Chi vi dà un rendimento annuale pari alla deducibilità di un fondo pensione? - Pagina 25
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  1. #241

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    Consultando la documentazione di fondo sanità, cui sto meditando di aderire, mi sono imbattuto nel documento sulla politica di investimento: se come già rimarcato il comparto espansione è tra i migliori sul mercato, va meno bene coi comparti scudo e progressione: e non è colpa del fondo, quanto dei rendimenti inesistenti ottenibili nei prossimi anni dall'obbligazionario.
    Infatti il comparto scudo investe in 50% obbligazionario gov europa 1-3 aa, 20% gov europa 3-5 aa, 30% obbligazionario corporate eur 1-5 aa: il rendimento atteso nei prossimi anni è negativo per ammissione stessa del fondo, -0,19% col 100% di probabilità a vent'anni di non replicare i risultati ottenibili col tfr.
    Va appena meglio col comparto progressione, con rendimento atteso del 2,1% e probabilità di non ottenere il risultato del tfr pari al 69,89%.

    Con premesse del genere, e considerato che bene o male i comparti prudenti dei fondi sono tutti simili, siete ancora convinti che lasciare il TFR in azienda o all'INPS non sia una buona scelta, visti i rendimenti offerti dal TFR?

    Per quanto riguarda i versamenti aggiuntivi (e i calcoli astrusi da qualcuno citati), anche in questo caso la scelta non è così scontata: basta che i rendimenti offerti dal fp siano inferiori di un paio di punti rispetto al vostro 60-40 o 80-20 che la scelta pende a favore dei fp per aliquote irpef pari o superiori al 38% e per periodi lunghi, intorno ai 20-30 aa; se questi due requisiti sono assenti, beh, fatevi bene i conti che la deduzione del fondo pensione potrebbe non convenire affatto e tanto vale investire autonomamente in etf, col vantaggio ulteriore della maggiore liquidità dell'investimento.

    Non è una faccenda semplice.
    Ultima modifica di Varrick; 31-08-21 alle 17:14

  2. #242
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    Vedi il problema dei fondi fetecchia è che non sanno fare il loro lavoro. Un comparto garantito non si fa comprando bond a 1 anno ma bond trentennali. Il meccanismo di valutazione ramo 1 lo possono fare solo le assicurazioni però. Per questo chi vuole il garantito dovrebbe orientarsi verso questi prodotti (es cattolica o Genertel).
    Te puoi fare espansione e alla fine switchare, se c'è contributo datoriale ingoia il rospo

  3. #243

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    Citazione Originariamente Scritto da Varrick Visualizza Messaggio
    Consultando la documentazione di fondo sanità, cui sto meditando di aderire, mi sono imbattuto nel documento sulla politica di investimento: se come già rimarcato il comparto espansione è tra i migliori sul mercato, va meno bene coi comparti scudo e progressione: e non è colpa del fondo, quanto dei rendimenti inesistenti ottenibili nei prossimi anni dall'obbligazionario.
    Infatti il comparto scudo investe in 50% obbligazionario gov europa 1-3 aa, 20% gov europa 3-5 aa, 30% obbligazionario corporate eur 1-5 aa: il rendimento atteso nei prossimi anni è negativo per ammissione stessa del fondo, -0,19% col 100% di probabilità a vent'anni di non replicare i risultati ottenibili col tfr.
    Va appena meglio col comparto progressione, con rendimento atteso del 2,1% e probabilità di non ottenere il risultato del tfr pari al 69,89%.

    Con premesse del genere, e considerato che bene o male i comparti prudenti dei fondi sono tutti simili, siete ancora convinti che lasciare il TFR in azienda o all'INPS non sia una buona scelta, visti i rendimenti offerti dal TFR?

    Per quanto riguarda i versamenti aggiuntivi (e i calcoli astrusi da qualcuno citati), anche in questo caso la scelta non è così scontata: basta che i rendimenti offerti dal fp siano inferiori di un paio di punti rispetto al vostro 60-40 o 80-20 che la scelta pende a favore dei fp per aliquote irpef pari o superiori al 38% e per periodi lunghi, intorno ai 20-30 aa; se questi due requisiti sono assenti, beh, fatevi bene i conti che la deduzione del fondo pensione potrebbe non convenire affatto e tanto vale investire autonomamente in etf, col vantaggio ulteriore della maggiore liquidità dell'investimento.

    Non è una faccenda semplice.
    infatti la penso uguale....
    per aliquote irpef del 23%.. versare i 5000€ non da quel vantaggio sperato....
    quale sarebbe il versamento "giusto" per questa fascia?

  4. #244

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    Citazione Originariamente Scritto da GreedyTrader Visualizza Messaggio
    Vedi il problema dei fondi fetecchia è che non sanno fare il loro lavoro. Un comparto garantito non si fa comprando bond a 1 anno ma bond trentennali. Il meccanismo di valutazione ramo 1 lo possono fare solo le assicurazioni però. Per questo chi vuole il garantito dovrebbe orientarsi verso questi prodotti (es cattolica o Genertel).
    Te puoi fare espansione e alla fine switchare, se c'è contributo datoriale ingoia il rospo
    le gestioni separate non sono la panacea assoluta.
    In genere costano di più dei fondi e sono penalizzanti nelle fasi di rialzo tassi.
    Dire che da qui a 10-20-30 anni, le gestioni separate faranno meglio dei comparti obbligazionari e come prevedere l'indice del ftse mib fra 20 anni.

  5. #245
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    Citazione Originariamente Scritto da bancale Visualizza Messaggio
    le gestioni separate non sono la panacea assoluta.
    In genere costano di più dei fondi e sono penalizzanti nelle fasi di rialzo tassi.
    Dire che da qui a 10-20-30 anni, le gestioni separate faranno meglio dei comparti obbligazionari e come prevedere l'indice del ftse mib fra 20 anni.
    Beh vedere la differenza sui rendimenti è notevole. 0,1% contro 2-2,5%. A 5 anni. Se poi obbligazionari renderanno di più di cambia. Onestamente investire in un fondo che già dichiara rendimento negativo è una barzelletta

  6. #246

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    Citazione Originariamente Scritto da Varrick Visualizza Messaggio
    Consultando la documentazione di fondo sanità, cui sto meditando di aderire, mi sono imbattuto nel documento sulla politica di investimento: se come già rimarcato il comparto espansione è tra i migliori sul mercato, va meno bene coi comparti scudo e progressione: e non è colpa del fondo, quanto dei rendimenti inesistenti ottenibili nei prossimi anni dall'obbligazionario.
    Infatti il comparto scudo investe in 50% obbligazionario gov europa 1-3 aa, 20% gov europa 3-5 aa, 30% obbligazionario corporate eur 1-5 aa: il rendimento atteso nei prossimi anni è negativo per ammissione stessa del fondo, -0,19% col 100% di probabilità a vent'anni di non replicare i risultati ottenibili col tfr.
    Va appena meglio col comparto progressione, con rendimento atteso del 2,1% e probabilità di non ottenere il risultato del tfr pari al 69,89%.

    Con premesse del genere, e considerato che bene o male i comparti prudenti dei fondi sono tutti simili, siete ancora convinti che lasciare il TFR in azienda o all'INPS non sia una buona scelta, visti i rendimenti offerti dal TFR?

    Per quanto riguarda i versamenti aggiuntivi (e i calcoli astrusi da qualcuno citati), anche in questo caso la scelta non è così scontata: basta che i rendimenti offerti dal fp siano inferiori di un paio di punti rispetto al vostro 60-40 o 80-20 che la scelta pende a favore dei fp per aliquote irpef pari o superiori al 38% e per periodi lunghi, intorno ai 20-30 aa; se questi due requisiti sono assenti, beh, fatevi bene i conti che la deduzione del fondo pensione potrebbe non convenire affatto e tanto vale investire autonomamente in etf, col vantaggio ulteriore della maggiore liquidità dell'investimento.

    Non è una faccenda semplice.
    Io ho già detto che per me i fondi prudenti non hanno senso per un prodotto previdenziale da tenere per decenni, indipendentemente dalla situazione attuale dei tassi di interesse. Il comparto giusto è quello aggressivo e lo si può tenere fino al pensionamento. Se hai la sfortuna pazzesca di andare in pensione quando il mercato è ai minimi, aspetti 6-7 anni ha chiedere la prestazione finale e in questo tempo consumi le obbligazioni presenti sul deposito titoli (ne bastano poche, un modesto 20% del portafoglio totale bastano per coprire una rendita integrativa del 3% per 7 anni).

  7. #247
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    Citazione Originariamente Scritto da rating1 Visualizza Messaggio
    infatti la penso uguale....
    per aliquote irpef del 23%.. versare i 5000€ non da quel vantaggio sperato....
    quale sarebbe il versamento "giusto" per questa fascia?
    versamento minimo per prendere il contributo datoriale, purché il fondo sia ben gestito.

    Il resto etf.


    Raggiungere i 5k ha senso con aliquota marginale più alta.


    In ogni caso comparto più aggressivo possibile.60 40 almeno.

  8. #248

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    Citazione Originariamente Scritto da briciola82 Visualizza Messaggio
    Io ho già detto che per me i fondi prudenti non hanno senso per un prodotto previdenziale da tenere per decenni, indipendentemente dalla situazione attuale dei tassi di interesse. Il comparto giusto è quello aggressivo e lo si può tenere fino al pensionamento. Se hai la sfortuna pazzesca di andare in pensione quando il mercato è ai minimi, aspetti 6-7 anni ha chiedere la prestazione finale e in questo tempo consumi le obbligazioni presenti sul deposito titoli (ne bastano poche, un modesto 20% del portafoglio totale bastano per coprire una rendita integrativa del 3% per 7 anni).
    C'è chi ha come obiettivo finanziario per il fondo pensione quello di battere il tfr, e usa investimenti più aggressivi nel portafoglio personale. Non è vero che per definizione il comparto più aggressivo è quello giusto, o, almeno, non è detto che valga per definizione per chi è a metà del percorso verso la pensione. Se i fondi pensione sottoperformano il mercato è perchè da un lato sono scarsi nella gestione, ma è anche perchè alcuni adottano una politica di investimento difensiva sull'azionario e non aggressiva, per limitare la volatilità.

    Nell'esempio che fai, di posticipare di più anni la richiesta del vitalizio del fondo pensione, ti espone di più al rischio di non recuperare il montante investito. Dipende dai coefficienti applicati dall'assicurazione per la conversione in rendita, la speranza di vita per un uomo è:
    - a 60-64 anni 22,3 anni
    - a 65-69 anni 18,2 anni
    - a 70-74 anni 14,4 anni

    La qualità della salute può cambiare parecchio in 5 anni, io sono dell'avviso che i soldi dell'assegno pensionistico è meglio goderseli il prima possibile piuttosto che posticipare. Meglio meno soldi e subito che più soldi dopo, secondo me

    Se sai già che vivrai fino a 100 anni meglio posticipare l'assegno pensionistico
    Ultima modifica di rentista; 01-09-21 alle 06:46

  9. #249
    L'avatar di Forexeye
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    Citazione Originariamente Scritto da marble Visualizza Messaggio
    versamento minimo per prendere il contributo datoriale, purché il fondo sia ben gestito.

    Il resto etf.


    Raggiungere i 5k ha senso con aliquota marginale più alta.


    In ogni caso comparto più aggressivo possibile.60 40 almeno.
    Stessa cosa che farò io: verserò il minimo per avere il contributo datoriale (nel mio caso il 2%), profilo più aggressivo possibile e via. Diciamo che lo faccio più per non vedere distrutto il TFR per eventuali dimissioni cambi che altro. Il resto dei miei soldi sarà in ETF

  10. #250

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    Citazione Originariamente Scritto da rentista Visualizza Messaggio
    Nell'esempio che fai, di posticipare di più anni la richiesta del vitalizio del fondo pensione, ti espone di più al rischio di non recuperare il montante investito. Dipende dai coefficienti applicati dall'assicurazione per la conversione in rendita, la speranza di vita per un uomo è:
    - a 60-64 anni 22,3 anni
    - a 65-69 anni 18,2 anni
    - a 70-74 anni 14,4 anni

    La qualità della salute può cambiare parecchio in 5 anni, io sono dell'avviso che i soldi dell'assegno pensionistico è meglio goderseli il prima possibile piuttosto che posticipare. Meglio meno soldi e subito che più soldi dopo, secondo me

    Se sai già che vivrai fino a 100 anni meglio posticipare l'assegno pensionistico
    Nell'esempio che ho fatto non posticipo l'assegno pensionistico, ottimizzo solamente la fase di decumulo, scegliendo nel modo piu' efficiente possibile cosa vendere prima e cosa dopo. In caso di improvviso crollo dei mercati prima vendo le obbligazioni che ho in portafoglio (quello gestito da me) e poi converto in obbligazioni le azioni che ho in portafoglio (quello gestito dal gestore del fondo pensione) e vendo quelle (o meglio la compagnia assicurativa lo fa per me, assicurandomi al contempo contro il rischio longevita').

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