TRUFFE finanziarie abusivi e promotori; DAVVERO COSI SEMPLICE? - Pagina 10
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  1. #91
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    Citazione Originariamente Scritto da totuccio2 Visualizza Messaggio
    Se lavori in una banca , la banca ti metta a disposizione dei prodotti da vendere. Possono essere buoni oppure cattivi, ma sono approvati da Consob e hanno fatto tutta la trafila necessaria. Non sta a te dire " sono tutti dei farabutti , non li vendo", perché potrebbero risponderti "invece di tenre il tuo stipnedio, fondo sanitario ferie ecc., apriti la partita iva e fai il consulente indipendente e vendi cosa vuoi".
    ...
    Sono d'accordo con te, il problema non è che l'impiegato della banca provi a venderti i prodotti messigli a disposizione dal suo datore di lavoro (a prescindere dal fatto che siano buoni o meno): è la stessa cosa che fa la commessa, il fruttivendolo, ecc. ecc.

    Il vero problema è che troppo spesso chi effettua un investimento si aspetta che la controparte (perchè di questo si tratta) faccia i propri interessi e non quelli di chi lo paga: superato questo errato approccio, il resto viene da sè, quindi chi investe si "attrezza" per farsi una conoscenza di ciò che deve acquistare ed essere competente (quasi) al pari della controparte, oppure si fa consigliare da una persona di fiducia (invece che da una in palese conflitto di interessi )

  2. #92
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da totuccio2 Visualizza Messaggio
    Se lavori in una banca , la banca ti metta a disposizione dei prodotti da vendere. Possono essere buoni oppure cattivi, ma sono approvati da Consob e hanno fatto tutta la trafila necessaria. Non sta a te dire " sono tutti dei farabutti , non li vendo", perché potrebbero risponderti "invece di tenre il tuo stipnedio, fondo sanitario ferie ecc., apriti la partita iva e fai il consulente indipendente e vendi cosa vuoi".
    Tutto questo nei limiti dell'onesta' del consulente e del buonsenso, certo porcherie come troppe volte evidenziato qua non si devono fare
    Ok, comprendo il tuo discorso, ma conoscendo le logiche di "spinta alla vendita" (in altri settori), mi rendo conto si tratti di un filo sottile tra onestà e correttezza vs il cliente.

    Diciamo che però estremizzando il concetto che vuoi fare passare tu (devo vendere quello che mette a disposizione chi mi paga lo stipendio), il rischio è che i dipendenti di banca siano percepiti come dei commessi ignoranti in materia finanziaria che stanno lì solo per vendere il prodotto X (su cui comunque c'è una garanzia di una banca che è una grande azienda e porcate non potrebbe farne). Un po' come i commessi di una catena di librerie a cui si chiede consiglio su un titolo, ma che troppe informazioni non sono neanche in grado di dare.
    A questo punto, il passo ad abbandonare del tutto il risparmio gestito dalle banche diventerebbe quasi immediato (come il passare dalle mega-librerie ad amazon), ed i dipendenti bancari si troverebbero comunque senza stipendio...

    Da questo punto di vista, il discorso di bow è comunque un inno alla professionalità

  3. #93
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da goony Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo con te, il problema non è che l'impiegato della banca provi a venderti i prodotti messigli a disposizione dal suo datore di lavoro (a prescindere dal fatto che siano buoni o meno): è la stessa cosa che fa la commessa, il fruttivendolo, ecc. ecc.
    Il problema è in realtà anche qui.
    Se il dipendente bancario è come un commesso di scarpe o un fruttivendolo, capisci che uccidi tutta una serie di professionalità sulla base della quale si vorrebbe costruire rapporto di fiducia con clientela (compro il prodotto X, perché me lo ha consigliato il dott. rossi che conosce la finanza).

    Se fosse questa la base (bancario = fruttivendolo) in quanto continuerebbero ad affidarsi ad una banca invece che ai consigli di uno youtuber?

  4. #94
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    Citazione Originariamente Scritto da totuccio2 Visualizza Messaggio
    Se lavori in una banca , la banca ti metta a disposizione dei prodotti da vendere. Possono essere buoni oppure cattivi, ma sono approvati da Consob e hanno fatto tutta la trafila necessaria. Non sta a te dire " sono tutti dei farabutti , non li vendo", perché potrebbero risponderti "invece di tenre il tuo stipnedio, fondo sanitario ferie ecc., apriti la partita iva e fai il consulente indipendente e vendi cosa vuoi".
    Tutto questo nei limiti dell'onesta' del consulente e del buonsenso, certo porcherie come troppe volte evidenziato qua non si devono fare
    Se pago una percentuale per un servizio presentato come consulenza ho la legittima aspettativa che il consulente faccia i miei interessi, cioè mi consigli il meglio per me. Altrimenti sarebbe solo un venditore, non un consulente.
    Il problema è il conflitto d’interessi, non sufficientemente messo in chiaro, mi pare.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    ...A questo punto, il passo ad abbandonare del tutto il risparmio gestito dalle banche diventerebbe quasi immediato (come il passare dalle mega-librerie ad amazon), ed i dipendenti bancari si troverebbero comunque senza stipendio...
    Non a caso, tantissime banche "tradizionali" stanno riducendo drasticamente il numero di filiali e di personale, dato che gli investitori sempre di più si affidano alle banche online dove i (supposti) consulenti manco esistono (ed in compenso i costi di gestione del conto sono molto inferiori)

  6. #96
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    Sono d'accordo con te, il problema non è che l'impiegato della banca provi a venderti i prodotti messigli a disposizione dal suo datore di lavoro (a prescindere dal fatto che siano buoni o meno): è la stessa cosa che fa la commessa, il fruttivendolo, ecc. ecc.

    Il vero problema è che troppo spesso chi effettua un investimento si aspetta che la controparte (perchè di questo si tratta) faccia i propri interessi e non quelli di chi lo paga: superato questo errato approccio, il resto viene da sè, quindi chi investe si "attrezza" per farsi una conoscenza di ciò che deve acquistare ed essere competente (quasi) al pari della controparte, oppure si fa consigliare da una persona di fiducia (invece che da una in palese conflitto di interessi )
    Per essere precisi sarebbe come un fruttivendolo che vende tanti tipi di frutta, non è che non venda anche altro, ma ti consiglia solo quella su cui ha un ricarico maggiore. E ti fa pagare un extra per la “consulenza sulla frutta”

  7. #97
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    Il problema è in realtà anche qui.
    Se il dipendente bancario è come un commesso di scarpe o un fruttivendolo, capisci che uccidi tutta una serie di professionalità sulla base della quale si vorrebbe costruire rapporto di fiducia con clientela (compro il prodotto X, perché me lo ha consigliato il dott. rossi che conosce la finanza).

    Se fosse questa la base (bancario = fruttivendolo) in quanto continuerebbero ad affidarsi ad una banca invece che ai consigli di uno youtuber?
    Secondo me l'importante è essere chiari: il dipendente bancario vende quello che il suo datore di lavoro gli mette a disposizione e non è lì per fare gli interessi del cliente, ma quelli di chi lo paga, come qualsiasi altro venditore; il fatto che venga definito "consulente" non implica certo che faccia gli interessi dell'investitore a dispetto del suo datore di lavoro, questo dovrebbe essere chiaro.

    Se si vuole un consulente privo di conflitti di interesse la banca è l'ultimo posto dove cercarlo (senza offesa per alcuno, ovviamente).

  8. #98

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    Se pago una percentuale per un servizio presentato come consulenza ho la legittima aspettativa che il consulente faccia i miei interessi, cioè mi consigli il meglio per me. Altrimenti sarebbe solo un venditore, non un consulente.
    Il problema è il conflitto d’interessi, non sufficientemente messo in chiaro, mi pare.
    Può essere che non sia messo in chiaro, però una volta esplicitato che si vendono prodotti per far guadagnare la banca (e si spera) anche il cliente, è una volta trovato il prodotto che si attaglia al cliente, secondo me, se lavori in banca, è corretto vendere il prodotto della banca.
    Se c'è una cosa che mi manda fuori dai gangheri, è quando mi definiscono consulente. Un po' perché ormai fa figo e tutti si definiscono così, perfino chi vende gli aspirapolveri (con tutto il rispetto), un po' per i motivi di cui sopra. Preferisco Gestore

  9. #99
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    Per essere precisi sarebbe come un fruttivendolo che vende tanti tipi di frutta, non è che non venda anche altro, ma ti consiglia solo quella su cui ha un ricarico maggiore. E ti fa pagare un extra per la “consulenza sulla frutta”
    ...evidentemente a te non hanno mai rifilato un'anguria annacquata passandotela per "la migliore che ho in negozio" (con tanto di conseguente cazziatone preso da tua moglie ).

    (Il prezzo della "consulenza" del fruttivendolo è insito nel prezzo dell'anguria, altrimenti te la compri su Amazon)

  10. #100

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    Ok, comprendo il tuo discorso, ma conoscendo le logiche di "spinta alla vendita" (in altri settori), mi rendo conto si tratti di un filo sottile tra onestà e correttezza vs il cliente.

    Diciamo che però estremizzando il concetto che vuoi fare passare tu (devo vendere quello che mette a disposizione chi mi paga lo stipendio), il rischio è che i dipendenti di banca siano percepiti come dei commessi ignoranti in materia finanziaria che stanno lì solo per vendere il prodotto X (su cui comunque c'è una garanzia di una banca che è una grande azienda e porcate non potrebbe farne). Un po' come i commessi di una catena di librerie a cui si chiede consiglio su un titolo, ma che troppe informazioni non sono neanche in grado di dare.
    A questo punto, il passo ad abbandonare del tutto il risparmio gestito dalle banche diventerebbe quasi immediato (come il passare dalle mega-librerie ad amazon), ed i dipendenti bancari si troverebbero comunque senza stipendio...

    Da questo punto di vista, il discorso di bow è comunque un inno alla professionalità
    sulla professionalità di Bow non ci piove. Può anche darsi che domani tutto il sistema crolli come un castello di carte, il mio discorso era diverso.
    Non trovo correttissimo (poi c'è di molto peggio, per carità), consigliare un determinato tipo di prodotto quando la tua azienda ti chiede altro, finita li.

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