[OT] L'investitore italiano medio - Pagina 14
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  1. #131
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    Leggo con grande interesse il tuo blog, "oro, spezie e tulipani", merita maggiore visibilità, i contenuti sono di grande valore, grazie per il lavoro che fai
    quoto!!

  2. #132
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    Leggo con grande interesse il tuo blog, "oro, spezie e tulipani", merita maggiore visibilità, i contenuti sono di grande valore, grazie per il lavoro che fai
    Ehi grazie
    Devo dire che mi sbizzarrirci in simulazioni alle volte estreme (il portafoglio con approccio opportunity con azionari argentini è un po' esagerato) ma li uso come parametro rispetto a portafogli reali. Cioè performance ed evoluzione alla mano di quelle strategie mi faccio un'idea su portafogli più classici e reali. Ho una mezza idea di metterci una piccola guida agli investimenti, un saggetto di poche decine di pagine che scrissi anni fa per un po' di amici... ma il tempo e

  3. #133
    L'avatar di Dedalo Invest
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    Leggo con grande interesse il tuo blog, "oro, spezie e tulipani", merita maggiore visibilità, i contenuti sono di grande valore, grazie per il lavoro che fai
    Bel blog, traspare la passione di Bow per la materia

  4. #134

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    Mi permetto di rispondere alla discussione in quanto lavorando in banca posso confermare le impressioni già risultanti dai precedenti interventi.
    Il cliente medio non ha la minima competenza in materia, molti si fidano senza chiedere ulteriori approfondimenti, qualcuno chiede informazioni.
    Detto ciò esistono colleghi che si comportano con coscienza e cercano di costruire un portafoglio adatto alle esigenze del cliente basandosi sulle proprie competenze, altri colleghi invece prendono dei "pacchetti" preconfezionati. Intendiamoci non si tratta certo di voler truffare il cliente ma, a mio avviso, non si tratta nemmeno di consulenza. I problemi più rilevanti secondo me sono due: il primo deriva dal fatto che il panorama di strumenti che anche il consulente competente può utilizzare è abbastanza limitato, prodotti emessi dalla banca, btp e poco altro; il secondo che le pressioni commerciali sono devastanti. Ogni giorno, per ogni cliente il direttore chiede cosa è stato collocato per verificare se si sta rispettando il "budget" mensile. Se il prodotto non è quello previsto (dato che è previsto un budget per ogni tipologia di prodotto e di emittente) al collega viene "semplicemente" ricordato che è la banca a pagarti lo stipendio e continuando così quelli bravi saranno altri. Detto ciò penso che sia possibile operare secondo coscienza e nell'interesse del cliente, non è però facile. Più semplice risulta essere un bravo soldatino, non ricevere pressioni e prendere sempre una pacca sulla spalla andando avanti con la propria carriera. Dipende solo da che tipo di persona si vuole essere.

  5. #135
    L'avatar di Dedalo Invest
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    Citazione Originariamente Scritto da 1019971 Visualizza Messaggio
    Mi permetto di rispondere alla discussione in quanto lavorando in banca posso confermare le impressioni già risultanti dai precedenti interventi.
    Il cliente medio non ha la minima competenza in materia, molti si fidano senza chiedere ulteriori approfondimenti, qualcuno chiede informazioni.
    Detto ciò esistono colleghi che si comportano con coscienza e cercano di costruire un portafoglio adatto alle esigenze del cliente basandosi sulle proprie competenze, altri colleghi invece prendono dei "pacchetti" preconfezionati. Intendiamoci non si tratta certo di voler truffare il cliente ma, a mio avviso, non si tratta nemmeno di consulenza. I problemi più rilevanti secondo me sono due: il primo deriva dal fatto che il panorama di strumenti che anche il consulente competente può utilizzare è abbastanza limitato, prodotti emessi dalla banca, btp e poco altro; il secondo che le pressioni commerciali sono devastanti. Ogni giorno, per ogni cliente il direttore chiede cosa è stato collocato per verificare se si sta rispettando il "budget" mensile. Se il prodotto non è quello previsto (dato che è previsto un budget per ogni tipologia di prodotto e di emittente) al collega viene "semplicemente" ricordato che è la banca a pagarti lo stipendio e continuando così quelli bravi saranno altri. Detto ciò penso che sia possibile operare secondo coscienza e nell'interesse del cliente, non è però facile. Più semplice risulta essere un bravo soldatino, non ricevere pressioni e prendere sempre una pacca sulla spalla andando avanti con la propria carriera. Dipende solo da che tipo di persona si vuole essere.
    Grazie per il post, che è per me una conferma del clamoroso conflitto di interessi delle banche.

    Per quanto un dipendente in quelle condizioni cerchi di operare nell'interesse del cliente, è chiaro che lo stress psicologico non può non influenzarne l'operato. Per un investitore è davvero finanziariamente pericoloso entrare in banca a chiedere una "consulenza" di investimento.

  6. #136

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    Citazione Originariamente Scritto da Dedalo Invest Visualizza Messaggio
    Grazie per il post, che è per me una conferma del clamoroso conflitto di interessi delle banche.

    Per quanto un dipendente in quelle condizioni cerchi di operare nell'interesse del cliente, è chiaro che lo stress psicologico non può non influenzarne l'operato. Per un investitore è davvero finanziariamente pericoloso entrare in banca a chiedere una "consulenza" di investimento.
    non esageriamo, non siamo tutti delinquenti, e i prodotti non fanno tutti schifo. Ci sono diverse sfumature e gradazioni tra il "bravo soldatino" e le persone come Bow, che rischiano la loro serenità per fare di testa loro ( e sono per questo ammirevoli).
    Tenete presente che , alla lunga , anche il cliente più gnugnu se non vede risultati si guarda attorno

  7. #137

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    Mi permetto di rispondere alla discussione in quanto lavorando in banca posso confermare le impressioni già risultanti dai precedenti interventi.
    Il cliente medio non ha la minima competenza in materia, molti si fidano senza chiedere ulteriori approfondimenti, qualcuno chiede informazioni.
    Detto ciò esistono colleghi che si comportano con coscienza e cercano di costruire un portafoglio adatto alle esigenze del cliente basandosi sulle proprie competenze, altri colleghi invece prendono dei "pacchetti" preconfezionati. Intendiamoci non si tratta certo di voler truffare il cliente ma, a mio avviso, non si tratta nemmeno di consulenza. I problemi più rilevanti secondo me sono due: il primo deriva dal fatto che il panorama di strumenti che anche il consulente competente può utilizzare è abbastanza limitato, prodotti emessi dalla banca, btp e poco altro; il secondo che le pressioni commerciali sono devastanti. Ogni giorno, per ogni cliente il direttore chiede cosa è stato collocato per verificare se si sta rispettando il "budget" mensile. Se il prodotto non è quello previsto (dato che è previsto un budget per ogni tipologia di prodotto e di emittente) al collega viene "semplicemente" ricordato che è la banca a pagarti lo stipendio e continuando così quelli bravi saranno altri. Detto ciò penso che sia possibile operare secondo coscienza e nell'interesse del cliente, non è però facile. Più semplice risulta essere un bravo soldatino, non ricevere pressioni e prendere sempre una pacca sulla spalla andando avanti con la propria carriera. Dipende solo da che tipo di persona si vuole essere.
    i colleghi che "si basano sulle proprie competenze" usano prodotti della banca o altro?

  8. #138
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    Mi permetto di rispondere alla discussione in quanto lavorando in banca posso confermare le impressioni già risultanti dai precedenti interventi.
    Il cliente medio non ha la minima competenza in materia, molti si fidano senza chiedere ulteriori approfondimenti, qualcuno chiede informazioni.
    Detto ciò esistono colleghi che si comportano con coscienza e cercano di costruire un portafoglio adatto alle esigenze del cliente basandosi sulle proprie competenze, altri colleghi invece prendono dei "pacchetti" preconfezionati. Intendiamoci non si tratta certo di voler truffare il cliente ma, a mio avviso, non si tratta nemmeno di consulenza. I problemi più rilevanti secondo me sono due: il primo deriva dal fatto che il panorama di strumenti che anche il consulente competente può utilizzare è abbastanza limitato, prodotti emessi dalla banca, btp e poco altro; il secondo che le pressioni commerciali sono devastanti. Ogni giorno, per ogni cliente il direttore chiede cosa è stato collocato per verificare se si sta rispettando il "budget" mensile. Se il prodotto non è quello previsto (dato che è previsto un budget per ogni tipologia di prodotto e di emittente) al collega viene "semplicemente" ricordato che è la banca a pagarti lo stipendio e continuando così quelli bravi saranno altri. Detto ciò penso che sia possibile operare secondo coscienza e nell'interesse del cliente, non è però facile. Più semplice risulta essere un bravo soldatino, non ricevere pressioni e prendere sempre una pacca sulla spalla andando avanti con la propria carriera. Dipende solo da che tipo di persona si vuole essere.
    Il problema è più profondo perchè quegli stessi clienti, sono quelli, che se un loro parente fa carriera in banca, lo guardano con ammirata ammirazione...."oh, lui è proprio uno bravo, sai.... ha fatto carriera, pensa che è diventato direttore nella filiale di..."
    ...non si rendono conto che in questo sistema la carriera l'ha fatta coi loro soldi...

    p.s. per onestà intellettuale bisogna anche dire che poi non ci va bene niente, perchè se uno fa carriera in banca vuol dire che ha piazzato a man bassa, se un consulente di una rete fa carriera è perchè è un grande venditore piacione e frequenta i circoli bene, se un consulente autonomo fa carriera è perchè fa l'occhiolino sui social e vende corsi e sistemini...

  9. #139

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    Citazione Originariamente Scritto da cataflic Visualizza Messaggio
    Il problema è più profondo perchè quegli stessi clienti, sono quelli, che se un loro parente fa carriera in banca, lo guardano con ammirata ammirazione...."oh, lui è proprio uno bravo, sai.... ha fatto carriera, pensa che è diventato direttore nella filiale di..."
    ...non si rendono conto che in questo sistema la carriera l'ha fatta coi loro soldi...

    p.s. per onestà intellettuale bisogna anche dire che poi non ci va bene niente, perchè se uno fa carriera in banca vuol dire che ha piazzato a man bassa, se un consulente di una rete fa carriera è perchè è un grande venditore piacione e frequenta i circoli bene, se un consulente autonomo fa carriera è perchè fa l'occhiolino sui social e vende corsi e sistemini...
    ma infatti, non è che nelle aziende metalmeccaniche gli ingegneri per dire siano dei santi, basti vedere il diesel gate che amio avviso è molto peggio del fare cattiva consulenza finanziaria

  10. #140
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    non esageriamo, non siamo tutti delinquenti, e i prodotti non fanno tutti schifo. Ci sono diverse sfumature e gradazioni tra il "bravo soldatino" e le persone come Bow, che rischiano la loro serenità per fare di testa loro ( e sono per questo ammirevoli).
    Tenete presente che , alla lunga , anche il cliente più gnugnu se non vede risultati si guarda attorno
    Continui a mettermi in bocca parole che non ho mai scritto (delinquenti, schifo ecc.)

    Io ho parlato di conflitto di interessi e di sistema che non permette a una persona che mette al primo posto l'interesse del cliente di operare serenamente. La testimonianza di prima, come le molte di bow, lo dimostrano (ma non solo ovviamente).

    Non ho mai detto che le banche dovrebbero essere delle onlus e non sono proprio nato ieri da pensare che dovrebbero lavorare gratis. Il problema per me si chiama conflitto di interessi (e mancanza di etica in molti casi). Che va anche bene che ci sia, entro certi limiti: va però comunicato al cliente subito e in modo chiaro e la cosa non succede quasi mai.

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