Ci risiamo - Pagina 4
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  1. #31
    L'avatar di Lumaca
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    Citazione Originariamente Scritto da Cren Visualizza Messaggio
    Dal punto di vista teorico, dovresti incorporare le tue valutazioni sulla (de)correlazione tra asset direttamente nei rendimenti attesi e nella matrice di covarianza.

    Quindi si pone il solito centrale problema di determinare quando è avvenuto un cambiamento di regime per cui è bene dimenticarsi del passato e guardare solo ai dati più recenti.

    Ciò di cui si lamenta il gestore di Algebris è una cosa che sento noiosamente ripetere da tanto tempo: gestori che lamentano di non saper più come diversificare nel momento in cui la tradizionale decorrelazione tra azioni e obbligazioni traballa; purtroppo, nella mia limitata esperienza con l'asset management italiano non mi risulta di aver mai assistito ad un dibattito serio di come analizzare e usare i dati del mercato per adattarsi a quello che succede: questa roba resta nelle ricerche e nei dipartimenti delle università.

    Quello che io vedo è che da un lato abbiamo una discreta offerta di modelli di asset allocation "data driven" ormai applicati ai fattori e non più ai singoli strumenti, quindi qualcosa di molto "raffinato"; dall'altro gestori che, complici vincoli di mandato ridicoli, troppo stringenti e anacronistici, continuano a fare l'allocazione con la regola del pollice per cui oro e materie prime insieme cubano sempre dal 10% al 15% perchè sì.

    Se posso dare la mia umile e personale opinione, dopo aver visto qualsiasi modello di asset allocation soffrire da cani nel momento in cui lo usano tutti (cfr. Risk Parity), un privato risparmiatore dovrebbe approfittare di non avere vincoli di mandato e abbracciare la filosofia di Taleb: la stragrande maggioranza del portafoglio allocata su investimenti a minimo rischio con reddito fisso e il restante su strategie ad altissimo rischio e perdita limitata.

    Filosoficamente parlando, è l'unica allocazione che ti assicura davvero la decorrelazione che cerchi.
    Il momento del "cambiamento di regime" è fondamentale, così come la necessità di non considerare permanente, o almeno stabile, il nuovo regime.
    L'idea di P.A.T. è stuzzicante, il dubbio è misurare dimensione del vantaggio competitivo del paese più avanti nei vaccini e soprattutto, stimare la velocità di trasmissione positiva del sentiment per la quale ad un certo punto l'investitore inizierà a pensare che stante il miglioramento nel paese A, presto l'ottimismo arriverà anche sul paese B (magari confinante) e se è il caso di spostarsi velocemente da A a B per cercare un ulteriore vantaggio. E' un viaggio veloce e senza sosta, con il rischio di aspettare troppo la coincidenza.

    Per esempio in Europa il vantaggio UK non ha portato conseguenze particolari agli asset azionari, con il Ftse100 che sono negli ultimissimi giorni emerge, mentre a 1 mese paga dazio verso tutti i principali indici Europa.

    Sull'allocation 'taleb(i)ana' ricordo con simpatia quando potevi fare portafogli fixed income e spendere solo una parte della cedola annua attesa per strutture spericolate di opzioni (comprate).

    Ora non è più così e oggettivamente è più complicato. Concordo che la struttura normativa imposta dal regolatore nel tentativo di proteggere il risparmiatore in realtà gli addossa maggiori rischi.

    Da tempo cerco di ipotizzare un portafoglio ideale dove l'asset è cash+quote variabile di rischi estremi, ma su alcuni veicoli il cash non può superare il 10% ... su altri c'è l'imposizione del benchmark e la tagliola del giudizio trimestrale, e via dicendo.

    Non è una questione banale e semplice da affrontare.

    Grazie per il vostro tempo.

  2. #32
    L'avatar di P.A.T.
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    Citazione Originariamente Scritto da Lumaca Visualizza Messaggio
    L'idea di P.A.T. è stuzzicante, il dubbio è misurare dimensione del vantaggio competitivo del paese più avanti nei vaccini e soprattutto, stimare la velocità di trasmissione positiva del sentiment per la quale ad un certo punto l'investitore inizierà a pensare che stante il miglioramento nel paese A, presto l'ottimismo arriverà anche sul paese B (magari confinante) e se è il caso di spostarsi velocemente da A a B per cercare un ulteriore vantaggio. E' un viaggio veloce e senza sosta, con il rischio di aspettare troppo la coincidenza.

    Per esempio in Europa il vantaggio UK non ha portato conseguenze particolari agli asset azionari, con il Ftse100 che sono negli ultimissimi giorni emerge, mentre a 1 mese paga dazio verso tutti i principali indici Europa.
    Avevo ben presente che l'obiettivo non sarebbe la realizzazione un asset allocation performante, aspetto problematico perche' effettivamente richiede di valutare anche "la cinghia di trasmissione" relativa alla diffusione del sentiment positivo.

    In tal caso forse avrei suggerito di pesare la media dei rendimenti sul trend vaccinale, ma confesso che non ci avevo pensato.

    Trattandosi di ipotesi di pura asset allocation ho suggerito invece di pesare sul trend vaccinale la sola varianza dei rendimenti (ovviamente quella attesa in base al modello utilizzato)

    L'obiettivo di pesare la varianza e non la media e' quello di prevenire "la cinghia di trasmissione" relativa alla diffusione del sentiment negativo. Cosa pensera' il mondo intero di quei paesi disorganizzati che ad un certo punto saranno ancora alle prese con degli utopistici piani vaccinali mentre il resto del mondo riprendera' o ha gia' ripreso a marciare a pieno regime ? (Brasile ? I...)

  3. #33
    L'avatar di fricchettone
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    Citazione Originariamente Scritto da amartya78 Visualizza Messaggio
    Quello che dici è vero. Aggiungo solo che ci vuole tanta faccia tosta.

    Ti porto direttamente il mio esempio. Nel 2012 gestivo un piccolo fondo utilizzando metodo quantitativi. Sebbene i risultati non fossero male per me la volatilità dei rendimenti era eccessiva secondo i miei standard. Bene nonostante gli investitori volessero continuare ho chiuso il fondo restituito il capitale. Per farlo ho dovuto inventare una scusa sul cambio di vita.

    Oggi mi ritrovo con modelli quantitativi decisamente migliori sui quali quegli investitori vorrebbero rientrare ma sono io che non me la sento ancora. Più di uno mi ha pure detto che si ritiene informato sul fatto che può perdere tutto il capitale. E rimando di mesi il loro ingresso.

    Certo io sono davvero un caso patologico tra prudenza e rispetto nel gestire il capitale altrui ma forse quello che più mi sconcerta nell assistere a questi eventi è constatare e forse un pizzico invidiare la spregiudicatezza che mi manca.
    Hai una sgr?

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