Strategia d'investimento azionaria: analisi fondamentale + massima decorrelazione - Pagina 2
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  1. #11
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    Il discorso cambia se la neutralitá al mercato si ottiene con strumenti e strategie diversi, ma lí si entra nel campo del trading e dell'arbitraggio statistico ed é una operativitá diversa che esula dai temi trattati qui.
    Esatto, a parlarne saremmo qui assolutamente OT.
    La persona da te, e non solo da te, piu' stimata in passato nella sezione Obbligazioni (nick: Nomen omen) per la sua colossale erudizione derivata dall'esperienza londinese sui desk molti anni fa andò oltre: egli non diversificò solo con strumenti e strategie diverse, ma diversificò anche con "robot umani" diversi.

    E questa strategia oggi e' molto piu' attuale che mai.

    Mi spiego meglio.

    Ci sono negli Usa dei disoccupati che prendono anche 2.000 dollari al mese di sussidi e stanno tutto il giorno sul PC a guardare le criptovalute, i meme, e le frattaglie del pink sheet.
    C'e' in Italia tantissima gente presente nei bar che vive di reddito di cittadinanza.

    Date queste premesse, per diversificare con successo e guadagnare molto in borsa e' sufficiente creare una cd "trading farm" (sintagma pomposo per motivare il ruolo dei collaboratori), ovvero, semplicemente e null'altro, che un ambiente di lavoro con "n" pc ed "n" collegamenti.

    La regola e' semplice: recluti queste persone nullafacenti e le metti a lavorare a cottimo in una delle farm da te create.

    L'istruzione e' semplicemente banale: ogni percettore di reddito di cittadinanza deve seguire "tutto il giorno" delle regole di bouncing - poche e chiare - su pochissimi book, al limite uno solo, di titoli presenti sui mercati orden driven (tanto per capirci non il Nasdaq che e' market driven") Se il trader umano non funziona - ma e' impossibile data l'elementarieta' del compito assegnatogli e i sussidi governativi che lo motivano a non essere stressato in questo secondo lavoro - lo licenzi, vai nel bar e trovi un altro grillino al suo posto. Capitale messo a disposizione dal krumiro, guadagni anche fifty fifty. Nessun rischio perche' tutto nasce e finisce intraday.

    Questa e' l'unica strategia decorrelata dai mercati che conosco.

    I numeri di crescita esponenziali del mercato retail mostrati anche da Reddit, Robin Hood ed altri dimostrano che il progetto delle farm di trader recuperati da quella fascia di persone che non vuole piu' fare il cuoco, il cameriere, la raccolta della frutta, etc. sarebbe fattibile, e se fosse fattibile allora il Mantra del XXI secolo e':

    "CAPORALATO FINANZIARIO"

  2. #12

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    P.A.T., cerchiamo di vederla con l'ottica di avere più strategie a mercato sperabilmente poco correlate dall'aspettativa incerta... si tagliano i rami morti, si lasciano crescere gli altri

    Bayesiano

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    P.A.T., cerchiamo di vederla con l'ottica di avere più strategie a mercato sperabilmente poco correlate dall'aspettativa incerta... si tagliano i rami morti, si lasciano crescere gli altri

    Bayesiano
    Tornando seriamente sull'argomento del 3d, ovvero la massima decorrelazione da raggiungere attraverso strategie market neutral, c'e' un serio problema da risolvere negli ETF che vanno contemporaneamente short e long su un vasto paniere di titoli: lo stealth bear market.

    Non se ne parla piu' diffusamente da anni come se ne parlava inizialmente molto in passato, ma il suo significato dovrebbe essere comprensibile per chiunque - ETF oppure noi - tentasse di replicare un indice con l'acquisto di un paniere dei titoli sottostanti.

    Indico solo un paio di casistiche il cui impatto economico finisce per pesare su qualsiasi tentativo di replica.

    Ipotesi A) Un titolo nel mio portafoglio mi fallisce, io ho una perdita economica ma l'indice non lo subisce perche semplicemente lo toglie dal paniere

    Ipotesi B) Un titolo quotato in IPO viene contabilizzato nell'indice con il prezzo di riferimento iniziale, mentre io ETF che dovrei replicare l'indice sono costretto a comperarlo a mercato. Va meglio delle volte per l'investitore individuale rispetto all'ETF, perche' puo' sempre tentare di partecipare all'IPO e qualche volta essere soddisfatto del riparto.

    Poiche' tutte le IPO nei momenti toro come l'attuale subiscono un deciso boost iniziale a tutto vantaggio dell'indice ma non del replicante, ecco che tutti questi costi nascosti di opportunita' sono subiti ma non pienamente compresi, per cui appena negli anni 90 del secolo scorso si inizio' tardivamente a comprendere la natura bearish dello stealth bear market sebbene non so poi come la letteratura sia riuscita a definire un'entita' dello stesso.

  4. #14

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    In merito alla strategia postata basata sull indipendenza dei risultati fondamentali delle società osservo che:

    1) Ovviamente la base della strategia sarebbe avere ottimi predittiori di analisi fondamentale (non essendo questo segmento da me molto attenzionato evito di dilungarmi).

    2) Poiché l analisi fondamentale dipende da fattori economici essa dipana le sue conseguenze nel medio-lungo termine ora poiché si è detto correttamente che per ridurre il primo membro dell equazione n deve tendere a infinito in ogni caso nel real world n deve essere sufficientemente grande si ha che l indipendenza dei rendimenti è intuitivamente inversamente proporzionale al time frame (per verificare l ipotesi basta fare qualche semplice test). Più è ampio il time frame più decresce L indipendenza piu la covarianza aumenta.

    Sintesi: la strategia proposta sebbene valida si riduce nella sua versione migliore ad una valutazione Macroeconomica unità a stock picking con controllo del rischio limitato soltanto al calcolo del PD (probability of default) con nessuna protezione in caso di situazioni Event Driven per cui il rendimento del portafoglio sopporterebbe drawdown simili o leggermente migliori(in caso di buoni predittori) ad etf tipo IVV. Un esempio vincente di una strategia simile lo da Ackman ed il suo hedge fund Pershing Square. Ottimi rendimenti cumulativi ma varianza dei rendimenti elevata.

    Mia visione: per ridurre la varianza dei rendimenti (dando per scontato un ottimo ritorno cumulativo) L analisi fondamentale non si può applicare per il problema del Time Frame. Per ridurre la varianza bisogna ricercare L indipendenza dei prezzi delle asset class che entrano nel portafoglio e L indipendenza dei prezzi è inversamente proporzionale alla durata dell asset nel portafoglio. Il che per ragioni strutturali taglia fuori L analisi fondamentale.

    Come dicevo Ackman, ma ci anche altri, sono esempi di quello che cerco di dire. Ottimi ritorni cumulativi ma nessuna sostanziale protezione da situazioni Event Driven o black swan e alts varianza dei rendimenti con scarso sharpe ratio.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    Io non sono molto favorevole a strategie market neutral per retail, quantomeno non con l'ottica di lungo termine che le allocazioni basate su fattori necessariamente richiedono.

    Decorrelarsi dal mercato nel lungo periodo ha un costo opportunitá non da poco e che invece un retail tendenzialmente non vuole sostenere.

    Strategie puramente market neutral possono essere inserite in grossi portafogli istituzionali per ottenere una diversificazione che con le tradizionali asset class da molto tempo non é più possibile raggiungere, ma questo perché quei grossi portafogli hanno comunque mandato di tenere una grossa fetta sempre esposta al mercato qualunque cosa succeda, dunque la ricerca di decorrelazione che il long/short puὸ offrire.

    Se sei un retail, hai masse talmente piccole che puoi anche cambiare completamente il portafoglio in pochi minuti e generalmente se le Borse fanno un anno buono lo vuoi fare anche tu.

    Per questo per il retail ritengo più efficaci strategie momentum di lungo periodo attuate usando una manciata di ETF liquidi e "seguendo" il mercato piuttosto che incaponirsi su fattori.

    Il discorso cambia se la neutralitá al mercato si ottiene con strumenti e strategie diversi, ma lí si entra nel campo del trading e dell'arbitraggio statistico ed é una operativitá diversa che esula dai temi trattati qui.
    Ciao Cren.
    Quanto dici è interessante e per certi versi aiuta molto a non perdere tempo in studi inutili concentrandosi su applicazioni facili ma concrete. Però ti chiedo se non sia un controsenso avere poche masse e puntare ad un beta low risk con ritorni bassi comparabili al mercato.
    Cioè un retail è proprio quello che dovrebbe cercare un alpha rilevante, certamente aumentando il rischio ma ottimizzando e fruttando i bassi margini disponibili. Per strategie passive comode servono appunto grossi capitali.
    Non è il caso di cercare strategie su ETF attivi magari momentum o a limite growth con alpha alti?

  6. #16

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    Parto dal presupposto che 99 retail su 100 non troveranno mai (o non avranno modo di cercare) un edge robusto.

    Per questi, nondimeno, il problema di investire resta comunque.

    Il mio messaggio era che, piuttosto che impazzire dietro portafogli long/short e fattori, una gestione più semplice sul solo fattore momentum può dare più soddisfazioni a parità di sforzo.

    Se un retail ha in mano un vero edge, ovviamente segue quello e non ha senso perdere tempo altrove.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    Parto dal presupposto che 99 retail su 100 non troveranno mai (o non avranno modo di cercare) un edge robusto.

    Per questi, nondimeno, il problema di investire resta comunque.

    Il mio messaggio era che, piuttosto che impazzire dietro portafogli long/short e fattori, una gestione più semplice sul solo fattore momentum può dare più soddisfazioni a parità di sforzo.

    Se un retail ha in mano un vero edge, ovviamente segue quello e non ha senso perdere tempo altrove.
    Ciao Cren, ma salvo insider trading perché figlio di o amico di o in possesso di notizie particolari, che tipo di edge (teorica) potrebbe avere un retail?

  8. #18

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    Citazione Originariamente Scritto da asimpleplan Visualizza Messaggio
    Ciao Cren, ma salvo insider trading perché figlio di o amico di o in possesso di notizie particolari, che tipo di edge (teorica) potrebbe avere un retail?
    Non so cosa intendi con «teorica»: di sicuro non la solita macedonia di RSI, linee orizzontali etc.

    Non si può escludere a priori che un retail possa trovare dei nuovi fattori, o in generale individuare dei pattern comportamentali ricorrenti.

    Pensa ad es. al "Gamma squeeze" sui certi titoli su WSB prima che il sito finisse sotto i riflettori per via di GME: diversi potevano aver notato l'inversione del classico legame tra volatility skew e andamento dei titoli su cui SoftBank a quanto pare si prendeva i suoi bei rischi... skew che si impenna lato Call provoca Delta hedging massivo, acquisti per neutralizzare il Delta da parte dei market maker e successivo andamento del titolo etc. etc.

    Nulla vieta al retail di fare ciò che gente come Euan Sinclair fa di professione: passare le giornate a metà tra SSRN, arXiv (in generale: vagliare meticolosamente tutta la ricerca che esce), prototipare, verificare e collaudare possibili inefficienze e costruirsi cruscotti per sfruttare le possibili anomalie finchè resistono.

    Anche qui 9 volte su 10 non fai gran soldi (ricerca pubblicata spesso esaurisce rapidamente l'inefficienza per overcrowding), ma potresti mettere assieme qualcosa di buono sufficiente a fare un po' meglio di chi investe su fattori noti.

  9. #19
    L'avatar di asimpleplan
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio

    Nulla vieta al retail di fare ciò che gente come Euan Sinclair fa di professione: passare le giornate a metà tra SSRN, arXiv (in generale: vagliare meticolosamente tutta la ricerca che esce), prototipare, verificare e collaudare possibili inefficienze e costruirsi cruscotti per sfruttare le possibili anomalie finchè resistono.

    Anche qui 9 volte su 10 non fai gran soldi (ricerca pubblicata spesso esaurisce rapidamente l'inefficienza per overcrowding), ma potresti mettere assieme qualcosa di buono sufficiente a fare un po' meglio di chi investe su fattori noti.
    Infatti mi chiedo (ingenuamente) perché Euan Sinclair poi pubblica i suoi libri causando\permettendo in parte l'overcrowding.

    Nel mondo ideale ci dovrebbe essere il retail professore che trada e crea la sua ricerca SENZA pubblicarla e sfruttando l'edge finchè qualcun'altro (non si sa come ) non lo scova?

  10. #20

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    Citazione Originariamente Scritto da asimpleplan Visualizza Messaggio
    Infatti mi chiedo (ingenuamente) perché Euan Sinclair poi pubblica i suoi libri causando\permettendo in parte l'overcrowding.

    Nel mondo ideale ci dovrebbe essere il retail professore che trada e crea la sua ricerca SENZA pubblicarla e sfruttando l'edge finchè qualcun'altro (non si sa come ) non lo scova?
    Ovviamente se e quando Sinclair pubblica è perchè ritiene che i soldi da libro e pubblicità siano maggiori di quelli residui nell'inefficienza

    Nel mondo ideale il retail ha tutti i dati che gli servono per cercare le inefficienze e tenersele strette: nella pratica, invece, i dati buoni e utili costano così tanto e/o sono così difficili da mettere assieme che approfittare di ciò che fanno ricercatori e altri professionisti spesso ha un ottimo rapporto beneficio/sforzo, almeno per capire quali filoni sono completamente esauriti e quali invece possono avere qualche margine di indagine.

    Niente può sostituire l'osservazione diretta di qualcosa di anomalo e ricorrente, ma piuttosto che niente...

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