come scegliere un buon consulente finanziario indipendente a milano? - Pagina 9
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  1. #81

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    Citazione Originariamente Scritto da erry1977 Visualizza Messaggio
    Come scegliere un buon consulente indipendente....


    Allo specchio
    Esattamente.

    Di santoni ne abbiamo visti abbastanza, per investire occorre avere conoscenza anche se ci si affida a qualcuno (è previsto anche dalla legge con il mifid) quindi tanto vale fare da soli specie al giorno d'oggi.

    Il guru/santone non elimina il rischio, che c'è sempre in quanto deriva (come i rendimenti) dal mercato di riferimento, anzi ti dimezza i guadagni con commissioni salate se simili a quelle delle banche.

    A limite valuta Euclidea.

  2. #82
    L'avatar di bow
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    Citazione Originariamente Scritto da consindip Visualizza Messaggio
    Hai ragione, è un presupposto errato che è stato indotto dai "paletti" che alcuni hanno indicato espressamente in interviste o nei loro siti.

    Purtroppo però la quantità di ore minima in un anno da dedicare ad ogni cliente è notevole, quindi sui clienti con patrimonio contenuto la parcella, pur bassa, è comunque "importante" e non remunerativa per il consulente. Ne consegue che chi ha molti clienti e non trova il tempo per seguirli tutti adeguatamente sia portato a mettere dei paletti.

    In base a recente classifica di Citywire, ogni consulente di Fineco ha mediamente più di 500 clienti. I consulenti di altre reti meno ma sempre molti.

    Un consulente finanziario autonomo con tanti clienti ne ha al massimo 60-80.

    Per seguire bene un cliente occorrono non meno di dieci ore all'anno, a volte molto di più. Poi ci sono casi di consulenti finanziari autonomi che di fatto fanno consulenza aziendale a PMI e vogliono essere in regola per consigliare, quando occorre, strumenti finanziari. In questo caso molto particolare si parla di 15-20 clienti al massimo e hai le giornate piene compreso il sabato.
    Se posso permettermi di dare un consiglio, solo per l'unica convinzione che un minor conflitto d'interessi possa portare meno problematiche ai risparmiatori: federatevi e assegnate a consulenti "junior" (agli inizi) i clienti più piccoli che non potete seguire. Questo nel tentativo di diffondere il più possibile il modello (è comunque una lotta contro il mare... ma è già qualcosa).
    Ultima modifica di bow; 09-08-21 alle 19:00

  3. #83
    L'avatar di bow
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    Citazione Originariamente Scritto da Phoenix Fire Visualizza Messaggio
    complimenti, sono pochi ad avere una morale così, in tanti ambiti, ma soprattutto in quello finanziario


    PS ti ho scritto in pvt, mi interesserebbe fare un discorsetto per diventare tuo (o della tua banca) cliente
    Aspetta, non voglio fare credere di essere "San Bow". Sono stato coinvolto a più livelli (professionale, personale, persone a me care) nello schifo del 'frega la vecchietta'.

    Solo questo (e la rabbia di vedere la competenza frustrata ai furbi ed ai disonesti, spesso pure incompetenti, che sono i grandi uomini del settore) mi ha portato a questa condotta. Sono molto più arrabbiato con il sistema che martire francescano, eh..

    Quanto ad acquisire clienti nel mio attuale lavoro non è esattamente (affatto) il mio obiettivo, al solito qualcuno ci mette la faccia ed il servizio retail poi è un po' così... potessi dare un servizio più elevato (derogare alcune commissioni, avere qualche offerta superiore alla media di mercato etc...) pure pure, ma la filiale retail è quello che è. Al massimo posso fare ETF al posto di prodotti "attivi".
    Ultima modifica di bow; 08-08-21 alle 10:33

  4. #84

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    Citazione Originariamente Scritto da bow Visualizza Messaggio
    Aspetta, non voglio fare credere di essere "San Bow". Sono stato coinvolto a più livelli (professionale, personale, persone a me care) nello schifo del 'frega la vecchietta'.

    Solo questo (e la rabbia di vedere la competenza frustrata ai furbi ed ai disonesti, spesso pure incompetenti, che sono i grandi uomini del settore) mi ha portato a questa condotta. Sono molto più arrabbiato con il sistema che martire francescano, eh..

    Quanto ad acquisire clienti nel mio attuale lavoro non è esattamente (affatto) il mio obiettivo, al solito qualcuno ci mette la faccia ed il servizio retail poi è un po' così... potessi dare un servizio più elevato (derogare alcune commissioni, avere qualche offerta superiore alla media di mercato etc...) pure pure, ma la filiale retail è quello che è. Al massimo posso fare ETF al posto di prodotti "attivi".
    ho risposto in pvt con qualche dettaglio
    so che non cerchi clienti, lo si capisce dal tipo ti interventi, ma tra un consulente a caso nel mare e un bancario sufficientemente esperto e affidabile, con poche libertà, tenderei, da persona che "non vuole" imparare troppo, a fare almeno una chiacchierata

  5. #85
    L'avatar di consindip
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    Citazione Originariamente Scritto da bow Visualizza Messaggio
    Se posso permettermi di dare un consiglio, solo per l'unica convinzione che un minor conflitto d'interessi possa portare meno problematiche ai risparmiatori: federatevi e assegnate a consulenti "junior" (agli inizi) i clienti più piccoli che non potete seguire. Questo nel tentativo di diffondere il più possibile il modello (è comunque una lotta contro il mare... ma è già qualcosa).
    Non ho questo problema per ora. Di consulenti autonomi junior che io sappia ce ne sono pochissimi e magari anche non attrezzati per seguire a clienti a distanza (c'è un costo fisso anche lì). Stiamo parlando di meno di 400 persone in tutta Italia di cui oltre la metà opera in SCF che sono concentrate nelle grosse città. Poi non è detto che il consulente junior dedichi ad un cliente lo stesso tempo che gli dedico io.

  6. #86

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    Citazione Originariamente Scritto da bow Visualizza Messaggio
    Se posso permettermi di dare un consiglio, solo per l'unica convinzione che un minor conflitto d'interessi possa portare meno problematiche ai risparmiatori: federatevi e assegnate a consulenti "junior" (agli inizi) i clienti più piccoli che non potete seguire. Questo nel tentativo di diffondere il più possibile il modello (è comunque una lotta contro il mare... ma è già qualcosa).
    Insieme ad un ristretto gruppo di colleghi abbiamo lavorato alla costituzione di una scf. Ora non faccio più parte dell’iniziativa che avrebbe avuto anche un obbiettivo simile a quello da te proposto.
    Purtroppo, in questa fase pionieristica, è difficile creare qualcosa che sia market friendly, innovativa e nello stesso tempo gratificante per i ‘fondatori’.
    Non capisco invece per quale motivo banche online o piccole banche territoriali non scelgano la consulenza su base indipendente come loro approccio preferenziale nel risparmio.
    Avrebbero un mercato potenzialmente illimitato, la reputazione bancaria e software facilmente adattabili. Io, nel mio piccolo, ho già proposto la cosa ad alcuni istituti, ricevendo interesse a parole ma poi, nessuno sviluppo successivo.

  7. #87
    L'avatar di bow
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    Citazione Originariamente Scritto da bancale Visualizza Messaggio
    Insieme ad un ristretto gruppo di colleghi abbiamo lavorato alla costituzione di una scf. Ora non faccio più parte dell’iniziativa che avrebbe avuto anche un obbiettivo simile a quello da te proposto.
    Purtroppo, in questa fase pionieristica, è difficile creare qualcosa che sia market friendly, innovativa e nello stesso tempo gratificante per i ‘fondatori’.
    Non capisco invece per quale motivo banche online o piccole banche territoriali non scelgano la consulenza su base indipendente come loro approccio preferenziale nel risparmio.
    Avrebbero un mercato potenzialmente illimitato, la reputazione bancaria e software facilmente adattabili. Io, nel mio piccolo, ho già proposto la cosa ad alcuni istituti, ricevendo interesse a parole ma poi, nessuno sviluppo successivo.
    Purtroppo non ti rendi forse conto dalla smisurata differenza di redditività che c'è tra consulenza definiamola "indipendente" e dipendente. Io non parlo della solita ipotetica "signora Mariuccia" sprovveduta che firma e paga e non sa niente. Non hai idea di quanti clienti sopra la media come evoluzione (e patrimonio) conosco che se gli fai il discorso 'si, paghi il 4% l'anno, ma l'azionario quanto ha reso da fine 2018? Ti sembra tanto?" lo accettano. Conosco un avvocato, ma di livello, che non concepisce pagare commissioni d'entrata, ma a tunnel sì. Gli ho spiegato carte alla mano che è sostanzialmente la stessa cosa eppure niente. E tutti questi non ti staccherebbero mai un assegno di 1000 euro per una consulenza... anche a quelli disposti a farlo: quanto ci metti a fargli pagare di commissioni il 5% del loro patrimonio? Io se volessi in pochi giorni, ovviamente poi o c'è un boom verticale del mercato o affronterei un notevole post vendita (cosa molto amata da certe aziende: incassano, ti dicono bravo e ti trasferiscono, quello che arriva dopo dice che eri un balordo, ma carriera si fa così).

    Oggettivamente è come andare da un negoziante, che paga 3000 (per percepire i costi operativi) euro al mese di affitto e ne incassa 10000 vendendo pneumatici "guarda vendi i nuovi pneumatici bio degradabili, sono più sostenibili, solo che invece di 10000 incasserai 1000 euro al mese, ed il resto quasi sicuramente lo cedi alla concorrenza". Anche il più amante dell'ambiente ti manda a quel paese, DEVE farlo.

    Anzi secondo me fate concorrenza alle reti di promotori gareggiando con una gamba sola... Capisco che il tema dei costi e del conflitto d'interesse è lapalissiano, ma in realtà fare digerire costi percepiti a chi è abituato a non percepirli è ultra svantaggioso.

    E oltrettutto vi rimane come mercato il maniaco dei costi, quello che "no l'ETF Invesco Nasdaq100 0,3% l'anno costa troppo... passo a quest'altro che costa 0,1% ed è meno costoso
    ..". Da un estremo all'altro.

  8. #88

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    Citazione Originariamente Scritto da bow Visualizza Messaggio
    Purtroppo non ti rendi forse conto dalla smisurata differenza di redditività che c'è tra consulenza definiamola "indipendente" e dipendente. Io non parlo della solita ipotetica "signora Mariuccia" sprovveduta che firma e paga e non sa niente. Non hai idea di quanti clienti sopra la media come evoluzione (e patrimonio) conosco che se gli fai il discorso 'si, paghi il 4% l'anno, ma l'azionario quanto ha reso da fine 2018? Ti sembra tanto?" lo accettano. Conosco un avvocato, ma di livello, che non concepisce pagare commissioni d'entrata, ma a tunnel sì. Gli ho spiegato carte alla mano che è sostanzialmente la stessa cosa eppure niente. E tutti questi non ti staccherebbero mai un assegno di 1000 euro per una consulenza... anche a quelli disposti a farlo: quanto ci metti a fargli pagare di commissioni il 5% del loro patrimonio? Io se volessi in pochi giorni, ovviamente poi o c'è un boom verticale del mercato o affronterei un notevole post vendita (cosa molto amata da certe aziende: incassano, ti dicono bravo e ti trasferiscono, quello che arriva dopo dice che eri un balordo, ma carriera si fa così).

    Oggettivamente è come andare da un negoziante, che paga 3000 (per percepire i costi operativi) euro al mese di affitto e ne incassa 10000 vendendo pneumatici "guarda vendi i nuovi pneumatici bio degradabili, sono più sostenibili, solo che invece di 10000 incasserai 1000 euro al mese, ed il resto quasi sicuramente lo cedi alla concorrenza". Anche il più amante dell'ambiente ti manda a quel paese, DEVE farlo.

    Anzi secondo me fate concorrenza alle reti di promotori gareggiando con una gamba sola... Capisco che il tema dei costi e del conflitto d'interesse è lapalissiano, ma in realtà fare digerire costi percepiti a chi è abituato a non percepirli è ultra svantaggioso.

    E oltrettutto vi rimane come mercato il maniaco dei costi, quello che "no l'ETF Invesco Nasdaq100 0,3% l'anno costa troppo... passo a quest'altro che costa 0,1% ed è meno costoso
    ..". Da un estremo all'altro.
    @bow, sono stato un bancario anche io, ma non condivido.
    Potrei capire il tuo discorso per i grandi gruppi, certo per Intesa, oltre al margine della distribuzione è necessario difendere quello della sgr, quindi per ora è impensabile che facciano ciò che propongo.
    Ma piccole banche, che distribuiscono prodotti di terzi, non hanno questi problemi.
    Inoltre l’esempio che fai di margini che arrivano al 4/5 % riguardano l’intera catena non certo la piccola Bcc di ‘vattelappesca’!
    Nel complesso, a mio modo di vedere, le piccole banche avrebbero molti vantaggi, ma se non li vedono, c’è poco da fare.

  9. #89

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    Il mio un intervento forse banale e probabile già trattato:
    nessun consulente sano di mente basa il suo lavoro sulle performance o sui costi.

    La prima è non quantificabile e per i secondi: ci sarà sempre qualcosa che costa o costerà di meno, anche solo perché rivolto ad un target di clientela differente.

    Basa tutto sulla la relazione.
    Le competenze tecniche sono necessarie per avere l'autorevolezza e la credibilità per creare una relazione.
    Bastano quelle di un impiegato di banca per la signora Mariuccia.
    Un mega private, per l'avvocato.

    E il sapere che c'è qualcuno che "sa cosa fare" che fa sentire signora Mariuccia tranquilla e serena.
    L'avvocato che fa di solito il suo lavoro e non ha voglia sbattersi, nel momento in cui gli dici: "Avvocato non so cosa faranno le Borse, su giù destra sinistra, ma ci affidiamo a quelli JPMorgan, Nordea, Pictet ecc. che dalla mattina alla sera studiano i mercati", paga serenamente quello che c'è da pagare e non si chiede più di tanto come è composta la catena della remunerazione.

    Se va male: vanno male i mercati. Se va bene: tu l'hai consigliato bene scegliendo i titoli e i gestori migliori, che sono stati remunerati (compreso il consulente).

    Per la consulenza indipendente, dove occorre una clientela mediamente più evoluta e che sappia cogliere le differenze di prodotto, credo ci sia ancora un problema, lo definisco impropriamente, personale o di percezione (non mi viene un termine più corretto ).

    Ti pago.
    Se va bene: i mercati vanno bene.
    Se va male, tu l'hai consigliato male

    Certo in un mondo di investitori composto da frequentatori del FOL è ovviamente un discorso senza senso, ma nel mondo reale credo funzioni ancora abbastanza così.

  10. #90
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    Citazione Originariamente Scritto da bancale Visualizza Messaggio
    @bow, sono stato un bancario anche io, ma non condivido.
    Potrei capire il tuo discorso per i grandi gruppi, certo per Intesa, oltre al margine della distribuzione è necessario difendere quello della sgr, quindi per ora è impensabile che facciano ciò che propongo.
    Sì, io parlo di banche grandi o medie.
    Ti assicuro che l'obiettivo di redditività medio è 3% (per la banca, quindi molto di più se includi la SGR) annua su tutte le masse gestite (non sui conti deposito ovviamente).
    Ovviamente io mi metto a ridere, c'è chi però glielo porta (soprattutto i vari fenomeni), o spostando tanto su azionario (tanto sale sempre, no?) oppure massacrando i portafogli (togli 3-6% annuo ad un portafoglio con 75% di obbligazioni e vedi dopo 4 anni che bel risultato...).
    Ma piccole banche, che distribuiscono prodotti di terzi, non hanno questi problemi.
    Lì forse non ci sono le competenze.
    E' proprio un problema di modello.
    Sono banca di relativo riferimento nel paese o nella cittadina di 15000 abitanti.
    La clientela di 'pregio' è di commercianti, piccoli imprenditori e professionisti della zona, la cooperativa al massimo, qualcuno che ha un pò di risparmi di famiglia (poi dipende dalla zona).
    Più facile istruire il 'direttore' a convincere quello che 'conosce' a fare la Unit dove con 5 firme mi fa prendere un 3% tondo (e poi il mese prossimo lo pressiamo per ripetere il 'prestigio') che insegnargli a dare consulenza per far capire il valore aggiunto di un rapporto a parcella (equo).

    Poi sulla parcella non hai extrabudget: è come un contratto di conto corrente, se hai fissato che il cliente paga 1% è 1%... i dirigenti la carriera-flash per aver "raddoppiato le commissioni quando c'ero io!!" come la fanno?

    Ovviamente dovrebbero fare campagna acquisti ai danni del multilevel marketing: far capire che se la BCC sotto casa ti fa portafoglio di ETF che va bene al 1% sei un pazzo a sottoscrivere la Eurovita o il Pictet Megatrend al 3% al tuo "amico che lavora in..." fideuram, allianz, mediolanum, fineco o scegli tu.

    Lì, soprattutto quando il mercato 'gira' ed il promotore sono anni che sposta su azionario e dice "tranquillo, rischio minimo" sarebbe il momento di essere già pronti e presenti a presidiare il territorio con una struttura efficiente.

    Guarda te lo testimonio di persona: pur non avendo alcun incentivo/volontà di sviluppo, 7 milioni entrati spontaneamente in due anni, ed io mixo ETF e prodotti attivi più costosi. Basta dare un buon servizio e stare fermi ad aspettare: il cadavere del tuo nemico passerà galleggiando nel fiume. E' ovvio che se imposti un rapporto sulla fiducia ed amicizia personale, sul "ghe pensi mi", sulla 'delega' prima o poi, visto che NON fai gli interessi del cliente, qualche crepa si forma. La fiducia tradita fa più male di un 'errore' o di un costo sopra la media di mercato.
    Se il cliente NON TROVA ALTERNATIVE rimane nella salamoia, ma se scendendo sotto casa trova che la sua vecchia 'banca tradizionale' alla fine è meglio: consulenti preparati, costi ridotti, performance migliori... improvvisamente la filiale (come mi è capitato 2 volte da maggio) si vede arrivare i bonificoni "riscatto polizze" della concorrenza (Allianz e Unicredit nel mio caso).
    Ovvio che per il pollo c'è poco da fare, li si spera che qualcuno lo aiuti in famiglia, tanto se non è il promotore magari è la badante, l'avvocato, il vicino di casa o il porta a porta.
    Citazione Originariamente Scritto da Morkiuz Visualizza Messaggio
    Se va male: vanno male i mercati. Se va bene: tu l'hai consigliato bene scegliendo i titoli e i gestori migliori, che sono stati remunerati (compreso il consulente).

    Per la consulenza indipendente, dove occorre una clientela mediamente più evoluta e che sappia cogliere le differenze di prodotto, credo ci sia ancora un problema, lo definisco impropriamente, personale o di percezione (non mi viene un termine più corretto ).

    Ti pago.
    Se va bene: i mercati vanno bene.
    Se va male, tu l'hai consigliato male

    Certo in un mondo di investitori composto da frequentatori del FOL è ovviamente un discorso senza senso, ma nel mondo reale credo funzioni ancora abbastanza così.
    Sì, infatti il valore aggiunto per il consulente di avere alle spalle una "società" può essere quello...
    ...del resto esistono argomenti commerciali anche in senso opposto: imposti un rapporto sulla fiducia e sulla "relazione" come dici tu, poi qualcuno spiega al tuo 'amico fidato' che tanto amico non sei e ti fai pagare 20000 euro l'anno prelevato dal suo portafoglio senza che se ne renda conto... e che tutti questi "brand prestigiosi" fanno peggio di un ETF da sempre... come si mette?

    Guarda io ti potrei portare persone reali, discorso impostato esattamente in questo modo e con il promotore si è messa malissimo. Se ci sono riuscito io si può fare.
    Ultima modifica di bow; 12-08-21 alle 13:56

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