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Sarà questo il nostro futuro?

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Crisi: Sarkozy Serve Convergenza O Eurozona Collassera'
di: WSI Pubblicato il 01 dicembre 2011| Ora 21:33
(AGI) Tolone - Serve maggiore convergenza tra i paesi dell'area euro o l'unione monetaria collassera'. Lo ha affermato il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in un discorso a Tolone. "Non ci puo' essere una moneta unica senza convergenza economica - ha sottolineato Sarkozy - Se aumentasse il gap tra gli standard di vita, la produttivita' e la competitivita' dei paesi l'euro si dimostrerebbe troppo forte per alcuni e troppo debole per altri, e l'Eurozona collasserebbe". "La convergenza deve essere la parola chiave dell'area euro, sara' un processo lungo e difficile", ha concluso il presidente francese, avvertendo che "la scomparsa dell'euro avrebbe conseguenze drammatiche" .

Italia a rischio Argentina
di: Daniele Chicca Pubblicato il 01 dicembre 2011| Ora 01:26
Roma - La "manovrina" di facciata da 20-25 miliardi che il governo Monti si appresta ad annunciare non sara' sufficiente a evitare il default dell'Italia. Il tergiversare degli ultimi giorni dimostra che il professore della Bocconi e i suoi colleghi sono stati mandati al potere senza un programma preciso. Siamo di fronte a un problema senza soluzione: per uscire dalla crisi l'Italia dovrebbe varare misure per centinaia di miliardi di euro, che prevedano tra l'altro una patrimoniale del 5%. E questo non succedera' mai, perche' il paese e' governato da un'oligarchia che non approverebbe mai misure per colpire i poteri forti e i ricchi. Mentre sul fronte primario, incombono scadenze sul debito da decine di miliardi.

Austerity e default: questo in due parole e' lo scenario che si va delineando per la terza economia dell'area euro, secondo Loretta Napoleoni, autrice di libri verita' sull'economia che si sta facendo un nome con posizioni "estreme" nel dibattito sul debito pubblico italiano. Dando per scontato il riflesso pavloviano e reazionario dei "benpensanti", consigliamo caldamente di ascoltare questa donna coraggiosa invece di scagliarsi a priori contro di lei. Secondo Napoleoni, l'Italia si prepara a fare la fine dell'Argentina molto presto, con un ritorno alla lira.

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Borsa Italiana ,‎ Borse Europee

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  1. L'avatar di ciolo
    Fitch e Bce declassano la Grecia a povera interdetta
    di Rossana Prezioso,

    Il credit crash ormai alla fine? Da tempo è attesa questa nuova maxi asta ddella Bce per ridare linfa vitale alle banche. Con 500 miliardi di capitali si spera di dare forza motrice alla macchina del credito bancario: rimettere in moto il sistema economico privato (famiglie e mutui in primis) pare l´obiettivo primario. A favorire il tutto, i primi segnali di una cadita della morsa sui mutui, con un abbassamento del rating al di sotto dell´1%. Ma il fantasma di Atene ancora aleggia su tutta l´operazione, infatti, il fallimento della Grecia, finora solo teorico, nei fatti è una realtà senza speranza. Si, perchè dopo il declassamento ulteriore da parte di S&P che ha collocato il Paese ellenico nella fascia SD ovvero default selettivo, controllato, ora i bond greci non saranno più accettatiin garanzia. In pratica la grande capitale della cultura e del pensiero classico è diventata una nobile decaduta e interdetta. L´"umiliazione" di questo declassamento tocca per la prima volta una nazione europea, la quale aveva dovuto subire anchela bocciatura di Fitch, l´altra grande agenzia di rating, con un ribassamento da C a CCC, in virtù del fatto che ormai molte garanzie sui debiti erano ampiamenti mancanti. Ma non è detta l´ultima parola: una magrissima consolazione (anoressica, si potrebbe dire) verrebbe dalla stessa agenzia americana che, a marzo, si sarebbe riservata la possibilità di "alzare" le prospettive a CCC, ovvero considerando i titoli greci come vulnerabili - ma non del tutto insolventi - e soggetti alle condizioni economiche esterne. Una possibilità che vedrebbe un uso dei bond greci come collaterali, sempre se saranno state presew le misure di sostegno concordate dai Paesi europei a luglio e ottobre dello scorso anno. , In realtà in declassamento di S&P era già previsto anche dallo stesso ministro delle Finanze greco e confermato dal presidente dell´Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e prova ne è il fatto che ieri i mercati hanno perfettamente ignorato le decisioni riguardo a declassamenti, dal momento che, ormai, sono tutti atti puramente formali. E prima di tutto non ne hanno subito le conseguenze i titoli di Stato italiani che per le emissioni quinquennali e decennali hanno fatto il pieno con rendimenti addirittura da pre crisi: 4,19% per i primi e 5,5 per i secondi. Tornando all´argomento principale, la Bce metterà a disposizione degli istituti di credito unae quantità di liquidi che gli analisti stimano intorno ai 500 miliardi di euro, la metà di quelle inizialmente indicate, segno questo che la fame di soldi non è poi così grave come si pensava. Comunque sia i risultati verranno resi noti nella tarda mattinata: solo allora si potrà azzardare tutta una serie di ipotesi che, dall´altra parte dell´oceano, non sono ottimistiche. Infatti secondo Fitch, l´asta Bce non fa altro che ritardare la fine di alcune banche nel tentativo disperato di riavviare un sistema non più in grado di reggere. Una sorta di accanimanto terapeutico verso istituti con basso rating che, guarda caso, sono in maggioranza italiane e spagnole. Fonte: News Trend Online
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