Fondi Pensione Vol.12 - Pagina 61
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  1. #601
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da marble Visualizza Messaggio
    Sul fatto che ci sia ignoranza fra gli aderenti ne abbiamo già parlato, e non è un problema se non la pensiamo esattamente allo stesso modo. Per esperienza personale: di colleghi giovani, laureati, abituati a far di conto che non sanno nulla di pensione complementare e si affidano a bancari e assicuratori "perchè è un amico" ne conosco a dozzine. E nel frattempo hanno FONTE ma non sanno come funziona e lasciano tutto a marcire sul conservativo per 30 anni.

    In ogni caso: la cura che proponi tu è l'obbligo, la cura che preferirei io è la crescita della conoscenza.
    Concordo su tutto e soprattutto sull'invito a non alzare i toni.

    Faccio solo un appunto (che in realtà rafforza alcune tue indicazioni): la conoscenza è fondamentale in materia così delicata.
    Aver scelto un comparto aggressivo presenta rischi e opportunità che si devono conoscere, per non ricadere in populismi anti caste e poteri forti quando i mercati vanno male.
    Obbligare tutti ad aderire e ad aderire ad un comparto X, senza formazione adeguata, sarebbe un clamoroso autogol (che genererebbe solo detrattori).

    È facile dire dopo un decennio di rendimenti finanziari in crescita "chi resta nei comparti prudenti è un ignorante", più difficile sarebbe stato dirlo a marzo 2020.

    L'informazione chiara e trasparente dovrebbe invece essere la prima arma per generare consapevolezza e conoscenza negli aderenti alla PC (nella scelta del comparto, nella valutazione dei contenuti volontari, nel valutare tra fpn e fpa, nell'indicazione tra riscatto o rendita, etc.).

    L'adesione cieca e inconsapevole, alla PC così come alla scelta della rendita, altro non è che mettere il proprio patrimonio in mano ad un consulente assicurativo.

  2. #602
    L'avatar di laradio
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    Citazione Originariamente Scritto da mander Visualizza Messaggio
    Lo statuto all'art 10 punto 7 parla di assunti prima del 93
    Ma si può sapere chi ha dato il mandato a te? Bisognerebbe dargli una purga di quelle .... cuspidali cubiche.

    Ma santo il buon iddio, il punto 7 parla dei "vecchi iscritti" è ovvio quanto prevede ma non c'entra niente con il punto 4 e quello da me riportato .
    Ultima modifica di laradio; 28-02-21 alle 21:19

  3. #603
    L'avatar di mander
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    Citazione Originariamente Scritto da PiVi1962 Visualizza Messaggio
    La risposta la conosci, leggiti il Decreto*! Se non lo capisci, ti posso dare ripetizioni di diritto.
    Io ti ho indicato gli articoli da consultare e approfondire. Spiegaci che cosa non hai capito.

    Non ho capito perchè i dipendenti pubblici aderendo a Espero o Perseo possono utilizzare come soglia una pensione pari all'assegno sociale annuo

    Detto chiaramente: chi divaga sei tu.
    E' inutile che continui a fare il professore, quando invece ti comporti da studente ignorante.

    Voglio fare il discente, non il docente

    Ecco il post precedente, in cui hai introdotto il nuovo argomento evidenziato in rosso.

    ...dicevo visto che 1 milione di aderenti usano più fondi per evitare il comma 3 dell'art 11, non sarebbe più serio abolirlo



    Non è la legge (il comma) che descrivi che governa la previdenza complementare, ma tutta una una serie di leggi.
    Qui La previdenza complementare dei pubblici dipendenti | Previdenza complementare c'è un riepilogo sommario delle problematiche che sorgono dalle differenze dei contratti di lavoro del settore pubblico rispetto a quelli del settore privato, con particolare attenzione agli aspetti previdenziali.

    una legge organica per definizione è :una la legge che esaustivamente apporta una completa disciplina di una materia.



    * Che consente a un Fondo Pensione di differenziare tra aderenti pubblici e privati (cioè il caso da te citato), tra le altre cose. Per contrappeso, potresti spiegarci perché il Fondo Espero ha regole diverse (in particolare: più stringenti per i dipendenti pubblici) per altri aspetti rilevanti per gli aderenti? In base a quale legge?
    E da stamattina che cerco esegeti dei negoziali per capire .

    Per essere più chiaro riporto dalla nota informativa di Esperio:

    La prestazione in capitale
    Al momento del pensionamento, potrai scegliere di percepire un capitale fino a un importo pari al 50%
    della posizione individuale maturata. Devi tuttavia avere ben presente che, per effetto di tale scelta,
    godrai della immediata disponibilità di una somma di denaro (il capitale, appunto) ma l’importo della
    pensione complementare che ti sarà erogata nel tempo sarà più basso di quello che ti sarebbe spettato se
    non avessi esercitato questa opzione.
    In alcuni casi limitati (soggetti iscritti a forme pensionistiche complementari da data antecedente al 29
    aprile 1993 o soggetti che abbiano maturato una posizione individuale finale particolarmente contenuta) è
    possibile percepire la prestazione in forma di capitale per l’intero ammontare.

    Per i lavoratori del settore pubblico, può essere richiesta la prestazione in capitale nel caso in cui la
    rendita derivante dalla conversione del montante finale risultasse inferiore all’assegno sociale Inps.
    Per i lavoratori del settore privato, può essere richiesta la prestazione in capitale nel caso in cui la rendita
    derivante dalla conversione del 70% del montante finale risultasse inferiore al 50% dell’assegno sociale
    Inps
    Ultima modifica di mander; 28-02-21 alle 21:37

  4. #604
    L'avatar di marble
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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    Concordo su tutto e soprattutto sull'invito a non alzare i toni.

    Faccio solo un appunto (che in realtà rafforza alcune tue indicazioni): la conoscenza è fondamentale in materia così delicata.
    Aver scelto un comparto aggressivo presenta rischi e opportunità che si devono conoscere, per non ricadere in populismi anti caste e poteri forti quando i mercati vanno male.
    Obbligare tutti ad aderire e ad aderire ad un comparto X, senza formazione adeguata, sarebbe un clamoroso autogol (che genererebbe solo detrattori).

    È facile dire dopo un decennio di rendimenti finanziari in crescita "chi resta nei comparti prudenti è un ignorante", più difficile sarebbe stato dirlo a marzo 2020.

    L'informazione chiara e trasparente dovrebbe invece essere la prima arma per generare consapevolezza e conoscenza negli aderenti alla PC (nella scelta del comparto, nella valutazione dei contenuti volontari, nel valutare tra fpn e fpa, nell'indicazione tra riscatto o rendita, etc.).

    L'adesione cieca e inconsapevole, alla PC così come alla scelta della rendita, altro non è che mettere il proprio patrimonio in mano ad un consulente assicurativo.


    Lungi da me voler indurre tutti a giocare in borsa con la propria pensione


    La PC ha senso per durate lunghe (almeno 10 - 15 anni, se non di più) e qui sono d'accordo con @mander che consentire l'adesione a 5 anni dalla pensione è una cretinata.

    Tutti i comparti indicano la durata temporale consigliata. Quello che va spiegato è che il conservativo/garantito non è un comparto prudente. E' molto costoso e ha durata consigliata "fino a 5 anni", e questo significa che se lo tieni più di 5 anni probabilmente ci rimetti.

    A quel punto fra i reparti "non conservativi" si scelga quello che si sente adeguato, più o meno prudente.
    Senza dimenticare che nei negoziali il comparto più aggressivo è in genere un 60/40, cioè un bilanciato aggressivo tipico da portafoglio "lazy".

  5. #605
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Lungi da me voler indurre tutti a giocare in borsa con la propria pensione


    La PC ha senso per durate lunghe (almeno 10 - 15 anni, se non di più) e qui sono d'accordo con @mander che consentire l'adesione a 5 anni dalla pensione è una cretinata.

    Tutti i comparti indicano la durata temporale consigliata. Quello che va spiegato è che il conservativo/garantito non è un comparto prudente. E' molto costoso e ha durata consigliata "fino a 5 anni", e questo significa che se lo tieni più di 5 anni probabilmente ci rimetti.

    A quel punto fra i reparti "non conservativi" si scelga quello che si sente adeguato, più o meno prudente.
    Senza dimenticare che nei negoziali il comparto più aggressivo è in genere un 60/40, cioè un bilanciato aggressivo tipico da portafoglio "lazy".
    Allora io sono d'accordo con questa tesi e aderisco al comparto più aggressivo del mio FPN.
    Sostengo solo che si tratta di un percorso da seguire con consapevolezza.

    Non si può pretendere che tutti facciano questa stessa scelta (o obbligarli in tale direzione).

    Altrimenti il rischio poi è di tornare a Beppe scienza in prima pagina alla prima crisi economica (che si verificherà più volte prima di arrivare alla pensione).
    Per questo sostengo che la formazione deve essere prioritaria rispetto a qualunque obbligo

  6. #606

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    Citazione Originariamente Scritto da freegian Visualizza Messaggio
    NO, poiché non hanno un contratto di natura privatistica (cosi come forze armate, magistrati, prefetti e diplomatici).
    Quindi dovrei andare su quelli aperti giusto? Consigliate sempre Amundi Seconda Pensione?

  7. #607
    L'avatar di PiVi1962
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    Citazione Originariamente Scritto da Naddi Visualizza Messaggio
    Buongiorno,

    leggendo il link, non so se ho capito bene il sequente passagio: "Per i dipendenti pubblici, le quote di TFR destinate alla previdenza complementare non sono versate periodicamente al Fondo pensione, come avviene per lavoratori dipendenti del settore privato, ma sono accantonate figurativamente presso l’ex Inpdap che provvede a contabilizzarle ed a rivalutarle in modo virtuale. Solo alla cessazione dal servizio, da parte del lavoratore, queste quote virtuali diventano reali perché l’Istituto le conferisce al Fondo pensione. "

    Allora, per i dependenti pubblici il TFR destinato ad un FP non viene versato ad un FP in verita'? Cosa vuoldire che i soldi sono contabilizzati e rivalutati in modo virtuale? Allora vanno rivalutati come se fossero TFR (tenendo conto anche di "inflazione") prima che vanno messi al Fondo quando si finisce lavorare? O come? Se no come puo un Fondo Pensione far "crescere" quella somma die TFR se non va effetivamente conferita al Fondo?

    Qualcuno puo spegare in modo semplice, per favore? Ovvio non capisco qualcosa....

    Grazie
    Premesso che: molti dipendenti pubblici non hanno il TFR, ma un altro sistema di calcolo del reddito differito, che si chiama TFS (trattamento di fine servizio); che altre categorie di dipendenti pubblici hanno ulteriori modalità del calcolo della previdenza definite per legge (ad esempio i magistrati) o per atti di forza equivalente alla legge (ad esempio i dipendenti del parlamento).

    Prima di tornare al caso che hai chiesto (un dipendente pubblico con TFR) vediamo come funziona(va) nel privato.

    Il dipendente ha diritto mese mese a ricevere una quota di reddito differito, chiamata TFR, che gli verrà versata solo al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro dipendente. Tale quota viene accantonata dall'impresa in un apposito Fondo, cui poi attinge al momento dell'interruzione per pagare il reddito differito al dipendente.
    Sino a qualche anno fa tale importo rimaneva così nelle casse del datore di lavoro, che sostanzialmente si autofinanziava a costo zero (per meglio dire, al costo della rivalutazione del TFR).

    Oggi una grande parte dei datori di lavoro versa tale cifra all'INPS (per chi si tiene il TFR) o al FP (per chi sceglie il FP).

    Tranne... Tranne, fra gli altri, i datori di lavoro pubblici.
    Vediamo quindi come funziona per molti dipendenti pubblici.

    Le AAPP (lo stato è povero) non versano all'INPS o al FP alcunché, ma comunicano solo la cifra accantonata per il dipendente. L'INPS riceve la comunicazione e, per ciascuno di loro, la "rivaluta" con le stesse modalità del TFR se il dipendente ha scelto il TFR; ovvero il FP la "rivaluta" secondo i rendimenti del paniere di investimenti del comparto prescelto dal dipendente pubblico che ha scelto il FP.
    Quando alla fine questo dipendente andrà in pensione, l'INPS/il FP reclamerà dall'Amministrazione Pubblica l'importo finora segnato in modo solo virtuale sotto il nome del dipendente.

    Dal punto di vista del singolo, poco cambia.
    Dal punto di vista economico-finanziario: l'AP non si indebita immediatamente ma solo nel lungo periodo, INPS/FP gestiscono importi virtuali, il sistema produttivo non viene "aiutato" da questi investimenti.

    PS. Una piccola somma può realmente uscire dalle tasche dello stato (e del lavoratore) e arrivare a INPS o FP: i contributi volontari aggiuntivi e i corrispondenti contributi del datore.

  8. #608
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    Citazione Originariamente Scritto da marble Visualizza Messaggio
    La PC ha senso per durate lunghe (almeno 10 - 15 anni, se non di più) e qui sono d'accordo con @mander che consentire l'adesione a 5 anni dalla pensione è una cretinata.
    In realtà tale previsione di legge è perfettamente in linea con la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia contributiva (che si ottiene con 5 anni di contributi raggiunto un certo limite di età, attualmente 71 anni).
    Una persona che iniziasse a lavorare a 66 anni, che quindi maturasse a 71 il diritto alla pensione, ha diritto a potersi costruire anche una pensione integrativa.

  9. #609
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    Citazione Originariamente Scritto da mander Visualizza Messaggio
    E da stamattina che cerco esegeti dei negoziali per capire
    Ti è già stato risposto: basta leggere i post precedenti.
    I lavoratori pubblici hanno vincoli di legge nei trattamenti previdenziali diversi da quelli dei lavoratori privati.
    Il Fondo Espero accoglie destinatari sia di tipologia lavoratore pubblico che di lavoratore privato e deve seguire la legge (diversa) per ciascuno di essi.

    Le normative sono state ampiamente citate.

    Tra l'altro, mentre ti soffermi su un aspetto che sembra favorire i dipendenti pubblici rispetto a quelli privati, ti è stato fatto notare che la normativa svantaggia i dipendenti pubblici rispetto ad altri aspetti (ad esempio le anticipazioni). Il trattamento fiscale delle contribuzioni -che originariamente era diverso- è stato parificato da una sentenza della Corte Costituzionale.

    E che dire del lavoratore pubblico della scuola che si è tenuto il TFR e che ora soggiace alla legge 147 del 27 dicembre 2013, articolo 1 comma 484, e lo prende a rate?

  10. #610
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    Citazione Originariamente Scritto da PiVi1962 Visualizza Messaggio
    Ti è già stato risposto: basta leggere i post precedenti.
    I lavoratori pubblici hanno vincoli di legge nei trattamenti previdenziali diversi da quelli dei lavoratori privati.
    Il Fondo Espero accoglie destinatari sia di tipologia lavoratore pubblico che di lavoratore privato e deve seguire la legge (diversa) per ciascuno di essi.

    Le normative sono state ampiamente citate.

    Tra l'altro, mentre ti soffermi su un aspetto che sembra favorire i dipendenti pubblici rispetto a quelli privati, ti è stato fatto notare che la normativa svantaggia i dipendenti pubblici rispetto ad altri aspetti (ad esempio le anticipazioni). Il trattamento fiscale delle contribuzioni -che originariamente era diverso- è stato parificato da una sentenza della Corte Costituzionale.

    E che dire del lavoratore pubblico della scuola che si è tenuto il TFR e che ora soggiace alla legge 147 del 27 dicembre 2013, articolo 1 comma 484, e lo prende a rate?
    senza contare che fino a pochi anni fa gli era negato saturare a 5164 euro

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