Chi è ancora disposto a mettere soldi sull'azionario? - Pagina 11
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  1. #101
    L'avatar di GreedyTrader
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    boh io non sarò goldmann che fa tutto un modello fuffico, troppo basato su ipotetici backtest, che a me sembra quasi randomico.
    Vero è che dal gfc l'ERP è stato superiore alla media storica, ma questo non lo vedo come mercato a sconto quanto come yield bassi, non è che ERP può volare se treasury stanno a 6% come in passato e giocoforza ecco che si restringe il premium.
    non vedo stagflazione perchè è un discorso esagerato, più probabile reflazione ZIRP. le star per me sono i beni reali e gli immobili (ma questo lo dicevo a inizio 2020 già).
    relativamente al titolo del thread, comunque abbiamo un ERP stimato di 4,7%, quindi un rendimento 6% su SP500, di più (8% ?) sul resto del mondo, a me non sembra da buttare. Poi se mi si dice fuori da azionario bisogna capire dove entrare. Soldi che stanno fermi non li ho mai visti.
    tattica migliore rimane accumulo magari su debolezze temporanee

  2. #102
    L'avatar di bow
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    Citazione Originariamente Scritto da GreedyTrader Visualizza Messaggio
    boh io non sarò goldmann che fa tutto un modello fuffico, troppo basato su ipotetici backtest, che a me sembra quasi randomico.
    E' il segreto del successo: se non proponi un modello, non fai sentire delle risposte, non vieni considerato 'competente' in materia. Il segreto è darle con sufficiente apertura da poter sempre rimanere in una terra di condizionale. Parli molto, dici poco. Poi alla fine "ma su quanto dicevo avevo in certi termini ragione".
    Poi molto più in basso, senza modelli econometrici, c'è il consulente a provvigione che magari si va vantando che lui aveva azzeccato il mercato, ci vede giusto, sa prevedere. Oppure da me il funzionario di turno che l'altroieri mi ha tenuto mezz'ora "perché vedi, il mercato sta iniziando a lateralizzare... ma tu che dici, quali settori vanno investiti ora? Ma che facciamo, secondo te quando arriva il crollo?". Dimenticando (o ignorando completamente, dato che per motivi 'commerciali', ma io dico 'fraudolenti' il '''consulente''' dice di vendere e comprare in continuazione, o se basato sul continuing come i Cfaofs, che è il momento di questo o quel settore, spacciandosi truffaldinamente come un espertone del ciufolo che sa prevedere i mercati e consigliarti cosa fare adesso) che se potessi prevedere il mercato, ma non dico sempre, dico con affidabilità assoluta almeno 51 volte si e 49 no, potrei costruirci un modello grazie al quale non avrei più bisogno di lavorare.

    Citazione Originariamente Scritto da francs Visualizza Messaggio
    Mi piacerebbe vedere una volta tanto uno studio statistico sull'affidabilità dei modelli statistici applicati ai mercati finanziari, visto che anche i modelli matematici di sistemi deterministici (lampadine, pneumatici, materiali), hanno sempre qualche problema di affidabilità.
    Mi piacerebbe vedere quanti di questi modelli economico/finanziari sparirebbero se chi li propone rispondesse di tasca propria della loro correttezza su risultati ben definiti in un orizzonte temporale ben definito.
    Una volta mi hai detto che se toppano troppo li licenziano: credo che ciò stimoli soltanto lo sviluppo della blablability dei condizionali per salvarsi il posto di lavoro a volte ben remunerato.
    Se tutti questi studi ed analisi potessero costruire un modello che con assoluta confidenza ci azzecca almeno 51 volte ogni 49 che sbaglia potrebbe tramite opzioni e altri strumenti generare una ricchezza pressoché sterminata.
    Quindi non dico non serva a niente, ma non serve a quello che alcuni vogliono tirarci fuori, ovvero l'analista di qualche società prodotto che ti dice "è questo il momento delle materie prime, gli emergenti invece sono troppo cari, l'azionario USA reggerà ancora". Sì, può essere, o forse no.

    Ovviamente questo non vuol dire che nessuna analisi e valutazione serve. Ovviamente alcuni elementi sono "MATEMATICAMENTE" certi e da tenere a conto nelle strategie.
    Che comprare un BTP a tasso zero è un investimento che a X anni darà risultato potenzialmente solo negativo è una certezza.
    Che comprare bund tedeschi a 20 anni oggi assorbe un rischio tassi destabilizzante rispetto che a comprarli 20 anni fa è un altro fatto matematicamente dimostrabile.

    In tutto ciò non si potrà mai dire con ragionevole confidenza cosa sarà tra 1, 3 o 5 mesi (salvo chi ha poteri di condizionare il mercato e informazioni riservate), ma si può analizzare che il prezzo delle azioni rispetto al valore contabile oggi non è quello di fine 2018, che il rischio tassi su un certo bond non è quello del 2011, che la durata finanziaria di un BTP a 15 anni allo 0,5% è un tantino più alta di quella del BTP a 15 anni di 3 anni fa etc... fino a capire che il "rischio finanziario" di un portafoglio e della sua strategia può essere adeguato o non adeguato rispetto a quello che qualcuno vuole/può assumersi.
    E questo è quello che è sensato fare.

  3. #103
    L'avatar di GreedyTrader
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    sicuro che prevedere il futuro non è possibile, ma possiamo dire o almeno io mi azzardo a dire che chi parla di grande bolla pronta a scoppiare si illude parecchio, a meno che non si arrivi a inflazione a doppia cifra e la FED debba tirare pesantemente sui tassi, nel caso invece di inflazione che si assesta e si arrivasse anche a treasury al 3% che è il massimo dal 2008 in poi, sto crollo del mercato non ci sarebbe, al massimo un 20% di calo che è come il 2018 che nn se lo ricorda nessuno.
    naturalmente ci potrebbe essere la variante assassina o altri shock esogeni ma affermare che il mercato di per se stesso è caro e sta per crollare, come avvenne nel 1929 o nel 2000 (dove si vede addirittura ERP negativo!!) mi sa che o ha studiato male o è perma-orsetto

  4. #104
    L'avatar di mander
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    in un’economia capitalistica il ritmo dell’espansione (o della contrazione) economica è dettato dal rapporto tra profitti e costo del capitale e del servizio del debito.

    Globalmente, i profitti delle imprese sono crollati e nelle principali economie avanzate anche le aziende più grandi assistono ad un calo dei guadagni e delle vendite. Negli Stati Uniti, il 43% delle prime 500 aziende ha registrato un calo delle vendite e degli utili rispettivamente del 2,5 e del 3,7% rispetto alla fine del 2014. In Europa, il 17% delle prime 600 aziende ha riportato un calo delle vendite e degli utili del 6,5 e dell’11,7%. In Giappone, il 45% delle prime 225 aziende ha riportato un calo delle vendite e degli utili del 2,5 e del 9,3%


    Dallo ZIRP al NIRP: il fallimento annunciato delle politiche monetarie - Eunews

  5. #105
    L'avatar di santabrianza
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    Citazione Originariamente Scritto da mander Visualizza Messaggio
    in un’economia capitalistica il ritmo dell’espansione (o della contrazione) economica è dettato dal rapporto tra profitti e costo del capitale e del servizio del debito.

    Globalmente, i profitti delle imprese sono crollati e nelle principali economie avanzate anche le aziende più grandi assistono ad un calo dei guadagni e delle vendite. Negli Stati Uniti, il 43% delle prime 500 aziende ha registrato un calo delle vendite e degli utili rispettivamente del 2,5 e del 3,7% rispetto alla fine del 2014. In Europa, il 17% delle prime 600 aziende ha riportato un calo delle vendite e degli utili del 6,5 e dell’11,7%. In Giappone, il 45% delle prime 225 aziende ha riportato un calo delle vendite e degli utili del 2,5 e del 9,3%


    Dallo ZIRP al NIRP: il fallimento annunciato delle politiche monetarie - Eunews
    Quindi in USA, EU e Giappone rispettivamente il 57%, 83% e 55% delle aziende hanno incrementato i loro utili e le loro vendite dal 2014.

  6. #106
    L'avatar di mander
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    Citazione Originariamente Scritto da santabrianza Visualizza Messaggio
    Quindi in USA, EU e Giappone rispettivamente il 57%, 83% e 55% delle aziende hanno incrementato i loro utili e le loro vendite dal 2014.
    Si tratta di 3 indici pesanti S&P 500, NIKKEI 225 e STOXX 600.

    Ho linkato questo vecchio art. come prova di quanto aleatori possono essere i futuri guadagni di borsa, con il p/e che aumenta ed l'e/p che tende a zero.

  7. #107

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    GreedyTrader e bow, dobbiamo intenderci sul significato da attribuire al termine "previsione": i ragionamenti sul vantaggio sistematico del 1% significano poco senza una quantificazione del payout, specie in un modello così.

    Lo scopo principale del modello proposto è dare una valutazione che vada oltre l'abusato P/E identificando e validando altri driver che guidano la redditività delle azioni.

    Da questo punto di vista il modello c'entra il suo obiettivo; invece, se avete fatto trading con opzioni abbastanza a lungo, vi accorgete che questa validazione non è sufficiente per tirare fuori soldi con continuità dal mercato.

    Se allora si opera direttamente con gli ETF o i futures sull'indice, non si fa nulla di diverso da chi non ritiene l'azionario troppo costoso e accumula sulle debolezze e/o a intervalli regolari.

    Per fare un altro esempio, una recente analisi di AQR motiva in modo semplice e abbastanza convincente le performance relative deboli del fattore "value" ma le conclusioni non sono sfruttabili in modo diretto per fare palate di soldi: Are Value Stocks Cheap for a Fundamental Reason?

  8. #108
    L'avatar di bow
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    Lo scopo principale del modello proposto è dare una valutazione che vada oltre l'abusato P/E identificando e validando altri driver che guidano la redditività delle azioni.
    Hai sintetizzato con una frase il ruolo che personalmente attribuisco come valido alle analisi finanziarie.
    Ti testimonio che, nella mia umile e parziale esperienza (che però milito nella filiera commerciale), il 90% delle esposizioni di analisi serve a dare 'argomenti per il collocamento'. Ovvero "in questo momento non sono favorevole alle materie prime, ma più ai tecnologici" ( --> fate vendere i vecchi fondi sulle materie prime spiegando al cliente che crolleranno e che ti 'sai' visto che sei un grande consulente 'saputo' che invece si guadagna sui tecnologici).
    Da questo punto di vista il modello c'entra il suo obiettivo; invece, se avete fatto trading con opzioni abbastanza a lungo, vi accorgete che questa validazione non è sufficiente per tirare fuori soldi con continuità dal mercato.
    Ho conosciuto gente con pregressi nei desk (esteri) che lo ha fatto e mi ha spiegato questi fenomeni. Occupandomi di consulenza (retail, non enti) cerco di non fare trading con nulla e di non consigliare a nessuno o quasi dei derivati complessi con potenziale moltiplicatore sul rischio.
    Se allora si opera direttamente con gli ETF o i futures sull'indice, non si fa nulla di diverso da chi non ritiene l'azionario troppo costoso e accumula sulle debolezze e/o a intervalli regolari.

    Per fare un altro esempio, una recente analisi di AQR motiva in modo semplice e abbastanza convincente le performance relative deboli del fattore "value" ma le conclusioni non sono sfruttabili in modo diretto per fare palate di soldi: Are Value Stocks Cheap for a Fundamental Reason?
    Personalmente anche io ho esposto qualche argomento, anche proprio sul Value, tuttavia lo inquadro sempre in un discorso di consulenza. Differenza consulenza/trading? Nella consulenza cerco di integrare queste valutazioni chiamiamole 'multifattoriali' grazie ad analisi (spesso altrui) in 'strategie metodiche'.
    Banalmente: se tu analista mi dici (dopo che ti sei studiato i dati) "attenzione, nell'agosto 2021 i titoli del Nasdaq hanno raggiunto un valore di mercato mediamente superiore a 4 volte il valore contabile" io lo integro in una strategia "visti DIVERSI dati, tra cui questo, viste diverse analisi, decido (per citare un mio portafoglio già realizzato) che un'asset allocation 'prudente' (passami il termine) a distribuzione a 10 anni vada ad accumulare dividendi pagati, soprattutto dal debito emergente che è il più redditizio governativo diversificato, nel Nasdaq tramite un Value Averaging a 10 anni, questo mi aiuta a diluire questo 'dato' che il market price è 4 volte il value su uno storico attendibile in base a dati pregressi".
    Lo stesso il tuo discorso ad esempio sul ribilanciamento sistematico tra asset volatili ma perfettamente decorrelati (non ricordo dove l'ho letto) che è la sintesi non solo di un METODO di gestione attiva di alcuni fondi/traders, ma anche di una strategia valida di gestione nel tempo (quindi di consulenza) per l'asset allocation di un risparmiatore in cerca di un extra-rendimento (che poi è anche riduzione di volatilità/rischio nel tempo).

  9. #109

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    vabbe, ma l'articolo è del 2016, un pò di acqua sotto i ponti è passata

  10. #110

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    Entriamo nell azionario ma con giudizio

    Esaminando gli indici e le curve,vedo che i progressi migliori li ha fatti l indice delle Star .ci sarà un etf che le comprenda? Io una quota del mio ptf la investirei.grazie

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