quando termina l'accumulo
Nasdaq Next Gen, ecco l’ETF per posizionarsi sulle future Apple e Tesla
L’innovazione tecnologica è un tema dominante e nel 2020 gli investitori hanno fatto man bassa di titoli tech. Le big tech hanno trainato al rialzo il Nasdaq, di gran lunga …
Wall Street e MSCI World corrono a perdifiato, non Piazza Affari. Effetto Draghi finito? Per Credit Suisse l’Italia è al momento ‘ora o mai più’
Nuovi record per Wall Street. La Borsa di New York ha chiuso in bellezza una settimana improntata al rialzo. L’S&P 500 e il Dow Jones hanno raggiunto nuovamente i record …
Posizioni nette corte: Saipem il titolo con più posizioni ribassiste aperte, Maire e Banca Mps nella top 3 dei più shortati
Dall?ultimo aggiornamento disponibile di Consob sulle posizioni nette corte (PNC) si apprende che il titolo più shortato a Piazza Affari è Bio-On con 2 posizioni short aperte per una quota pari …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #1

    Data Registrazione
    Apr 2017
    Messaggi
    1,701
    Mentioned
    57 Post(s)
    Quoted
    1030 Post(s)
    Potenza rep
    35982477

    quando termina l'accumulo

    seguendo i vostri insegnamenti ho iniziato a costruire il mio ptf per l'80% con strumenti ad accumulo al fine di massimizzare l'effetto dell'interesse composto che, in fase di accumulo, mi è chiaro che sia sensibilmente più vantaggioso rispetto all'uso di strumenti a distribuzione.
    Non avendo a disposizione grossi capitali iniziali avrebbe poco senso rinunciare all'interesse composto per ricevere cedole di pochi euro mensili e che potrebbero farsi interessanti forse tra 15 anni.

    Ma avendo molto tempo libero in questa quarantena da covid mi stavo proiettando tra 20 anni, quando l'accumulo nel mio ptf sarà idealmente a buon punto, magari non terminato ma comunque dovrebbe aver raggiunto cifre interessanti anche per cominciare a "godere" di una parte dei ricavati.
    Ecco, per quanto mi sia chiaro che le cedole, i dividendi ecc. in un ETF ad accumulo entrino a far parte del prezzo, che quindi cresce di più, non riesco a convincere bene il mio cervello che questa cosa funzioni efficacemente anche quando anzichè accumulare cominci a voler raccogliere i frutti.
    Chi avesse il portafoglio che distribuisce dividendi, lascerebbe intatte le sue quote possedute e preleverebbe i dividendi, che dunque continuerebbero a maturare in un flusso di cassa idealmente continuo.
    Chi ha invece le sue quote ad accumulo, dovrà simulare lo stacco del dividendo vendendo quote.
    direte, poco importa perchè nel frattempo il resto cresce di più dell'accumulo... però dopo 20 anni di disinvestimenti il ptf ad accumulo sarà vuoto o comunque con molte meno quote (sono in numero finito) mentre quello a distribuzione avrà lo stesso numero di quote che producono sempre gli stessi dividendi (mercato permettendo).

    inoltre, i disinvestimenti così come gli investimenti, non sono gratis, hanno dei costri.
    qualcuno ha mai fatto dei conti sulla questione accumulo vs distribuzione tenendo presente non soltanto la fase di costruzione del capitale ma anche la fase di utilizzo?

    pensavo che l'ideale sarebbe costruire ad accumulo e poi switchare a distribuzione quando il capitale fosse diventato consistente, peccato che l'operazione comporterebbe la mazzata della tassazione al 26% degli utili...

    un ptf a distribuzione idealmente potrebbe anche "sopravvivermi" e garantire una rendita importante ad eventuali eredi, uno ad accumulo va naturalmente ad esaurirsi col tempo.
    dove sbaglio?

  2. #2

    Data Registrazione
    Dec 2010
    Messaggi
    1,089
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    627 Post(s)
    Potenza rep
    21992695
    Citazione Originariamente Scritto da santabrianza Visualizza Messaggio
    Chi ha invece le sue quote ad accumulo, dovrà simulare lo stacco del dividendo vendendo quote.
    direte, poco importa perchè nel frattempo il resto cresce di più dell'accumulo... però dopo 20 anni di disinvestimenti il ptf ad accumulo sarà vuoto o comunque con molte meno quote (sono in numero finito) mentre quello a distribuzione avrà lo stesso numero di quote che producono sempre gli stessi dividendi (mercato permettendo).

    inoltre, i disinvestimenti così come gli investimenti, non sono gratis, hanno dei costri.
    qualcuno ha mai fatto dei conti sulla questione accumulo vs distribuzione tenendo presente non soltanto la fase di costruzione del capitale ma anche la fase di utilizzo?
    Devi ragionare in termini di controvalore, non di numero di quote. Il problema si può porre se il tuo "dividendo" è inferiore alla quota, e allora ti trovi a disinvestire più del necessario.

    I costi commissionali vengono ampiamente riassorbiti dalle minori tasse che paghi sulla rendita.

    Tieni anche presente che sul lungo periodo sono inevitabili i ribilanciamenti, che possono essere occasione per iniettare strumenti a distribuzione.

    Quanto agli eredi il capital gain si pagherà comunque, quindi quello può essere un buon momento per fare lo switch.

  3. #3

    Data Registrazione
    Apr 2017
    Messaggi
    1,701
    Mentioned
    57 Post(s)
    Quoted
    1030 Post(s)
    Potenza rep
    35982477
    io al momento ho delle quote di etf VWCE che quotano circa 66€
    supponiamo che tra 20 anni valgano 1000€ l'una.
    è verosimile che il fondo "moltiplichi" le quote e le mie diciamo 100 quote da 1000€ diventino 1000 quote da 100€?
    anche per mantenere il nav su valori utili per gli scambi.
    questa soluzione forse tamponerebbe l'effetto di smantellamento del portafoglio e il rischio di avere quote troppo costose sia da comprare che da vendere.

  4. #4

    Data Registrazione
    Feb 2020
    Messaggi
    186
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    114 Post(s)
    Potenza rep
    299299
    Ipotizziamo un accumulo di 30 anni su un etf ad accumulo e uno a distribuzione.

    Prendo a riferimento i due che mi piacciano,anche se uno è obbligazionio e uno azionario

    500 euro al mese per 30 anni.

    Classico SWDA:10 quote al mese (pmc 50) x 360 mesi = 3600 quote ad un valore atteso di 60 (massimo storico) = 216000 euro

    E con STHE:5 quote al mese (pmc 90) x 360 mesi = 1800 quote che ridistribuiscono mediamente 500 euro al mese (0,28 cents Già ripuliti dal cap gain x 1800) per sempre.


    Adesso per avere i 500 euro al mese di STHE con Swda dovrei vendere circa 12 quote al mese (26% di cap gain). In 25 anni finirei il capitale,se non prima.

    Dove sbaglio?

  5. #5

    Data Registrazione
    Feb 2020
    Messaggi
    186
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    114 Post(s)
    Potenza rep
    299299
    A meno che non si arrivi ad un punto in cui tutto quanto accumulato su azionario non venga spostato su qualcosa che distibuisce cedole.

    Andare ad intaccare l’accumulo togliendo quote ogni mese per me è controproducente

  6. #6
    L'avatar di GreedyTrader
    Data Registrazione
    Oct 2012
    Messaggi
    6,249
    Mentioned
    96 Post(s)
    Quoted
    5202 Post(s)
    Potenza rep
    42949681
    meglio l'accumulo in ogni caso. la differenza su un arco di tempo lungo è notevole.
    ai dividendi ci penserai a tempo debito
    distribuire dividendi comunque è sempre meno efficiente anche per le società, che tolte alcune cash cow o aziende statali distribuiscono sempre meno dividendi.

  7. #7

    Data Registrazione
    Dec 2010
    Messaggi
    1,089
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    627 Post(s)
    Potenza rep
    21992695
    Citazione Originariamente Scritto da Saltafoss Visualizza Messaggio
    Ipotizziamo un accumulo di 30 anni su un etf ad accumulo e uno a distribuzione.

    Prendo a riferimento i due che mi piacciano,anche se uno è obbligazionio e uno azionario

    500 euro al mese per 30 anni.

    Classico SWDA:10 quote al mese (pmc 50) x 360 mesi = 3600 quote ad un valore atteso di 60 (massimo storico) = 216000 euro

    E con STHE:5 quote al mese (pmc 90) x 360 mesi = 1800 quote che ridistribuiscono mediamente 500 euro al mese (0,28 cents Già ripuliti dal cap gain x 1800) per sempre.


    Adesso per avere i 500 euro al mese di STHE con Swda dovrei vendere circa 12 quote al mese (26% di cap gain). In 25 anni finirei il capitale,se non prima.

    Dove sbaglio?
    Partiamo dal presupposto che i dividendi si sottraggono sempre al controvalore dell'investimento, quindi se in uno scenario hai finito il capitale e nell'altro no c'è necessariamente qualcosa di sbagliato.

    Primo indizio: ipotizzi un 20% di gain in 30 anni, che significa uno 0.6% annualizzato, ma pretendi il 2.5-3% di cedola. Ovvio che erodi il capitale, succederebbe anche se lo strumento fosse a distribuzione a parità di ipotesi. Chiaro che questa non è un'aspettativa realistica su SWDA. Secondo indizio: ipotizzi che non ci sia alcun gain sui 25 anni successivi.

    Prova a rifare i conti

  8. #8
    L'avatar di vtt2
    Data Registrazione
    Jul 2019
    Messaggi
    1,358
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    1046 Post(s)
    Potenza rep
    41484605
    Citazione Originariamente Scritto da GreedyTrader Visualizza Messaggio
    meglio l'accumulo in ogni caso. la differenza su un arco di tempo lungo è notevole.
    ai dividendi ci penserai a tempo debito
    distribuire dividendi comunque è sempre meno efficiente anche per le società, che tolte alcune cash cow o aziende statali distribuiscono sempre meno dividendi.
    Fra l'altro i dividendi a seconda dei casi vengono mangiati dalla tassazione per cui nel lungo periodo conviene senz'altro optare per l'accumulo.

  9. #9
    L'avatar di Berserk85
    Data Registrazione
    Dec 2019
    Messaggi
    3,052
    Mentioned
    14 Post(s)
    Quoted
    1833 Post(s)
    Potenza rep
    42949674
    Io sono per l'accumulo sempre anche sui EM bond, solo IG e sub. IG non HY , che sono quelli più gettonati per i dividendi

  10. #10

    Data Registrazione
    Feb 2020
    Messaggi
    186
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    114 Post(s)
    Potenza rep
    299299
    Quindi facciamola semplice:SWDA tutta la vita?

Accedi