Educazione Finanziaria @ CONSOB - Pagina 2
Smartphone etici e sostenibili, Fairphone tenta la svolta dopo anni di flop. L’assist arriva da Vodafone
Eva Gouwens fa il conto alla rovescia per l’arrivo tra poche ore sugli store online di Vodafone dei suoi smartphone etici. Parliamo degli smartphone prodotti da Fairphone, azienda olandese che …
Gestire il rischio e generare più rendimenti a lungo termine, la carta ESG
Anche il 2020 sarà probabilmente caratterizzato da una crescita economica globale modesta. Gli analisti sono concordi nel ritenere che la continua incertezza sugli sviluppi monetari e politici genereranno ancora alta …
Verso il 2020: i 10 temi che guideranno le decisioni d’investimento nei prossimi 12 mesi 
Di seguito pubblichiamo l?outlook 2020 di Neuberger Berman. Il report titolato ?Soluzioni per il 2020?. I responsabili delle piattaforme di investimento di Neuberger Berman analizzano le prospettive economiche e le dinamiche …
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  1. #11
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    Profilatura e valutazione di adeguatezza

    La classificazione della clientela

    Come cliente al dettaglio (retail) riceverai il livello massimo di tutela degli investitori. La normativa europea in materia (Direttiva MiFID[1]) prevede, infatti, una protezione maggiore per gli investitori con minore conoscenza ed esperienza negli investimenti (clienti retail), mentre gli investitori con maggiore conoscenza ed esperienza in materia (clienti professionali) ricevono una protezione minore. Fra i clienti professionali rientrano le banche, i governi, i fondi pensionistici, le grandi società e, in via eccezionale, alcune persone fisiche.

    In determinate circostanze puoi essere trattato come cliente professionale. Potresti averne bisogno per avere accesso a prodotti che non sono a disposizione dei clienti al dettaglio, o se vuoi diventare cliente di un'impresa che non opera con i clienti retail. Se vuoi diventare un cliente professionale è necessario che tu sia in grado di prendere le tue decisioni sull'investimento, di valutare i rischi in cui incorri e di non aver bisogno di un livello elevato di tutela.

    Se scegli di diventare un cliente professionale perderai parte della protezione regolamentare applicata ai clienti al dettaglio. L'impresa ti illustrerà questo punto. Ad esempio, in linea generale, riceverai meno informazioni e meno comunicazioni e avvertenze su vari argomenti.

    Prima di classificarti come cliente professionale, l'impresa deve innanzitutto valutare se questa categoria è adatta a te. Lo scopo della valutazione da parte dell'impresa è quello di stabilire se sei in grado di prendere le tue decisioni d'investimento e se riesci a capire i rischi connessi.

    La tua impresa d'investimento potrà classificarti come Cliente Professionale soltanto se soddisfi almeno due dei seguenti criteri:
    hai svolto frequentemente delle operazioni finanziarie;
    hai un ampio portafoglio titoli;
    hai lavorato nel settore dei servizi d'investimento.

  2. #12
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    Un esercizio di auto-profilatura

    A prescindere dalle informazioni rilevate dall'intermediario attraverso il questionario, ci sono alcuni piccoli test che potremmo svolgere in autonomia.

    Prima ancora di valutare se e quanto conosciamo un determinato strumento finanziario (azione, obbligazione, covered warrant, fondo comune di investimento, etc.) potremmo chiederci se conosciamo e comprendiamo la relazione esistente tra rischio e rendimento di un investimento e il principio di diversificazione del rischio.

    In merito all'esperienza maturata in tema di investimenti, è importante ricordare che l'esito delle scelte pregresse può influenzare il nostro atteggiamento verso un determinato strumento finanziario. Un'esperienza di investimento positiva, ad esempio, può renderci più ottimisti e indurci a sopravvalutare le nostre conoscenze e la nostra capacità (economica ed emotiva) di assumere rischi.

    La nostra capacità economica di assumere rischi è influenzata, ovviamente, dal nostro reddito e dalla nostra ricchezza. È importante, però, tenere presenti anche il reddito e la ricchezza complessivi della nostra famiglia, poiché il livello e la distribuzione del reddito e della ricchezza tra i membri di una famiglia possono incidere anche sulle scelte di consumo e investimento dei singoli. Al fine di definire più correttamente la nostra capacità di risparmio (e quindi d'investimento), bisognerebbe inoltre tener conto delle più significative voci di spesa del nostro nucleo familiare (legate ad esempio all'affitto, al mutuo e al numero di figli), nonché dei fattori che possono incidere sulla regolarità e sull'utilizzo delle entrate (l'età di pensionamento programmata, le aspettative di variazioni del reddito, etc.).

    I fattori appena citati sono importanti anche ai fini della definizione del periodo di tempo per il quale desideriamo conservare l'investimento e le finalità dell'investimento stesso.

    La nostra capacità emotiva di assumere rischi, corrispondente al cosiddetto "profilo di rischio" dell'investitore, dipende da molteplici fattori, quali la nostra personalità e le inclinazioni individuali, il genere, il livello di cultura finanziaria, lo stato emotivo legato all'andamento dell'economia o dei mercati di borsa.

  3. #13
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    La valutazione dell'adeguatezza nella Direttiva MiFID

    La Direttiva 2004/39/CE (MiFID livello 1) prevede che, ai fini della valutazione dell'adeguatezza, l'intermediario debba ottenere dal cliente informazioni in merito a: conoscenze ed esperienze in materia di investimenti e al tipo specifico di prodotto o servizio, alla situazione finanziaria e agli obiettivi d'investimento.

    La Direttiva di attuazione 2006/73/CE (livello 2) suggerisce all'intermediario di richiedere al cliente informazioni in merito a:

    1a) servizi/operazioni/strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza; 1b) natura/volume/holding-period/frequenza delle operazioni realizzate; 1c) livello di istruzione e professione o, se rilevante, precedente professione.
    2a) fonte e consistenza del reddito regolare; 2b) attività, comprese le attività liquide; 2c) investimenti e beni immobili; 2d) impegni finanziari regolari.
    3a) periodo di tempo per il quale il cliente desidera conservare l'investimento; 3b) preferenze in materia di rischio; 3c) profilo di rischio; 3d) finalità dell'investimento.

  4. #14
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    Percezione e propensione al rischio

    La percezione del rischio viene influenzata da giudizi immediati ossia non mediati dal ragionamento, ma da scorciatoie di pensiero, quali le cosiddette euristiche della disponibilità e della familiarità: ad esempio, i titoli che godono di una maggiore copertura mediatica possono essere considerati più sicuri di altri, o addirittura descrivibili attraverso una relazione rischio/rendimento negativa.Il ricorso alle euristiche, semplificando il processo di elaborazione delle informazioni, può rafforzare alcuni tratti psicologici, che a loro volta incidono sulla percezione del rischio, quali l'ottimismo e l'eccesso di fiducia nelle proprie abilità (cosiddetta "overconfidence").

    La percezione del rischio può essere sensibile anche alla valenza positiva o negativa attribuita a un determinato titolo sulla base di associazioni mentali che prescindono da valutazioni di tipo economico-finanziario (rappresentatività), nonché ad una stima non corretta della probabilità con cui l'evento rischioso può verificarsi o, ancora, dalla percezione soggettiva di una probabilità nota.

    Le preferenze verso il rischio, poi, non sono stabili rispetto alle modalità di rappresentazione di un problema (cosiddetto "framing effect").

    Un ruolo fondamentale viene svolto altresì dalla componente emotiva: i processi decisionali in condizioni di incertezza si fondano non solo sulla valutazione "razionale" del rischio ma anche su reazioni emotive. L'incidenza di tale fattore cambierebbe a seconda delle conoscenze finanziarie degli individui. In particolare, secondo alcuni studi, le persone che si dichiarano avversi al rischio pur essendone attratti emotivamente decidono sulla base dei suggerimenti di amici, colleghi e parenti e si caratterizzano per bassi livelli di conoscenza finanziaria; i soggetti che scelgono in autonomia tenderebbero a rischiare di più, mentre gli investitori che si avvalgono dei servizi di consulenza sembrerebbero più equilibrati (si veda Lucarelli, C., 2011, Consulenza e tolleranza al rischio: vantaggi e limiti dell'autoprofilazione, in Oriani, M. e Zanaboni, B., La consulenza finanziaria, ed. Il Sole24Ore).

    Gli individui, inoltre, sono avversi alle perdite, ossia sono molto più sensibili alla possibilità di perdere rispetto alla possibilità di guadagnare un determinato importo e sono spesso influenzati dal risultato di decisioni pregresse: l'evidenza empirica e sperimentale mostra che in genere la propensione al rischio può aumentare dopo aver realizzato un guadagno, e stimolare, viceversa, un atteggiamento più conservativo dopo aver subito una perdita.

    La percezione e l'assunzione di rischio, infine, sembrano essere molto diverse a seconda del genere. Le donne adotterebbero un atteggiamento più prudente in occasione delle decisioni di investimento e, di conseguenza, rispetto agli uomini sono più frequentemente destinatarie di proposte di investimento relative a prodotti poco rischiosi. Le differenze di genere, comunque, sembrano più accentuate nel caso di individui single. I soggetti sposati, per contro, si influenzano a vicenda secondo dinamiche che, come evidenziato da alcuni recenti contributi, dipendono anche dalla distribuzione della ricchezza finanziaria all'interno della famiglia e dalla professione e dal livello di istruzione dei coniugi.

  5. #15
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    Errori e trappole comportamentali

    Alcuni suggerimenti per evitare errori di percezione e trappole comportamentali.

    Percezione del rischio e propensione al rischio

    Percezione del rischio e propensione al rischio sono molto soggettivi e sono influenzate da molteplici fattori: tra questi rilevano le caratteristiche socio-demografiche (genere, età, livello di istruzione, stato di famiglia, etc.) e alcuni tratti personali dell'investitore (ottimismo, la fiducia nelle proprie capacità di compiere buone scelte di investimento, etc.).

    Molto significativo appare essere anche l'effetto delle conoscenze finanziarie e l'esito di decisioni pregresse: l'evidenza empirica e sperimentale mostra che in genere la propensione al rischio può aumentare dopo aver realizzato un guadagno, e stimolare, viceversa, un atteggiamento più conservativo dopo aver subito una perdita.

    RICORDA: Nel valutare un prodotto finanziario, non affidarti ai consigli di amici e parenti e non lasciarti guidare solo dai rendimenti passati: la percezione altrui del rischio finanziario potrebbe non coincidere con la tua e i risultati passati non necessariamente si ripeteranno in futuro!

    Istinto e scorciatoie di pensiero

    Gli individui tendono ad utilizzare regole intuitive per risolvere problemi di scelta molto complessi. Le cosiddette euristiche sono "scorciatoie" mentali che semplificano un problema agevolando la decisione. In questo modo, stimare la probabilità che un evento accada può sembrare molto facile! In realtà, le scorciatoie conducono spesso a commettere errori!

    Anche quando le probabilità sono note, numerose trappole possono indurre errori di percezione.

    SUGGERIMENTI: Non fermarti ad una valutazione dei rischi rapida e istintiva, soffermati sul significato dei dati disponibili e concediti del tempo per riflettere sulle opzioni di scelta a tua disposizione! Non ragionare per stereotipi: ogni investimento va valutato per le sue caratteristiche in termini di rischio e rendimento.

    Ottimismo e overconfidence

    Alcuni individui tendono a formulare previsioni sistematicamente distorte verso scenari positivi. Fare previsioni troppo ottimistiche o fidarsi troppo delle proprie capacità di valutazione possono indurre a sottoscrivere investimenti ad alto rischio anche quando si è fortemente avversi alle perdite.

    SUGGERIMENTI: Quando consideri le performance storiche o le caratteristiche di un prodotto, cerca di resistere alla naturale tendenza di soffermarti unicamente sugli aspetti positivi. Periodicamente formula e annota le tue previsioni sullo scenario economico-finanziario o sull'andamento futuro di un titolo e, successivamente, verifica l'eventuale scostamento tra le tue previsioni e le performance effettive. Vai alla ricerca dei dati e delle notizie che potrebbero contraddire il tuo punto di vista e confrontale con quelle che lo supportano: per documentare quanto è difficile prevedere i fatti economici, basta tenere una raccolta di articoli di giornale.

    Framing effect

    Il cosiddetto "inquadramento", ossia il modo in cui l'informazione viene rappresentata, può deviare l'attenzione del lettore sulle informazioni ritenute rilevanti e distorcere il suo atteggiamento verso il rischio (framing effect).

    SUGGERIMENTO: Valuta "criticamente" le informazioni esposte nei documenti informativi. Prova ad esprimere con parole tue l'informazione che ti è stata trasmessa e chiedi al consulente/promotore se la tua lettura è corretta. Chiediti se l'uso del colore o l'impostazione grafica utilizzata stanno convogliando la tua attenzione su una informazione in particolare, distraendoti da altre informazioni parimenti importanti.

  6. #16
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    Avversione alle perdite

    Gli individui sono tipicamente avversi alle perdite, ossia sono molto più sensibili alla possibilità di perdere rispetto alla possibilità di guadagnare un determinato importo. In altre parole, la reazione emotiva alle perdite è sistematicamente più forte della reazione di guadagni di pari importo.

    Molti individui soffrono, inoltre, della cosiddetta avversione miope alle perdite (myopic loss aversion), che corrisponde all'attitudine a trascurare le prospettive di lungo termine per concentrarsi su quelle di breve periodo, rispetto alle quali può essere dominante la paura di dover subire perdite.

    SUGGERIMENTI: Non sottoscrivere investimenti ad alto rischio se sei fortemente avverso alle perdite: forse stai sottostimando il rischio per eccessivo ottimismo!

    Se hai un obiettivo di medio/lungo termine, evita di focalizzarti solo sulle performance di breve termine e richiedi o cerca informazioni sui rendimenti riferibili al tuo orizzonte temporale.

    Paura del rimpianto e herding behaviour

    Nell'anticipare il rimpianto per eventuali decisioni sbagliate, gli individui possono scegliere di non modificare il proprio portafoglio anche quando sarebbe ottimale (immobilismo) ovvero possono imitare (herding behaviour) i comportamenti maggiormente diffusi, al fine di condividere con altri la responsabilità di una scelta eventualmente sbagliata.

    Dopo aver preso una decisione rivelatasi sbagliata, gli individui tendono ad attribuire ad altri la responsabilità delle proprie scelte per ridurre il "rimpianto" (cosiddetto attribution bias).

    SUGGERIMENTO: Tieni e aggiorna due liste, una contenente esempi in cui le scelte o gli investimenti hanno avuto un esito favorevole e un'altra in cui l'esito è stato sfavorevole. Annota a fianco di ogni scelta a chi/che cosa può essere attribuito il merito/la colpa. Discuti le attribuzioni con uno o più interlocutori allo scopo di verificare se le attribuzioni assegnate sono condivisibili o meno.

    Disposition effect

    Spesso gli individui non sanno decidersi a liquidare un investimento in perdita e senza prospettive di miglioramento, anche se non sarebbero disposti a investire il valore corrente dell'investimento nel titolo stesso.

    SUGGERIMENTO: Usare il prezzo di acquisto come punto di riferimento può influenzare negativamente lo stato d'animo con il quale si effettuano gli investimenti. In finanza contano solamente le prospettive future, non le performance passate.
    Nel caso in cui non sappia deciderti a liquidare un investimento in perdita, chiediti se saresti disposto a investire il valore corrente dell'investimento nel titolo stesso.

    Mental accounting

    Nella gestione del denaro, gli individui tendono a ragionare per conti mentali, definiti in base alla fonte del reddito e alla tipologia e frequenza di consumo. Ad esempio, risorse derivanti dai redditi da lavoro sono spesso destinate a investimenti poco rischiosi, mentre i redditi derivanti da vincite o voci stipendiali una tantum (gratifiche e premi) sono più facilmente investiti in prodotti più rischiosi. Per la parte di investimento destinata a soddisfare il bisogno di rendimenti più ambiziosi, di solito vengono deliberatamente evitate strategie di diversificazione.

    RICORDA: i redditi derivanti da lavoro hanno lo stesso valore delle somme vinte al gioco. Ciò che conta è il risultato congiunto degli investimenti; la diversificazione di portafoglio può aiutarti a ridurre il rischio complessivamente assunto.

    Miopia e procrastinazione

    Troppo spesso scelte che appaiono ottimali oggi diventano meno attraenti con il passare del tempo (cosiddetta incoerenza dinamica), generando insoddisfazione e ripensamenti.

    SUGGERIMENTO: Se hai un obiettivo di medio/lungo termine, monitora il tuo investimento evitando di focalizzarti solo sulle prospettive di breve termine e richiedendo informazioni sui rendimenti riferibili al tuo orizzonte temporale. In ragione di un ripensamento momentaneo, rischiamo di prendere decisioni non ottimali: si tratta di un problema di auto-controllo che conduce a scelte miopi, come nel caso della persona pigra che vuole iniziare un'attività sportiva (o della persona in sovrappeso che intende ridurre le calorie assunte), ma poi rinuncia facilmente ai buoni propositi!

  7. #17
    L'avatar di cataflic
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    Questi ultimi due post riassumono in maniera perfetta tutti i comportamenti reali dei clienti.

    Riflessione: quando parliamo con un bambino e gli diciamo"attento a fare questo e quest'altro, perché poi ti fai male" quante volte ci da ascolto? L'esperienza è trasmissibile?
    Quanto può autocontrollare questi aspetti il singolo investitore?
    Quanto può essere aiutato a livello comportamentale da un consulente?
    L'aiuto del consulente porta valore aggiunto oltre ai costi che produce?
    un paper interessante:

    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j...23325700,d.d2s

  8. #18
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    Diritti e responsabilità degli investitori

    … prima di effettuare l'investimento

    Una volta che il risparmiatore ha monitorato il bilancio familiare e concluso la propria pianificazione finanziaria, è pronto per decidere se e come investire le risorse finanziarie di cui dispone.

    Investire i propri risparmi significa impiegare una somma di denaro (un capitale) in una determinata attività finanziaria (ad esempio, azioni od obbligazioni) con l'obiettivo di realizzare, nel tempo, un guadagno (cioè un rendimento positivo, ad esempio, i dividendi o gli interessi o l'incremento di valore dell'azione).

    Per scegliere la modalità di investimento più consona alle sue esigenze; il risparmiatore dispone di una serie di alternative in base alle quali può decidere di:

    - rivolgersi ad un intermediario, facendo attenzione che sia autorizzato, e investire i propri risparmi tramite un "servizio di investimento". Quale controparte di un intermediario finanziario all'investitore la legge riconosce diversi diritti accanto ai quali è opportuno sempre tenere a mente alcune regole d'oro da seguire per investire responsabilmente è importante per il risparmiatore "collaborare" con l'intermediario per individuare la soluzione di investimento che meglio risponde alle sue esigenze e ai suoi obiettivi anche per evitare brutte sorprese;
    - affidare i propri risparmi ad un intermediario autorizzato allo svolgimento della "gestione collettiva del risparmio". Anche in questo caso all'investitore sono riconosciuti diversi diritti accanto ai quali è opportuno sempre tenere a mente alcune regole da seguire per investire responsabilmente;
    effettuare investimenti on-line, (sempre attraverso piattaforme gestite da intermediari autorizzati), usando in questo caso un'opportuna cautela;
    - non avvalersi del supporto di un intermediario per decidere come investire, potendo anche rivolgersi o essere direttamente sollecitato da un emittente). È bene sapere che la legge riconosce ai risparmiatori una serie di diritti relativi alle informazioni che gli emittenti devono fornire e stabilisce le regole che questi ultimi devono rispettare sia nel corso dell'offerta che successivamente alla sua conclusione.

  9. #19
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    ... una volta effettuato l'investimento

    Nei casi in cui abbia effettuato un investimento tramite un intermediario finanziario ovvero direttamente con un emittente, il risparmiatore (ora investitore) che ha "acquistato" i titoli (ad esempio le azioni, le obbligazioni, i titoli di Stato, etc.) diviene titolare di un altro rapporto giuridico: quello con il soggetto (la società o l'ente) che ha emesso i titoli da lui acquistati. Fra i più comuni strumenti di investimento che possono essere acquistati dai risparmiatori vi sono le azioni e le obbligazioni e, in questi casi, l'investitore diventa, rispettivamente, anche:

    - azionista di minoranza di una società quotata;
    - obbligazionista;
    - azionista oppure obbligazionista di un emittente diffuso.
    Nella sua qualità di azionista l'investitore può essere, ad esempio, chiamato ad esprimere il suo voto partecipando alle decisioni ordinarie o straordinarie come obbligazionista partecipa alle decisioni che lo riguardano più da vicino, attraverso la partecipazione alle assemblee di categoria.

  10. #20
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    Nozioni e strumenti

    I mercati finanziari sono i "luoghi" dove è possibile acquistare o vendere strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati, quote di fondi ecc.). I mercati finanziari hanno delle regole il cui fine è garantire la correttezza degli scambi e la disponibilità di adeguate informazioni. L'informazione, infatti, ancora una volta, è un elemento centrale per il mondo finanziario.

    Proseguendo nella lettura di questa sezione vi sono delle parti dedicate ai più comuni prodotti finanziari: le azioni, le obbligazioni e i fondi comuni. Diciamo che è l'"ABC" del risparmiatore:

    - le azioni sono per chi vuole partecipare ai profitti delle imprese, sopportandone anche le possibili perdite, che possono arrivare ad annullare l'investimento;
    - le obbligazioni, per i risparmiatori più "tranquilli" che si accontentano di un rendimento più limitato, ma con maggiori garanzie di riavere indietro il capitale;
    - i fondi, per chi non si sente all'altezza di selezionare i singoli prodotti su cui investire (e molte volte, questa, è una decisione assai saggia) e delega questo compito al gestore di un fondo comune d'investimento.

    C'è anche una sezione destinata ai prodotti derivati, e magari sembrerà strano inserire i derivati in una "cassetta degli attrezzi" del risparmiatore. Non lo è poi tanto, perché i derivati molto spesso entrano a fare parte di altri prodotti che comunemente vengono offerti ai risparmiatori, come le obbligazioni strutturate ed i fondi comuni che frequentemente, nella loro politica di gestione, utilizzano strumenti derivati.

    Una parte della sezione è dedicata poi agli operatori finanziari (banche, sim, sgr, promotori finanziari ecc.), che sono i soggetti che operano nel mondo finanziario e con cui necessariamente abbiamo a che fare nell'investire i nostri risparmi.

    Siccome i singoli risparmiatori non possono accedere ai mercati, né comprare direttamente strumenti finanziari, una parte importante è rappresentata dai servizi di investimento, prestati da soggetti appositamente autorizzati (ad esempio banche e sim), che svolgono la funzione di intermediari tra risparmiatori e soggetti che emettono o vogliono vendere strumenti finanziari.

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