Piani Individuali di Risparmio (PIR) Vol. II
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Tesoretto spread: Bankitalia quantifica l’effetto del calo di 100 pb
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  1. #1

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    Piani Individuali di Risparmio (PIR) Vol. II

    Si viene da qui...

    Piani individuali di risparmio (Pir)

    °Link al MEF

    Online le linee guida sui PIR per chiarire e semplificare


    °Intermediari, per il fai-da-te

    . Directa

    . Fides

    . Fiduciaria Digitale

    . Invest Banca

    .Wilbur Money


    °Discussioni dedicate

    Arriva Fiduciaria Digitale, ma quali i vantaggi?

    Nuovo concorrente di Moneyfarm e Euclidea: Wilbur Money


    °Riservato al "gestito"

    [PIR] Solo Prodotti Finanziari


    PS Completare la precedente discussione prima di passare qui.

    Ciao
    File Allegati File Allegati
    Ultima modifica di oceanic815; 13-10-18 alle 16:41

  2. #2
    L'avatar di giankko
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    Perchè non inserire anche una lista dei PIR aggiornata ? Aggiungo : Lyxor Italia Equity PIR (DR) UCITS ETF - Acc | ITAPIR IM

  3. #3
    L'avatar di blaklyon
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    Concordo bierlollo, isp è uno dei miei preferiti per i pir, lo sto incrementando fuori dai pir.

  4. #4

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    Cir

    Lo posto qui solo per "assonanza"...


    Dopo i PIR è la volta dei CIR


    Prende sempre più forma l'istituzione dei Conti Individuali di Risparmio che, sulla falsa riga dei Piani Individuali di Risparmio dovrebbero prevedere "un'agevolazione efficace" in grado di promuovere tra le famiglie l'acquisto dei titoli di Stato. Il ddl destinato a introdurre questo nuovo strumento di investimento, come annunciato in un'intervista rilasciata da Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture, al Corriere della Sera lo scorso 14 agosto, dovrebbe prendere forma entro la fine di settembre.



    Si tratta di uno strumento che, come spiegato da Lettera 43 che ha avuto modo di visionare una bozza del ddl, vedrebbe il risparmiatore dare mandato alle banche e alle assicurazioni di acquistare solo Titoli di Stato emessi ad hoc per le famiglie e gestiti con "commissioni calmierate".



    Non solo. La nascita dei CIR sarebbe accompagnata da aste riservate ai risparmiatori con l'emissione di titoli ad hoc indicizzati all'inflazione e con due cedole l'anno. Ma con l'obiettivo di fornire un rendimento superiore a quello di mercato si sta studiando una soluzione per garantire una tassazione inferiore all'attuale aliquota del 12,5% e ad eventuali premi per chi rinnova le sottoscrizioni



    La sezione più adatta è quella dei bond, ed è già iniziata una discussione. Metto il link nel caso ci siano utenti interessati ad approfondire.


    Dopo i PIR arrivano i CIR (conti individuali di risparmio)?

  5. #5
    L'avatar di vegar
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    Domanda: ieri ho venduto Atlantia ( che giustamente oggi schizza sopra i 19 euro ), incassando 1640,75€ al netto delle commissioni...ed ho acquistato Poste per 1635,92...+ 5 di commissioni fanno 1640,92 in pratica ho acquistato spendendo 17 cent più del dovuto ( mi ero dimenticato di defalcare le commissioni).
    Cosa succede adesso? Per 17 cent mi si azzera il timer dell'acquisto dell'azione? Oppure visto che in passato mi ero tenuto abbastanza più sotto (nel senso che dovevo ricomprare, come esempio, per 1800 ed avevo acquistato per 1780) quei 17 cent non influenzano nulla?

  6. #6
    L'avatar di blaklyon
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    credo non succede nulla , anzi hai fatto un acquisto da cecchino poi considera anche la tobin

  7. #7

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    L’ipotesi: scudo sui contanti all’estero affluirebbe nei Pir


    La caccia alle risorse necessarie ad equilibrare le spese della legge di Bilancio sembra dirigersi, ancora una volta, allo strumento della voluntary disclosure. Secondo l’ipotesi allo studio del governo riportata dal Sole24Ore, si punta a un rientro dei capitali in contanti o nelle cassette di sicurezza detenute all’estero a fronte del pagamento di una aliquota in linea con quella che dovrebbe essere la flat tax (15 o 20%).

    Il denaro così rientrato in Italia, tuttavia, dovrebbe essere obbligatoriamente reinvestito in Piani individuali di risparmio (Pir) a medio e lungo termine. Questi ultimi prodotti finanziari, nati per favorire l’afflusso di capitali verso le imprese italiane, prevedono uno sconto fiscale sulle eventuali plusvalenze se tenuti in portafoglio per almeno cinque anni. I capitali rientrati e reinvestiti obbligatoriamente in Pir, tuttavia, non seguirebbero alcune delle regole fondamentali che disciplinano questi strumenti: verrebbe cancellato il tetto massimo di 30mila euro, per permettere di far confluire anche capitali più ingenti, e scomparirebbe lo sconto fiscale sopra descritto.


    Secondo le stime il valore all’estero di contanti e cassette di sicurezza arriverebbe a 200 miliardi di euro: nella migliore (e più irrealistica) delle ipotesi, con un’aliquota al 20%, si potrebbero ricavare fino 40 miliardi. Per avere un’idea più affidabile è utile ricordare che con le volutary disclosure degli anni 2015, 2016 e 2017 il gettito aggiuntivo è stato complessivamente di 5 miliardi.

  8. #8
    L'avatar di blaklyon
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    Credo sarà un altro buco nell'acqua, fatture elettroniche (prossime) , ed eliminazione del contante dovrebbero dare migliori risultati naturalmente con carico fiscale molto + leggero dell'attuale.

  9. #9
    L'avatar di Puccetto
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    Citazione Originariamente Scritto da oceanic815 Visualizza Messaggio
    L’ipotesi: scudo sui contanti all’estero affluirebbe nei Pir


    La caccia alle risorse necessarie ad equilibrare le spese della legge di Bilancio sembra dirigersi, ancora una volta, allo strumento della voluntary disclosure. Secondo l’ipotesi allo studio del governo riportata dal Sole24Ore, si punta a un rientro dei capitali in contanti o nelle cassette di sicurezza detenute all’estero a fronte del pagamento di una aliquota in linea con quella che dovrebbe essere la flat tax (15 o 20%).

    Il denaro così rientrato in Italia, tuttavia, dovrebbe essere obbligatoriamente reinvestito in Piani individuali di risparmio (Pir) a medio e lungo termine. Questi ultimi prodotti finanziari, nati per favorire l’afflusso di capitali verso le imprese italiane, prevedono uno sconto fiscale sulle eventuali plusvalenze se tenuti in portafoglio per almeno cinque anni. I capitali rientrati e reinvestiti obbligatoriamente in Pir, tuttavia, non seguirebbero alcune delle regole fondamentali che disciplinano questi strumenti: verrebbe cancellato il tetto massimo di 30mila euro, per permettere di far confluire anche capitali più ingenti, e scomparirebbe lo sconto fiscale sopra descritto.


    Secondo le stime il valore all’estero di contanti e cassette di sicurezza arriverebbe a 200 miliardi di euro: nella migliore (e più irrealistica) delle ipotesi, con un’aliquota al 20%, si potrebbero ricavare fino 40 miliardi. Per avere un’idea più affidabile è utile ricordare che con le volutary disclosure degli anni 2015, 2016 e 2017 il gettito aggiuntivo è stato complessivamente di 5 miliardi.
    mi manca qualcosa... ma se scompare lo sconto fiscale che senso ha investire nei PIR

  10. #10
    L'avatar di Puccetto
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    Citazione Originariamente Scritto da Puccetto Visualizza Messaggio
    mi manca qualcosa... ma se scompare lo sconto fiscale che senso ha investire nei PIR
    ok, me lo spiego con 'obbligatoriamente'...
    ad ogni modo, se vogliono incentivare ancora di più il rientro dei capitali, potevano pure concedere lo sconto fiscale...

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