Fondi pensione vol. 10 - Pagina 22
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  1. #211
    L'avatar di ricsim79
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    Citazione Originariamente Scritto da Andriii Visualizza Messaggio
    Grazie a tutti, riguardo alla deducibilità qualcuno può aiutarmi a capire?
    I contributi versati sono deducibili dal reddito fino al valore di 5.164,57 euro. Nel calcolo del limite di deducibilità non bisogna considerare il TFR mentre bisogna tener conto del tuo contributo, di quello del datore di lavoro ed eventuali ulteriori tuoi contributi volontari una tantum (esempio: premio welfare).

  2. #212

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    Salve, una domanda da neofita: potendo accedere a fondi negoziali (tipo Fon.Te), e' sempre meglio quello rispetto a FPA tipo allianz insieme o seconda pensione? o si dovrebbero fare altri ragionamenti? Grazie.

  3. #213
    L'avatar di ricsim79
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    Citazione Originariamente Scritto da ginett0 Visualizza Messaggio
    Salve, una domanda da neofita: potendo accedere a fondi negoziali (tipo Fon.Te), e' sempre meglio quello rispetto a FPA tipo allianz insieme o seconda pensione? o si dovrebbero fare altri ragionamenti? Grazie.
    Direi di si, costi inferiori e contributo aziendale fanno la vera differenza.

  4. #214
    L'avatar di PiVi1962
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    Citazione Originariamente Scritto da Andriii Visualizza Messaggio
    Ciao ragazzi, qualcuno può spiegarmi in breve la deducibilità?
    Mi è chiara per ciò che riguarda i miei versamenti ma non per quanto riguarda i versamenti del datore di lavoro.
    Nel senso, leggo che la sua percentuale rientra nei limiti di deducibilità... Cosa significa? Che se dovessi guadagnare 30k con mio contributo dell'1% e contributo del datore del 2% è come se la mia RAL imponibile diventasse di 29100€ a causa dei 900€ deducibili?
    Inoltre ogni anno ho circa 200€ minimi di welfare da spendere per varie cose, gift card incluse.
    Se questa cifra decidessi di farla confluire nel fondo pensione la mia RAL imponibile scenderebbe di ulteriori 200€? O mi converrebbe prendermi subito una gift Amazon?
    Giusto per capire... Grazie a tutti.
    Vediamo se riesco a rispondere.
    Dal punto di vista della relazione tra retribuzioni:
    • RAL = Retribuzione Annuale Lorda
    • RGA = Retribuzione Globale Annua = RAL + Bonus e Incentivi
    • RTA = Retribuzione Totale Annua = RGA + Benefit


    Dal punto di vista della relazione tra redditi:
    • Reddito da lavoro dipendente ai fini TFR
    • Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali = Reddito da lavoro dipendente ai fini TFR + Benefit
    e:
    • Reddito da lavoro dipendente e assimilati [aggiungo: ai fini IRPEF] (CU, pagina 1, punto 1)
    • Redditi da lavoro dipendente e assimilati ai fini IRPEF + Contributi alla previdenza generale a carico del lavoratore trattenuti + Contributi alla previdenza complementare a carico del lavoratore deducibili = Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali (CU, pagina 4, punto 4)


    Per semplificare, supponiamo che non vi siano Benefit, Incentivi e Bonus.
    Quindi, dalle definizioni che ho trovato in rete:
    RAL = Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali (CU, pagina 4, punto 4)
    Supponiamo, infine, che tu intenda per “RAL imponibile” la RAL appena definita.

    Allora risulta che:
    • I contributi del datore non rientrano nel passaggio tra “Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali” (quella che per te è la RAL imponibile) e “Reddito da lavoro dipendente e assimilati” (se non nella parte che limita la quota di deduciblità dei contributi a carico del lavoratore). Se quindi tu contribuisci l’1% e il tuo datore il 2% (e se la somma tra 1% e 2% non supera i 5.164 Euro), allora il tuo reddito da lavoro dipendente scende solo del tuo 1%.
      In altre parole: il contributo del datore di lavoro è equivalente a un aumento della quota di accantonamento al TFR: non influenza il reddito corrente, ma solo quello differito.
    • Per quanto riguarda il welfare, se decidi di versarlo nel fondo pensione come opzione di welfare, anch’esso viene considerato come reddito differito (come il TFR) e quindi non impatta sul quella che tu chiami “RAL imponibile”, con l’ulteriore vantaggio che non verrà tassato al momento della richiesta della controprestazione una volta maturati i diritti.



    In pratica, quando si effettuano contribuzioni al FP, questo equivale a spostare il reddito corrente (imponibile IRPEF) in reddito differito (come ad esempio è il TFR).
    Si "cancella" quindi quell'importo dal reddito imponibile IRPEF con la modalità della deduzione (o del fatto, per quanto riguarda i contributi del datore, che nemmeno lo si scrive in dichiarazione annuale, come ad esempio non si scrive nulla per l'accantonamento al TFR).
    Si crea una posta che sarà tassata, con tassazione separata, solo al momento della richiesta della controprestazione, secondo le regole specifiche per i FP.
    Ultima modifica di PiVi1962; 15-07-19 alle 13:09

  5. #215

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    Citazione Originariamente Scritto da PiVi1962 Visualizza Messaggio
    Vediamo se riesco a rispondere.
    Dal punto di vista della relazione tra retribuzioni:
    • RAL = Retribuzione Annuale Lorda
    • RGA = Retribuzione Globale Annua = RAL + Bonus e Incentivi
    • RTA = Retribuzione Totale Annua = RGA + Benefit


    Dal punto di vista della relazione tra redditi:
    • Reddito da lavoro dipendente ai fini TFR
    • Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali = Reddito da lavoro dipendente ai fini TFR + Benefit
    e:
    • Reddito da lavoro dipendente e assimilati [aggiungo: ai fini IRPEF] (CU, pagina 1, punto 1)
    • Redditi da lavoro dipendente e assimilati ai fini IRPEF + Contributi alla previdenza generale a carico del lavoratore trattenuti + Contributi alla previdenza complementare a carico del lavoratore deducibili = Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali (CU, pagina 4, punto 4)


    Per semplificare, supponiamo che non vi siano Benefit, Incentivi e Bonus.
    Quindi, dalle definizioni che ho trovato in rete:
    RAL = Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali (CU, pagina 4, punto 4)
    Supponiamo, infine, che tu intenda per “RAL imponibile” la RAL appena definita.

    Allora risulta che:
    • I contributi del datore non rientrano nel passaggio tra “Reddito da lavoro dipendente ai fini previdenziali” (quella che per te è la RAL imponibile) e “Reddito da lavoro dipendente e assimilati” (se non nella parte che limita la quota di deduciblità dei contributi a carico del lavoratore). Se quindi tu contribuisci l’1% e il tuo datore il 2% (e se la somma tra 1% e 2% non supera i 5.164 Euro), allora il tuo reddito da lavoro dipendente scende solo del tuo 1%.
      In altre parole: il contributo del datore di lavoro è equivalente a un aumento della quota di accantonamento al TFR: non influenza il reddito corrente, ma solo quello differito.
    • Per quanto riguarda il welfare, se decidi di versarlo nel fondo pensione come opzione di welfare, anch’esso viene considerato come reddito differito (come il TFR) e quindi non impatta sul quella che tu chiami “RAL imponibile”, con l’ulteriore vantaggio che non verrà tassato al momento della richiesta della controprestazione una volta maturati i diritti.



    In pratica, quando si effettuano contribuzioni al FP, questo equivale a spostare il reddito corrente (imponibile IRPEF) in reddito differito (come ad esempio è il TFR).
    Si "cancella" quindi quell'importo dal reddito imponibile IRPEF con la modalità della deduzione (o del fatto, per quanto riguarda i contributi del datore, che nemmeno lo si scrive in dichiarazione annuale, come ad esempio non si scrive nulla per l'accantonamento al TFR).
    Si crea una posta che sarà tassata, con tassazione separata, solo al momento della richiesta della controprestazione, secondo le regole specifiche per i FP.
    Grazie mille per la risposta, gentilissimo ed esaustivo, mi hai fatto capire quasi tutto... solo una cosa non mi torna:

    Avendo a disposizione 200€ di welfare aziendale da spendere in gift card o da versare nel fondo pensione non riesco a capire qual è la scelta più conveniente. Da quello che mi hai fatto capire questi 200€, se versati nel fondo pensione, finirebbero nei redditi differiti senza procurarmi alcun vantaggio fiscale (l'assenza di tassazione al momento del riscatto non è un vantaggio dato che i 200€ in gift sono immediati e netti) ma anzi, mi procurerebbero lo svantaggio di ridurmi la quota massima deducibile.

    Ti mostro, in maniera pragmatica, le due alternative che mi si pongono da qui in avanti:
    1) Versare i 200€ del welfare nel FP riscattandoli più avanti senza tassazione e spendendo 200€ del mio reddito netto all'Esselunga per fare la spesa.
    2) Farmi dare una gift card dell'Esselunga da 200€ per fare la spesa e versare io i 200€ nel FP.

    Qual è l'alternativa più conveniente?
    Perché nel primo caso, da quello che dici, se farmi versare i 200€ del welfare non mi fa avere alcun ulteriore vantaggio fiscale allora tanto vale riscuoterli sotto forma di gift card effettuando un versamento volontario di pari importo la cui deducibilità fiscale mi dà comunque un vantaggio dato che al momento del riscatto non saranno gratis come nel caso precedente ma avrei comunque dedotto parte del reddito IRPEF soggetto a tassazione del 38% andando poi a pagare meno della metà di tassazione al momento del riscatto, non so se mi spiego.

    1) RAL 30000 (2000€ tassati al 38%) nella CU 2020 + 200€ netti al momento del riscatto del FP
    2) RAL 29800 (1800€ tassati al 38%) nella CU 2020 + 200€ tassati ipoteticamente al 15% al momento del riscatto del FP.

    Nel secondo caso andrei a risparmiare un 23% di imposte (circa 50€) o sbaglio?

    Diverso è, come in realtà mi sembrava di aver capito dalla pagina Welfare aziendale: i vantaggi di versare i premi nel fondo pensione | Propensione.it indicata da Manu1972, se questi 200€ sarebbero andati ad abbattere la mia RAL anche nel primo caso.
    Ultima modifica di Andriii; 15-07-19 alle 16:23

  6. #216
    L'avatar di PiVi1962
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    Citazione Originariamente Scritto da Andriii Visualizza Messaggio
    Ti mostro, in maniera pragmatica, le due alternative che mi si pongono da qui in avanti:
    1) Versare i 200€ del welfare nel FP [...] e spendendo 200€ del mio reddito netto all'Esselunga per fare la spesa.
    2) Farmi dare una gift card dell'Esselunga da 200€ per fare la spesa e versare io i 200€ nel FP.
    Se le alternative sono queste, allora:
    1) I 200 Euro nel FP non saranno tassati in futuro, e il tuo reddito netto corrente scende di 200 Euro.
    2) Il tuo reddito netto corrente scende di 200 Euro e: a) se non hai esaurito le deduzioni, i 200 Euro saranno tassati in futuro, ma guadagni le deduzioni per l'anno prossimo; b) se hai esaurito le deduzioni, i 200 Euro non saranno tassati in futuro.

    Quindi, se hai esaurito le deduzioni, 1) e 2b) sono la stessa cosa.
    Se non hai esaurito le deduzioni, caso 2a), guadagni le deduzioni per l'anno successivo, ma perdi la detassazione finale.

    Le due situazioni sono quasi equivalenti. Se ci si trova nella situazione 2 a), però, più l'aliquota marginale è alta, e più conviene rispetto a 1)

  7. #217

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    mi Trovo d’accordo solo in parte con questa affermazione.
    Il fondo pensione per la maggior parte delle persone che aderiscono tramite tfr diventa il prodotto di risparmio più importante della propria vita.
    Oltre che di costi e contributo datore di lavoro si deve considerare anche la consulenza, cosa che nel fondo negoziale non esiste.
    È statistica che molti aderenti ai fondi negoziali hanno gestioni più spinte che non appartengono al proprio profilo di rischio e hanno un’informazione meno completa di chi si rivolge ad un consulente...motivo che spiega appunto i costi di gestione.
    Detto questo la mia idea è che non c’è una risposta uguale per tutti.
    Per chi è in grado di fare da solo ok il negoziale, per chi invece preferisce avere una persona che si occupi della propria posizione visto che appunto si parla della cosa più importante per un lavoratore meglio il privato.
    Detto questo se chiediamo a degli automobilisti di dire se hanno capacità alla guida superiori alla media il 75% risponderanno di si, c’è un bel 25% che ha troppa autostima.....

  8. #218
    L'avatar di PiVi1962
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    Citazione Originariamente Scritto da Mascio Visualizza Messaggio
    mi Trovo d’accordo solo in parte con questa affermazione.
    Il fondo pensione per la maggior parte delle persone che aderiscono tramite tfr diventa il prodotto di risparmio più importante della propria vita.
    Oltre che di costi e contributo datore di lavoro si deve considerare anche la consulenza, cosa che nel fondo negoziale non esiste.
    È statistica che molti aderenti ai fondi negoziali hanno gestioni più spinte che non appartengono al proprio profilo di rischio e hanno un’informazione meno completa di chi si rivolge ad un consulente...motivo che spiega appunto i costi di gestione.
    Detto questo la mia idea è che non c’è una risposta uguale per tutti.
    Per chi è in grado di fare da solo ok il negoziale, per chi invece preferisce avere una persona che si occupi della propria posizione visto che appunto si parla della cosa più importante per un lavoratore meglio il privato.
    Detto questo se chiediamo a degli automobilisti di dire se hanno capacità alla guida superiori alla media il 75% risponderanno di si, c’è un bel 25% che ha troppa autostima.....
    Se guardiamo i dati COVIP non si direbbe: tra chi aderisce ai fondi negoziali solo l'1,7% sceglie i comparti azionari; mentre il 55,7% sceglie i bilanciati.
    Inoltre la percentuale di chi sceglie profili garantiti sale continuamente per classi di età (pagina 84 della relazione 2018 della COVIP).

    Va anche tenuto conto che il dato isolato del solo investimento nel fondo pensione ha poco significato. Faccio l'esempio di mia moglie (che peraltro si è tenuta il TFR, e quindi ricade nei fondi aperti): per lei ho aperto una posizione dopo compiuti i 50 anni e, anche se lei ha una forte avversione al rischio, la situazione patrimoniale e reddituale della famiglia fa sì che l'investimento nel fondo non sia il più importante della sua vita, e che quindi si possa "permettere" l'esposizione al rischio/opportunità del comparto azionario.

    Per quanto riguarda la questione della consulenza, essa è un argomento a doppio taglio: la maggior parte dei venditori di fondi pensione non è infatti un semplice consulente finanziario, ma bensì un procacciatore, con precisi portafogli da proporre.

  9. #219
    L'avatar di laradio
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    Citazione Originariamente Scritto da Mascio Visualizza Messaggio
    mi Trovo d’accordo solo in parte con questa affermazione.
    Il fondo pensione per la maggior parte delle persone che aderiscono tramite tfr diventa il prodotto di risparmio più importante della propria vita.
    Oltre che di costi e contributo datore di lavoro si deve considerare anche la consulenza, cosa che nel fondo negoziale non esiste.
    È statistica che molti aderenti ai fondi negoziali hanno gestioni più spinte che non appartengono al proprio profilo di rischio e hanno un’informazione meno completa di chi si rivolge ad un consulente...motivo che spiega appunto i costi di gestione.
    Detto questo la mia idea è che non c’è una risposta uguale per tutti.
    Per chi è in grado di fare da solo ok il negoziale, per chi invece preferisce avere una persona che si occupi della propria posizione visto che appunto si parla della cosa più importante per un lavoratore meglio il privato.
    Detto questo se chiediamo a degli automobilisti di dire se hanno capacità alla guida superiori alla media il 75% risponderanno di si, c’è un bel 25% che ha troppa autostima.....
    Anche se qualcuno ha abbondante autostima e’ noto ,tuttavia, che agli automobilisti non servono doti superiori è invece molto più importante che siano semplicemente prudenti e sobri.

    In fatto di risparmi (anche previdenziali) la mia idea, invece, è che nessuno dovrebbe mai rivolgersi a consulenti … perché a sbagliare siamo capaci anche noi.

  10. #220
    L'avatar di Manu1972
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    ma @max69 dove è finito?!?

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