Factor Investing - Pagina 12
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  1. #111

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    Un altro importante contributo al riguardo:

    Allegato 2783736

    Tratto dal seguente paper:
    Finance is Not Excused: Why Finance Should Not Flout Basic Principles of Statistics by David H. Bailey, Marcos Lopez de Prado :: SSRN

    Il factor investing è diventato un ginepraio, bisogna fare molta attenzione (o, più semplicemente, evitarlo).
    Questo è un bellissimo esempio di quanto il sovraffollamento sia uno dei principali assassini di strategie (a dirla tutta il problema può nascere anche prima dell'introduzione dell'ETF a causa di un uso eccessivo di Total Return Swap): si trova un fattore che nel passato dà risultati, lo si rende pubblico, tutti ci si lanciano sopra... in poco tempo non funziona più perchè quelli che venivano "munti" prima adesso ne sono consapevoli e si muovono al contrario.

  2. #112
    L'avatar di Dedalo Invest
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    Questo è un bellissimo esempio di quanto il sovraffollamento sia uno dei principali assassini di strategie (a dirla tutta il problema può nascere anche prima dell'introduzione dell'ETF a causa di un uso eccessivo di Total Return Swap): si trova un fattore che nel passato dà risultati, lo si rende pubblico, tutti ci si lanciano sopra... in poco tempo non funziona più perchè quelli che venivano "munti" prima adesso ne sono consapevoli e si muovono al contrario.
    Verissimo.

    Tuttavia, penso che l'articolo di Bailey e de Prado si indirizzi addirittura a un fenomeno ancora più sfuggente: molti degli analisti e studiosi che trovano fattori che hanno dato risultati in passato non hanno in realtà trovato niente.

    Ciò che fanno è overfittare i loro backtest o fare un data mining esasperato (look-back bias). Utilizzano i backtest come strumento di ricerca invece che come strumento di supporto.

    Uno strumento di ricerca - come inteso da de Prado - consiste nella specificazione di un modello, avente una certa capacità previsionale, che deve essere individuato prima di effettuare i backtest. Quando si fa un backtest se ne verifica la redditività (magari con o senza commissioni) ma, se non funziona, il modello si deve scartare, non si deve migliorarlo finché non arriva a funzionare.

    de Prado ha anche scritto dei libri al riguardo, che ho personalmente trovato innovativi (e sicuramente ci sono anche altri validi autori che l'hanno preceduto).

  3. #113
    L'avatar di Melaxxx
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    Scatenato con R e PerformanceAnalytics, vedo
    Yes.. e per risponderti sulle strategie overcrowded effettivamente ( a parte il momentum che si auto alimenta) tendono a far scomparire le anomalie, in un mercato efficiente. L'S&P500 è sicuramente efficiente, il World forse meno, ma se passiamo ai singoli mercati nazionali per me esistono alcune nicchie dove c'è ancora molto valore.

  4. #114
    L'avatar di Melaxxx
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    Citazione Originariamente Scritto da Dedalo Invest Visualizza Messaggio
    Verissimo.

    Tuttavia, penso che l'articolo di Bailey e de Prado si indirizzi addirittura a un fenomeno ancora più sfuggente: molti degli analisti e studiosi che trovano fattori che hanno dato risultati in passato non hanno in realtà trovato niente.
    Infatti l'indice Value utilizzato negli ETF Small Cap di cui si parlava è diverso da quello utilizzato nei principali ETF World standard (ho visto almeno 3 tipologie di indici Value su MSCI). Questo indice è stato più performante dell'altro e potrebbe soffrire del fenomeno di cui parli essendo anche più recente.

  5. #115

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    Secondo voi meglio Quality (IWQU) o Momentum (IWMO)?

  6. #116

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    Citazione Originariamente Scritto da AntoDer Visualizza Messaggio
    Secondo voi meglio Quality (IWQU) o Momentum (IWMO)?
    Secondo me meglio Quality. Purtroppo non ci sono ETF World Quality. (Quelli esistenti come IWQU seguono Sector Neutral Quality).
    Il Momentum sembra soffrire un pochino al momento. Ad 1 anno e YTD ha reso meno di MSCI World... (comunque sono in PAC sul Momentum)

  7. #117

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    Citazione Originariamente Scritto da Kasparov Visualizza Messaggio
    Secondo me meglio Quality. Purtroppo non ci sono ETF World Quality. (Quelli esistenti come IWQU seguono Sector Neutral Quality).
    Il Momentum sembra soffrire un pochino al momento. Ad 1 anno e YTD ha reso meno di MSCI World... (comunque sono in PAC sul Momentum)
    Si come rendimento negli ultimi anni il momentum ha avuto un rendimento superiore, ma temo sia legato al forte mercato rialzista che abbiamo vissuto. Nei prossimi anni forse il quality potrebbe far meglio

  8. #118
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    Citazione Originariamente Scritto da Dedalo Invest Visualizza Messaggio
    Dubito che gli ETF che utilizzano strategie "Factor" facciano meglio della media nel lungo termine. Anche perché queste strategie implementate in un approccio passivo non possono che far uso di database che riportano indici e valori di bilancio. Per quanto i database siano di qualità prendono i valori che vengono comunicati loro.

    Questo significa - credo - che le aziende da includere negli ETF siano selezionate in base ad algoritmi automatici. I bilanci non vengono però riprocessati per riconciliare le diverse metodologie di valutazione delle immobilizzazioni, delle immobilizzazioni finanziarie, delle disponibilità di magazzino o finanziarie e così via (tanto per rimanere sul solo stato patrimoniale): questa procedura non può che essere fatta manualmente dagli analisti. Senza considerare che anche questo non basta: i team di fondi a gestione attiva o di hedge funds che utilizzano questo tipo di strategie non prendono decisioni prima di aver visitato almeno alcune delle aziende esaminate per fare l'esperienza della "vera" realtà aziendale (conoscere il management, capire l'organizzazione, i punti forti e quelli deboli, i piani aziendali, le prospettive di sviluppo e così via).

    E anche i fondi che fanno tutto questo hanno i loro problemi a sovraperformare gli indici (anche a causa delle alte commissioni di gestione che spesso applicano).

    IMHO ovviamente.
    Penso sia una questione impossibile da rispondere dato appunto la natura del problema, possiamo fare delle considerazioni ma sono fine a se stesse. Ogni persona poi dovrà tirare le somme e decidere in cosa credere (leggasi, su cosa investire).

    Il fatto che gli ETF fattoriali usino diverse metodologie in base a cosa decide l'emittere: è vero, è un fatto. Infatti bisogna un attimo capire cosa si sta prendendo.

    Il fatto che usino alcuni tipo di indicatori riassuntivi di una azienda e non magari altre tipi di informazioni è una questione "filosofica" che non penso vada discussa. Sono appunto degli indicatori che sono stati scelti per fare un modello che cerca di catturare la realtà dei fatti. Se esistono altre analisti complementari o più approfondite che possono essere fatta, ben venga. Ognuno fa quel che può. Nel contesto dell'investitore privato, che crede nel factor investing, i prodotti ad oggi disponibili sono questi in Europa. C'è chi va bene e c'è chi no, ovviamente con tutti i problemi sottolineati da te, giustamente.

    La quetione lungo termine vs passivo. Qui si apre un discussione che potrebbe essere molto ampia. Inanzitutto cosa si intende con passivo? Nel mio caso andando a selezionare alcuni fattori rispetto ad altri, non so investendo su una esposizione fattoriale completa (diversificata) quindi esplicitamente sto investendo/scomettendo sul fatto che un fattore faccia meglio di un altro, in un dato futuro orizzonte temporale. Se invece prendessi una diversificazione multifattoriale potrebbe essere considerata passiva. In ogni caso sul "lungo periodo" la questione del factor investing si riconduce a posso migliorare il rendimento atteso andando ad assumermi più fonti di rischio (dove prima c'era solo il market weighted cap, ora hai più fonti di rischio). La letteratura accademica parla di rischio in quanto il modello CAPM del prezzo con solo il fattore beta non riesce a spiegare (guardando ai dati passati) le relative performance. O esistono diversi fattori di rischio o c'è un mispricing. Quali delle due non si potrà mai sapere. Qui ci riconduciamo alla EMH e alla parte di behaviour finance. Io personalmente penso a una versione della EMH adaptive (in base al behaviour). Ci sono certi eventi e certi premium possono essere catturare e nel tempo il sistema evolve e si adatta verso un target che è il "mercato efficiente". Ovviamente più players sono in gioco, più movimenti vengono fatti e più conoscenza è presenta e meno si possono sfruttare questi premium.
    Essendo che il factor investing comunque è nato in america e ci siano dei prodotti più validi solo lì, e in europa non ancora, la vedo positiva per il futuro dell'investiore italiano: secondo me è proprio qui che arriveremo. Basta considerare che ETF e l'idea di "investire passivamente seguendo il mercato" alla Bogle sta ancora prendendo piede oggi, tutt'ora. Con il factor investing si sta già pensando al futuro. Ovviamente è un azzardo, ma le grandi analisi e dati passati per ora sono positivi a riguardo.

    IMHO ovviamente, come il tuo commento.

  9. #119

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    Il valore aggiunto di poter utilizzare direttamente i fattori tramite ETF non è nella ricerca di performance: una esposizione a "quality" può benissimo fare peggio di un portafoglio assemblato a casaccio.

    Il valore aggiunto è nel fatto che i fattori sono molto più decorrelati tra loro di quanto non siano tra loro le azioni e le correlazioni sono molto più stabili nel tempo.

    ETF "fattoriali" possono consentire di costruire un portafoglio azionario molto più diversificato e facile da gestire, con tutti i benefici derivanti dal ribilanciamento periodico.

    Si consideri che per un retail costruirsi i fattori senza usare gli ETF è praticamente impossibile.

  10. #120
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    Il valore aggiunto di poter utilizzare direttamente i fattori tramite ETF non è nella ricerca di performance: una esposizione a "quality" può benissimo fare peggio di un portafoglio assemblato a casaccio.

    Il valore aggiunto è nel fatto che i fattori sono molto più decorrelati tra loro di quanto non siano tra loro le azioni e le correlazioni sono molto più stabili nel tempo.

    ETF "fattoriali" possono consentire di costruire un portafoglio azionario molto più diversificato e facile da gestire, con tutti i benefici derivanti dal ribilanciamento periodico.

    Si consideri che per un retail costruirsi i fattori senza usare gli ETF è praticamente impossibile.
    Sono in linea con la tua analisi, il maggior beneficio di questo approccio è dato dalla diversificazione delle fonti di rischio

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