[Trita e ritrita] Domanda nabba: Meglio PIC o PAC? - Pagina 2
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  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da Oskar_WB Visualizza Messaggio
    Mah... Ci sono anche buone probabilità che faccia peggio. Sicuramente avendo pesi diversi i risultati saranno diversi. In questi ultimi 8 mesi a volte faccio meglio, a volte peggio, le differenze possono essere sensibili. Ma valutare sul breve periodo non ha senso. Per ora l'unica scelta veramente vincente è 10% Russia, più per fortuna che altro (l'ho presa quasi al picco del panico). Anche un semplice PAC bovino su un unico ETF sarebbe francamente più semplice e migliore, ma avevo un po' da investire di colpo...
    Stai facendo market timing con una strategia contrarian cosa legittima e con una sua logica ma non è ne un pic ne un pac.

  2. #12
    L'avatar di Oskar_WB
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    Stai facendo market timing con una strategia contrarian cosa legittima e con una sua logica ma non è ne un pic ne un pac.
    Market timing è una parola troppo forte, è una tecnica che reputo fallimentare. È un value averaging, una specie di pac agli steroidi. Col pac investi un fisso al mese, quindi quando le azioni hanno costo unitario più basso ne acquisti di più, diminuendo il prezzo medio di acquisto. Col value averaging aumenti anche la somma che investi quando le azioni sono più basse e la diminuisci quando sono più alte (a favore di altri mercati più attrattivi, se ti avanza liquidità), diminuendo ulteriormente il prezzo medio di acquisto.

  3. #13

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    Citazione Originariamente Scritto da Oskar_WB Visualizza Messaggio
    Market timing è una parola troppo forte, è una tecnica che reputo fallimentare. È un value averaging, una specie di pac agli steroidi. Col pac investi un fisso al mese, quindi quando le azioni hanno costo unitario più basso ne acquisti di più, diminuendo il prezzo medio di acquisto. Col value averaging aumenti anche la somma che investi quando le azioni sono più basse e la diminuisci quando sono più alte (a favore di altri mercati più attrattivi, se ti avanza liquidità), diminuendo ulteriormente il prezzo medio di acquisto.
    quindi tu acquisti ogni mese quote dell'indice russo?

  4. #14
    L'avatar di Oskar_WB
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    quindi tu acquisti ogni mese quote dell'indice russo?
    Di quello e altre 7 regioni geografiche. I pesi percentuali li rivedo ogni 6-12 mesi, li cambio solo se c'é stata una variazione rilevante però.

  5. #15
    L'avatar di zagor29
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  6. #16

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    Il problema è che le persone si ostinano a definire pac quello che non è.

    Allora quelli della sezione mercati italiani sono dei grandi appassionati di pac visto che periodicamente devono mediare i prezzi delle loro posizioni....

    Il giorno che hai 100k e decidi di non investirli subito ma di fare acquisti basandoti su propri criteri si chiama market timing in questo caso con una filosofia contrarian visto che compri Russia quando fa -40%.

    Cosa banalissima ma chiamiamola per quello che è

  7. #17
    L'avatar di Oskar_WB
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    Citazione Originariamente Scritto da wolfbalck Visualizza Messaggio
    Il problema è che le persone si ostinano a definire pac quello che non è.

    Allora quelli della sezione mercati italiani sono dei grandi appassionati di pac visto che periodicamente devono mediare i prezzi delle loro posizioni....

    Il giorno che hai 100k e decidi di non investirli subito ma di fare acquisti basandoti su propri criteri si chiama market timing in questo caso con una filosofia contrarian visto che compri Russia quando fa -40%.

    Cosa banalissima ma chiamiamola per quello che è
    Conta però che io faccio buy&hold, un po' alla Buffett, tengo finchè non mi serve la grana, mi preoccupo di acquistare a prezzi non necessariamente bassi ma almeno non altissimi, non mi preoccupo troppo della exit. Supponiamo che compro USA 50% Asia Pacifico sviluppata 50% (sparo completamente a caso). Poi mi trovo con USA 60% AP 40% perchè uno è salito più dell'altro. Adesso supponiamo che USA sia più costoso rispetto ai fondamentali, mentre AP più attrattivo. I nuovi capitali che inietto li inietto soprattutto su AP, poco su USA, mettiamo che inietto il 30% su USA e il 70% su AP. I capitali che avevo già investito però li lascio lì dove sono, non sto anche a vendere parte di USA per alzare AP. Un market timer ci andrebbe decisamente più pesante.
    Mi tengo comunque le percentuali di capitalizzazione come baseline, nel senso che per esempio io ho 20% di europa sviluppata (geografica, non unione europea). E' prezzata più bassa degli USA, ma sicuramente ha quotazioni abbastanza altine. E c'è da dire che ci sono più nubi sull'europa che sugli usa, probabilmente. Però non potendo prevedere il futuro, ci ho messo comunque qualcosa (in verità quasi esattamente la percentuale di capitalizzazione, visto che europa sviluppata ha 21% di mkt cap). Da market timer, con venti di rallentamento alle porte, quotazioni superiori alla media storica, ripresa del QE, inversione della curva rendimenti dei bond, incertezze sul futuro dell'euro, molti anni di bull market consecutivo alle spalle ecc., ci avrei dovuto mettere zero o poco più. Devio significativamente dalla baseline solo se le quotazioni mi sembrano molto alte (USA) o molto basse (Russia).

    Concordo comunque pienamente che la strategia non è completamente passiva, sicuramente è blandamente contrarian (anche se uso solo ETF passivi). Forse più che contrarian è ispirata alla filosofia value. Comunque credo che ci siano parecchi livelli intermedi tra 100% passivo (etf MSCI World e ETF eurobond total market, ribilanciamento annuale o biennale) e fare il trader di un Hedge Fund

  8. #18
    L'avatar di Oskar_WB
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    Aggiungerei cmq che il mio problema non è generare alfa, mi importa poco di battere l'MSCI World. Dovessi scommettere, direi decisamente che non lo batterò.
    Il mio problema principale è investire col famoso margine di sicurezza di cui parlava Graham molti decenni fa. Se le azioni sono prezzate a multipli molto elevati dei fondamentali, il mercato potrebbe avere anche ragione a dire che hanno alto potenziale. Amazon vale un P/E di oltre 100? Potrebbe benissimo, in fin dei conti è da quando esiste che cresce in maniera paurosa. Ma se questo potenziale futuro non si concretizza che succede? ci rimetti permanentemente un sacco di soldi. Noto anche, con una certa preoccupazione, che i cicli di euforia, e anche le bolle vere e proprie, continuano a ripresentarsi con una certa frequenza nonostante siano fenomeni studiati e conosciuti da lunghissimo tempo. Ma gli investor, a quanto pare pure gli istituzionali, ci ricascano e ci ricascano. E le bolle sono il nemico più grosso dell'investitore, anche quello passivo. La gestione attiva cmq non sembra aiutare, eccetto rare eccezioni (vai tu a beccare quali...).
    Finchè c'è qualche azione qui e là dentro un indice che secondo me è troppo speculativa non mi preoccupo, compro (con etf o fondo comune a indice, senza problemi). Ma che succede se c'è un settore che è in bolla tanto da rendere un intero indice broad mediamente sovraprezzato (tipo bolla dotcom USA)? Con un PAC te la cavi benino lo stesso, con un PIC già è peggio (anche se con orizzonte di 30 anni se hai le palle di non vendere ne esci senza aver guadagnato molto, ma ancora ne esci sano).
    E se invece hai fatto un PIC nella famosa bolla delle azioni giapponesi? inizi a investire vicino al picco, hai un po' di capitale da investire subito, sai che mediamente il PIC batte il PAC se hai capitale accumulato, e butti dentro di botto su un fondo a indice di azionario giapponese con un P/E medio oltre 40. Sono passati 30 anni e ancora il Nikkei non è tornato al picco del '92 (anche se nel frattempo hai intascato i dividendi - ammetto di non aver guardato il nikkei 225 total return). E' primariamente per questo che guardo i fondamentali.

  9. #19
    L'avatar di masoking
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    Il 25enne di cui all'inizio del post, è difronte a un dilemma
    - se studia il mercato, rimarrà aggiornato, ma lo sarà anche rispetto ai crolli del suo PIC. Allora sarà meglio un value averaging (sovraesporsi durante i crolli) o un dollar cost averaging (entrata a rate)
    - se non segue il mercato (e probabilmente non saprà esattamente su cosa investe, cioè non sarà un investitore consapevole), facendo un PIC si troverà dopo 25 anni con un capitale MOLTO maggiore e tanto tempo libero speso altrimenti.
    Sembra un paradossale invito al disinteresse. Invece metto l'accento sull'impatto emotivo della volatilità, che può STRAVOLGERE IRREVERSIBILMENTE i presupposti della strategia

  10. #20
    L'avatar di Oskar_WB
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    Citazione Originariamente Scritto da masoking Visualizza Messaggio
    Il 25enne di cui all'inizio del post, è difronte a un dilemma
    - se studia il mercato, rimarrà aggiornato, ma lo sarà anche rispetto ai crolli del suo PIC. Allora sarà meglio un value averaging (sovraesporsi durante i crolli) o un dollar cost averaging (entrata a rate)
    - se non segue il mercato (e probabilmente non saprà esattamente su cosa investe, cioè non sarà un investitore consapevole), facendo un PIC si troverà dopo 25 anni con un capitale MOLTO maggiore e tanto tempo libero speso altrimenti.
    Sembra un paradossale invito al disinteresse. Invece metto l'accento sull'impatto emotivo della volatilità, che può STRAVOLGERE IRREVERSIBILMENTE i presupposti della strategia
    Corretto, con una sola precisazione: non "si troverà con un capitale molto maggiore" ma "mediamente si troverà con un capitale molto maggiore".

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