Messaggio
    Tu cosa ne pensi, per esempio, dell'eventuale divieto di retrocessioni?
    A mio avviso potrebbe essere un passo importante per costringere il cliente a "scegliere" chi pagare.
    E' l'elemento fondamentale per bloccare un meccanismo di agenzia di vendita spacciato per consulenza.
    Senza retrocessioni non significherà che il servizio sarà migliore, professionale o economico o che non si verrà raggirati dall'imbonitore di turno o dal venditore di 'segnali di trading', però sarà difficile spacciare un venditore di prodotti finanziari a catalogo per una sorta di architetto del portafoglio (attenzione il 90% secondo me sono davvero convinti di essere consulenti e non agenti commerciali della mandante e delle loro controparti, e credono davvero che il loro servizio valido sia nel proporre il 'fondo del momento che fa meglio del mercato').

    Ovviamente il divieto di retrocessioni devasterebbe l'industria del risparmio che è nata su questo bel meccanismo in cinquant'anni.

    Però renderebbe anche possibile il lavoro di consulente indipendente vero (salvo piccole nicchie di fenomeni che riescono con il vento completamente avverso a navigare e vincere anche la regata).

Accedi