Incidenza commissioni di gestione (ter) sul lungo periodo
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  1. #1

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    Incidenza commissioni di gestione (ter) sul lungo periodo

    Buongiorno a tutti,

    qualcuno per caso si è mai preso la briga di calcolare nel lungo periodo quanto incide un diverso ter su un fondo/etf a parità di tutte le altre condizioni (stesso indice, stesso importo, stesso momento temporale, ecc..) ?

    In particolare mi chiedo se differenze di 0,20 /0,30 % sul ter degli etf è significativo in un orizzonte temporale da cassettista per 10/15 anni?

    Oppure possiamo concludere che una differenza di ter dello 0,20% è trascurabile nel lungo periodo..

  2. #2
    L'avatar di fnat
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    La parità di tutte le altre condizioni è ovviamente un'astrazione, ma significa che paghi una differenza di 0,2/0,3% annua. Quindi 10/15 anni fanno una maggiorazione delle spese pari, arrotondando, al 2,5/3,75%.

  3. #3

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    per i fondi/comparti di sicav , puoi controllare la performance su Morningstar di molti esempi di classi commissionali diverse dello stesso fondo (numerose sicav e sgr )

    ad es. classe A e B di Schroder

    Schroder ISF Euro Equity B Acc|LU0106235376

    Schroder ISF Euro Equity A Acc|LU0106235293

    classi A ed E di Fidelity

    Fidelity Funds - European High Yield A-Acc-EUR|LU0251130802

    Fidelity Funds - European High Yield E-Acc-EUR|LU0238209786

    A2 ed E2 di Blackrock

    BlackRock Global Funds - Global Allocation A2 (EU...|LU0072462426

    BlackRock Global Funds - Global Allocation E2 (EU...|LU0147396450

    A e N di Templeton , P ed R di Pictet, B ed E di Julius Baer , A e D di JPM , Invesco A ed E etc.

    Sui prospetti informativi puoi controllare che differenze ci sono per le commissioni annuali , che differenze ci sono per le commissioni retrocesse ai collocatori.
    In molte schede morningstar indica il TER.
    Su Morningstar e Bluerating puoi controllare che differenze di performance ci sono a 1 - 3 - 5 anni etc. ( su Morningstar c' è anche la performance a 10 anni e il grafico interattivo su un arco temporale anche più lungo )

  4. #4

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    grazie ragazzi , ho capito che con gli etf l'ultima cosa da guardare è proprio il ter... quando si sceglie un indice gli etf della stessa categoria hanno tutti più o meno lo stesso ter, le differenze sono trascurabili

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da miguelx74 Visualizza Messaggio
    grazie ragazzi , ho capito che con gli etf l'ultima cosa da guardare è proprio il ter... quando si sceglie un indice gli etf della stessa categoria hanno tutti più o meno lo stesso ter, le differenze sono trascurabili
    in un etf come in un bond o azione (che io evito di comprare) la cosa fondamentale per me e' la liquidita'.questo mette al riparo da eventuali sorprese sgradite e di vendere magari con uno spread magari denaro lettera alto.io la penso cosi' sinceramente a me dello 0,2 0,3 non interessa nulla diranno che l etf si paga la doppia tassazione volgarmente (per gli etf armonizzati poi ci son altre discipline fiscali) ma l etf ha il vantaggio che e' contrattato come un azione io posso venderlo intraday ed e' un fondo di nuova generazione come si diceva all emissione.quindi scusate si puo' scegliere etf,fondo comune,bond ecc ecc ma la botte piena e la moglie ubriaca non si puo' avere
    saluti

  6. #6
    L'avatar di FrankB
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    Citazione Originariamente Scritto da miguelx74 Visualizza Messaggio
    grazie ragazzi , ho capito che con gli etf l'ultima cosa da guardare è proprio il ter... quando si sceglie un indice gli etf della stessa categoria hanno tutti più o meno lo stesso ter, le differenze sono trascurabili
    Diciamo che e' la prima cosa. Poi se le guardi e la differenza e' piccola allora la trascuri.

    Lo spread (bid/ask) pure e' importante, ma ricordati che lo paghi una volta sola, mentre il TER si paga ogni anno.
    Per un investimento tenuto 10 anni, molto meglio un 1% di spread, che uno 0.2% in piu di TER.

    Lo spread sul NAV pure e' importante. Se compri parecchio sotto NAV sembra un buon affare a prima vista, ma puo essere un suggerimento che quell' ETF si avvia al delisting.
    Se compri molto sopra NAV sembra un cattivo affare a prima vista e probabilmente lo e'.
    In altre parole essere molto scettici su ETF che quotano consistentemente fuori dal range ±0.5% sul NAV giova assai.

  7. #7

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    visto che si accenna anche alla liquidità degli ETF un articolo di Morningstar spiegava, per chi non lo avesse ancora capito, che la liquidità degli etf si basa su parametri diversi da quelli di azioni e obbligazioni:

    ...
    E. J. Orsillo, CFA, 30/08/2010 | 14:12
    È sempre importante analizzare il grado di liquidità quando si sceglie un investimento. Per quanto riguarda l’equity, la liquidità è una funzione della capitalizzazione di mercato e del volume medio di trading giornaliero. Da quando gli Exchange traded fund vengono scambiati sulle Borse come le normali azioni, molti investitori assumono che anche la loro liquidità si basi sugli stessi parametri. Questa è una delle concezioni più sbagliate riguardo ai replicanti. Infatti, quello che determina la liquidità dell’Etf è il grado di liquidità degli asset replicati; perciò, il volume medio giornaliero di trading è un dato pressochè inutile.
    Il valore di un’azione è determinato dall’opinione aggregata della comunità finanziaria, dove offerta e domanda si incontrano formando il prezzo di mercato. Gli Etf, invece, determinano il proprio valore a seconda delle valutazione degli asset sottostanti. Quindi, esistono delle opportunità di arbitraggio tra il prezzo dell’Etf e il valore aggregato dei titoli replicati. Ogni scostamento del prezzo di un fondo dal proprio Nav (Net asset value) rappresenta un’opportunità per un profitto a rischio zero, per coloro abbastanza rapidi per capitalizzarla.

    L’arbitraggio porta liquidità
    Questo tipo di arbitraggio è reso possibile da quella caratteristica della struttura “a fondo aperto” degli Etf, conosciuta come creation/redemption process (processo di creazione/riscatto). Ogni Etf ha un numero fisso di investitori istituzionali o di market makers chiamato Authorized participants (AP), che sono contrattualmente legati al fondo. Gli AP forniscono liquidità al mercato creando o riscattando azioni del fondo a seconda dei bisogni della domanda e dell’offerta. Questa attività aumenta o restringe il numero di azioni presenti sul mercato accomodando la domanda crescente o decrescente per le stesse.
    Durante il processo di creazione, l’AP utilizzerà liquidità per acquistare un paniere di titoli che coincide con gli asset sottostanti all’Etf. Questo paniere verrà poi scambiato con il “custode” dell’Etf che in cambio fornirà all’AP nuove quote del replicante. Il processo di riscatto, invece, funziona al contrario. Le quote dell’Etf vengono scambiate col “custode” dell’Etf per un paniere di titoli rappresentativo degli asset replicati, il quale poi potrà essere venduto sul mercato.
    La decisione di inziare il processo di creazione o riscatto può dipendere da diverse ragioni, come il bisogno di eseguire l’ordine di un compratore o di un venditore, il bisogno di ridurre o aumentare le quote dell’Etf o semplicemente per trarre vantaggio da qualche opportunità di arbitraggio. Se i titoli sottostanti hanno un prezzo inferiore rispetto alle azioni dell’Etf, l’AP può comprare i titoli replicati, scambiarli attravero il processo di creazione e successivamente vendere le azioni sul mercato incassando la differenza. Nel caso contrario (i titoli sottostanti sono sovra-prezzati) si può incassare un profitto attraverso il processo di riscatto. Il processo di creazione/riscatto riporta anche l’Etf verso il “prezzo di equilibrio” col proprio Nav.

    Il prezzo di equilibrio è il motivo per cui le quote degli Etf non sono scambiate esattamente come le azioni, ma piuttosto come la somma dei titoli sottostanti. Gli investitori retail che vogliono vendere o comprare un grosso ammontare di azioni di un Etf possono eseguire questa operazione al prezzo di equilibrio proprio grazie all’attività degli AP. Se un AP permette al prezzo di un Etf di deviare troppo dal proprio Nav, ci sarà un altro AP che sfrutterà l’opportunità di arbitraggio, riportandolo verso l’equilibrio.
    Il contributo degli AP risulta quindi fondamentale per mantenere la trasparenza e la liquidità degli Etf. Grazie al loro lavoro, gli investitori possono entrare o uscire in ogni momento, senza preoccuparsi del volume medio giornaliero di trading.

    - See more at: Etf, attenzione al

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da FrankB Visualizza Messaggio
    Diciamo che e' la prima cosa. Poi se le guardi e la differenza e' piccola allora la trascuri.

    Lo spread (bid/ask) pure e' importante, ma ricordati che lo paghi una volta sola, mentre il TER si paga ogni anno.
    Per un investimento tenuto 10 anni, molto meglio un 1% di spread, che uno 0.2% in piu di TER.

    Lo spread sul NAV pure e' importante. Se compri parecchio sotto NAV sembra un buon affare a prima vista, ma puo essere un suggerimento che quell' ETF si avvia al delisting.
    Se compri molto sopra NAV sembra un cattivo affare a prima vista e probabilmente lo e'.
    In altre parole essere molto scettici su ETF che quotano consistentemente fuori dal range ±0.5% sul NAV giova assai.
    D'accordissimo sul fatto che lo spread è un elemento importante da valutare solo in caso di trading frequente, sul lungo periodo è un costo assolutamente ammortizzabile. Le differenze di TER solitamente sono trascurabili, anche se ovviamente meglio 0.20% in meno che in più...
    Molto importante da valutare a mio parere è anche la qualità della gestione che permette di non perdere inutilmente performance soprattuto in fase di ribilanciamento del portafoglio interno dell'ETF.
    Anche la giurisdizione scelta dall'emittente ha la sua importanza (per lo meno su ETF fisici). A quanto ne so un ETF di diritto irlandese è avvantaggiato sulla tassazione dei dividendi di titoli US, mentre uno di diritto francese lo è per i dividendi europei

  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da FrankB Visualizza Messaggio
    Se compri parecchio sotto NAV sembra un buon affare a prima vista, ma puo essere un suggerimento che quell' ETF si avvia al delisting.
    Se compri molto sopra NAV sembra un cattivo affare a prima vista e probabilmente lo e'.
    In altre parole essere molto scettici su ETF che quotano consistentemente fuori dal range ±0.5% sul NAV giova assai.
    Quali sono gli effetti delle variazioni di cambio sulla tassazione degli ETF in valuta?

    Prendiamo l'ETF in $ più scambiato: Ishares S&P 500 Ucits Etf (Inc) - Borsa Italiana

    Il prezzo di una quota è 12,45€ e il NAV è 16,87$ in corrispondenza del cambio attuale Eur/Usd=1,355

    Che effetti potrebbero esserci sulla tassazione in caso di variazioni del cambio del 10% ?

  10. #10
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    Il cambio si somma alla performance "naturale" nella valuta d'origine. Dal punto di vista della tassazione sono tutt'uno.

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