Fondi pensione vol. 10 - Pagina 39
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  1. #381

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    il ragionamento corretto è versare il minor importo possibile di contributi sfruttando al massimo i benefici fiscali ed accumulare risparmio.

    i contributi di oggi pagano le pensioni di oggi, non quelle di domani.

    quindi, fondo negoziale con contributo minimo individuale per spillare quello datoriale.

    una partita iva non ha il contributo datoriale ma solo il beneficio fiscale.

  2. #382

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    Citazione Originariamente Scritto da dm7 Visualizza Messaggio
    una partita iva non ha il contributo datoriale ma solo il beneficio fiscale.
    Eh appunto...
    Questo vantaggio non è poco comunque. Se consideriamo il versamento su fondo pensione come un investimento ed il risparmio sulle tasse come il ritorno di questo investimento, allora da simulazioni varie fatte online mi pare di capire che ci sia un ritorno attorno al 20%...quindi converrebbe di corsa...
    Poi uno si ricorda che è praticamente un vincolo ultratrentennale e gli passa la voglia.
    Ecco perché chiedo agli utenti più esperti come faccio a trovare un equilibrio su quanto versare e mi chiedo se c’è possibilità di svincolare anche parzialmente le cifre versate se servono per investimenti all’impresa etc etc

  3. #383
    L'avatar di mander
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    Sono indeciso se iniziare o meno un piano di pensione integrativa.
    Sono un commerciante, titolare di una ditta individuale, rientro solitamente in una delle fascie IRPEF più alte ed in quanto tale sono ammazzato dalle tasse.
    In genere odio l’idea di ricevere dei soldi quando sarò tanto vecchio da non poterli spendere e l’unico motivo per cui valuto la pensione integrativa è la possibilità di dedurre i versamenti nel fondo pensione, vista anche la mancanza di investimenti alternativi che rendono qualcosa di decente. Ma se non fosse per questo non ci penserei minimamente...
    Il problema è che trattandosi di fondo pensione sono frenato dal fatto che mi sembra di mettere questi soldi in un pozzo senza fondo visto che ci sono molte restrizioni per poter prelevare i soldi. Cosa succede se un domani decido di trasferirmi all’estero o mi servono soldi per qualche investimento, acquisto di immobili o altro?
    Vorrei chiedervi quindi voi cosa fareste al mio posto e quanto decidereste di versare ogni anno. Grazie
    Definizione di risparmio:

    In economia il risparmio è la quota del reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonato per essere speso in un momento futuro. Il risparmio è dunque un sacrificio del consumo presente, in vista di un maggiore consumo futuro.

    Precisato il concetto,la pensione integrativa è lo strumento che serve a ridurre il gap fra la pensione pubblica e il livello del redditto raggiunto al momento della pensione.

    Fra i tanti modi di integrare la pensione il fondo pensione è il più profittevole perchè permette di avere un sensibile risparmio fiscale sia nel durante al momento della prestazione sia se prendo il capitale che la pensione integrativa.

  4. #384
    L'avatar di bobsinclair
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    Nell ipotesi di trasferimento all'estero e/o di chiusura p. Iva (e quindi attività), quanto ci vuole per avere il capitale liquidato?
    50% dopo 12 mesi e il resto dopo 48 giusto?
    Quindi in teoria l'utente libero professionista che scrive sopra riavrebbe il suo denaro dopo 4 anni dal trasferimento all'estero?
    A me sembra un giusto compromesso per scaricare 20% ogni anno

  5. #385
    L'avatar di PiVi1962
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    Citazione Originariamente Scritto da dm7 Visualizza Messaggio
    il ragionamento corretto è versare il minor importo possibile di contributi sfruttando al massimo i benefici fiscali ed accumulare risparmio.

    i contributi di oggi pagano le pensioni di oggi, non quelle di domani.

    quindi, fondo negoziale con contributo minimo individuale per spillare quello datoriale.

    una partita iva non ha il contributo datoriale ma solo il beneficio fiscale.
    Mh... Se ti riferisci al post di @Lupak , non è proprio così.

    Caso del lavoratore dipendente
    Il lavoratore dipendente (e il datore di lavoro) pagano dei contributi alla previdenza generale. La quota del datore di lavoro non figura in busta paga, mentre quella del lavoratore figura in busta paga con la dizione "Contributi previdenza generale a carico lavoratore", o anche "Contributi previdenziali a carico del lavoratore", "Previdenza contributo dipendente", "Contributo 9,49%", "Contributo 9,19%" (eventualmente, anche contributo aggiuntivo dell'1%). Tali contributi sono obbligatori per legge, non sono toccati dalle norme sulla previdenza integrativa e non confluiscono in essa. Sono inoltre -dal punto di vista fiscale- reddito corrente. Questi contributi "pagano le pensioni di oggi".
    Il lavoratore dipendente produce inoltre reddito differito, che verrà liquidato alla fine del rapporto di lavoro o alla maturazione dell'età di quiescenza, sotto forma di contributi TFR. Tali contributi sono rimasti in passato nella disponibilità del datore di lavoro e, con la nuova normativa possono: rimanere presso il datore di lavoro sotto forma di TFR per le imprese piccole, essere conferiti a un fondo con finalità di pensione complementare presso il fondo di scelta del lavoratore o presso l'INPS. Questi contributi non pagano le pensioni di oggi (e neppure quelle di domani, poiché saranno liquidati o si trasformeranno in rendite assicurative privatistiche).

    Caso lavoratore iscritto alla Gestione Separata (credo sia quello cui appartiene @Lupak )
    Il caso del datore iscritto alla gestione Separata è simile per la parte generata dal reddito corrente: il contribuito alla gestione separata ha un meccanismo in tutto e per tutto simile a quello dei contribuiti alla previdenza generale del lavoratore dipendente.
    Resta spazio per eventuali contributi a un fondo pensione, che non godrà della quota datoriale ma -in generale- della possibilità di essere dedotto dal reddito.

    Le restrizioni sono esattamente le stesse di quelle che hanno i lavoratori dipendenti rispetto al TFR (anzi, il FP garantisce una maggiore elasticità poiché consente anche anticipazioni senza motivazioni, e reintegrazioni).
    Il limite vero di queste gestioni e del TFR sta nei primi 8 anni di partecipazione, in cui le anticipazioni non sono consentite.
    Nei primissimi anni la cosa non dovrebbe fare differenza (supponendo di saturare la deduzione si tratta di 5.000-10.000 o 15.000 Euro, che difficilmente limitano l'acquisto di una prima casa rispetto a chi disponesse della liquidità).
    La decisione tra aderire o creare un accumulo di risparmio personale può essere più difficile quando l'orizzonte è tra i 4-8 anni da oggi.
    Successivamente, le causali di prelievo e i vantaggi fiscali consentono in ogni caso di disporre di cifre che sono una parte non secondaria del montante.
    Esempio: all'ottavo anno, senza rendimenti del FP, e esaurendo sempre la deducibilità si ha che circa 24.000 Euro usciti effettivamente corrispondono a circa 40.000 di montante.
    Se si chiede un'anticipazione al 30%, post tasse si ottengono circa 10.000 Euro; se la si chiede al 70-75% dell'acquisto della casa si ottengono più o meno i soldi realmente usciti di cassa, e restano nel FP i 12.000 "regalati" dallo stato.

  6. #386

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    Citazione Originariamente Scritto da PiVi1962 Visualizza Messaggio
    Le restrizioni sono esattamente le stesse di quelle che hanno i lavoratori dipendenti rispetto al TFR (anzi, il FP garantisce una maggiore elasticità poiché consente anche anticipazioni senza motivazioni, e reintegrazioni).
    Il limite vero di queste gestioni e del TFR sta nei primi 8 anni di partecipazione, in cui le anticipazioni non sono consentite.
    Nei primissimi anni la cosa non dovrebbe fare differenza (supponendo di saturare la deduzione si tratta di 5.000-10.000 o 15.000 Euro, che difficilmente limitano l'acquisto di una prima casa rispetto a chi disponesse della liquidità).
    La decisione tra aderire o creare un accumulo di risparmio personale può essere più difficile quando l'orizzonte è tra i 4-8 anni da oggi.
    Nei primi 8 anni se saturi la deduzione sono già 40k euro che non sono pochi per nessuno, specie se finiscono nel "pozzo nero" dei fondi aperti
    Questo quindi è il mio dubbio...da un lato le cifre investite hanno dei rendimenti altissimi da prendere al volo (più che altro grazie alla dedudicibilità delle somme versate) senza pensarci troppo, dall'altro i soldi rimangono bloccati per diverso tempo e lo scopo del tutto è la pensione che a me non è che interessi più di tanto
    Forse meglio versare una cifra intermedia? Boh

  7. #387
    L'avatar di Manu1972
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    Nei primi 8 anni se saturi la deduzione sono già 40k euro che non sono pochi per nessuno, specie se finiscono nel "pozzo nero" dei fondi aperti
    Questo quindi è il mio dubbio...da un lato le cifre investite hanno dei rendimenti altissimi da prendere al volo (più che altro grazie alla dedudicibilità delle somme versate) senza pensarci troppo, dall'altro i soldi rimangono bloccati per diverso tempo e lo scopo del tutto è la pensione che a me non è che interessi più di tanto
    Forse meglio versare una cifra intermedia? Boh
    questo lo puoi sapere solo tu. Nessuno può dirti come e quanto versare.

    se a te non interessa più di tanto la pensione basta non aderire al fondo pensione (si chiama così perché ha questa finalità, principalmente…) e magari accumulare risparmi in altro modo ma senza le "convenienze" della previdenza integrativa.

    E' inutile a mio parere prendere in considerazione il fondo pensione solo per gli aspetti positivi (le deduzioni sul reddito) ma poi volere che tale strumento possa essere utilizzato per altro.

    scusa la franchezza.

  8. #388
    L'avatar di Antoniano2
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    Sono indeciso se iniziare o meno un piano di pensione integrativa.
    Sono un commerciante, titolare di una ditta individuale, rientro solitamente in una delle fascie IRPEF più alte ed in quanto tale sono ammazzato dalle tasse.
    In genere odio l’idea di ricevere dei soldi quando sarò tanto vecchio da non poterli spendere e l’unico motivo per cui valuto la pensione integrativa è la possibilità di dedurre i versamenti nel fondo pensione, vista anche la mancanza di investimenti alternativi che rendono qualcosa di decente. Ma se non fosse per questo non ci penserei minimamente...
    Il problema è che trattandosi di fondo pensione sono frenato dal fatto che mi sembra di mettere questi soldi in un pozzo senza fondo visto che ci sono molte restrizioni per poter prelevare i soldi. Cosa succede se un domani decido di trasferirmi all’estero o mi servono soldi per qualche investimento, acquisto di immobili o altro?
    Vorrei chiedervi quindi voi cosa fareste al mio posto e quanto decidereste di versare ogni anno. Grazie
    Dal 38% in su conviene. Scegli bene il fondo e l'importo, non te ne pentirai.

    Ps inciso ad una dipendente con quell'aliquota marginale consigliai di farlo quando lo facevo di lavoro. Tieni conto che era uscita da poco da un tumore al cervello ed aveva un marito. Una volta digerita la notizia concordammo che conveniva comunque

  9. #389

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    Citazione Originariamente Scritto da Manu1972 Visualizza Messaggio
    questo lo puoi sapere solo tu. Nessuno può dirti come e quanto versare.

    se a te non interessa più di tanto la pensione basta non aderire al fondo pensione (si chiama così perché ha questa finalità, principalmente…) e magari accumulare risparmi in altro modo ma senza le "convenienze" della previdenza integrativa.

    E' inutile a mio parere prendere in considerazione il fondo pensione solo per gli aspetti positivi (le deduzioni sul reddito) ma poi volere che tale strumento possa essere utilizzato per altro.

    scusa la franchezza.
    Figurati, hai perfettamente ragione e lo so anche io.
    Per questo finora non ho aderito a nessun fondo pensione, ma facendo dei calcoli e volendolo considerarlo come un salvadanaio è un peccato non aderire visto il "rendimento" (risparmio su tasse + rendimento in se del fondo) che garantisce, mi viene da pensare che comunque devo buttare i soldi in tasse, tanto vale fare qualcosa altro con questi soldi (o parte di questi)
    Ma se togliamo dal discorso il fatto del "rendimento" allora la convizione viene meno, non credo di avere bisogno e nemmeno volere la pensione integrativa in futuro. Certo se fosse non troppo difficile riavere i soldi prima dei prossimi 40 anni sarebbe bello
    Speravo nella vostra bacchetta magica
    Ultima modifica di Lupak; 08-09-19 alle 22:25

  10. #390
    L'avatar di masoking
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    Provo a riquotare

    [QUOTE:PiVi1962;] Una possibile strategia per ottenere il 100% del capitale è quella di aprire più di una posizione presso diversi FP (attenzione però, che parte dei costi si somma e può rendere inefficiente la scelta...). Questa strategia però andava valutata prima di arrivare al 10 giorni dalla pensione [/QUOTE]

    Questo è interessante, non cumulano giuridicamente quando si calcola che il 70% del montante generi un assegno inferiore alla metà della pensione sociale?
    Avere 100% capitale solo grazie a questo escamotage, almeno nel mio caso, costituirebbe un extra vantaggio monster (ho già 3 fondi aperti oltre al negoziali e spalmo su tutti circa 5000 euro l'anno, ma ultimamente sono rimasto fedele al solo Secondapensione). Solo che ne riparlo tra 30 anni...

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